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Nè lo Profondo Inferno li Riceve, ch’Alcuna Gloria i Rei Avrebber d’Elli

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Molti di voi mi criticheranno, riceverò commenti offensivi, come già accaduto, ne sono sicuro, oppure la mia proposta sarà ignorata, probabile. Almeno non sono solo, c’è anche Boris Borgato con me. Mi rendo conto che è un’iniziativa pericolosa, in questo campo fioccano le querele e gli insulti, non sarebbe la prima volta, ma perché tacere?

Dante condanna all’anti inferno (nemmeno all’inferno perchè “nè lo profondo inferno li riceve, ch’alcuna gloria i rei avrebber d’elli“) gli ignavi, coloro che nella propria vita vissero senza infamia e senza lode, senza prendere una posizione, facendo finta di niente.

“Questo misero modo tegnon l’anime triste di coloro che visser sanza ‘nfamia e sanza lodo.

Mischiate sono a quel cattivo coro de li angeli che non furon ribelli nè fur fedeli a Dio, ma per sè furono.”

Preferisco rischiare quindi, preferisco prendere una posizione netta, lottare per ciò in cui credo perchè anch’io, a mio tempo, sono stato vittima di questo perverso sistema. Credo nei libri, credo negli editori, quelli onesti che fanno letteratura senza chiedere soldi e disprezzo quelli che invece lo fanno. Quelli che sfruttano gli autori esordienti per chiederli contributi alti (1500 euro), esorbitanti (3000 euro per poche copie), folli (6000 euro).

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Quelli che sfruttano gli esordienti per chiederli contributi punto. Mi imbarco su una nave che a stento sta a galla, per attraversare un oceano pieno di insidie, ma credo nel mio mezzo. Salgari, pochi lo sanno (io stesso fino a pochi giorni fa non ero a conoscenza di questa triste storia), si tolse la vita per la disperazione lasciano una lettera ai figli e una missiva sarcastica agli editori:« A voi che vi siete arricchiti con la mia pelle, mantenendo me e la mia famiglia in una continua semi-miseria od anche di più, chiedo solo che per compenso dei guadagni che vi ho dati pensiate ai miei funerali. Vi saluto spezzando la penna. »

Brano che ci deve far riflettere. Il mercato editoriale italiano è marcio. Silvia Ognibene analizza il fenomeno dell’editoria a pagamento nel libro-inchiesta “Esordienti da spennare” (Terre di mezzo editore) nel quale cerca di mettere in guardia gli autori esordienti da questi pseudo editori.

I problemi di fondo infatti sono due:

  1. L’ansia da copertina di molti scrittori o pseudo tali.
  2. La mancanza di informazione.

Benchè pubblicare a pagamento venga vista come una cosa vergognosa, da nascondere, molti esordienti credono che questo sia l’unico modo per pubblicare il loro libro. Non sanno invece che esistono alcune case editrici medio piccole che pubblicano esordienti gratuitamente senza chiedere i contributi. Bisogna mettere in guardia tali autori e quale miglior modo che una petizione anti editori a pagamento?

Ebbene vi invito a sottoscrivere tale petizione. Sarebbe anche interessante discutere di tale fenomeno qui su Mente Critica.

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Francesco Giubilei
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Comments

9 Risposte a “Nè lo Profondo Inferno li Riceve, ch’Alcuna Gloria i Rei Avrebber d’Elli”
  1. mc scrive:

    Ciao Giubilei.
    prima di tutto una nota metodologica. Non mi piace quando qualcuno inizia un’argomentazione dicendosi sicuro che gli altri non saranno d’accordo e che lo contesteranno. E’ un sistema retorico un po’ rozzo per attenuare la critica e spostare il baricentro della discussione sulla contestazione e non sui fatti. Se un argomento è ben motivato, certi sistemi sono dannosi.

    E veniamo al punto che, come dicevo, è interessante , ma mal motivato.
    Ci sono dei precedenti illustri. Eco parla del problema nel suo “Pendolo” quando descrive il funzionamento delle due case editrici del signor Garamond. Comunque, il “Pendolo” di Eco è un po’ difficile e, siccome adesso va di moda la versione per idioti “Il Codice Da Vinci” è stato un po’ dimenticato.

    L’editoria a pagamento soddisfa un bisogno. Il bisogno di coloro che non si contentano di scrivere, ma vogliono anche che gli altri leggano e sappiano che loro scrivono. In effetti attiene ad una debolezza umana che alcuni, come me, soddisfano con internet ed altri, invece, preferiscono concretizzare in un libro con il loro nome scritto sopra.

    E’ ovvio che, se c’è un bisogno, qualcuno si attrezza per soddisfarlo. Si chiama liberismo, capitalismo o libero mercato. Scegli tu.

    Quindi perché una petizione contro gli editori a pagamento?
    Diverso è il caso di chi usa la debolezza altrui per farne mercimonio. Se entra in mezzo l’inganno, la falsa promessa, la bugia, allora non si chiama editoria a pagamento, ma truffa.
    In questa situazione, se si dispone di prove, non si attiva una petizione, ma una denuncia.

    Comunque, visto che tutti si fermano a dan brown ed alle sue miserrime fesserie, ti ho dato spazio perché so che il problema della truffa e dell’inganno esistono e spero che questo allarme che lanci anche tramite MC possa aiutare gli scrittori esordienti e anche un po’ vanitosi che scelgono di pubblicare a loro spese.

    (Non c’è niente di male, molti grandi scrittori hanno iniziato così’, ma non fatevi spennare)

    [Rispondi a questo commento]

  2. Fully scrive:

    Mi sbaglierò, ma mi sembra un po’ come fare una petizione contro i “maghi” o le VanneMarchi in TV. A me parrebbe una sciocchezza…
    (E sì che il titolo del pezzo era così accattivante!)

    [Rispondi a questo commento]

  3. administrator scrive:

    Francesco Giubilei è un ragazzo molto giovane. Va ancora al liceo. Va incoraggiato e, se necessario, indirizzato.
    E’ per questo che faccio il professore burbero, ma mi piace molto la sua vocazione all’arte ed alla letteratura.
    Qualche Giubilei in più e qualche furbacchione di meno farebbero tanto bene al nostro povero paese :mrgreen:

    [Rispondi a questo commento]

  4. ASSU scrive:

    Francesco è un bravo ragazzo, animato da idealismi che vanno rispettati e da una voglia di fare che, differentemente da quanto si pensa, è piuttosto frequente negli adolescenti. Già in un’altra occasione, sul mio blog, mi sono trovata a spiegarlo e “difenderlo” pur non condividendo le sue posizioni.
    Rispetto all’editoria a pagamento, la mia posizione, come ho già avuto modo di affermare in altre occasioni, è di assoluto rifiuto. Personalmente, tuttavia, sposto l’attenzione più che sull’imprenditore – in questo condivido in pieno MC – che se è un truffatore va denunciato, sulla variegata e popolata schiera di neo scrittori o presunti tali.
    [Non intendo aprire una discussione su chi abbia o meno il diritto di scrivere e ritenersi scrittore. Ne scaturirebbe l’ennesimo sterile linciaggio mediatico.]

    Vedi, Francesco: qui non siamo di fronte a vittime immolate in nome di chissà che cosa. Qui siamo di fronte a persone che, definendosi scrittori, si auto-posizionano in un segmento di cultura medio-alta, di “intellettuali”, di pensatori. Persone che, più di altre, dovrebbero avere coscienza di come vanno le cose in questo mondo. Persone che – consapevolmente – decidono di pubblicare a pagamento perché non accettano un no come risposta, non accettano di attendere, non accettano di rivedere i propri manoscritti. Persone che scelgono di “pubblicare a ogni costo”.

    Posso non condividere. Posso spiegare loro che farebbero meglio a rivolgersi a una tipografia e stamparselo da sé, ché risparmierebbero. Posso dire loro di pubblicare con “lulu.com” (Dio ce ne scampi!). Ma cos’avrei risolto? Il marasma editoriale resta. Ma soprattutto resta il pressante bisogno di pubblicare: Pubblico ergo sum.

    [Rispondi a questo commento]

  5. Intanto grazie per l’ospitalità.
    Premetto che inviai questo articolo alcuni giorni fa e che sono cambiate molte cose da quel momento.
    Boris Borgato ha preferito prendere un’altra strada e ci siamo separati in questa lotta contro gli editori a pagamento.
    Ora io sono fuori dalla petizione ma continuo a sostenere il mio pensiero.
    Cogliamo questo articolo per lo meno come costruttivo momento di discussione su un argomento importante e al contempo spigoloso per il panorama editoriale.
    Venendo ai vostri commenti.

    ” spero che questo allarme che lanci anche tramite MC possa aiutare gli scrittori esordienti e anche un po’ vanitosi che scelgono di pubblicare a loro spese.”

    Gli editori a pagamento continueranno a esistere, chi crede che scompariranno è un illuso o un sognatore, come continueranno a esistere gli autori con l’ansia da copertina che non sanno mettersi in discussione e che credono che i propri libri siano dei capolavori.
    Esistono però anche tante brave persone, che vogliono avvicinarsi alla scrittura, onestamente, esordienti che cascano nella trappola dell’editoria a pagamento perchè, sovente, male informati.
    Il mio obbiettivo è quello di dare la possibilità agli autori esordienti di fare una scelta, in serenità, di far sapere che esistono anche tante case editrici non a pagamento che pubblicano esordienti.
    Se alcuni esordienti sceglieranno poi di pubblicare a pagamento tanto peggio per loro.

    “Mi sbaglierò, ma mi sembra un po’ come fare una petizione contro i “maghi” o le VanneMarchi in TV. A me parrebbe una sciocchezza…”

    Allora Fully cosa facciamo, viviamo nell’omertà e facciamo finta di niente?

    Assu, hai ragione, è il classico fenomeno dell’ansia “da copertina”.

    [Rispondi a questo commento]

  6. Silent Enigma scrive:

    il tuo entusiasmo mi conforta, francesco.

    sei parte di una generazione asettica e votata al consumo incondizionato di tutto. una testa che ragiona così alla tua età non può che farci sperare in meglio

    [Rispondi a questo commento]

  7. Ayesha scrive:

    Il problema di fondo è un altro: non ci sono abbastanza lettori.
    Allora, sia che tu pubblichi scucendo soldi, sia che tu non paghi un centesimo, i lettori sempre pochi rimangono….quindi, almeno, se tu non hai pagato, non guadagnerai nulla, amen! Ma se non ti legge nessuno e per giunta hai pure pagato, bè, della serie, cornuto e mazziato!
    Però è anche vero che spesso l’autore che paga è quello che si stufa di aspettare che arrivi l’occasione d’oro e quindi, per affrettare i tempi, magari sa che avrà modo, dico per dire, di parlare della sua opera alla radio, chisseneimporta, paga e buonanotte. Avrà occasione, una volta uscito il libro, di farsi conoscere, pazienza se ha pagato.
    Magari gli capiterà di vincere un concorso e di essere conosciuto, ma magari succederà quando avrà 80 anni, (come è capitato a Camilleri).

    [Rispondi a questo commento]

  8. Sono la fondatrice del portal Writer’s Dream, dedicato agli scrittori esordienti e perennemente in lotta contro la disinformazione editoriale.

    Abbiamo avuto diverse controversie con case editrici che volevano essere rimosse dalla nostra Lista EAP (editori a pagamento), abbiamo ricevuto minacce di denunce e molto altro (cerca su Google: caso MJM) ma non ci siamo mossi di un millimetro dalla nostra posizione.

    E continueremo a non farlo.

    [Rispondi a questo commento]

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