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	<title>Commenti a: Nè Fiori, nè Opere di Bene</title>
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	<description>Fece Tanto Freddo che Tutti ci Ammalammo di Anarchia</description>
	<lastBuildDate>Sun, 12 Feb 2012 11:45:00 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: fma</title>
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		<dc:creator>fma</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 15:47:48 +0000</pubDate>
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		<description>Hai sicuramente i tuoi buoni motivi per pensare che in fatto di solidarietà e aiuto al prossimo funzioni meglio il privato del pubblico, tuttavia non sarebbe male se ti documentassi, come hai dimostrato di saper fare per il preservativo ;) , su che cos&#039;erano nello Stato Pontificio, in Italia, in Europa, l&#039;Assistenza, la Sanità, la Previdenza, la Scuola, quand&#039;erano affidate al buon cuore, prima che le leggi dello stato le normassero, facendole così come oggi noi le conosciamo.
Saluti anche a te.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Hai sicuramente i tuoi buoni motivi per pensare che in fatto di solidarietà e aiuto al prossimo funzioni meglio il privato del pubblico, tuttavia non sarebbe male se ti documentassi, come hai dimostrato di saper fare per il preservativo <img src='http://www.mentecritica.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  , su che cos&#8217;erano nello Stato Pontificio, in Italia, in Europa, l&#8217;Assistenza, la Sanità, la Previdenza, la Scuola, quand&#8217;erano affidate al buon cuore, prima che le leggi dello stato le normassero, facendole così come oggi noi le conosciamo.<br />
Saluti anche a te.</p>
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		<title>Di: azzo</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/ne-fiori-ne-opere-di-bene/leggere/oltre-le-righe/fma/15248/#comment-53966</link>
		<dc:creator>azzo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 12:50:06 +0000</pubDate>
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		<description>@ Fma
comunque mi fa piacere dire la mia sull&#039;articolo nella sua completezza. come giustamente fatto notare da altri e condiviso anche da te, molte associazioni sono serie e affidabili, seppure è innegabile il problema non si stiano risolvendo.

il punto con i quali sono in disaccordo però è &quot;il controllo&quot; o &quot;gestione&quot; statale o di un ente parastatale della solidarietà all&#039;interno e all&#039;esterno del paese. questo perché purtroppo non nutro molta stima in questi enti che facilmente si corrompono e inoltre sono scettico pure verso questo tipo di &quot;monopolio&quot; della solidarietà... insomma non vedo troppe garanzie, credo sarebbe inefficace tanto quanto il sistema attuale della miriade di associazioni tra le quali ognuno possa scegliere liberamente. Preferisco di gran lunga i micro progetti trasparenti alle &quot;mega associazioni&quot; più dispersive.

capisco le perplessità sollevate e credo l&#039;intento fosse solo quello di porre le giuste domande (che uniscono) e non tentare risposte (che dividono) e direi che in questo sei riuscito in pieno.

mi spiace per i tentativi di proporre soluzioni che nel caso sopraesposto non condivido, e nello specifico dell&#039;unico esempio CONCRETO proposto (quello dei preservativi) è tardivo, inesatto e comunque insufficente a risolvere problemi (come si può vedere dai fatti). 

Spero questo mio intervento meno polemico possa essere utile alla riflessione e al dialogo. Premesso che se spendiamo questo tempo per chiacchierare di queste cose è perché stanno a cuore a entrambi e quindi senza nessun atteggiamento di superiorità nel proporre le mie opinioni.

Saluti 
http://media.panorama.it/media/foto/2009/04/03/49d62f39d62e8_zoom.jpg</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Fma<br />
comunque mi fa piacere dire la mia sull&#8217;articolo nella sua completezza. come giustamente fatto notare da altri e condiviso anche da te, molte associazioni sono serie e affidabili, seppure è innegabile il problema non si stiano risolvendo.</p>
<p>il punto con i quali sono in disaccordo però è &#8220;il controllo&#8221; o &#8220;gestione&#8221; statale o di un ente parastatale della solidarietà all&#8217;interno e all&#8217;esterno del paese. questo perché purtroppo non nutro molta stima in questi enti che facilmente si corrompono e inoltre sono scettico pure verso questo tipo di &#8220;monopolio&#8221; della solidarietà&#8230; insomma non vedo troppe garanzie, credo sarebbe inefficace tanto quanto il sistema attuale della miriade di associazioni tra le quali ognuno possa scegliere liberamente. Preferisco di gran lunga i micro progetti trasparenti alle &#8220;mega associazioni&#8221; più dispersive.</p>
<p>capisco le perplessità sollevate e credo l&#8217;intento fosse solo quello di porre le giuste domande (che uniscono) e non tentare risposte (che dividono) e direi che in questo sei riuscito in pieno.</p>
<p>mi spiace per i tentativi di proporre soluzioni che nel caso sopraesposto non condivido, e nello specifico dell&#8217;unico esempio CONCRETO proposto (quello dei preservativi) è tardivo, inesatto e comunque insufficente a risolvere problemi (come si può vedere dai fatti). </p>
<p>Spero questo mio intervento meno polemico possa essere utile alla riflessione e al dialogo. Premesso che se spendiamo questo tempo per chiacchierare di queste cose è perché stanno a cuore a entrambi e quindi senza nessun atteggiamento di superiorità nel proporre le mie opinioni.</p>
<p>Saluti<br />
<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://media.panorama.it/media/foto/2009/04/03/49d62f39d62e8_zoom.jpg"  rel="nofollow">http://media.panorama.it/media/foto/2009/04/03/49d62f39d62e8_zoom.jpg</a></noindex></p>
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	<item>
		<title>Di: azzo</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/ne-fiori-ne-opere-di-bene/leggere/oltre-le-righe/fma/15248/#comment-53961</link>
		<dc:creator>azzo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 10:05:35 +0000</pubDate>
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		<description>simpatica gag.
il fatto che ho avuto tempo per rispondere solo UN MESE dopo il post dovrebbe piuttosto farti riflettere sul poco tempo che ho per dedicarmi a questo che ritengo un interessante passatempo. 
pensa, c&#039;è chi invece con tutte le cose che ci sono da fare preferisce inserirsi nei &quot;azzi&quot; altrui senza proporre nessuna argomentazione ma tentando sottili e sterili provocazioni *invidia*

che ti devo dire, cito l&#039;autore dell&#039;articolo: non tutti i gusti sono alla menta</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>simpatica gag.<br />
il fatto che ho avuto tempo per rispondere solo UN MESE dopo il post dovrebbe piuttosto farti riflettere sul poco tempo che ho per dedicarmi a questo che ritengo un interessante passatempo.<br />
pensa, c&#8217;è chi invece con tutte le cose che ci sono da fare preferisce inserirsi nei &#8220;azzi&#8221; altrui senza proporre nessuna argomentazione ma tentando sottili e sterili provocazioni *invidia*</p>
<p>che ti devo dire, cito l&#8217;autore dell&#8217;articolo: non tutti i gusti sono alla menta</p>
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		<title>Di: diabolicomarco</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/ne-fiori-ne-opere-di-bene/leggere/oltre-le-righe/fma/15248/#comment-53956</link>
		<dc:creator>diabolicomarco</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 17:56:49 +0000</pubDate>
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		<description>che bello non avere un azzo da fare. 
*invidia*</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>che bello non avere un azzo da fare.<br />
*invidia*</p>
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		<title>Di: azzo</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/ne-fiori-ne-opere-di-bene/leggere/oltre-le-righe/fma/15248/#comment-53955</link>
		<dc:creator>azzo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 16:19:34 +0000</pubDate>
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		<description>ciao fma. la tua tesi, come detto (e votato) in generale la capisco e (seppur non condividendo quella disillusione, forse proprio perché tra quelli &quot;impegnati&quot; in quei campi) la stimo. così come stimo moltissimo la tua onestà intellettuale capace di indietreggiare umilmente davanti a una simile mole di dati (se vai a leggere si trova che i gondoni li distribuiscono Comboniani, Salesiani, Missionari singoli e suore, SMA, Agostiniani e via via TUTTI gli altri ordini impegnati).
Ti rendo merito di questa capacità (rara!) di ammettere eccezioni ai propri ragionamenti e essere disposti a modificare lievemente il proprio frame di fronte a prove contrarie.
Mi spiace costatare la chiusura e la &quot;durezza&quot; con la quale &quot;CM&quot;, al quale do del lei perché lo vedo molto stizzito da questa spiacevole discussione (forse avrebbe preferito trovare una persona meno seria di me). Prenda pure tutti i provvedimenti che vuole con il mio IP e mi respinga pure da Mentecritica. Ovvio, tale azione non credo abbia niente a che fare con la razionalità e la capacità critica, ma d&#039;altra parte può essere cambi idea e non si riduca a fare le veci del &quot;gendarme del pensiero di gruppo&quot;, di quello che preferisce appiattire la discussione quando si arricchisce, di quello del dialogo &quot;fino a un certo punto&quot;.
Te lo ripeto, FMA, stimo e apprezzo quanto hai sostenuto e come l&#039;hai fatto, se le opinioni diverse si affrontassero sempre come fai te ci sarebbero molti meno problemi di comunicazione e dialogo.
Invece si tende sempre a chiudersi in orgoglio e presunzione, brutta bestia!
Buone Feste

p.s. spero che &quot;i provvedimenti&quot; possano lasciare pubblico questo messaggio o quanto meno fare pervenire gli apprezzamenti a FMA.

p.s. 2 scusate i doppi post di ieri, avevo problemi con il broswer e non li vedevo pubblicati</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao fma. la tua tesi, come detto (e votato) in generale la capisco e (seppur non condividendo quella disillusione, forse proprio perché tra quelli &#8220;impegnati&#8221; in quei campi) la stimo. così come stimo moltissimo la tua onestà intellettuale capace di indietreggiare umilmente davanti a una simile mole di dati (se vai a leggere si trova che i gondoni li distribuiscono Comboniani, Salesiani, Missionari singoli e suore, SMA, Agostiniani e via via TUTTI gli altri ordini impegnati).<br />
Ti rendo merito di questa capacità (rara!) di ammettere eccezioni ai propri ragionamenti e essere disposti a modificare lievemente il proprio frame di fronte a prove contrarie.<br />
Mi spiace costatare la chiusura e la &#8220;durezza&#8221; con la quale &#8220;CM&#8221;, al quale do del lei perché lo vedo molto stizzito da questa spiacevole discussione (forse avrebbe preferito trovare una persona meno seria di me). Prenda pure tutti i provvedimenti che vuole con il mio IP e mi respinga pure da Mentecritica. Ovvio, tale azione non credo abbia niente a che fare con la razionalità e la capacità critica, ma d&#8217;altra parte può essere cambi idea e non si riduca a fare le veci del &#8220;gendarme del pensiero di gruppo&#8221;, di quello che preferisce appiattire la discussione quando si arricchisce, di quello del dialogo &#8220;fino a un certo punto&#8221;.<br />
Te lo ripeto, FMA, stimo e apprezzo quanto hai sostenuto e come l&#8217;hai fatto, se le opinioni diverse si affrontassero sempre come fai te ci sarebbero molti meno problemi di comunicazione e dialogo.<br />
Invece si tende sempre a chiudersi in orgoglio e presunzione, brutta bestia!<br />
Buone Feste</p>
<p>p.s. spero che &#8220;i provvedimenti&#8221; possano lasciare pubblico questo messaggio o quanto meno fare pervenire gli apprezzamenti a FMA.</p>
<p>p.s. 2 scusate i doppi post di ieri, avevo problemi con il broswer e non li vedevo pubblicati</p>
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	<item>
		<title>Di: Comandante Nebbia</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/ne-fiori-ne-opere-di-bene/leggere/oltre-le-righe/fma/15248/#comment-53954</link>
		<dc:creator>Comandante Nebbia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 11:58:16 +0000</pubDate>
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		<description>Nulla direi. Volevo dei riferimenti all&#039;affermazione
&lt;blockquote&gt;
Nella pratica (e lo so da plurime testimonianze e conoscenze dirette) in AFRICA, quelli che portano i GONDONI sono LE MISSIONI della CHIESA CATTOLICA.
&lt;/blockquote&gt;
Che è un&#039;affermazione assoluta, quindi indimostrabile anche con un numero infinito di link.
Abbiamo appurato che alcuni missionari (non tutti perché è indimostrabile), in deroga alle disposizioni ufficiali della chiesa di Roma, distribuiscono preservativi. 
Questo non dimostra nulla sulla chiesa come non dimostra nulla il fatto che qualche prete, in deroga alle disposizioni ufficiali della chiesa di Roma, si dia da fare a letto.

Il linguaggio del signore, inoltre, mi indispone. E questo, su MenteCritica, è peccato capitale che comporta punizioni irrevocabili.

La vita, come si sa, non è giusta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nulla direi. Volevo dei riferimenti all&#8217;affermazione</p>
<blockquote><p>
Nella pratica (e lo so da plurime testimonianze e conoscenze dirette) in AFRICA, quelli che portano i GONDONI sono LE MISSIONI della CHIESA CATTOLICA.
</p></blockquote>
<p>Che è un&#8217;affermazione assoluta, quindi indimostrabile anche con un numero infinito di link.<br />
Abbiamo appurato che alcuni missionari (non tutti perché è indimostrabile), in deroga alle disposizioni ufficiali della chiesa di Roma, distribuiscono preservativi.<br />
Questo non dimostra nulla sulla chiesa come non dimostra nulla il fatto che qualche prete, in deroga alle disposizioni ufficiali della chiesa di Roma, si dia da fare a letto.</p>
<p>Il linguaggio del signore, inoltre, mi indispone. E questo, su MenteCritica, è peccato capitale che comporta punizioni irrevocabili.</p>
<p>La vita, come si sa, non è giusta.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: fma</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/ne-fiori-ne-opere-di-bene/leggere/oltre-le-righe/fma/15248/#comment-53950</link>
		<dc:creator>fma</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 15:25:19 +0000</pubDate>
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		<description>Non so che intenda fare CN per darti soddisfazione.
Deciderà lui. 
L&#039;impegno da parte tua c&#039;è stato, su questo non si discute. 
Anche se limitato all&#039;uso del preservativo, che non era propriamente il centro delle mie considerazioni.
Buon Natale!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non so che intenda fare CN per darti soddisfazione.<br />
Deciderà lui.<br />
L&#8217;impegno da parte tua c&#8217;è stato, su questo non si discute.<br />
Anche se limitato all&#8217;uso del preservativo, che non era propriamente il centro delle mie considerazioni.<br />
Buon Natale!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: azzo</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/ne-fiori-ne-opere-di-bene/leggere/oltre-le-righe/fma/15248/#comment-53949</link>
		<dc:creator>azzo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 14:50:22 +0000</pubDate>
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		<description>spero che questa lunga serie di riferimenti PRECISI e documentati siano sufficienti al &quot;CM&quot; che magari ora può accettare questo dato di fatto e chiedere una rettifica er fare informazione CRITICA e SERIA e non la solita DISINFORMAZIONE da quotidiano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>spero che questa lunga serie di riferimenti PRECISI e documentati siano sufficienti al &#8220;CM&#8221; che magari ora può accettare questo dato di fatto e chiedere una rettifica er fare informazione CRITICA e SERIA e non la solita DISINFORMAZIONE da quotidiano.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: azzo</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/ne-fiori-ne-opere-di-bene/leggere/oltre-le-righe/fma/15248/#comment-53948</link>
		<dc:creator>azzo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 14:48:12 +0000</pubDate>
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		<description>Numerosi teologi, vescovi e cardinali (tra i quali Martini, Cottier, Daneels, Cordes) ritengono necessario il ricorso al condom e anche il ministro vaticano della Sanità, il cardinale Javier Lozano Barragan, ammette il preservativo come difesa dall’aggressione dell’Aids. «Se qualcuno mi vuole assalire con un bastone, devo tutelarmi ricorrendo a strumenti idonei. Così per difendermi dall’Aids devo utilizzare i mezzi più appropriati- spiega-. Con il preservativo? Sì se è efficace per difendermi dall’aggressione». In silenzio e un po’ di nascosto, moltissimi missionari e religiosi che operano in Africa distribuiscono preservativi. Pochi lo riconoscono apertamente come suor Maria Martinelli, missionaria comboniana e l’irlandese suor Mary Owens (da 15 anni a Nairobi in Kenya): «Ci rendiamo conto che il preservativo serve». Dal 2001 due congregazioni religiose distribuiscono preservativi «come rimedio contro l’Aids»: i gesuiti in Congo e i Padri bianchi in Tanzania. Dal 2002 segue il loro esempio l’intera conferenza episcopale del Ciad. Nel 2005 il numero due della Chiesa spagnola, il segretario generale dei vescovi Juan Antonio Martinez Camino sottoscrisse la strategia anti-Aids nota come «Abc» («Abstinence, Be faithful, Condoms», cioè Astinenza e fedeltà e preservativo).

http://www.vitadidonna.org/politica/laici/africa-si-al-preservativo-e-qpronti-ad-un-papa-neroq-2752.html

Le suore e i missionari che operano in Africa lo trattano con estremo realismo e ne diffondono l’uso tra la popolazione spiegandone le modalità d’utilizzo.

La Chiesa e i preservativi in Africa: chiedete e vi sarà dato - da Luanda, Angola
Si fa ma non si dice. I missionari distribuiscono condom per prevenire l’aids anche se per la Chiesa resta un tabù. Religiosi e volontari salesiani distribuiscono profilattici. Ottocento condom al giorno presso sei presidi e un centro salute del Vis (Volontariato internazionale per lo sviluppo, l’ong che fa capo ai salesiani) nella provincia di Moxico, 800 chilometri dalla capitale Luanda. Destinatari: le categorie a rischio, cioè prostitute, coppie con un coniuge sieropositivo, orfani e ragazzi di strada. Per l’attuazione di questo programma il Vis riceve 87.400 dollari l’anno dal Global fund, il programma delle Nazioni Unite per la lotta all’aids.
“Si tratta di un programma articolato di prevenzione dell’hiv-aids che non può assolutamente essere ridotto alla consegna dei condom” precisa a Panorama Paola Franchi, responsabile del Vis per l’Angola. Le suore francescane di San Josè distribuiscono condom a giovani e donne a rischio anche presso il centro sanitario Cefas nella capitale Luanda e presso i presidi di Santa Clara a Mabubas e di Sao Jeronimo a Boavista.
(...) I missionari considerano il preservativo come un mezzo di prevenzione tra gli altri. Tanto che padre Bernard Joinet, missionario dei padri bianchi in Tanzania e docente presso la facoltà di medicina di Dar es Salaam, ha diffuso un manifesto che si ispira all’arca di Noé per propagandare l’uso del preservativo contro l’aids. 

Tra i fautori del modello Abc (astinenza, fedeltà, condom) c’è fratel Daniele Giovanni Giusti, missionario comboniano, medico da 30 anni in Uganda. “Il preservativo ha funzionato in epidemie focalizzate e tra gruppi particolari” riconosce il missionario. Perciò suggerisce “l’uso del preservativo come ripiego” per quanti non riescono a essere fedeli e ad astenersi dai rapporti sessuali a rischio. 
(...) A livello personale, confida suor Maria Martinelli, comboniana, coordinatrice del progetto, “considerando che operiamo spesso con persone di diversa religione, cultura o etnia, certo non andiamo dicendo con il megafono di utilizzare il preservativo, ma ci rendiamo conto che serve”.

http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&amp;id=1214
CONTRO L&#039;AIDS USATE IL CONDOM&quot;:APPELLO DEI GESUITI DEL CONGO
30922. KINSHASA-ADISTA. &quot;L&#039;Aids uccide! Proteggiti! Proteggi gli altri!&quot; è lo slogan diffuso da un depliant scritto e distribuito dai gesuiti di Kinshasa, per informare la popolazione congolese sia sulle conseguenze della malattia, sia sugli strumenti per prevenirla, primo fra tutti l&#039;uso del preservativo. (...) Nel frattempo, dove la promiscuità è un fattore culturale, il preservativo rimane un presidio sanitario irrinunciabile fino a quando l’attitudine sessuale assumerà aspetti di maggiore maturità e consapevolezza che permetteranno di godere con gioia del benessere e della felicità che l’amore riesce a donare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Numerosi teologi, vescovi e cardinali (tra i quali Martini, Cottier, Daneels, Cordes) ritengono necessario il ricorso al condom e anche il ministro vaticano della Sanità, il cardinale Javier Lozano Barragan, ammette il preservativo come difesa dall’aggressione dell’Aids. «Se qualcuno mi vuole assalire con un bastone, devo tutelarmi ricorrendo a strumenti idonei. Così per difendermi dall’Aids devo utilizzare i mezzi più appropriati- spiega-. Con il preservativo? Sì se è efficace per difendermi dall’aggressione». In silenzio e un po’ di nascosto, moltissimi missionari e religiosi che operano in Africa distribuiscono preservativi. Pochi lo riconoscono apertamente come suor Maria Martinelli, missionaria comboniana e l’irlandese suor Mary Owens (da 15 anni a Nairobi in Kenya): «Ci rendiamo conto che il preservativo serve». Dal 2001 due congregazioni religiose distribuiscono preservativi «come rimedio contro l’Aids»: i gesuiti in Congo e i Padri bianchi in Tanzania. Dal 2002 segue il loro esempio l’intera conferenza episcopale del Ciad. Nel 2005 il numero due della Chiesa spagnola, il segretario generale dei vescovi Juan Antonio Martinez Camino sottoscrisse la strategia anti-Aids nota come «Abc» («Abstinence, Be faithful, Condoms», cioè Astinenza e fedeltà e preservativo).</p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.vitadidonna.org/politica/laici/africa-si-al-preservativo-e-qpronti-ad-un-papa-neroq-2752.html"  rel="nofollow">http://www.vitadidonna.org/politica/laici/africa-si-al-preservativo-e-qpronti-ad-un-papa-neroq-2752.html</a></noindex></p>
<p>Le suore e i missionari che operano in Africa lo trattano con estremo realismo e ne diffondono l’uso tra la popolazione spiegandone le modalità d’utilizzo.</p>
<p>La Chiesa e i preservativi in Africa: chiedete e vi sarà dato &#8211; da Luanda, Angola<br />
Si fa ma non si dice. I missionari distribuiscono condom per prevenire l’aids anche se per la Chiesa resta un tabù. Religiosi e volontari salesiani distribuiscono profilattici. Ottocento condom al giorno presso sei presidi e un centro salute del Vis (Volontariato internazionale per lo sviluppo, l’ong che fa capo ai salesiani) nella provincia di Moxico, 800 chilometri dalla capitale Luanda. Destinatari: le categorie a rischio, cioè prostitute, coppie con un coniuge sieropositivo, orfani e ragazzi di strada. Per l’attuazione di questo programma il Vis riceve 87.400 dollari l’anno dal Global fund, il programma delle Nazioni Unite per la lotta all’aids.<br />
“Si tratta di un programma articolato di prevenzione dell’hiv-aids che non può assolutamente essere ridotto alla consegna dei condom” precisa a Panorama Paola Franchi, responsabile del Vis per l’Angola. Le suore francescane di San Josè distribuiscono condom a giovani e donne a rischio anche presso il centro sanitario Cefas nella capitale Luanda e presso i presidi di Santa Clara a Mabubas e di Sao Jeronimo a Boavista.<br />
(&#8230;) I missionari considerano il preservativo come un mezzo di prevenzione tra gli altri. Tanto che padre Bernard Joinet, missionario dei padri bianchi in Tanzania e docente presso la facoltà di medicina di Dar es Salaam, ha diffuso un manifesto che si ispira all’arca di Noé per propagandare l’uso del preservativo contro l’aids. </p>
<p>Tra i fautori del modello Abc (astinenza, fedeltà, condom) c’è fratel Daniele Giovanni Giusti, missionario comboniano, medico da 30 anni in Uganda. “Il preservativo ha funzionato in epidemie focalizzate e tra gruppi particolari” riconosce il missionario. Perciò suggerisce “l’uso del preservativo come ripiego” per quanti non riescono a essere fedeli e ad astenersi dai rapporti sessuali a rischio.<br />
(&#8230;) A livello personale, confida suor Maria Martinelli, comboniana, coordinatrice del progetto, “considerando che operiamo spesso con persone di diversa religione, cultura o etnia, certo non andiamo dicendo con il megafono di utilizzare il preservativo, ma ci rendiamo conto che serve”.</p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&#038;id=1214"  rel="nofollow">http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&#038;id=1214</a></noindex><br />
CONTRO L&#8217;AIDS USATE IL CONDOM&#8221;:APPELLO DEI GESUITI DEL CONGO<br />
30922. KINSHASA-ADISTA. &#8220;L&#8217;Aids uccide! Proteggiti! Proteggi gli altri!&#8221; è lo slogan diffuso da un depliant scritto e distribuito dai gesuiti di Kinshasa, per informare la popolazione congolese sia sulle conseguenze della malattia, sia sugli strumenti per prevenirla, primo fra tutti l&#8217;uso del preservativo. (&#8230;) Nel frattempo, dove la promiscuità è un fattore culturale, il preservativo rimane un presidio sanitario irrinunciabile fino a quando l’attitudine sessuale assumerà aspetti di maggiore maturità e consapevolezza che permetteranno di godere con gioia del benessere e della felicità che l’amore riesce a donare.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: azzo</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/ne-fiori-ne-opere-di-bene/leggere/oltre-le-righe/fma/15248/#comment-53947</link>
		<dc:creator>azzo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 14:47:47 +0000</pubDate>
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		<description>http://www.comodo.it/cat/canali/preservativo/preservativo-e/chiesa-cattolica/i-segnali-di-apertura/

Nel 1996 vescovo di Poitiers, Albert Rouet, a proposito di condom sostiene: «Usatelo pure per difendervi dall’Aids».
Nel 2000 Patrick Dunn, vescovo della città neozelandese di Auckland, dichiara che «i giovani dovrebbero usare il condom se non riescono a mantenersi casti». Torna in tal modo d’attualità il principio del “male minore”, sancito dalla Chiesa con riferimento a tutti i casi in cui un individuo non riesca a restare sulla retta via, e ora applicato al tema dei profilattici. Sarebbe a dire che essi rappresentano un’alternativa accettabile qualora si decida di rinunciare alla castità. E infatti monsignor Dunn aggiunge: «Se le persone vogliono comportarsi come credono, suggerisco che siano molto prudenti e usino tutte le precauzioni del caso. Non parlo solo dei rischi fisici, ma anche di quelli psicologici e morali in caso di gravidanze non desiderate». 
La sua opinione trova l’appoggio dell’allora arcivescovo di Durban (...), il vescovo sudafricano conferma in un’intervista pubblicata il 7 aprile scorso dal quotidiano canadese The Globe and Mail: «Le donne mi stanno a cuore. Sto dalla loro parte…». Monsignor Dowling le ascolta tutte, e fa la cosa che ritiene più giusta: distribuisce preservativi. Un’iniziativa rischiosa per il “vescovo dell’Aids” (come la gente lo chiama in Africa meridionale).  L’impegno in favore dei condom è valso a monsignor Dowling la simpatia di tantissimi chierici e laici, che lo hanno letteralmente sommerso di lettere per manifestargli il proprio appoggio morale. Centinaia di questi messaggi sono partiti, in occasione della Giornata Mondiale contro l’Aids 2002. (...)

«Se fossi papa, avvierei una fabbrica di preservativi all’interno del Vaticano. Che senso ha mandare cibo e medicine se poi lasciamo che la gente si infetti e muoia?». A pronunciarle è stato un sacerdote brasiliano che nel suo ufficio tiene affisso un quadretto con dentro un preservativo e con sopra una scritta: “In caso di emergenza, rompere il vetro”.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/10/06/africa-la-chiesa-apre-al-preservativo-ma.html

Sulla questione profilattico il porporato ha aperto uno spiraglio. Il tema è tabù in Vaticano, ma nel Continente Nero viene affrontato da suore e missionari con grande pragmatismo. Tanto è vero che molti religiosi impegnati nella lotta all&#039; Aids con i loro presidi sanitari insegnano a uomini e donne come utilizzare il preservativo. Lo stesso Osservatore Romano, nei giorni in cui la polemica sulle parole del Papa esplodeva, pubblicò l&#039; articolo di un missionario che sosteneva il profilattico. 

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200903articoli/42068girata.asp

La Chiesa del silenzio distribuisce i condom
I missionari fronteggiano il virus in barba alle regole
E’ la nuova «Chiesa del silenzio». A dissentire dal no ufficiale al condom sono i cardinali che teorizzano la liceità morale dell’uso del preservativo davanti al dilagare dell’Aids e le congregazioni missionarie che nell’Africa subsahariana (ma anche in America latina e in tutto il terzo mondo) fronteggiano la catastrofe distribuendo preservativi. Ma sono anche intere conferenze episcopali, come i vescovi del Camerun: ricevono fondi dal governo guidato dal cattolico Biya per il piano statale contro l’epidemia di Hiv che include la distribuzione di preservativi. 
(...) arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi che per primo sulla questione del contagio nel matrimonio riconobbe alla donna il diritto a «esigere il profilattico da parte del marito».</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.comodo.it/cat/canali/preservativo/preservativo-e/chiesa-cattolica/i-segnali-di-apertura/"  rel="nofollow">http://www.comodo.it/cat/canali/preservativo/preservativo-e/chiesa-cattolica/i-segnali-di-apertura/</a></noindex></p>
<p>Nel 1996 vescovo di Poitiers, Albert Rouet, a proposito di condom sostiene: «Usatelo pure per difendervi dall’Aids».<br />
Nel 2000 Patrick Dunn, vescovo della città neozelandese di Auckland, dichiara che «i giovani dovrebbero usare il condom se non riescono a mantenersi casti». Torna in tal modo d’attualità il principio del “male minore”, sancito dalla Chiesa con riferimento a tutti i casi in cui un individuo non riesca a restare sulla retta via, e ora applicato al tema dei profilattici. Sarebbe a dire che essi rappresentano un’alternativa accettabile qualora si decida di rinunciare alla castità. E infatti monsignor Dunn aggiunge: «Se le persone vogliono comportarsi come credono, suggerisco che siano molto prudenti e usino tutte le precauzioni del caso. Non parlo solo dei rischi fisici, ma anche di quelli psicologici e morali in caso di gravidanze non desiderate».<br />
La sua opinione trova l’appoggio dell’allora arcivescovo di Durban (&#8230;), il vescovo sudafricano conferma in un’intervista pubblicata il 7 aprile scorso dal quotidiano canadese The Globe and Mail: «Le donne mi stanno a cuore. Sto dalla loro parte…». Monsignor Dowling le ascolta tutte, e fa la cosa che ritiene più giusta: distribuisce preservativi. Un’iniziativa rischiosa per il “vescovo dell’Aids” (come la gente lo chiama in Africa meridionale).  L’impegno in favore dei condom è valso a monsignor Dowling la simpatia di tantissimi chierici e laici, che lo hanno letteralmente sommerso di lettere per manifestargli il proprio appoggio morale. Centinaia di questi messaggi sono partiti, in occasione della Giornata Mondiale contro l’Aids 2002. (&#8230;)</p>
<p>«Se fossi papa, avvierei una fabbrica di preservativi all’interno del Vaticano. Che senso ha mandare cibo e medicine se poi lasciamo che la gente si infetti e muoia?». A pronunciarle è stato un sacerdote brasiliano che nel suo ufficio tiene affisso un quadretto con dentro un preservativo e con sopra una scritta: “In caso di emergenza, rompere il vetro”.</p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/10/06/africa-la-chiesa-apre-al-preservativo-ma.html"  rel="nofollow">http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/10/06/africa-la-chiesa-apre-al-preservativo-ma.html</a></noindex></p>
<p>Sulla questione profilattico il porporato ha aperto uno spiraglio. Il tema è tabù in Vaticano, ma nel Continente Nero viene affrontato da suore e missionari con grande pragmatismo. Tanto è vero che molti religiosi impegnati nella lotta all&#8217; Aids con i loro presidi sanitari insegnano a uomini e donne come utilizzare il preservativo. Lo stesso Osservatore Romano, nei giorni in cui la polemica sulle parole del Papa esplodeva, pubblicò l&#8217; articolo di un missionario che sosteneva il profilattico. </p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200903articoli/42068girata.asp"  rel="nofollow">http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200903articoli/42068girata.asp</a></noindex></p>
<p>La Chiesa del silenzio distribuisce i condom<br />
I missionari fronteggiano il virus in barba alle regole<br />
E’ la nuova «Chiesa del silenzio». A dissentire dal no ufficiale al condom sono i cardinali che teorizzano la liceità morale dell’uso del preservativo davanti al dilagare dell’Aids e le congregazioni missionarie che nell’Africa subsahariana (ma anche in America latina e in tutto il terzo mondo) fronteggiano la catastrofe distribuendo preservativi. Ma sono anche intere conferenze episcopali, come i vescovi del Camerun: ricevono fondi dal governo guidato dal cattolico Biya per il piano statale contro l’epidemia di Hiv che include la distribuzione di preservativi.<br />
(&#8230;) arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi che per primo sulla questione del contagio nel matrimonio riconobbe alla donna il diritto a «esigere il profilattico da parte del marito».</p>
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		<title>Di: azzo</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/ne-fiori-ne-opere-di-bene/leggere/oltre-le-righe/fma/15248/#comment-53946</link>
		<dc:creator>azzo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 14:47:18 +0000</pubDate>
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		<description>GLI ISTITUTI RELIGIOSI SULLA PREVENZIONE ALL’AIDS: “IL CONDOM SERVE”. BASTA DIRLO A BASSA VOCE

34439. ROMA-ADISTA. (...) Il 27% dell’assistenza e della cura a livello mondiale dei malati di Hiv e Aids, ha detto p. Frank Monks, della Commissione per la salute Usg/Uisg, è fornito dai religiosi. 
(...) &quot;La risposta dei religiosi al problema dell’Hiv non è sempre stata visibile, oscurata dall’attenzione quasi esclusiva che il mondo secolare ha riservato alla questione del preservativo”. Per la prevenzione della pandemia il condom è considerato indispensabile da tutti (...) per evitare il contagio dell’Aids il rimedio proposto dal magistero ecclesiastico è l’astensione dai rapporti sessuali. Ma la strategia degli ordini religiosi per controllare la pandemia non si risolve affatto in questo ‘no use’: “siamo molto attivi – ha informato p. Monks – sia a livello di attività medico-sanitaria, sia a livello di prevenzione generale, prevenzione della trasmissione madre-figlio, cura di orfani e famiglie colpite, assistenza spirituale, educazione sessuale e, infine, nel campo della ricerca, in particolare del vaccino”. (...) “L’atteggiamento pastorale non è da Giudizio Universale”, ha ammesso suor Maria Martinelli, missionaria comboniana e coordinatrice del progetto di mappatura. “I nostri principi sono noti (...) però a livello personale, (...) certo non andiamo diciamo con il megafono di utilizzarlo (il preservativo), ma ci rendiamo conto che serve”. (...)
Non è che siamo poi così differenti da altri organismi di prevenzione e cura dell’Hiv-Aids. (...)

http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&amp;id=44590

La strategia ABC (Abstinence, Be faithful, Condoms), predica ad esempio l’educazione all’astinenza (per i malati) e la fedeltà (nella coppia) e solo come last resort i preservativi: molti religiosi l’hanno fatta propria e sembra funzionare. (...)


http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&amp;id=44594

Juan Piña Batista, parroco di San Tomás de Aquino, a Cadice (in Spagna).

Dopo aver ricevuto la visita medica del personale specializzato, un’infermiera dà ad ogni assistito le dosi del trattamento e suor Jane (giovane monaca scozzese che da più di 24 anni svolge con abnegazione questo ed altri lavori in Africa) consegna ad ogni paziente di entrambi i sessi vari preservativi, insistendo che non dimentichino di usarli e che, se ne vogliono di più, basta che li chiedano. Per un attimo alza lo sguardo e dice: “Anche il papa se fosse qui distribuirebbe preservativi”.

http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&amp;id=44655

34953. LISBONA-ADISTA. “Quando una persona infettata non prescinde dalle relazioni e induce il partner (a conoscenza o no della malattia) alla relazione, il preservativo non è solo consigliabile, può essere eticamente obbligatorio”. Lo ha affermato il vescovo di Viseu (Portogallo), mons. Idílio Leandro. (...)

http://xoomer.virgilio.it/feninnovito/cardinal_martini_e_i_condom.htm - (20 aprile 2006- Repubblica)

Il cardinale Martini apre all&#039;uso del preservativo (...)
ROMA - I profilattici sono il &quot;male minore&quot; per contrastare il dilagare dell&#039;Aids. Lo ha detto il cardinale Carlo Maria Martini, uno dei componenti più autorevoli del Collegio Cardinalizio, in un&#039;intervista all&#039;Espresso. 
La voce di Martini, in tutti i casi, non è isolata nella Chiesa, solo due mesi fa anche il cardinale belga Godfried Danneels, in un&#039;intervista al quotidiano &quot;La derniere heure&quot;, aveva spiegato che &quot;se permette la protezione della vita, il preservativo non ha un rilievo non solo sessuale.&quot;
In materia si era espresso anche il cardinale svizzero George Cottier, ex-teologo della Casa Pontificia durante il pontificato di Giovanni Paolo II. Cottier aveva motivato il suo pensiero agganciandosi a quello che in teologia è il &quot;male minore&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>GLI ISTITUTI RELIGIOSI SULLA PREVENZIONE ALL’AIDS: “IL CONDOM SERVE”. BASTA DIRLO A BASSA VOCE</p>
<p>34439. ROMA-ADISTA. (&#8230;) Il 27% dell’assistenza e della cura a livello mondiale dei malati di Hiv e Aids, ha detto p. Frank Monks, della Commissione per la salute Usg/Uisg, è fornito dai religiosi.<br />
(&#8230;) &#8220;La risposta dei religiosi al problema dell’Hiv non è sempre stata visibile, oscurata dall’attenzione quasi esclusiva che il mondo secolare ha riservato alla questione del preservativo”. Per la prevenzione della pandemia il condom è considerato indispensabile da tutti (&#8230;) per evitare il contagio dell’Aids il rimedio proposto dal magistero ecclesiastico è l’astensione dai rapporti sessuali. Ma la strategia degli ordini religiosi per controllare la pandemia non si risolve affatto in questo ‘no use’: “siamo molto attivi – ha informato p. Monks – sia a livello di attività medico-sanitaria, sia a livello di prevenzione generale, prevenzione della trasmissione madre-figlio, cura di orfani e famiglie colpite, assistenza spirituale, educazione sessuale e, infine, nel campo della ricerca, in particolare del vaccino”. (&#8230;) “L’atteggiamento pastorale non è da Giudizio Universale”, ha ammesso suor Maria Martinelli, missionaria comboniana e coordinatrice del progetto di mappatura. “I nostri principi sono noti (&#8230;) però a livello personale, (&#8230;) certo non andiamo diciamo con il megafono di utilizzarlo (il preservativo), ma ci rendiamo conto che serve”. (&#8230;)<br />
Non è che siamo poi così differenti da altri organismi di prevenzione e cura dell’Hiv-Aids. (&#8230;)</p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&#038;id=44590"  rel="nofollow">http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&#038;id=44590</a></noindex></p>
<p>La strategia ABC (Abstinence, Be faithful, Condoms), predica ad esempio l’educazione all’astinenza (per i malati) e la fedeltà (nella coppia) e solo come last resort i preservativi: molti religiosi l’hanno fatta propria e sembra funzionare. (&#8230;)</p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&#038;id=44594"  rel="nofollow">http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&#038;id=44594</a></noindex></p>
<p>Juan Piña Batista, parroco di San Tomás de Aquino, a Cadice (in Spagna).</p>
<p>Dopo aver ricevuto la visita medica del personale specializzato, un’infermiera dà ad ogni assistito le dosi del trattamento e suor Jane (giovane monaca scozzese che da più di 24 anni svolge con abnegazione questo ed altri lavori in Africa) consegna ad ogni paziente di entrambi i sessi vari preservativi, insistendo che non dimentichino di usarli e che, se ne vogliono di più, basta che li chiedano. Per un attimo alza lo sguardo e dice: “Anche il papa se fosse qui distribuirebbe preservativi”.</p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&#038;id=44655"  rel="nofollow">http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&#038;id=44655</a></noindex></p>
<p>34953. LISBONA-ADISTA. “Quando una persona infettata non prescinde dalle relazioni e induce il partner (a conoscenza o no della malattia) alla relazione, il preservativo non è solo consigliabile, può essere eticamente obbligatorio”. Lo ha affermato il vescovo di Viseu (Portogallo), mons. Idílio Leandro. (&#8230;)</p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://xoomer.virgilio.it/feninnovito/cardinal_martini_e_i_condom.htm"  rel="nofollow">http://xoomer.virgilio.it/feninnovito/cardinal_martini_e_i_condom.htm</a></noindex> &#8211; (20 aprile 2006- Repubblica)</p>
<p>Il cardinale Martini apre all&#8217;uso del preservativo (&#8230;)<br />
ROMA &#8211; I profilattici sono il &#8220;male minore&#8221; per contrastare il dilagare dell&#8217;Aids. Lo ha detto il cardinale Carlo Maria Martini, uno dei componenti più autorevoli del Collegio Cardinalizio, in un&#8217;intervista all&#8217;Espresso.<br />
La voce di Martini, in tutti i casi, non è isolata nella Chiesa, solo due mesi fa anche il cardinale belga Godfried Danneels, in un&#8217;intervista al quotidiano &#8220;La derniere heure&#8221;, aveva spiegato che &#8220;se permette la protezione della vita, il preservativo non ha un rilievo non solo sessuale.&#8221;<br />
In materia si era espresso anche il cardinale svizzero George Cottier, ex-teologo della Casa Pontificia durante il pontificato di Giovanni Paolo II. Cottier aveva motivato il suo pensiero agganciandosi a quello che in teologia è il &#8220;male minore&#8221;.</p>
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		<title>Di: azzo</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/ne-fiori-ne-opere-di-bene/leggere/oltre-le-righe/fma/15248/#comment-53945</link>
		<dc:creator>azzo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 14:46:47 +0000</pubDate>
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		<description>http://blog.panorama.it/mondo/2009/04/04/la-chiesa-e-i-preservativi-in-africa-chiedete-e-vi-sara-dato/

qui c&#039;è anche una foto, per disomologare la tua vista...

http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&amp;id=2733

32681. MADRID-ADISTA. Chiesa, preservativo, Aids. (...) molti sacerdoti cattolici, attivi nelle terre devastate dalla pandemia, indipendentemente dalle direttive ufficiali, scelgono di salvare vite. Con l&#039;uso del preservativo. (...) il segretario generale e portavoce della Conferenza episcopale, il gesuita p. Juan Antonio Martínez Camino, che in un incontro a Madrid con il ministro della sanità, Elena Salgado, ha sostenuto che la Chiesa riconosce che &quot;i preservativi hanno un loro ruolo nella prevenzione integrale e globale dell&#039;aids&quot; e che la Chiesa, a differenza di quanto dicono molti mass media, &quot;è molto preoccupata e molto interessata a questo grave problema&quot;. E ha avallato la Strategia Abc (Abstinence, be faithful e condoms) resa nota dalla rivista scientifica inglese The Lancet il 26 novembre e sottoscritta da 150 esperti di 36 Paesi. 
Strategia che propaganda, in quest&#039;ordine, astinenza, fedeltà e solo come ultima istanza l&#039;uso del preservativo quali strumenti per evitare la propagazione del virus Hiv. 
La posizione della Chiesa, ha precisato Martínez Camino, &quot;coincide fondamentalmente&quot; con questa strategia. 
(...) &quot;un programma integrale di prevenzione, se non vuole essere parziale, deve tenere conto di tutte e tre questi pilastri, in quest&#039;ordine, e differenziarsi secondo la gente a cui è diretto&quot;. (...) La Chiesa quindi accetta il preservativo come ultima opzione sempre &quot;nel contesto di una strategia di prevenzione integrale della lotta all&#039;Aids&quot;.
(...) Interpellato sulla posizione di papa Paolo VI, che nell&#039;enciclica Humanae vitae dichiarava inammissibile qualunque forma di contraccezione, il prelato britannico ha replicato: &quot;A quei tempi non c&#039;era l&#039;Aids&quot;. 

http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&amp;id=25759

IL VATICANO CORRE AI RIPARI: MEGLIO IL PRESERVATIVO DELL&#039;AIDS
... Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute card. Javier Lozano Barragán, vescovo di Goiás Eugene Rixen, coordinatore della Commissione nazionale sull&#039;Aids e le malattie sessualmente trasmissibili: &quot;Tra la camisinha (il condom in brasiliano, ndr) e l&#039;espansione dell&#039;Aids, siamo obbligati a scegliere il male minore&quot; (...)
Gli appelli dei missionari a chiedere urgentemente una revisione del divieto dell&#039;uso del preservativo sono stati, negli anni successivi, i missionari impegnati quotidianamente in Africa e nelle zone più colpite dall&#039;Aids. 
I Padri Bianchi, nella persona di p. Bernard Joinet, in Tanzania dal 1998 hanno dato vita all&#039;iniziativa &quot;Flotta della speranza&quot;: in un poster, tre barche sul mare montante dell&#039;Aids. Fedeltà, Preservativo e Astinenza i loro nomi. &quot;Non restate nell&#039;acqua! – recitava la didascalia -. Salite sui battelli. Lì è la sicurezza&quot;. &quot;L&#039;Aids uccide! Proteggiti! Proteggi gli altri!&quot; era invece lo slogan di un dépliant scritto e distribuito dai gesuiti di Kinshasa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://blog.panorama.it/mondo/2009/04/04/la-chiesa-e-i-preservativi-in-africa-chiedete-e-vi-sara-dato/"  rel="nofollow">http://blog.panorama.it/mondo/2009/04/04/la-chiesa-e-i-preservativi-in-africa-chiedete-e-vi-sara-dato/</a></noindex></p>
<p>qui c&#8217;è anche una foto, per disomologare la tua vista&#8230;</p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&#038;id=2733"  rel="nofollow">http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&#038;id=2733</a></noindex></p>
<p>32681. MADRID-ADISTA. Chiesa, preservativo, Aids. (&#8230;) molti sacerdoti cattolici, attivi nelle terre devastate dalla pandemia, indipendentemente dalle direttive ufficiali, scelgono di salvare vite. Con l&#8217;uso del preservativo. (&#8230;) il segretario generale e portavoce della Conferenza episcopale, il gesuita p. Juan Antonio Martínez Camino, che in un incontro a Madrid con il ministro della sanità, Elena Salgado, ha sostenuto che la Chiesa riconosce che &#8220;i preservativi hanno un loro ruolo nella prevenzione integrale e globale dell&#8217;aids&#8221; e che la Chiesa, a differenza di quanto dicono molti mass media, &#8220;è molto preoccupata e molto interessata a questo grave problema&#8221;. E ha avallato la Strategia Abc (Abstinence, be faithful e condoms) resa nota dalla rivista scientifica inglese The Lancet il 26 novembre e sottoscritta da 150 esperti di 36 Paesi.<br />
Strategia che propaganda, in quest&#8217;ordine, astinenza, fedeltà e solo come ultima istanza l&#8217;uso del preservativo quali strumenti per evitare la propagazione del virus Hiv.<br />
La posizione della Chiesa, ha precisato Martínez Camino, &#8220;coincide fondamentalmente&#8221; con questa strategia.<br />
(&#8230;) &#8220;un programma integrale di prevenzione, se non vuole essere parziale, deve tenere conto di tutte e tre questi pilastri, in quest&#8217;ordine, e differenziarsi secondo la gente a cui è diretto&#8221;. (&#8230;) La Chiesa quindi accetta il preservativo come ultima opzione sempre &#8220;nel contesto di una strategia di prevenzione integrale della lotta all&#8217;Aids&#8221;.<br />
(&#8230;) Interpellato sulla posizione di papa Paolo VI, che nell&#8217;enciclica Humanae vitae dichiarava inammissibile qualunque forma di contraccezione, il prelato britannico ha replicato: &#8220;A quei tempi non c&#8217;era l&#8217;Aids&#8221;. </p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&#038;id=25759"  rel="nofollow">http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&#038;id=25759</a></noindex></p>
<p>IL VATICANO CORRE AI RIPARI: MEGLIO IL PRESERVATIVO DELL&#8217;AIDS<br />
&#8230; Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute card. Javier Lozano Barragán, vescovo di Goiás Eugene Rixen, coordinatore della Commissione nazionale sull&#8217;Aids e le malattie sessualmente trasmissibili: &#8220;Tra la camisinha (il condom in brasiliano, ndr) e l&#8217;espansione dell&#8217;Aids, siamo obbligati a scegliere il male minore&#8221; (&#8230;)<br />
Gli appelli dei missionari a chiedere urgentemente una revisione del divieto dell&#8217;uso del preservativo sono stati, negli anni successivi, i missionari impegnati quotidianamente in Africa e nelle zone più colpite dall&#8217;Aids.<br />
I Padri Bianchi, nella persona di p. Bernard Joinet, in Tanzania dal 1998 hanno dato vita all&#8217;iniziativa &#8220;Flotta della speranza&#8221;: in un poster, tre barche sul mare montante dell&#8217;Aids. Fedeltà, Preservativo e Astinenza i loro nomi. &#8220;Non restate nell&#8217;acqua! – recitava la didascalia -. Salite sui battelli. Lì è la sicurezza&#8221;. &#8220;L&#8217;Aids uccide! Proteggiti! Proteggi gli altri!&#8221; era invece lo slogan di un dépliant scritto e distribuito dai gesuiti di Kinshasa.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: azzo</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/ne-fiori-ne-opere-di-bene/leggere/oltre-le-righe/fma/15248/#comment-53944</link>
		<dc:creator>azzo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 14:45:41 +0000</pubDate>
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		<description>p.s. Massimo rispetto invece per la replica di FMA, che mi ha chiarito che il suo è solo un diverso modo di vedere la questione generale. E per fortuna che si è liberi di avere opinioni diverse!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>p.s. Massimo rispetto invece per la replica di FMA, che mi ha chiarito che il suo è solo un diverso modo di vedere la questione generale. E per fortuna che si è liberi di avere opinioni diverse!</p>
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		<title>Di: azzo</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/ne-fiori-ne-opere-di-bene/leggere/oltre-le-righe/fma/15248/#comment-53943</link>
		<dc:creator>azzo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 14:43:23 +0000</pubDate>
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		<description>un po&#039; di riferimenti e dati per fare felice il comandante nebbia e se possibile correggere onestamente per fare informazione davvero &quot;critica&quot; e non disinformata.

http://blog.panorama.it/mondo/2009/04/04/la-chiesa-e-i-preservativi-in-africa-chiedete-e-vi-sara-dato/

qui c&#039;è anche una foto, per disomologare la tua vista...

http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&amp;id=2733

32681. MADRID-ADISTA. Chiesa, preservativo, Aids. (...) molti sacerdoti cattolici, attivi nelle terre devastate dalla pandemia, indipendentemente dalle direttive ufficiali, scelgono di salvare vite. Con l&#039;uso del preservativo. (...) il segretario generale e portavoce della Conferenza episcopale, il gesuita p. Juan Antonio Martínez Camino, che in un incontro a Madrid con il ministro della sanità, Elena Salgado, ha sostenuto che la Chiesa riconosce che &quot;i preservativi hanno un loro ruolo nella prevenzione integrale e globale dell&#039;aids&quot; e che la Chiesa, a differenza di quanto dicono molti mass media, &quot;è molto preoccupata e molto interessata a questo grave problema&quot;. E ha avallato la Strategia Abc (Abstinence, be faithful e condoms) resa nota dalla rivista scientifica inglese The Lancet il 26 novembre e sottoscritta da 150 esperti di 36 Paesi. 
Strategia che propaganda, in quest&#039;ordine, astinenza, fedeltà e solo come ultima istanza l&#039;uso del preservativo quali strumenti per evitare la propagazione del virus Hiv. 
La posizione della Chiesa, ha precisato Martínez Camino, &quot;coincide fondamentalmente&quot; con questa strategia. 
(...) &quot;un programma integrale di prevenzione, se non vuole essere parziale, deve tenere conto di tutte e tre questi pilastri, in quest&#039;ordine, e differenziarsi secondo la gente a cui è diretto&quot;. (...) La Chiesa quindi accetta il preservativo come ultima opzione sempre &quot;nel contesto di una strategia di prevenzione integrale della lotta all&#039;Aids&quot;.
(...) Interpellato sulla posizione di papa Paolo VI, che nell&#039;enciclica Humanae vitae dichiarava inammissibile qualunque forma di contraccezione, il prelato britannico ha replicato: &quot;A quei tempi non c&#039;era l&#039;Aids&quot;. 

http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&amp;id=25759

IL VATICANO CORRE AI RIPARI: MEGLIO IL PRESERVATIVO DELL&#039;AIDS
... Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute card. Javier Lozano Barragán, vescovo di Goiás Eugene Rixen, coordinatore della Commissione nazionale sull&#039;Aids e le malattie sessualmente trasmissibili: &quot;Tra la camisinha (il condom in brasiliano, ndr) e l&#039;espansione dell&#039;Aids, siamo obbligati a scegliere il male minore&quot; (...)
Gli appelli dei missionari a chiedere urgentemente una revisione del divieto dell&#039;uso del preservativo sono stati, negli anni successivi, i missionari impegnati quotidianamente in Africa e nelle zone più colpite dall&#039;Aids. 
I Padri Bianchi, nella persona di p. Bernard Joinet, in Tanzania dal 1998 hanno dato vita all&#039;iniziativa &quot;Flotta della speranza&quot;: in un poster, tre barche sul mare montante dell&#039;Aids. Fedeltà, Preservativo e Astinenza i loro nomi. &quot;Non restate nell&#039;acqua! – recitava la didascalia -. Salite sui battelli. Lì è la sicurezza&quot;. &quot;L&#039;Aids uccide! Proteggiti! Proteggi gli altri!&quot; era invece lo slogan di un dépliant scritto e distribuito dai gesuiti di Kinshasa. 


GLI ISTITUTI RELIGIOSI SULLA PREVENZIONE ALL’AIDS: “IL CONDOM SERVE”. BASTA DIRLO A BASSA VOCE

34439. ROMA-ADISTA. (...) Il 27% dell’assistenza e della cura a livello mondiale dei malati di Hiv e Aids, ha detto p. Frank Monks, della Commissione per la salute Usg/Uisg, è fornito dai religiosi. 
(...) &quot;La risposta dei religiosi al problema dell’Hiv non è sempre stata visibile, oscurata dall’attenzione quasi esclusiva che il mondo secolare ha riservato alla questione del preservativo”. Per la prevenzione della pandemia il condom è considerato indispensabile da tutti (...) per evitare il contagio dell’Aids il rimedio proposto dal magistero ecclesiastico è l’astensione dai rapporti sessuali. Ma la strategia degli ordini religiosi per controllare la pandemia non si risolve affatto in questo ‘no use’: “siamo molto attivi – ha informato p. Monks – sia a livello di attività medico-sanitaria, sia a livello di prevenzione generale, prevenzione della trasmissione madre-figlio, cura di orfani e famiglie colpite, assistenza spirituale, educazione sessuale e, infine, nel campo della ricerca, in particolare del vaccino”. (...) “L’atteggiamento pastorale non è da Giudizio Universale”, ha ammesso suor Maria Martinelli, missionaria comboniana e coordinatrice del progetto di mappatura. “I nostri principi sono noti (...) però a livello personale, (...) certo non andiamo diciamo con il megafono di utilizzarlo (il preservativo), ma ci rendiamo conto che serve”. (...)
Non è che siamo poi così differenti da altri organismi di prevenzione e cura dell’Hiv-Aids. (...)

http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&amp;id=44590

La strategia ABC (Abstinence, Be faithful, Condoms), predica ad esempio l’educazione all’astinenza (per i malati) e la fedeltà (nella coppia) e solo come last resort i preservativi: molti religiosi l’hanno fatta propria e sembra funzionare. (...)


http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&amp;id=44594

Juan Piña Batista, parroco di San Tomás de Aquino, a Cadice (in Spagna).

Dopo aver ricevuto la visita medica del personale specializzato, un’infermiera dà ad ogni assistito le dosi del trattamento e suor Jane (giovane monaca scozzese che da più di 24 anni svolge con abnegazione questo ed altri lavori in Africa) consegna ad ogni paziente di entrambi i sessi vari preservativi, insistendo che non dimentichino di usarli e che, se ne vogliono di più, basta che li chiedano. Per un attimo alza lo sguardo e dice: “Anche il papa se fosse qui distribuirebbe preservativi”.

http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&amp;id=44655

34953. LISBONA-ADISTA. “Quando una persona infettata non prescinde dalle relazioni e induce il partner (a conoscenza o no della malattia) alla relazione, il preservativo non è solo consigliabile, può essere eticamente obbligatorio”. Lo ha affermato il vescovo di Viseu (Portogallo), mons. Idílio Leandro. (...)

http://xoomer.virgilio.it/feninnovito/cardinal_martini_e_i_condom.htm - (20 aprile 2006- Repubblica)

Il cardinale Martini apre all&#039;uso del preservativo (...)
ROMA - I profilattici sono il &quot;male minore&quot; per contrastare il dilagare dell&#039;Aids. Lo ha detto il cardinale Carlo Maria Martini, uno dei componenti più autorevoli del Collegio Cardinalizio, in un&#039;intervista all&#039;Espresso. 
La voce di Martini, in tutti i casi, non è isolata nella Chiesa, solo due mesi fa anche il cardinale belga Godfried Danneels, in un&#039;intervista al quotidiano &quot;La derniere heure&quot;, aveva spiegato che &quot;se permette la protezione della vita, il preservativo non ha un rilievo non solo sessuale.&quot;
In materia si era espresso anche il cardinale svizzero George Cottier, ex-teologo della Casa Pontificia durante il pontificato di Giovanni Paolo II. Cottier aveva motivato il suo pensiero agganciandosi a quello che in teologia è il &quot;male minore&quot;.


http://www.comodo.it/cat/canali/preservativo/preservativo-e/chiesa-cattolica/i-segnali-di-apertura/

Nel 1996 vescovo di Poitiers, Albert Rouet, a proposito di condom sostiene: «Usatelo pure per difendervi dall’Aids».
Nel 2000 Patrick Dunn, vescovo della città neozelandese di Auckland, dichiara che «i giovani dovrebbero usare il condom se non riescono a mantenersi casti». Torna in tal modo d’attualità il principio del “male minore”, sancito dalla Chiesa con riferimento a tutti i casi in cui un individuo non riesca a restare sulla retta via, e ora applicato al tema dei profilattici. Sarebbe a dire che essi rappresentano un’alternativa accettabile qualora si decida di rinunciare alla castità. E infatti monsignor Dunn aggiunge: «Se le persone vogliono comportarsi come credono, suggerisco che siano molto prudenti e usino tutte le precauzioni del caso. Non parlo solo dei rischi fisici, ma anche di quelli psicologici e morali in caso di gravidanze non desiderate». 
La sua opinione trova l’appoggio dell’allora arcivescovo di Durban (...), il vescovo sudafricano conferma in un’intervista pubblicata il 7 aprile scorso dal quotidiano canadese The Globe and Mail: «Le donne mi stanno a cuore. Sto dalla loro parte…». Monsignor Dowling le ascolta tutte, e fa la cosa che ritiene più giusta: distribuisce preservativi. Un’iniziativa rischiosa per il “vescovo dell’Aids” (come la gente lo chiama in Africa meridionale).  L’impegno in favore dei condom è valso a monsignor Dowling la simpatia di tantissimi chierici e laici, che lo hanno letteralmente sommerso di lettere per manifestargli il proprio appoggio morale. Centinaia di questi messaggi sono partiti, in occasione della Giornata Mondiale contro l’Aids 2002. (...)

«Se fossi papa, avvierei una fabbrica di preservativi all’interno del Vaticano. Che senso ha mandare cibo e medicine se poi lasciamo che la gente si infetti e muoia?». A pronunciarle è stato un sacerdote brasiliano che nel suo ufficio tiene affisso un quadretto con dentro un preservativo e con sopra una scritta: “In caso di emergenza, rompere il vetro”.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/10/06/africa-la-chiesa-apre-al-preservativo-ma.html

Sulla questione profilattico il porporato ha aperto uno spiraglio. Il tema è tabù in Vaticano, ma nel Continente Nero viene affrontato da suore e missionari con grande pragmatismo. Tanto è vero che molti religiosi impegnati nella lotta all&#039; Aids con i loro presidi sanitari insegnano a uomini e donne come utilizzare il preservativo. Lo stesso Osservatore Romano, nei giorni in cui la polemica sulle parole del Papa esplodeva, pubblicò l&#039; articolo di un missionario che sosteneva il profilattico. 

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200903articoli/42068girata.asp

La Chiesa del silenzio distribuisce i condom
I missionari fronteggiano il virus in barba alle regole
E’ la nuova «Chiesa del silenzio». A dissentire dal no ufficiale al condom sono i cardinali che teorizzano la liceità morale dell’uso del preservativo davanti al dilagare dell’Aids e le congregazioni missionarie che nell’Africa subsahariana (ma anche in America latina e in tutto il terzo mondo) fronteggiano la catastrofe distribuendo preservativi. Ma sono anche intere conferenze episcopali, come i vescovi del Camerun: ricevono fondi dal governo guidato dal cattolico Biya per il piano statale contro l’epidemia di Hiv che include la distribuzione di preservativi. 
(...) arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi che per primo sulla questione del contagio nel matrimonio riconobbe alla donna il diritto a «esigere il profilattico da parte del marito».

Numerosi teologi, vescovi e cardinali (tra i quali Martini, Cottier, Daneels, Cordes) ritengono necessario il ricorso al condom e anche il ministro vaticano della Sanità, il cardinale Javier Lozano Barragan, ammette il preservativo come difesa dall’aggressione dell’Aids. «Se qualcuno mi vuole assalire con un bastone, devo tutelarmi ricorrendo a strumenti idonei. Così per difendermi dall’Aids devo utilizzare i mezzi più appropriati- spiega-. Con il preservativo? Sì se è efficace per difendermi dall’aggressione». In silenzio e un po’ di nascosto, moltissimi missionari e religiosi che operano in Africa distribuiscono preservativi. Pochi lo riconoscono apertamente come suor Maria Martinelli, missionaria comboniana e l’irlandese suor Mary Owens (da 15 anni a Nairobi in Kenya): «Ci rendiamo conto che il preservativo serve». Dal 2001 due congregazioni religiose distribuiscono preservativi «come rimedio contro l’Aids»: i gesuiti in Congo e i Padri bianchi in Tanzania. Dal 2002 segue il loro esempio l’intera conferenza episcopale del Ciad. Nel 2005 il numero due della Chiesa spagnola, il segretario generale dei vescovi Juan Antonio Martinez Camino sottoscrisse la strategia anti-Aids nota come «Abc» («Abstinence, Be faithful, Condoms», cioè Astinenza e fedeltà e preservativo).

http://www.vitadidonna.org/politica/laici/africa-si-al-preservativo-e-qpronti-ad-un-papa-neroq-2752.html

Le suore e i missionari che operano in Africa lo trattano con estremo realismo e ne diffondono l’uso tra la popolazione spiegandone le modalità d’utilizzo.

La Chiesa e i preservativi in Africa: chiedete e vi sarà dato - da Luanda, Angola
Si fa ma non si dice. I missionari distribuiscono condom per prevenire l’aids anche se per la Chiesa resta un tabù. Religiosi e volontari salesiani distribuiscono profilattici. Ottocento condom al giorno presso sei presidi e un centro salute del Vis (Volontariato internazionale per lo sviluppo, l’ong che fa capo ai salesiani) nella provincia di Moxico, 800 chilometri dalla capitale Luanda. Destinatari: le categorie a rischio, cioè prostitute, coppie con un coniuge sieropositivo, orfani e ragazzi di strada. Per l’attuazione di questo programma il Vis riceve 87.400 dollari l’anno dal Global fund, il programma delle Nazioni Unite per la lotta all’aids.
“Si tratta di un programma articolato di prevenzione dell’hiv-aids che non può assolutamente essere ridotto alla consegna dei condom” precisa a Panorama Paola Franchi, responsabile del Vis per l’Angola. Le suore francescane di San Josè distribuiscono condom a giovani e donne a rischio anche presso il centro sanitario Cefas nella capitale Luanda e presso i presidi di Santa Clara a Mabubas e di Sao Jeronimo a Boavista.
(...) I missionari considerano il preservativo come un mezzo di prevenzione tra gli altri. Tanto che padre Bernard Joinet, missionario dei padri bianchi in Tanzania e docente presso la facoltà di medicina di Dar es Salaam, ha diffuso un manifesto che si ispira all’arca di Noé per propagandare l’uso del preservativo contro l’aids. 

Tra i fautori del modello Abc (astinenza, fedeltà, condom) c’è fratel Daniele Giovanni Giusti, missionario comboniano, medico da 30 anni in Uganda. “Il preservativo ha funzionato in epidemie focalizzate e tra gruppi particolari” riconosce il missionario. Perciò suggerisce “l’uso del preservativo come ripiego” per quanti non riescono a essere fedeli e ad astenersi dai rapporti sessuali a rischio. 
(...) A livello personale, confida suor Maria Martinelli, comboniana, coordinatrice del progetto, “considerando che operiamo spesso con persone di diversa religione, cultura o etnia, certo non andiamo dicendo con il megafono di utilizzare il preservativo, ma ci rendiamo conto che serve”.

http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&amp;id=1214
CONTRO L&#039;AIDS USATE IL CONDOM&quot;:APPELLO DEI GESUITI DEL CONGO
30922. KINSHASA-ADISTA. &quot;L&#039;Aids uccide! Proteggiti! Proteggi gli altri!&quot; è lo slogan diffuso da un depliant scritto e distribuito dai gesuiti di Kinshasa, per informare la popolazione congolese sia sulle conseguenze della malattia, sia sugli strumenti per prevenirla, primo fra tutti l&#039;uso del preservativo. (...) Nel frattempo, dove la promiscuità è un fattore culturale, il preservativo rimane un presidio sanitario irrinunciabile fino a quando l’attitudine sessuale assumerà aspetti di maggiore maturità e consapevolezza che permetteranno di godere con gioia del benessere e della felicità che l’amore riesce a donare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>un po&#8217; di riferimenti e dati per fare felice il comandante nebbia e se possibile correggere onestamente per fare informazione davvero &#8220;critica&#8221; e non disinformata.</p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://blog.panorama.it/mondo/2009/04/04/la-chiesa-e-i-preservativi-in-africa-chiedete-e-vi-sara-dato/"  rel="nofollow">http://blog.panorama.it/mondo/2009/04/04/la-chiesa-e-i-preservativi-in-africa-chiedete-e-vi-sara-dato/</a></noindex></p>
<p>qui c&#8217;è anche una foto, per disomologare la tua vista&#8230;</p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&#038;id=2733"  rel="nofollow">http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&#038;id=2733</a></noindex></p>
<p>32681. MADRID-ADISTA. Chiesa, preservativo, Aids. (&#8230;) molti sacerdoti cattolici, attivi nelle terre devastate dalla pandemia, indipendentemente dalle direttive ufficiali, scelgono di salvare vite. Con l&#8217;uso del preservativo. (&#8230;) il segretario generale e portavoce della Conferenza episcopale, il gesuita p. Juan Antonio Martínez Camino, che in un incontro a Madrid con il ministro della sanità, Elena Salgado, ha sostenuto che la Chiesa riconosce che &#8220;i preservativi hanno un loro ruolo nella prevenzione integrale e globale dell&#8217;aids&#8221; e che la Chiesa, a differenza di quanto dicono molti mass media, &#8220;è molto preoccupata e molto interessata a questo grave problema&#8221;. E ha avallato la Strategia Abc (Abstinence, be faithful e condoms) resa nota dalla rivista scientifica inglese The Lancet il 26 novembre e sottoscritta da 150 esperti di 36 Paesi.<br />
Strategia che propaganda, in quest&#8217;ordine, astinenza, fedeltà e solo come ultima istanza l&#8217;uso del preservativo quali strumenti per evitare la propagazione del virus Hiv.<br />
La posizione della Chiesa, ha precisato Martínez Camino, &#8220;coincide fondamentalmente&#8221; con questa strategia.<br />
(&#8230;) &#8220;un programma integrale di prevenzione, se non vuole essere parziale, deve tenere conto di tutte e tre questi pilastri, in quest&#8217;ordine, e differenziarsi secondo la gente a cui è diretto&#8221;. (&#8230;) La Chiesa quindi accetta il preservativo come ultima opzione sempre &#8220;nel contesto di una strategia di prevenzione integrale della lotta all&#8217;Aids&#8221;.<br />
(&#8230;) Interpellato sulla posizione di papa Paolo VI, che nell&#8217;enciclica Humanae vitae dichiarava inammissibile qualunque forma di contraccezione, il prelato britannico ha replicato: &#8220;A quei tempi non c&#8217;era l&#8217;Aids&#8221;. </p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&#038;id=25759"  rel="nofollow">http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&#038;id=25759</a></noindex></p>
<p>IL VATICANO CORRE AI RIPARI: MEGLIO IL PRESERVATIVO DELL&#8217;AIDS<br />
&#8230; Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute card. Javier Lozano Barragán, vescovo di Goiás Eugene Rixen, coordinatore della Commissione nazionale sull&#8217;Aids e le malattie sessualmente trasmissibili: &#8220;Tra la camisinha (il condom in brasiliano, ndr) e l&#8217;espansione dell&#8217;Aids, siamo obbligati a scegliere il male minore&#8221; (&#8230;)<br />
Gli appelli dei missionari a chiedere urgentemente una revisione del divieto dell&#8217;uso del preservativo sono stati, negli anni successivi, i missionari impegnati quotidianamente in Africa e nelle zone più colpite dall&#8217;Aids.<br />
I Padri Bianchi, nella persona di p. Bernard Joinet, in Tanzania dal 1998 hanno dato vita all&#8217;iniziativa &#8220;Flotta della speranza&#8221;: in un poster, tre barche sul mare montante dell&#8217;Aids. Fedeltà, Preservativo e Astinenza i loro nomi. &#8220;Non restate nell&#8217;acqua! – recitava la didascalia -. Salite sui battelli. Lì è la sicurezza&#8221;. &#8220;L&#8217;Aids uccide! Proteggiti! Proteggi gli altri!&#8221; era invece lo slogan di un dépliant scritto e distribuito dai gesuiti di Kinshasa. </p>
<p>GLI ISTITUTI RELIGIOSI SULLA PREVENZIONE ALL’AIDS: “IL CONDOM SERVE”. BASTA DIRLO A BASSA VOCE</p>
<p>34439. ROMA-ADISTA. (&#8230;) Il 27% dell’assistenza e della cura a livello mondiale dei malati di Hiv e Aids, ha detto p. Frank Monks, della Commissione per la salute Usg/Uisg, è fornito dai religiosi.<br />
(&#8230;) &#8220;La risposta dei religiosi al problema dell’Hiv non è sempre stata visibile, oscurata dall’attenzione quasi esclusiva che il mondo secolare ha riservato alla questione del preservativo”. Per la prevenzione della pandemia il condom è considerato indispensabile da tutti (&#8230;) per evitare il contagio dell’Aids il rimedio proposto dal magistero ecclesiastico è l’astensione dai rapporti sessuali. Ma la strategia degli ordini religiosi per controllare la pandemia non si risolve affatto in questo ‘no use’: “siamo molto attivi – ha informato p. Monks – sia a livello di attività medico-sanitaria, sia a livello di prevenzione generale, prevenzione della trasmissione madre-figlio, cura di orfani e famiglie colpite, assistenza spirituale, educazione sessuale e, infine, nel campo della ricerca, in particolare del vaccino”. (&#8230;) “L’atteggiamento pastorale non è da Giudizio Universale”, ha ammesso suor Maria Martinelli, missionaria comboniana e coordinatrice del progetto di mappatura. “I nostri principi sono noti (&#8230;) però a livello personale, (&#8230;) certo non andiamo diciamo con il megafono di utilizzarlo (il preservativo), ma ci rendiamo conto che serve”. (&#8230;)<br />
Non è che siamo poi così differenti da altri organismi di prevenzione e cura dell’Hiv-Aids. (&#8230;)</p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&#038;id=44590"  rel="nofollow">http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&#038;id=44590</a></noindex></p>
<p>La strategia ABC (Abstinence, Be faithful, Condoms), predica ad esempio l’educazione all’astinenza (per i malati) e la fedeltà (nella coppia) e solo come last resort i preservativi: molti religiosi l’hanno fatta propria e sembra funzionare. (&#8230;)</p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&#038;id=44594"  rel="nofollow">http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&#038;id=44594</a></noindex></p>
<p>Juan Piña Batista, parroco di San Tomás de Aquino, a Cadice (in Spagna).</p>
<p>Dopo aver ricevuto la visita medica del personale specializzato, un’infermiera dà ad ogni assistito le dosi del trattamento e suor Jane (giovane monaca scozzese che da più di 24 anni svolge con abnegazione questo ed altri lavori in Africa) consegna ad ogni paziente di entrambi i sessi vari preservativi, insistendo che non dimentichino di usarli e che, se ne vogliono di più, basta che li chiedano. Per un attimo alza lo sguardo e dice: “Anche il papa se fosse qui distribuirebbe preservativi”.</p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&#038;id=44655"  rel="nofollow">http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&#038;id=44655</a></noindex></p>
<p>34953. LISBONA-ADISTA. “Quando una persona infettata non prescinde dalle relazioni e induce il partner (a conoscenza o no della malattia) alla relazione, il preservativo non è solo consigliabile, può essere eticamente obbligatorio”. Lo ha affermato il vescovo di Viseu (Portogallo), mons. Idílio Leandro. (&#8230;)</p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://xoomer.virgilio.it/feninnovito/cardinal_martini_e_i_condom.htm"  rel="nofollow">http://xoomer.virgilio.it/feninnovito/cardinal_martini_e_i_condom.htm</a></noindex> &#8211; (20 aprile 2006- Repubblica)</p>
<p>Il cardinale Martini apre all&#8217;uso del preservativo (&#8230;)<br />
ROMA &#8211; I profilattici sono il &#8220;male minore&#8221; per contrastare il dilagare dell&#8217;Aids. Lo ha detto il cardinale Carlo Maria Martini, uno dei componenti più autorevoli del Collegio Cardinalizio, in un&#8217;intervista all&#8217;Espresso.<br />
La voce di Martini, in tutti i casi, non è isolata nella Chiesa, solo due mesi fa anche il cardinale belga Godfried Danneels, in un&#8217;intervista al quotidiano &#8220;La derniere heure&#8221;, aveva spiegato che &#8220;se permette la protezione della vita, il preservativo non ha un rilievo non solo sessuale.&#8221;<br />
In materia si era espresso anche il cardinale svizzero George Cottier, ex-teologo della Casa Pontificia durante il pontificato di Giovanni Paolo II. Cottier aveva motivato il suo pensiero agganciandosi a quello che in teologia è il &#8220;male minore&#8221;.</p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.comodo.it/cat/canali/preservativo/preservativo-e/chiesa-cattolica/i-segnali-di-apertura/"  rel="nofollow">http://www.comodo.it/cat/canali/preservativo/preservativo-e/chiesa-cattolica/i-segnali-di-apertura/</a></noindex></p>
<p>Nel 1996 vescovo di Poitiers, Albert Rouet, a proposito di condom sostiene: «Usatelo pure per difendervi dall’Aids».<br />
Nel 2000 Patrick Dunn, vescovo della città neozelandese di Auckland, dichiara che «i giovani dovrebbero usare il condom se non riescono a mantenersi casti». Torna in tal modo d’attualità il principio del “male minore”, sancito dalla Chiesa con riferimento a tutti i casi in cui un individuo non riesca a restare sulla retta via, e ora applicato al tema dei profilattici. Sarebbe a dire che essi rappresentano un’alternativa accettabile qualora si decida di rinunciare alla castità. E infatti monsignor Dunn aggiunge: «Se le persone vogliono comportarsi come credono, suggerisco che siano molto prudenti e usino tutte le precauzioni del caso. Non parlo solo dei rischi fisici, ma anche di quelli psicologici e morali in caso di gravidanze non desiderate».<br />
La sua opinione trova l’appoggio dell’allora arcivescovo di Durban (&#8230;), il vescovo sudafricano conferma in un’intervista pubblicata il 7 aprile scorso dal quotidiano canadese The Globe and Mail: «Le donne mi stanno a cuore. Sto dalla loro parte…». Monsignor Dowling le ascolta tutte, e fa la cosa che ritiene più giusta: distribuisce preservativi. Un’iniziativa rischiosa per il “vescovo dell’Aids” (come la gente lo chiama in Africa meridionale).  L’impegno in favore dei condom è valso a monsignor Dowling la simpatia di tantissimi chierici e laici, che lo hanno letteralmente sommerso di lettere per manifestargli il proprio appoggio morale. Centinaia di questi messaggi sono partiti, in occasione della Giornata Mondiale contro l’Aids 2002. (&#8230;)</p>
<p>«Se fossi papa, avvierei una fabbrica di preservativi all’interno del Vaticano. Che senso ha mandare cibo e medicine se poi lasciamo che la gente si infetti e muoia?». A pronunciarle è stato un sacerdote brasiliano che nel suo ufficio tiene affisso un quadretto con dentro un preservativo e con sopra una scritta: “In caso di emergenza, rompere il vetro”.</p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/10/06/africa-la-chiesa-apre-al-preservativo-ma.html"  rel="nofollow">http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/10/06/africa-la-chiesa-apre-al-preservativo-ma.html</a></noindex></p>
<p>Sulla questione profilattico il porporato ha aperto uno spiraglio. Il tema è tabù in Vaticano, ma nel Continente Nero viene affrontato da suore e missionari con grande pragmatismo. Tanto è vero che molti religiosi impegnati nella lotta all&#8217; Aids con i loro presidi sanitari insegnano a uomini e donne come utilizzare il preservativo. Lo stesso Osservatore Romano, nei giorni in cui la polemica sulle parole del Papa esplodeva, pubblicò l&#8217; articolo di un missionario che sosteneva il profilattico. </p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200903articoli/42068girata.asp"  rel="nofollow">http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200903articoli/42068girata.asp</a></noindex></p>
<p>La Chiesa del silenzio distribuisce i condom<br />
I missionari fronteggiano il virus in barba alle regole<br />
E’ la nuova «Chiesa del silenzio». A dissentire dal no ufficiale al condom sono i cardinali che teorizzano la liceità morale dell’uso del preservativo davanti al dilagare dell’Aids e le congregazioni missionarie che nell’Africa subsahariana (ma anche in America latina e in tutto il terzo mondo) fronteggiano la catastrofe distribuendo preservativi. Ma sono anche intere conferenze episcopali, come i vescovi del Camerun: ricevono fondi dal governo guidato dal cattolico Biya per il piano statale contro l’epidemia di Hiv che include la distribuzione di preservativi.<br />
(&#8230;) arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi che per primo sulla questione del contagio nel matrimonio riconobbe alla donna il diritto a «esigere il profilattico da parte del marito».</p>
<p>Numerosi teologi, vescovi e cardinali (tra i quali Martini, Cottier, Daneels, Cordes) ritengono necessario il ricorso al condom e anche il ministro vaticano della Sanità, il cardinale Javier Lozano Barragan, ammette il preservativo come difesa dall’aggressione dell’Aids. «Se qualcuno mi vuole assalire con un bastone, devo tutelarmi ricorrendo a strumenti idonei. Così per difendermi dall’Aids devo utilizzare i mezzi più appropriati- spiega-. Con il preservativo? Sì se è efficace per difendermi dall’aggressione». In silenzio e un po’ di nascosto, moltissimi missionari e religiosi che operano in Africa distribuiscono preservativi. Pochi lo riconoscono apertamente come suor Maria Martinelli, missionaria comboniana e l’irlandese suor Mary Owens (da 15 anni a Nairobi in Kenya): «Ci rendiamo conto che il preservativo serve». Dal 2001 due congregazioni religiose distribuiscono preservativi «come rimedio contro l’Aids»: i gesuiti in Congo e i Padri bianchi in Tanzania. Dal 2002 segue il loro esempio l’intera conferenza episcopale del Ciad. Nel 2005 il numero due della Chiesa spagnola, il segretario generale dei vescovi Juan Antonio Martinez Camino sottoscrisse la strategia anti-Aids nota come «Abc» («Abstinence, Be faithful, Condoms», cioè Astinenza e fedeltà e preservativo).</p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.vitadidonna.org/politica/laici/africa-si-al-preservativo-e-qpronti-ad-un-papa-neroq-2752.html"  rel="nofollow">http://www.vitadidonna.org/politica/laici/africa-si-al-preservativo-e-qpronti-ad-un-papa-neroq-2752.html</a></noindex></p>
<p>Le suore e i missionari che operano in Africa lo trattano con estremo realismo e ne diffondono l’uso tra la popolazione spiegandone le modalità d’utilizzo.</p>
<p>La Chiesa e i preservativi in Africa: chiedete e vi sarà dato &#8211; da Luanda, Angola<br />
Si fa ma non si dice. I missionari distribuiscono condom per prevenire l’aids anche se per la Chiesa resta un tabù. Religiosi e volontari salesiani distribuiscono profilattici. Ottocento condom al giorno presso sei presidi e un centro salute del Vis (Volontariato internazionale per lo sviluppo, l’ong che fa capo ai salesiani) nella provincia di Moxico, 800 chilometri dalla capitale Luanda. Destinatari: le categorie a rischio, cioè prostitute, coppie con un coniuge sieropositivo, orfani e ragazzi di strada. Per l’attuazione di questo programma il Vis riceve 87.400 dollari l’anno dal Global fund, il programma delle Nazioni Unite per la lotta all’aids.<br />
“Si tratta di un programma articolato di prevenzione dell’hiv-aids che non può assolutamente essere ridotto alla consegna dei condom” precisa a Panorama Paola Franchi, responsabile del Vis per l’Angola. Le suore francescane di San Josè distribuiscono condom a giovani e donne a rischio anche presso il centro sanitario Cefas nella capitale Luanda e presso i presidi di Santa Clara a Mabubas e di Sao Jeronimo a Boavista.<br />
(&#8230;) I missionari considerano il preservativo come un mezzo di prevenzione tra gli altri. Tanto che padre Bernard Joinet, missionario dei padri bianchi in Tanzania e docente presso la facoltà di medicina di Dar es Salaam, ha diffuso un manifesto che si ispira all’arca di Noé per propagandare l’uso del preservativo contro l’aids. </p>
<p>Tra i fautori del modello Abc (astinenza, fedeltà, condom) c’è fratel Daniele Giovanni Giusti, missionario comboniano, medico da 30 anni in Uganda. “Il preservativo ha funzionato in epidemie focalizzate e tra gruppi particolari” riconosce il missionario. Perciò suggerisce “l’uso del preservativo come ripiego” per quanti non riescono a essere fedeli e ad astenersi dai rapporti sessuali a rischio.<br />
(&#8230;) A livello personale, confida suor Maria Martinelli, comboniana, coordinatrice del progetto, “considerando che operiamo spesso con persone di diversa religione, cultura o etnia, certo non andiamo dicendo con il megafono di utilizzare il preservativo, ma ci rendiamo conto che serve”.</p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&#038;id=1214"  rel="nofollow">http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&#038;id=1214</a></noindex><br />
CONTRO L&#8217;AIDS USATE IL CONDOM&#8221;:APPELLO DEI GESUITI DEL CONGO<br />
30922. KINSHASA-ADISTA. &#8220;L&#8217;Aids uccide! Proteggiti! Proteggi gli altri!&#8221; è lo slogan diffuso da un depliant scritto e distribuito dai gesuiti di Kinshasa, per informare la popolazione congolese sia sulle conseguenze della malattia, sia sugli strumenti per prevenirla, primo fra tutti l&#8217;uso del preservativo. (&#8230;) Nel frattempo, dove la promiscuità è un fattore culturale, il preservativo rimane un presidio sanitario irrinunciabile fino a quando l’attitudine sessuale assumerà aspetti di maggiore maturità e consapevolezza che permetteranno di godere con gioia del benessere e della felicità che l’amore riesce a donare.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: azzo</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/ne-fiori-ne-opere-di-bene/leggere/oltre-le-righe/fma/15248/#comment-53942</link>
		<dc:creator>azzo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 14:41:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mentecritica.net/ne-fiori-ne-opere-di-bene/leggere/oltre-le-righe/fma/15248/#comment-53942</guid>
		<description>rileggevo l&#039;articolo che mi ero dimenticato di rispondere, provvedo subito a fornire link e riferimenti che desidera il &quot;Comandante Nebbia&quot;, che non fidandosi giustamente di &quot;AZZO&quot; potrà far rettificare quanto scritto di impreciso (questo ovviamente se ci tiene a passare informazioni CRITICHE e non DISINFORMAZIONE di bassa lega come un quotidiano medio) saluti e buone feste!

http://blog.panorama.it/mondo/2009/04/04/la-chiesa-e-i-preservativi-in-africa-chiedete-e-vi-sara-dato/

qui c&#039;è anche una foto, per disomologare la tua vista...

http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&amp;id=2733

32681. MADRID-ADISTA. Chiesa, preservativo, Aids. (...) molti sacerdoti cattolici, attivi nelle terre devastate dalla pandemia, indipendentemente dalle direttive ufficiali, scelgono di salvare vite. Con l&#039;uso del preservativo. (...) il segretario generale e portavoce della Conferenza episcopale, il gesuita p. Juan Antonio Martínez Camino, che in un incontro a Madrid con il ministro della sanità, Elena Salgado, ha sostenuto che la Chiesa riconosce che &quot;i preservativi hanno un loro ruolo nella prevenzione integrale e globale dell&#039;aids&quot; e che la Chiesa, a differenza di quanto dicono molti mass media, &quot;è molto preoccupata e molto interessata a questo grave problema&quot;. E ha avallato la Strategia Abc (Abstinence, be faithful e condoms) resa nota dalla rivista scientifica inglese The Lancet il 26 novembre e sottoscritta da 150 esperti di 36 Paesi. 
Strategia che propaganda, in quest&#039;ordine, astinenza, fedeltà e solo come ultima istanza l&#039;uso del preservativo quali strumenti per evitare la propagazione del virus Hiv. 
La posizione della Chiesa, ha precisato Martínez Camino, &quot;coincide fondamentalmente&quot; con questa strategia. 
(...) &quot;un programma integrale di prevenzione, se non vuole essere parziale, deve tenere conto di tutte e tre questi pilastri, in quest&#039;ordine, e differenziarsi secondo la gente a cui è diretto&quot;. (...) La Chiesa quindi accetta il preservativo come ultima opzione sempre &quot;nel contesto di una strategia di prevenzione integrale della lotta all&#039;Aids&quot;.
(...) Interpellato sulla posizione di papa Paolo VI, che nell&#039;enciclica Humanae vitae dichiarava inammissibile qualunque forma di contraccezione, il prelato britannico ha replicato: &quot;A quei tempi non c&#039;era l&#039;Aids&quot;. 

http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&amp;id=25759

IL VATICANO CORRE AI RIPARI: MEGLIO IL PRESERVATIVO DELL&#039;AIDS
... Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute card. Javier Lozano Barragán, vescovo di Goiás Eugene Rixen, coordinatore della Commissione nazionale sull&#039;Aids e le malattie sessualmente trasmissibili: &quot;Tra la camisinha (il condom in brasiliano, ndr) e l&#039;espansione dell&#039;Aids, siamo obbligati a scegliere il male minore&quot; (...)
Gli appelli dei missionari a chiedere urgentemente una revisione del divieto dell&#039;uso del preservativo sono stati, negli anni successivi, i missionari impegnati quotidianamente in Africa e nelle zone più colpite dall&#039;Aids. 
I Padri Bianchi, nella persona di p. Bernard Joinet, in Tanzania dal 1998 hanno dato vita all&#039;iniziativa &quot;Flotta della speranza&quot;: in un poster, tre barche sul mare montante dell&#039;Aids. Fedeltà, Preservativo e Astinenza i loro nomi. &quot;Non restate nell&#039;acqua! – recitava la didascalia -. Salite sui battelli. Lì è la sicurezza&quot;. &quot;L&#039;Aids uccide! Proteggiti! Proteggi gli altri!&quot; era invece lo slogan di un dépliant scritto e distribuito dai gesuiti di Kinshasa. 


GLI ISTITUTI RELIGIOSI SULLA PREVENZIONE ALL’AIDS: “IL CONDOM SERVE”. BASTA DIRLO A BASSA VOCE

34439. ROMA-ADISTA. (...) Il 27% dell’assistenza e della cura a livello mondiale dei malati di Hiv e Aids, ha detto p. Frank Monks, della Commissione per la salute Usg/Uisg, è fornito dai religiosi. 
(...) &quot;La risposta dei religiosi al problema dell’Hiv non è sempre stata visibile, oscurata dall’attenzione quasi esclusiva che il mondo secolare ha riservato alla questione del preservativo”. Per la prevenzione della pandemia il condom è considerato indispensabile da tutti (...) per evitare il contagio dell’Aids il rimedio proposto dal magistero ecclesiastico è l’astensione dai rapporti sessuali. Ma la strategia degli ordini religiosi per controllare la pandemia non si risolve affatto in questo ‘no use’: “siamo molto attivi – ha informato p. Monks – sia a livello di attività medico-sanitaria, sia a livello di prevenzione generale, prevenzione della trasmissione madre-figlio, cura di orfani e famiglie colpite, assistenza spirituale, educazione sessuale e, infine, nel campo della ricerca, in particolare del vaccino”. (...) “L’atteggiamento pastorale non è da Giudizio Universale”, ha ammesso suor Maria Martinelli, missionaria comboniana e coordinatrice del progetto di mappatura. “I nostri principi sono noti (...) però a livello personale, (...) certo non andiamo diciamo con il megafono di utilizzarlo (il preservativo), ma ci rendiamo conto che serve”. (...)
Non è che siamo poi così differenti da altri organismi di prevenzione e cura dell’Hiv-Aids. (...)

http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&amp;id=44590

La strategia ABC (Abstinence, Be faithful, Condoms), predica ad esempio l’educazione all’astinenza (per i malati) e la fedeltà (nella coppia) e solo come last resort i preservativi: molti religiosi l’hanno fatta propria e sembra funzionare. (...)


http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&amp;id=44594

Juan Piña Batista, parroco di San Tomás de Aquino, a Cadice (in Spagna).

Dopo aver ricevuto la visita medica del personale specializzato, un’infermiera dà ad ogni assistito le dosi del trattamento e suor Jane (giovane monaca scozzese che da più di 24 anni svolge con abnegazione questo ed altri lavori in Africa) consegna ad ogni paziente di entrambi i sessi vari preservativi, insistendo che non dimentichino di usarli e che, se ne vogliono di più, basta che li chiedano. Per un attimo alza lo sguardo e dice: “Anche il papa se fosse qui distribuirebbe preservativi”.

http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&amp;id=44655

34953. LISBONA-ADISTA. “Quando una persona infettata non prescinde dalle relazioni e induce il partner (a conoscenza o no della malattia) alla relazione, il preservativo non è solo consigliabile, può essere eticamente obbligatorio”. Lo ha affermato il vescovo di Viseu (Portogallo), mons. Idílio Leandro. (...)

http://xoomer.virgilio.it/feninnovito/cardinal_martini_e_i_condom.htm - (20 aprile 2006- Repubblica)

Il cardinale Martini apre all&#039;uso del preservativo (...)
ROMA - I profilattici sono il &quot;male minore&quot; per contrastare il dilagare dell&#039;Aids. Lo ha detto il cardinale Carlo Maria Martini, uno dei componenti più autorevoli del Collegio Cardinalizio, in un&#039;intervista all&#039;Espresso. 
La voce di Martini, in tutti i casi, non è isolata nella Chiesa, solo due mesi fa anche il cardinale belga Godfried Danneels, in un&#039;intervista al quotidiano &quot;La derniere heure&quot;, aveva spiegato che &quot;se permette la protezione della vita, il preservativo non ha un rilievo non solo sessuale.&quot;
In materia si era espresso anche il cardinale svizzero George Cottier, ex-teologo della Casa Pontificia durante il pontificato di Giovanni Paolo II. Cottier aveva motivato il suo pensiero agganciandosi a quello che in teologia è il &quot;male minore&quot;.


http://www.comodo.it/cat/canali/preservativo/preservativo-e/chiesa-cattolica/i-segnali-di-apertura/

Nel 1996 vescovo di Poitiers, Albert Rouet, a proposito di condom sostiene: «Usatelo pure per difendervi dall’Aids».
Nel 2000 Patrick Dunn, vescovo della città neozelandese di Auckland, dichiara che «i giovani dovrebbero usare il condom se non riescono a mantenersi casti». Torna in tal modo d’attualità il principio del “male minore”, sancito dalla Chiesa con riferimento a tutti i casi in cui un individuo non riesca a restare sulla retta via, e ora applicato al tema dei profilattici. Sarebbe a dire che essi rappresentano un’alternativa accettabile qualora si decida di rinunciare alla castità. E infatti monsignor Dunn aggiunge: «Se le persone vogliono comportarsi come credono, suggerisco che siano molto prudenti e usino tutte le precauzioni del caso. Non parlo solo dei rischi fisici, ma anche di quelli psicologici e morali in caso di gravidanze non desiderate». 
La sua opinione trova l’appoggio dell’allora arcivescovo di Durban (...), il vescovo sudafricano conferma in un’intervista pubblicata il 7 aprile scorso dal quotidiano canadese The Globe and Mail: «Le donne mi stanno a cuore. Sto dalla loro parte…». Monsignor Dowling le ascolta tutte, e fa la cosa che ritiene più giusta: distribuisce preservativi. Un’iniziativa rischiosa per il “vescovo dell’Aids” (come la gente lo chiama in Africa meridionale).  L’impegno in favore dei condom è valso a monsignor Dowling la simpatia di tantissimi chierici e laici, che lo hanno letteralmente sommerso di lettere per manifestargli il proprio appoggio morale. Centinaia di questi messaggi sono partiti, in occasione della Giornata Mondiale contro l’Aids 2002. (...)

«Se fossi papa, avvierei una fabbrica di preservativi all’interno del Vaticano. Che senso ha mandare cibo e medicine se poi lasciamo che la gente si infetti e muoia?». A pronunciarle è stato un sacerdote brasiliano che nel suo ufficio tiene affisso un quadretto con dentro un preservativo e con sopra una scritta: “In caso di emergenza, rompere il vetro”.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/10/06/africa-la-chiesa-apre-al-preservativo-ma.html

Sulla questione profilattico il porporato ha aperto uno spiraglio. Il tema è tabù in Vaticano, ma nel Continente Nero viene affrontato da suore e missionari con grande pragmatismo. Tanto è vero che molti religiosi impegnati nella lotta all&#039; Aids con i loro presidi sanitari insegnano a uomini e donne come utilizzare il preservativo. Lo stesso Osservatore Romano, nei giorni in cui la polemica sulle parole del Papa esplodeva, pubblicò l&#039; articolo di un missionario che sosteneva il profilattico. 

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200903articoli/42068girata.asp

La Chiesa del silenzio distribuisce i condom
I missionari fronteggiano il virus in barba alle regole
E’ la nuova «Chiesa del silenzio». A dissentire dal no ufficiale al condom sono i cardinali che teorizzano la liceità morale dell’uso del preservativo davanti al dilagare dell’Aids e le congregazioni missionarie che nell’Africa subsahariana (ma anche in America latina e in tutto il terzo mondo) fronteggiano la catastrofe distribuendo preservativi. Ma sono anche intere conferenze episcopali, come i vescovi del Camerun: ricevono fondi dal governo guidato dal cattolico Biya per il piano statale contro l’epidemia di Hiv che include la distribuzione di preservativi. 
(...) arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi che per primo sulla questione del contagio nel matrimonio riconobbe alla donna il diritto a «esigere il profilattico da parte del marito».

Numerosi teologi, vescovi e cardinali (tra i quali Martini, Cottier, Daneels, Cordes) ritengono necessario il ricorso al condom e anche il ministro vaticano della Sanità, il cardinale Javier Lozano Barragan, ammette il preservativo come difesa dall’aggressione dell’Aids. «Se qualcuno mi vuole assalire con un bastone, devo tutelarmi ricorrendo a strumenti idonei. Così per difendermi dall’Aids devo utilizzare i mezzi più appropriati- spiega-. Con il preservativo? Sì se è efficace per difendermi dall’aggressione». In silenzio e un po’ di nascosto, moltissimi missionari e religiosi che operano in Africa distribuiscono preservativi. Pochi lo riconoscono apertamente come suor Maria Martinelli, missionaria comboniana e l’irlandese suor Mary Owens (da 15 anni a Nairobi in Kenya): «Ci rendiamo conto che il preservativo serve». Dal 2001 due congregazioni religiose distribuiscono preservativi «come rimedio contro l’Aids»: i gesuiti in Congo e i Padri bianchi in Tanzania. Dal 2002 segue il loro esempio l’intera conferenza episcopale del Ciad. Nel 2005 il numero due della Chiesa spagnola, il segretario generale dei vescovi Juan Antonio Martinez Camino sottoscrisse la strategia anti-Aids nota come «Abc» («Abstinence, Be faithful, Condoms», cioè Astinenza e fedeltà e preservativo).

http://www.vitadidonna.org/politica/laici/africa-si-al-preservativo-e-qpronti-ad-un-papa-neroq-2752.html

Le suore e i missionari che operano in Africa lo trattano con estremo realismo e ne diffondono l’uso tra la popolazione spiegandone le modalità d’utilizzo.

La Chiesa e i preservativi in Africa: chiedete e vi sarà dato - da Luanda, Angola
Si fa ma non si dice. I missionari distribuiscono condom per prevenire l’aids anche se per la Chiesa resta un tabù. Religiosi e volontari salesiani distribuiscono profilattici. Ottocento condom al giorno presso sei presidi e un centro salute del Vis (Volontariato internazionale per lo sviluppo, l’ong che fa capo ai salesiani) nella provincia di Moxico, 800 chilometri dalla capitale Luanda. Destinatari: le categorie a rischio, cioè prostitute, coppie con un coniuge sieropositivo, orfani e ragazzi di strada. Per l’attuazione di questo programma il Vis riceve 87.400 dollari l’anno dal Global fund, il programma delle Nazioni Unite per la lotta all’aids.
“Si tratta di un programma articolato di prevenzione dell’hiv-aids che non può assolutamente essere ridotto alla consegna dei condom” precisa a Panorama Paola Franchi, responsabile del Vis per l’Angola. Le suore francescane di San Josè distribuiscono condom a giovani e donne a rischio anche presso il centro sanitario Cefas nella capitale Luanda e presso i presidi di Santa Clara a Mabubas e di Sao Jeronimo a Boavista.
(...) I missionari considerano il preservativo come un mezzo di prevenzione tra gli altri. Tanto che padre Bernard Joinet, missionario dei padri bianchi in Tanzania e docente presso la facoltà di medicina di Dar es Salaam, ha diffuso un manifesto che si ispira all’arca di Noé per propagandare l’uso del preservativo contro l’aids. 

Tra i fautori del modello Abc (astinenza, fedeltà, condom) c’è fratel Daniele Giovanni Giusti, missionario comboniano, medico da 30 anni in Uganda. “Il preservativo ha funzionato in epidemie focalizzate e tra gruppi particolari” riconosce il missionario. Perciò suggerisce “l’uso del preservativo come ripiego” per quanti non riescono a essere fedeli e ad astenersi dai rapporti sessuali a rischio. 
(...) A livello personale, confida suor Maria Martinelli, comboniana, coordinatrice del progetto, “considerando che operiamo spesso con persone di diversa religione, cultura o etnia, certo non andiamo dicendo con il megafono di utilizzare il preservativo, ma ci rendiamo conto che serve”.

http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&amp;id=1214
CONTRO L&#039;AIDS USATE IL CONDOM&quot;:APPELLO DEI GESUITI DEL CONGO
30922. KINSHASA-ADISTA. &quot;L&#039;Aids uccide! Proteggiti! Proteggi gli altri!&quot; è lo slogan diffuso da un depliant scritto e distribuito dai gesuiti di Kinshasa, per informare la popolazione congolese sia sulle conseguenze della malattia, sia sugli strumenti per prevenirla, primo fra tutti l&#039;uso del preservativo. (...) Nel frattempo, dove la promiscuità è un fattore culturale, il preservativo rimane un presidio sanitario irrinunciabile fino a quando l’attitudine sessuale assumerà aspetti di maggiore maturità e consapevolezza che permetteranno di godere con gioia del benessere e della felicità che l’amore riesce a donare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>rileggevo l&#8217;articolo che mi ero dimenticato di rispondere, provvedo subito a fornire link e riferimenti che desidera il &#8220;Comandante Nebbia&#8221;, che non fidandosi giustamente di &#8220;AZZO&#8221; potrà far rettificare quanto scritto di impreciso (questo ovviamente se ci tiene a passare informazioni CRITICHE e non DISINFORMAZIONE di bassa lega come un quotidiano medio) saluti e buone feste!</p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://blog.panorama.it/mondo/2009/04/04/la-chiesa-e-i-preservativi-in-africa-chiedete-e-vi-sara-dato/"  rel="nofollow">http://blog.panorama.it/mondo/2009/04/04/la-chiesa-e-i-preservativi-in-africa-chiedete-e-vi-sara-dato/</a></noindex></p>
<p>qui c&#8217;è anche una foto, per disomologare la tua vista&#8230;</p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&#038;id=2733"  rel="nofollow">http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&#038;id=2733</a></noindex></p>
<p>32681. MADRID-ADISTA. Chiesa, preservativo, Aids. (&#8230;) molti sacerdoti cattolici, attivi nelle terre devastate dalla pandemia, indipendentemente dalle direttive ufficiali, scelgono di salvare vite. Con l&#8217;uso del preservativo. (&#8230;) il segretario generale e portavoce della Conferenza episcopale, il gesuita p. Juan Antonio Martínez Camino, che in un incontro a Madrid con il ministro della sanità, Elena Salgado, ha sostenuto che la Chiesa riconosce che &#8220;i preservativi hanno un loro ruolo nella prevenzione integrale e globale dell&#8217;aids&#8221; e che la Chiesa, a differenza di quanto dicono molti mass media, &#8220;è molto preoccupata e molto interessata a questo grave problema&#8221;. E ha avallato la Strategia Abc (Abstinence, be faithful e condoms) resa nota dalla rivista scientifica inglese The Lancet il 26 novembre e sottoscritta da 150 esperti di 36 Paesi.<br />
Strategia che propaganda, in quest&#8217;ordine, astinenza, fedeltà e solo come ultima istanza l&#8217;uso del preservativo quali strumenti per evitare la propagazione del virus Hiv.<br />
La posizione della Chiesa, ha precisato Martínez Camino, &#8220;coincide fondamentalmente&#8221; con questa strategia.<br />
(&#8230;) &#8220;un programma integrale di prevenzione, se non vuole essere parziale, deve tenere conto di tutte e tre questi pilastri, in quest&#8217;ordine, e differenziarsi secondo la gente a cui è diretto&#8221;. (&#8230;) La Chiesa quindi accetta il preservativo come ultima opzione sempre &#8220;nel contesto di una strategia di prevenzione integrale della lotta all&#8217;Aids&#8221;.<br />
(&#8230;) Interpellato sulla posizione di papa Paolo VI, che nell&#8217;enciclica Humanae vitae dichiarava inammissibile qualunque forma di contraccezione, il prelato britannico ha replicato: &#8220;A quei tempi non c&#8217;era l&#8217;Aids&#8221;. </p>
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<p>IL VATICANO CORRE AI RIPARI: MEGLIO IL PRESERVATIVO DELL&#8217;AIDS<br />
&#8230; Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute card. Javier Lozano Barragán, vescovo di Goiás Eugene Rixen, coordinatore della Commissione nazionale sull&#8217;Aids e le malattie sessualmente trasmissibili: &#8220;Tra la camisinha (il condom in brasiliano, ndr) e l&#8217;espansione dell&#8217;Aids, siamo obbligati a scegliere il male minore&#8221; (&#8230;)<br />
Gli appelli dei missionari a chiedere urgentemente una revisione del divieto dell&#8217;uso del preservativo sono stati, negli anni successivi, i missionari impegnati quotidianamente in Africa e nelle zone più colpite dall&#8217;Aids.<br />
I Padri Bianchi, nella persona di p. Bernard Joinet, in Tanzania dal 1998 hanno dato vita all&#8217;iniziativa &#8220;Flotta della speranza&#8221;: in un poster, tre barche sul mare montante dell&#8217;Aids. Fedeltà, Preservativo e Astinenza i loro nomi. &#8220;Non restate nell&#8217;acqua! – recitava la didascalia -. Salite sui battelli. Lì è la sicurezza&#8221;. &#8220;L&#8217;Aids uccide! Proteggiti! Proteggi gli altri!&#8221; era invece lo slogan di un dépliant scritto e distribuito dai gesuiti di Kinshasa. </p>
<p>GLI ISTITUTI RELIGIOSI SULLA PREVENZIONE ALL’AIDS: “IL CONDOM SERVE”. BASTA DIRLO A BASSA VOCE</p>
<p>34439. ROMA-ADISTA. (&#8230;) Il 27% dell’assistenza e della cura a livello mondiale dei malati di Hiv e Aids, ha detto p. Frank Monks, della Commissione per la salute Usg/Uisg, è fornito dai religiosi.<br />
(&#8230;) &#8220;La risposta dei religiosi al problema dell’Hiv non è sempre stata visibile, oscurata dall’attenzione quasi esclusiva che il mondo secolare ha riservato alla questione del preservativo”. Per la prevenzione della pandemia il condom è considerato indispensabile da tutti (&#8230;) per evitare il contagio dell’Aids il rimedio proposto dal magistero ecclesiastico è l’astensione dai rapporti sessuali. Ma la strategia degli ordini religiosi per controllare la pandemia non si risolve affatto in questo ‘no use’: “siamo molto attivi – ha informato p. Monks – sia a livello di attività medico-sanitaria, sia a livello di prevenzione generale, prevenzione della trasmissione madre-figlio, cura di orfani e famiglie colpite, assistenza spirituale, educazione sessuale e, infine, nel campo della ricerca, in particolare del vaccino”. (&#8230;) “L’atteggiamento pastorale non è da Giudizio Universale”, ha ammesso suor Maria Martinelli, missionaria comboniana e coordinatrice del progetto di mappatura. “I nostri principi sono noti (&#8230;) però a livello personale, (&#8230;) certo non andiamo diciamo con il megafono di utilizzarlo (il preservativo), ma ci rendiamo conto che serve”. (&#8230;)<br />
Non è che siamo poi così differenti da altri organismi di prevenzione e cura dell’Hiv-Aids. (&#8230;)</p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&#038;id=44590"  rel="nofollow">http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&#038;id=44590</a></noindex></p>
<p>La strategia ABC (Abstinence, Be faithful, Condoms), predica ad esempio l’educazione all’astinenza (per i malati) e la fedeltà (nella coppia) e solo come last resort i preservativi: molti religiosi l’hanno fatta propria e sembra funzionare. (&#8230;)</p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&#038;id=44594"  rel="nofollow">http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&#038;id=44594</a></noindex></p>
<p>Juan Piña Batista, parroco di San Tomás de Aquino, a Cadice (in Spagna).</p>
<p>Dopo aver ricevuto la visita medica del personale specializzato, un’infermiera dà ad ogni assistito le dosi del trattamento e suor Jane (giovane monaca scozzese che da più di 24 anni svolge con abnegazione questo ed altri lavori in Africa) consegna ad ogni paziente di entrambi i sessi vari preservativi, insistendo che non dimentichino di usarli e che, se ne vogliono di più, basta che li chiedano. Per un attimo alza lo sguardo e dice: “Anche il papa se fosse qui distribuirebbe preservativi”.</p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&#038;id=44655"  rel="nofollow">http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&#038;id=44655</a></noindex></p>
<p>34953. LISBONA-ADISTA. “Quando una persona infettata non prescinde dalle relazioni e induce il partner (a conoscenza o no della malattia) alla relazione, il preservativo non è solo consigliabile, può essere eticamente obbligatorio”. Lo ha affermato il vescovo di Viseu (Portogallo), mons. Idílio Leandro. (&#8230;)</p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://xoomer.virgilio.it/feninnovito/cardinal_martini_e_i_condom.htm"  rel="nofollow">http://xoomer.virgilio.it/feninnovito/cardinal_martini_e_i_condom.htm</a></noindex> &#8211; (20 aprile 2006- Repubblica)</p>
<p>Il cardinale Martini apre all&#8217;uso del preservativo (&#8230;)<br />
ROMA &#8211; I profilattici sono il &#8220;male minore&#8221; per contrastare il dilagare dell&#8217;Aids. Lo ha detto il cardinale Carlo Maria Martini, uno dei componenti più autorevoli del Collegio Cardinalizio, in un&#8217;intervista all&#8217;Espresso.<br />
La voce di Martini, in tutti i casi, non è isolata nella Chiesa, solo due mesi fa anche il cardinale belga Godfried Danneels, in un&#8217;intervista al quotidiano &#8220;La derniere heure&#8221;, aveva spiegato che &#8220;se permette la protezione della vita, il preservativo non ha un rilievo non solo sessuale.&#8221;<br />
In materia si era espresso anche il cardinale svizzero George Cottier, ex-teologo della Casa Pontificia durante il pontificato di Giovanni Paolo II. Cottier aveva motivato il suo pensiero agganciandosi a quello che in teologia è il &#8220;male minore&#8221;.</p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.comodo.it/cat/canali/preservativo/preservativo-e/chiesa-cattolica/i-segnali-di-apertura/"  rel="nofollow">http://www.comodo.it/cat/canali/preservativo/preservativo-e/chiesa-cattolica/i-segnali-di-apertura/</a></noindex></p>
<p>Nel 1996 vescovo di Poitiers, Albert Rouet, a proposito di condom sostiene: «Usatelo pure per difendervi dall’Aids».<br />
Nel 2000 Patrick Dunn, vescovo della città neozelandese di Auckland, dichiara che «i giovani dovrebbero usare il condom se non riescono a mantenersi casti». Torna in tal modo d’attualità il principio del “male minore”, sancito dalla Chiesa con riferimento a tutti i casi in cui un individuo non riesca a restare sulla retta via, e ora applicato al tema dei profilattici. Sarebbe a dire che essi rappresentano un’alternativa accettabile qualora si decida di rinunciare alla castità. E infatti monsignor Dunn aggiunge: «Se le persone vogliono comportarsi come credono, suggerisco che siano molto prudenti e usino tutte le precauzioni del caso. Non parlo solo dei rischi fisici, ma anche di quelli psicologici e morali in caso di gravidanze non desiderate».<br />
La sua opinione trova l’appoggio dell’allora arcivescovo di Durban (&#8230;), il vescovo sudafricano conferma in un’intervista pubblicata il 7 aprile scorso dal quotidiano canadese The Globe and Mail: «Le donne mi stanno a cuore. Sto dalla loro parte…». Monsignor Dowling le ascolta tutte, e fa la cosa che ritiene più giusta: distribuisce preservativi. Un’iniziativa rischiosa per il “vescovo dell’Aids” (come la gente lo chiama in Africa meridionale).  L’impegno in favore dei condom è valso a monsignor Dowling la simpatia di tantissimi chierici e laici, che lo hanno letteralmente sommerso di lettere per manifestargli il proprio appoggio morale. Centinaia di questi messaggi sono partiti, in occasione della Giornata Mondiale contro l’Aids 2002. (&#8230;)</p>
<p>«Se fossi papa, avvierei una fabbrica di preservativi all’interno del Vaticano. Che senso ha mandare cibo e medicine se poi lasciamo che la gente si infetti e muoia?». A pronunciarle è stato un sacerdote brasiliano che nel suo ufficio tiene affisso un quadretto con dentro un preservativo e con sopra una scritta: “In caso di emergenza, rompere il vetro”.</p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/10/06/africa-la-chiesa-apre-al-preservativo-ma.html"  rel="nofollow">http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/10/06/africa-la-chiesa-apre-al-preservativo-ma.html</a></noindex></p>
<p>Sulla questione profilattico il porporato ha aperto uno spiraglio. Il tema è tabù in Vaticano, ma nel Continente Nero viene affrontato da suore e missionari con grande pragmatismo. Tanto è vero che molti religiosi impegnati nella lotta all&#8217; Aids con i loro presidi sanitari insegnano a uomini e donne come utilizzare il preservativo. Lo stesso Osservatore Romano, nei giorni in cui la polemica sulle parole del Papa esplodeva, pubblicò l&#8217; articolo di un missionario che sosteneva il profilattico. </p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200903articoli/42068girata.asp"  rel="nofollow">http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200903articoli/42068girata.asp</a></noindex></p>
<p>La Chiesa del silenzio distribuisce i condom<br />
I missionari fronteggiano il virus in barba alle regole<br />
E’ la nuova «Chiesa del silenzio». A dissentire dal no ufficiale al condom sono i cardinali che teorizzano la liceità morale dell’uso del preservativo davanti al dilagare dell’Aids e le congregazioni missionarie che nell’Africa subsahariana (ma anche in America latina e in tutto il terzo mondo) fronteggiano la catastrofe distribuendo preservativi. Ma sono anche intere conferenze episcopali, come i vescovi del Camerun: ricevono fondi dal governo guidato dal cattolico Biya per il piano statale contro l’epidemia di Hiv che include la distribuzione di preservativi.<br />
(&#8230;) arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi che per primo sulla questione del contagio nel matrimonio riconobbe alla donna il diritto a «esigere il profilattico da parte del marito».</p>
<p>Numerosi teologi, vescovi e cardinali (tra i quali Martini, Cottier, Daneels, Cordes) ritengono necessario il ricorso al condom e anche il ministro vaticano della Sanità, il cardinale Javier Lozano Barragan, ammette il preservativo come difesa dall’aggressione dell’Aids. «Se qualcuno mi vuole assalire con un bastone, devo tutelarmi ricorrendo a strumenti idonei. Così per difendermi dall’Aids devo utilizzare i mezzi più appropriati- spiega-. Con il preservativo? Sì se è efficace per difendermi dall’aggressione». In silenzio e un po’ di nascosto, moltissimi missionari e religiosi che operano in Africa distribuiscono preservativi. Pochi lo riconoscono apertamente come suor Maria Martinelli, missionaria comboniana e l’irlandese suor Mary Owens (da 15 anni a Nairobi in Kenya): «Ci rendiamo conto che il preservativo serve». Dal 2001 due congregazioni religiose distribuiscono preservativi «come rimedio contro l’Aids»: i gesuiti in Congo e i Padri bianchi in Tanzania. Dal 2002 segue il loro esempio l’intera conferenza episcopale del Ciad. Nel 2005 il numero due della Chiesa spagnola, il segretario generale dei vescovi Juan Antonio Martinez Camino sottoscrisse la strategia anti-Aids nota come «Abc» («Abstinence, Be faithful, Condoms», cioè Astinenza e fedeltà e preservativo).</p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.vitadidonna.org/politica/laici/africa-si-al-preservativo-e-qpronti-ad-un-papa-neroq-2752.html"  rel="nofollow">http://www.vitadidonna.org/politica/laici/africa-si-al-preservativo-e-qpronti-ad-un-papa-neroq-2752.html</a></noindex></p>
<p>Le suore e i missionari che operano in Africa lo trattano con estremo realismo e ne diffondono l’uso tra la popolazione spiegandone le modalità d’utilizzo.</p>
<p>La Chiesa e i preservativi in Africa: chiedete e vi sarà dato &#8211; da Luanda, Angola<br />
Si fa ma non si dice. I missionari distribuiscono condom per prevenire l’aids anche se per la Chiesa resta un tabù. Religiosi e volontari salesiani distribuiscono profilattici. Ottocento condom al giorno presso sei presidi e un centro salute del Vis (Volontariato internazionale per lo sviluppo, l’ong che fa capo ai salesiani) nella provincia di Moxico, 800 chilometri dalla capitale Luanda. Destinatari: le categorie a rischio, cioè prostitute, coppie con un coniuge sieropositivo, orfani e ragazzi di strada. Per l’attuazione di questo programma il Vis riceve 87.400 dollari l’anno dal Global fund, il programma delle Nazioni Unite per la lotta all’aids.<br />
“Si tratta di un programma articolato di prevenzione dell’hiv-aids che non può assolutamente essere ridotto alla consegna dei condom” precisa a Panorama Paola Franchi, responsabile del Vis per l’Angola. Le suore francescane di San Josè distribuiscono condom a giovani e donne a rischio anche presso il centro sanitario Cefas nella capitale Luanda e presso i presidi di Santa Clara a Mabubas e di Sao Jeronimo a Boavista.<br />
(&#8230;) I missionari considerano il preservativo come un mezzo di prevenzione tra gli altri. Tanto che padre Bernard Joinet, missionario dei padri bianchi in Tanzania e docente presso la facoltà di medicina di Dar es Salaam, ha diffuso un manifesto che si ispira all’arca di Noé per propagandare l’uso del preservativo contro l’aids. </p>
<p>Tra i fautori del modello Abc (astinenza, fedeltà, condom) c’è fratel Daniele Giovanni Giusti, missionario comboniano, medico da 30 anni in Uganda. “Il preservativo ha funzionato in epidemie focalizzate e tra gruppi particolari” riconosce il missionario. Perciò suggerisce “l’uso del preservativo come ripiego” per quanti non riescono a essere fedeli e ad astenersi dai rapporti sessuali a rischio.<br />
(&#8230;) A livello personale, confida suor Maria Martinelli, comboniana, coordinatrice del progetto, “considerando che operiamo spesso con persone di diversa religione, cultura o etnia, certo non andiamo dicendo con il megafono di utilizzare il preservativo, ma ci rendiamo conto che serve”.</p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&#038;id=1214"  rel="nofollow">http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&#038;id=1214</a></noindex><br />
CONTRO L&#8217;AIDS USATE IL CONDOM&#8221;:APPELLO DEI GESUITI DEL CONGO<br />
30922. KINSHASA-ADISTA. &#8220;L&#8217;Aids uccide! Proteggiti! Proteggi gli altri!&#8221; è lo slogan diffuso da un depliant scritto e distribuito dai gesuiti di Kinshasa, per informare la popolazione congolese sia sulle conseguenze della malattia, sia sugli strumenti per prevenirla, primo fra tutti l&#8217;uso del preservativo. (&#8230;) Nel frattempo, dove la promiscuità è un fattore culturale, il preservativo rimane un presidio sanitario irrinunciabile fino a quando l’attitudine sessuale assumerà aspetti di maggiore maturità e consapevolezza che permetteranno di godere con gioia del benessere e della felicità che l’amore riesce a donare.</p>
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