Negazione della Libertà, della Donna o del Maschilismo?
19 luglio, 2010 - 18:09 di Luna
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In questi giorni il parlamento francese ha approvato, in prima lettura, un progetto di legge che vieta di indossare il velo islamico integrale nei luoghi pubblici.
Nel testo si legge che “le persone saranno, non soltanto, costrette a mostrare il volto all’ingresso dei servizi pubblici, ma anche durante tutto il periodo della loro permanenza”.
Il velo non ha giustificazione nel Corano o nella Sunna (tradizione islamica).
“Un attentato alla libertà di pensiero e di religione!” grida qualcuno.
Per altri, che considerano il velo un simbolo del maschilismo e della negazione della donna, è una presa di posizione a favore del più debole; un voler promuovere, ancora e sempre, i valori della libertà e dell’uguaglianza.
Negazione della Libertà, della Donna o del Maschilismo? è di Luna

Ha tutta l’aria d’essere una difesa della propria identità (cultura), contro l’identità (cultura) altrui.
Finchè resta in termini di confronto civile la trovo del tutto praticabile.
Prima o poi bisognerà arrivare a una sintesi. Alla lunga questo e anche quello non può reggere.
Personalmente, potendo scegliere, al Profeta preferisco Voltaire tutta la vita.
Gli Italiani, in merito, la pensano così:
…Di quel 96% che è a favore della legge (sondaggio del corriere, hanno risposto persone che leggono, si informano…) sarebbe interessante conoscere le singole motivazioni e scoprire verso quali lidi muove il pensiero degli italiani, la nostra cultura…
Tornando alla legge.
Sono sincera, inizialmente di fronte a questo provvedimento ho storto il naso.
Ho pensato anch’io, che potesse essere una forma di difesa o rafforzamento della propria identità contro un’altra: muoversi contro non è un bel progredire.
Poi ho provato a ragione da un altro punto di vista (beh sono schizofrenica!:))
La Francia è molto più aperta, multirazziale di noi. Da tempo vive in stretto contatto con il mondo islamico, con una realtà che,necessariamente deve aver considerato in tutta la sua interezza(dentro e fuori dai suoi confini).
Una realtà pregna di maschilismo che soggioga la donna riducendola ad una forma di schiavitù fisica e mentale di cui il burqa è l’emblema.Molte donne islamiche lottano e muoiono nel tentativo di spogliarsi del burqa, per costruirsi una identità libera da costrizioni.
E’ una lotta intestina. Che stanno portando avanti da sole. Oggi, una legge che intervenga obbligandole a togliersi il velo in realtà è un appoggio, una spinta verso la loro indipendenza; in qualche modo le salva (forse, spero)dalle ritorsioni fisiche cui altrimenti sarebbero soggette.
Una legge che vieti il burqa (intanto nei luoghi pubblici)come gesto a favore della fratellanza e uguaglianza può, deve poter fungere anche da scuotimento delle coscienze, un appiglio per ragionare:
Se lo vietano…possibile che ci sia qualcosa di sbagliato nell’imporlo?
Da qui può partire un cambiamento?
Vive la France!
Luna
Ebbene, se per caso partecipi ad un escursione in terra islamica ti viene indicato come vestirti, devi rispettare la loro cultura.Diciamo che come madre mi è capitato di incrociare all’ingresso di uno spettacolo teatrale per adolescenti una donna “incappucciata “che accompagnava la prole .Mia figlia e le compagnette si sono un pò impressionate, perchè non fà parte della loro cultura, per noi incappucciare è sinonimo di boia, rapinatore, carnevale o processione della settimana santa, è inutile imporre qualcosa che da noi ha un significato diverso.
…aggiungo infine poi il pensiero di una donna che si mostra il più delle volte in atteggiamenti occidentali ed in vesti succinte ,sul web e nel reale, mi chiedo come mai molti uomini di cultura islamica avrebbero piacere nel saggiare queste forme così esposte ? ed allora non è una questione di rispetto per l’immagine della donna coperta e nascosta , ma bensì una forma di repressione nei confronti delle loro stesse connazionali .
Leggendoti, non so per quali contorti collegamenti sinapsici
ho ripensato all’insegnamento di mia madre che continuava a ripetermi di non reagire alle provocazioni degli altri, di non abbassarmi al loro livello.
Era una donna educata e raffinata lei!
Io, per non deluderla, ho rinunciato non so quante volte da bambina a reagire picchiando e inveendo contro chi mi offendeva…
Ripeteva, fervente gandhiana, che un atteggiamento di non violenza avrebbe di certo prodotto esiti favorevoli. Per tutti.
Mi sono tenuta le bambole rotte. Perdonato e sperato che il mio atteggiamento potesse servire a qualcuno/qualcosa…
Qualche volta funziona.
Altre volte no.
Il sig. Pietro, portiere dello stabile dove abitavo, probabilmente mosso da gran pena per quello scricciolo di bambina con un sorriso in segno di pace, incassava e provava a ragionare sull’inutilità dei dispetti, un giorno mi ha detto: regazzì! (siamo di Roma) la prossima volta che quella smorfiosa te fà der male, mollaje n’cazzotto, cor pugno chiuso, je devi fà male, sinnò nun la pianta de datte er pilotto!”
Aveva ragione anche lui.
L’ho picchiata con il sorriso sulle labbra,per il bene comune, miracolosamente siamo diventate grandi amiche!
Tutto questo preambolo per dire che talvolta le maniere forti servono.
Tu scrivi che nella loro terra ti indicano come vestirti ed è vero.
E’ necessario conformarsi alle loro abitudini per poter vivere (senza paura).
In occidente non subiscono le stesse imposizioni sono liberi di esprimersi in nome della libertà di pensiero e religione.
Anzichè ragionare su questa possibilità, allargando pensiero e vedute, la usano a loro vantaggio.Rafforzando l’idea che se nessuno li contrasta è perchè sono nel giusto…
La Francia gli sta imponendo un altolà!(il cazzotto del sig.Pietro?:)) Benvenga!
Non resta che attendere gli sviluppi…
Luna
La Francia ha una solidissima tradizione di Stato laico, quindi chi la governa ha giustamente preteso di regolamentare un uso , quello del velo, secondo le leggi laiche. Rimane poco da dire a riguardo, credo che il discorso della oppressione femminile non centri il problema, molte donne potrebbero opporre, e lo fanno, l’argomento di voler esse stesse mettere il velo. Infatti mi risulta che fra le giovani dell’islam impazza la voglia di velo. Che sia spontaneo desiderio, o che sia indotto a noi non deve interessare , avremmo solo un mucchio di chiacchere inutili: le leggi dello Stato in cui si vive o si soggiorna sia pure brevemente, si rispettano, e debbono essere uguali per tutti. Impariamo anche le cose buone che vengono da fuori italia e non arraffiamo solo il ciarpame, e questa legge francese, è una ottima cosa.
E’ un aspetto del problema.Nel momento in cui siamo chiamati ad esprimere il nostro parere sulla validità o meno di una legge credo sia un bene valutarne i molteplici effetti.
Leggendo le notizie che arrivano dal mondo islamico (Asia news)e le varie denunce fatte da scrittici, come ad esempio Taslima Nasreen” Nella maggior parte dei paesi musulmani le donne continuano ad essere soggette, come settecento anni fa, al giogo della sharia. Dovunque guardo, intorno a me vedo donne maltrattate e oppresse in nome della religione; ci sono uomini che le tengono incatenate, velate, analfabete e in cucina: forse che non era un mio preciso dovere protestare?». «Ho cominciato a scrivere contro la discriminazione religiosa e contro l’oppressione delle donne. Non ho potuto sottrarmi a questo dovere. Scrivo per le donne, ma anche per tutti quelli che sono oppressi e perseguitati.”
Continuo a credere che questa legge sia un bene, anche, sotto il punto di vista della libertà delle donne.
La voglia di velo non impazza tra le giovani dell’Islam bensì tra le occidentali convertite (o presunte tali) che lo indossano perchè non hanno altro a cui pensare!
Detto questo é laico(evito di usare il termine sacrosanto!:))che le leggi dello stato in cui si vive si debbano rispettare.
Questa legge però arriva dopo l’insediamento in Francia, e da tempo, di comunità islamiche…Forse vuole dire altro.
Luna
Perchè soffermarsi sul velo? Esiste una legge che vieta di presentarsi in pubblico col volto coperto, che sia passamontagna. casco integrale o maschera di carnevale fuori stagione. punto. A ben guardare anche un cerone, un trucco pesante e interventi estetici esagerati con parruccona dovrebbero essere vietati. nei loro paesi devi vestirti come vogliono loro,non vedo perchè qui siamo noi a dover essere permissivi. Capisco un copricapo che lascia coperto il viso, come d’altra parte le nostre suore usano, ma il burqa no! Se no cosa le mettono a fare le telecamere? In pratica comunque succede così, che le donne sottomesse non usciranno di casa, quindi DOVREBBE SCATTARE anche il sequestro di persona, o induzione alla schiavitù, non so di legge, ma una cosa del genere.
Attenzione. molti segnali dicono che vogliono imporre le loro leggi, prendendosi tutte le libertà che dA loro swono negate. Non sono nè razzista nè della lega nord, ma ho visto da vicino i loro comportamenti. Ad esempio so che il ballo del ventre non lo fanno le arabe ma ragazze occidentali. Come dire ci piace vedere la donna nuda, o quasi ,ma non deve essere la nostra