Nè lo Profondo Inferno li Riceve, ch’Alcuna Gloria i Rei Avrebber d’Elli
18 gennaio, 2008 - 18:00 di Francesco Giubilei
Archiviato in La diversa Opinione, Leggere, Meccanica delle Cose
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Molti di voi mi criticheranno, riceverò commenti offensivi, come già accaduto, ne sono sicuro, oppure la mia proposta sarà ignorata, probabile. Almeno non sono solo, c’è anche con me. Mi rendo conto che è un’iniziativa pericolosa, in questo campo fioccano le querele e gli insulti, non sarebbe la prima volta, ma perché tacere?
“Questo misero modo tegnon l’anime triste di coloro che visser sanza ‘nfamia e sanza lodo.
Mischiate sono a quel cattivo coro de li angeli che non furon ribelli nè fur fedeli a Dio, ma per sè furono.”
Preferisco rischiare quindi, preferisco prendere una posizione netta, lottare per ciò in cui credo perchè anch’io, a mio tempo, sono stato vittima di questo perverso sistema. Credo nei libri, credo negli editori, quelli onesti che fanno letteratura senza chiedere soldi e disprezzo quelli che invece lo fanno. Quelli che sfruttano gli autori esordienti per chiederli contributi alti (1500 euro), esorbitanti (3000 euro per poche copie), folli (6000 euro).

Quelli che sfruttano gli esordienti per chiederli contributi punto. Mi imbarco su una nave che a stento sta a galla, per attraversare un oceano pieno di insidie, ma credo nel mio mezzo. Salgari, pochi lo sanno (io stesso fino a pochi giorni fa non ero a conoscenza di questa triste storia), si tolse la vita per la disperazione lasciano una lettera ai figli e una missiva sarcastica agli editori:« A voi che vi siete arricchiti con la mia pelle, mantenendo me e la mia famiglia in una continua semi-miseria od anche di più, chiedo solo che per compenso dei guadagni che vi ho dati pensiate ai miei funerali. Vi saluto spezzando la penna. »
Brano che ci deve far riflettere. Il mercato editoriale italiano è marcio. Silvia Ognibene analizza il fenomeno dell’editoria a pagamento nel libro-inchiesta “Esordienti da spennare” (Terre di mezzo editore) nel quale cerca di mettere in guardia gli autori esordienti da questi pseudo editori.
I problemi di fondo infatti sono due:
- L’ansia da copertina di molti scrittori o pseudo tali.
- La mancanza di informazione.
Benchè pubblicare a pagamento venga vista come una cosa vergognosa, da nascondere, molti esordienti credono che questo sia l’unico modo per pubblicare il loro libro. Non sanno invece che esistono alcune case editrici medio piccole che pubblicano esordienti gratuitamente senza chiedere i contributi. Bisogna mettere in guardia tali autori e quale miglior modo che una petizione anti editori a pagamento?
Ebbene . Sarebbe anche interessante discutere di tale fenomeno qui su Mente Critica.
Nè lo Profondo Inferno li Riceve, ch’Alcuna Gloria i Rei Avrebber d’Elli è di

Ciao Giubilei.
prima di tutto una nota metodologica. Non mi piace quando qualcuno inizia un'argomentazione dicendosi sicuro che gli altri non saranno d'accordo e che lo contesteranno. E' un sistema retorico un po' rozzo per attenuare la critica e spostare il baricentro della discussione sulla contestazione e non sui fatti. Se un argomento è ben motivato, certi sistemi sono dannosi.
E veniamo al punto che, come dicevo, è interessante , ma mal motivato.
Ci sono dei precedenti illustri. Eco parla del problema nel suo "Pendolo" quando descrive il funzionamento delle due case editrici del signor Garamond. Comunque, il "Pendolo" di Eco è un po' difficile e, siccome adesso va di moda la versione per idioti "Il Codice Da Vinci" è stato un po' dimenticato.
L'editoria a pagamento soddisfa un bisogno. Il bisogno di coloro che non si contentano di scrivere, ma vogliono anche che gli altri leggano e sappiano che loro scrivono. In effetti attiene ad una debolezza umana che alcuni, come me, soddisfano con internet ed altri, invece, preferiscono concretizzare in un libro con il loro nome scritto sopra.
E' ovvio che, se c'è un bisogno, qualcuno si attrezza per soddisfarlo. Si chiama liberismo, capitalismo o libero mercato. Scegli tu.
Quindi perché una petizione contro gli editori a pagamento?
Diverso è il caso di chi usa la debolezza altrui per farne mercimonio. Se entra in mezzo l'inganno, la falsa promessa, la bugia, allora non si chiama editoria a pagamento, ma truffa.
In questa situazione, se si dispone di prove, non si attiva una petizione, ma una denuncia.
Comunque, visto che tutti si fermano a dan brown ed alle sue miserrime fesserie, ti ho dato spazio perché so che il problema della truffa e dell'inganno esistono e spero che questo allarme che lanci anche tramite MC possa aiutare gli scrittori esordienti e anche un po' vanitosi che scelgono di pubblicare a loro spese.
(Non c'è niente di male, molti grandi scrittori hanno iniziato così', ma non fatevi spennare)
Mi sbaglierò, ma mi sembra un po' come fare una petizione contro i "maghi" o le VanneMarchi in TV. A me parrebbe una sciocchezza…
(E sì che il titolo del pezzo era così accattivante!)
Francesco Giubilei è un ragazzo molto giovane. Va ancora al liceo. Va incoraggiato e, se necessario, indirizzato.
E' per questo che faccio il professore burbero, ma mi piace molto la sua vocazione all'arte ed alla letteratura.
Qualche Giubilei in più e qualche furbacchione di meno farebbero tanto bene al nostro povero paese
Francesco è un bravo ragazzo, animato da idealismi che vanno rispettati e da una voglia di fare che, differentemente da quanto si pensa, è piuttosto frequente negli adolescenti. Già in un’altra occasione, sul mio blog, mi sono trovata a spiegarlo e “difenderlo” pur non condividendo le sue posizioni.
Rispetto all’editoria a pagamento, la mia posizione, come ho già avuto modo di affermare in altre occasioni, è di assoluto rifiuto. Personalmente, tuttavia, sposto l’attenzione più che sull’imprenditore – in questo condivido in pieno MC – che se è un truffatore va denunciato, sulla variegata e popolata schiera di neo scrittori o presunti tali.
[Non intendo aprire una discussione su chi abbia o meno il diritto di scrivere e ritenersi scrittore. Ne scaturirebbe l’ennesimo sterile linciaggio mediatico.]
Vedi, Francesco: qui non siamo di fronte a vittime immolate in nome di chissà che cosa. Qui siamo di fronte a persone che, definendosi scrittori, si auto-posizionano in un segmento di cultura medio-alta, di “intellettuali”, di pensatori. Persone che, più di altre, dovrebbero avere coscienza di come vanno le cose in questo mondo. Persone che – consapevolmente – decidono di pubblicare a pagamento perché non accettano un no come risposta, non accettano di attendere, non accettano di rivedere i propri manoscritti. Persone che scelgono di “pubblicare a ogni costo”.
Posso non condividere. Posso spiegare loro che farebbero meglio a rivolgersi a una tipografia e stamparselo da sé, ché risparmierebbero. Posso dire loro di pubblicare con “lulu.com” (Dio ce ne scampi!). Ma cos’avrei risolto? Il marasma editoriale resta. Ma soprattutto resta il pressante bisogno di pubblicare: Pubblico ergo sum.
Intanto grazie per l'ospitalità.
Premetto che inviai questo articolo alcuni giorni fa e che sono cambiate molte cose da quel momento.
Boris Borgato ha preferito prendere un'altra strada e ci siamo separati in questa lotta contro gli editori a pagamento.
Ora io sono fuori dalla petizione ma continuo a sostenere il mio pensiero.
Cogliamo questo articolo per lo meno come costruttivo momento di discussione su un argomento importante e al contempo spigoloso per il panorama editoriale.
Venendo ai vostri commenti.
" spero che questo allarme che lanci anche tramite MC possa aiutare gli scrittori esordienti e anche un po’ vanitosi che scelgono di pubblicare a loro spese."
Gli editori a pagamento continueranno a esistere, chi crede che scompariranno è un illuso o un sognatore, come continueranno a esistere gli autori con l'ansia da copertina che non sanno mettersi in discussione e che credono che i propri libri siano dei capolavori.
Esistono però anche tante brave persone, che vogliono avvicinarsi alla scrittura, onestamente, esordienti che cascano nella trappola dell'editoria a pagamento perchè, sovente, male informati.
Il mio obbiettivo è quello di dare la possibilità agli autori esordienti di fare una scelta, in serenità, di far sapere che esistono anche tante case editrici non a pagamento che pubblicano esordienti.
Se alcuni esordienti sceglieranno poi di pubblicare a pagamento tanto peggio per loro.
"Mi sbaglierò, ma mi sembra un po’ come fare una petizione contro i “maghi” o le VanneMarchi in TV. A me parrebbe una sciocchezza…"
Allora Fully cosa facciamo, viviamo nell'omertà e facciamo finta di niente?
Assu, hai ragione, è il classico fenomeno dell'ansia "da copertina".
il tuo entusiasmo mi conforta, francesco.
sei parte di una generazione asettica e votata al consumo incondizionato di tutto. una testa che ragiona così alla tua età non può che farci sperare in meglio
Grazie Silent.
Il problema di fondo è un altro: non ci sono abbastanza lettori.
Allora, sia che tu pubblichi scucendo soldi, sia che tu non paghi un centesimo, i lettori sempre pochi rimangono….quindi, almeno, se tu non hai pagato, non guadagnerai nulla, amen! Ma se non ti legge nessuno e per giunta hai pure pagato, bè, della serie, cornuto e mazziato!
Però è anche vero che spesso l’autore che paga è quello che si stufa di aspettare che arrivi l’occasione d’oro e quindi, per affrettare i tempi, magari sa che avrà modo, dico per dire, di parlare della sua opera alla radio, chisseneimporta, paga e buonanotte. Avrà occasione, una volta uscito il libro, di farsi conoscere, pazienza se ha pagato.
Magari gli capiterà di vincere un concorso e di essere conosciuto, ma magari succederà quando avrà 80 anni, (come è capitato a Camilleri).
Sono la fondatrice del portal Writer’s Dream, dedicato agli scrittori esordienti e perennemente in lotta contro la disinformazione editoriale.
Abbiamo avuto diverse controversie con case editrici che volevano essere rimosse dalla nostra Lista EAP (editori a pagamento), abbiamo ricevuto minacce di denunce e molto altro (cerca su Google: caso MJM) ma non ci siamo mossi di un millimetro dalla nostra posizione.
E continueremo a non farlo.
A diversi mesi dal mio ultimo commento mi accorgo che io e Ayesha – una staffer del Writer’s Dream – ci eravamo incontrate mesi e mesi prima di conoscerci ufficialmente…wow
Comunque… sono qui solo per una cosa: comunicare che WD ha stilato – nel nuovo sito linkato nel mio nick – tre liste, denominate Inferno, Purgatorio e Paradiso. Indovinate come mai?
Ciao Ayame
perché non scrivi un pezzo per MC che descrive il fenomeno?
Possibilmente senza riferimenti non verificabili on line, altrimenti con l’esposizione che ha questo sito ci becchiamo una querela e non abbiamo soldi per gli avvocati.
Per le liste si potrebbe linkare poi il vostro sito.
Se ti va puoi mandare il pezzo qui:
http://www.mentecritica.net/mandaci-un-articolo/
Volentieri… molto volentieri.
Per “fatti verificabili online” posso mettere anche link al nostro sito? Tutto ciò che pubblichiamo è frutto di test ed è assolutamente e totalmente vero…
Mi spiego
se dici che X prende soldi per stampare devi linkare la pagina del suo sito dove c’è scritto che per stampare chiede un tot
Se invece, come credo, la pagina non c’è devi dire : al signor Nome e Cognome è stata chiesta la tot cifra per stampare. Il signor Nome e Cognome dispone delle lettere di cui allego copia (scan)
Se nemmeno questo è possibile allora non puoi fare il nome della casa editrice X perché sarebbe solo un sentito dire.
Però, se vuoi, puoi parlare del fenomeno, dei sistemi che usano per attirare clienti, dei trucchi, delle tariffe. Tutto in generale. Poi, in coda al pezzo, puoi linkare il vostro sito dicendo che lì esistono delle liste. In questo caso voi vi prendete la responsabilità delle liste e pagate la parcella dell’avvocato, ma noi diffondiamo l’informazione
Oh, ho un avvocato che mi tutela gratis
Chiarissimo, mi adeguo ^_^
Davide Camponeschi che è a capo di statale 11 casa editrice equivalente ad una tipografia, vi lega ad un contratto dove ogni obbligo da parte sua è inadempiuto in quanto dopo avergli dato i soldi non segue nessun tipo di pubblicità del libro messo sul mercato. Pochi sanno che possono rivendicare tutto ciò per vie legali, riavendo dietro i soldi del famoso contributo che altro non è pagarsi i libro stampato e consegnare il triplo del costo ad un personaggio molto discutibile. Fate attenzione, noi ci siamo uniti per far finire questo giochetto. Ci stiamo rivolgendo ad un noto tg. Questa gente deve andare a lavorare e giustificare cio che non ha adempiuto contrattualmente. Chi è possessore di contratto con statale 11 si metta ion contatto con noi autori, avrà tutto il nostro supporto.
Comment from kelkoo
Time: 30 Novembre, 2010, 2:53 am
Io so che uno sprovveduto ha firmato un contratto con statale 11 e hanno trovato un motivo per denunciarlo, é vero?
Comunque io non firmerò mai nulla.. se questi ti possono mandare pure in galera oltre a toglierti i soldi per stampare un libro!!
Comment from Pereppe
Time: 30 Novembre, 2010, 7:28 pm
In un mio scritto, ho commentato: “La storia la scrivono i vincitori, non importa se siano dalla parte del torto o della ragione… Comunque sono vincitori, e quindi possono scrivere quello che vogliono, senza essere contraddetti!”.
Parimenti, oggi i vincitori nella scrittura (leggi: agganciati al potere), non importa se scrivino male o bene, dettano la storia attuale. Ai posteri saranno tramandate le loro “verità“, mentre di scritti spesso pregevoli non si saprà mai nulla, proprio perché non “agganciati”…
Comment from ROLF
Time: 11 Dicembre, 2010, 11:01 am
Ci stiamo organizzando, l’unione fa la forza.
Attenzione Attenzione.
Carissimi colleghi.
ho letto con molto interesse i vari commenti, della quale ne siete state vittime, e della quale ne faccio anche parte, nei confronti della casa editr statale 11.
E`inutile piangerci sopra. Nella vita, bisogna sapersi rialzare, e affrontare il problema di petto. Tutti i veri personaggi, sia di alto e basso livello sociale, anno sempre lottato, per delle vere cause, per un vero ideale.La maggior parte, si sono sacrificati, dai loro carnefici lottando, finendo in galera, torturati e uccisi. Questo é su cesso perché erano dei personaggi scomodi per il potere. ( non é nel nostro caso)La mia domanda che propongo a tutti gli interessati, gabbati dalle case editr a pagamento e non: intendo quelle tutte quelle che abusano a scopo di truffa, facendo soldi sulle nostre spalle. Se restiamo uniti in questa causa, possiamo vincere, ed ottenere la nostra restituzione di dignità, il nostro rispetto, e i nostri soldi sudati con il nostro onesto lavoro.
Pongo questa domanda, che vi dovete fare?
Volete arrendervi. Se si, oltre la delusione avuta, la rabbia, e la rassegnazione, il rammarico, oltre il danno la beffa, e senso di impotenza contro queste brave persone che truffano nel limite dell’inganno, escogitando l’indifferenza morale, e l’onesta di noi scrittori emergenti, nelle loro operazioni truffaldine, dando altre la possibilità ad altre persone di entrare in questo circolo vizioso che ben conosciamo.
La 2 alternativa é: assumere collettivamente un legale, che sappia diffendere la nostra causa ed i nostri interessi, sino in fondo, con lo scopo di intentare una causa, ovviamente, ognuno deve partecipare finanziariamente, (CON UNA MODESTA SOMMA), da concordare con la parte che difende i nostri interessi.
La 3 soluzione: é quella di denunciare la vicenda al programma Mi manda rai 3., che ritengo anche una buona soluzione. Anche perché, una grande partecipazione dei cittadini, non solo italiani, vengono a conoscenza, ed informati su questa tematica, veramente scandalosa, ed avremmo anche forse la possibilità di vedere restituiti i nostri soldi, che abbiamo investito in questo processo editoriale.
Chi é d’accordo si faccia sentire, e si metta in contatto con il sottoscritto. Mio numero telefonico, dalla Svizzera è 091.871.11.73. OPPURE MIA IMEIL é ROLF.358@GMAIL.COM. Tutti uniti ed insieme saremo una spina nel fianco di queste case editrici. Un caro saluti, e a tutti auguro un buona fortuna. R.C
Comment from Symo
Time: 13 Dicembre, 2010, 12:07 pm
Salve a tutti, nel campo dell’editoria per gli scrittori emergenti, cosa ne pensate di questo editore?
Comment from ROLF
Time: 16 Dicembre, 2010, 4:38 pm
Contratti a pagamento!
Un buon consiglio.
Prima di firmare un contratto editoriale. Se non siete esperti, rivolgetevi ad una persona competente. Esempio ad un legale di vostra fiducia, o una persona competente in questo ambito. Almeno andate sul sicuro.
Nei vari articoli contrattuali si nascondono delle vere trappole, a vostro discapito.
Saluti a tutti gli interessati. R.C
Comment from ROLF
Time: 18 Dicembre, 2010, 11:31 am
Attenzione novità.
Le persone che anno avuto problemi con la casa editrice statale 11. nella pubblicazione del proprio libro ( della quale non anno ottemperato agli obblighi contrattuali) si mettano in contatto con il sottoscritto. messenger schtupsi21@hotmail.it
Comment from ROLF
Time: 19 Dicembre, 2010, 9:04 am
Symo. o visualizzato e letto http:www.boopen.com
Diffidare. Nessuno fa niente per niente. La conosci la storiella di pinocchio il gatto e la volpe. Tutti promettono serietà, trasparenza in questo mondo virtuale.
Comment from Rosy
Time: 26 Dicembre, 2010, 1:59 pm
Anch io ho avuto a che fare con statale 11.. Ti editano e poi spariscono, mancando agli obblighi presi cHe sono quelli della distribuzione.. Poi chi si permette di dirgli qualcosa o si negano e lasciano le segretarie o denunciano come e’ successo ad uno scrittore.. Mai più edizioni a pagamento, speculano sui nostri sogni.. Sto scrivendo il secondo ma lo pubblico io e lo vendo io su internet!!! Ciao