Naufragio Italia: BBB Anche dall’Agenzia di Rating Cinese Dagong 10


Diversi quotidiani, fra cui Il Sole 24 Ore, hanno cercato di gettare acqua sul fuoco relativamente al declassamento di Standard & Poor’s, insinuando la possibilità che le agenzie di rating, tutte statunitensi, fossero interessate a difendere il dollaro e l’economia americana.  Esiste un’agenzia di rating cinese, l’unica a non avere partecipazione a capitale occidentale.  Si tratta della Dagong Global Credit Rating. In data 7 dicembre 2011, Dagong aveva declassato l’Italia da A- a BBB, anticipando di un mese la decisione di Standard & Poor’s.  La notizia è vecchia e a me era sfuggita anche perché, a parte un breve ma interessante articolo su Panorama, non mi risulta che la grande stampa (Corriere, Repubblica, Il Sole 24 Ore)  abbiano dato grande risalto alla notizia. Voi lo sapevate? Estraggo un sunto delle motivazioni dall’articolo di Panorama:

Tuttavia, nonostante la raccomandazione di Trichet il punto di vista di Dagong non è mai stato tanto considerato. Fino a quando, poche ore fa, ha dichiarato che “l’Italia è ormai fuori dal giro de grandi paesi europei e dovrebbe prepararsi ad affrontare la recessione“, portandone quindi il rating sul debito pubblico da A- a BBB.

Gli esperti di finanza cinesi ritengono che l’Italia sia oggi troppo dipendente dalla Bce per l’acquisto dei suoi bond e che, contemporaneamente, la crisi economica e finanziaria che sta attraversando impedirà allo stato di ripagare il debito pubblico. Per questa ragione presto gli investitori smetteranno di avere fiducia nel Bel Paese che, inevitabilmente, sprofonderà nella recessione, anche per colpa di tutte quelle misure di austerità pensate per sanare il debito.

Anche la maxi manovra del governo Monti è stata giudicata “troppo difficile da mettere in pratica”. Ventiquattro ore dopo aver espresso un giudizio tanto negativo sull’Italia, da Pechino è arrivato anche il declassamento per la Francia, da AA- a A+. Questa volta per l’elevato debito del paese, l’aumento dei costi di rifinanziamento e la forte esposizione verso la crisi dei debiti europei.

Da notare che Dagong aveva anticipato anche il declassamento della Francia, mentre per altri paesi europei aveva già un rating più basso delle agenzie occidentali.
E’ indubbio che con i rating si combatta una battaglia su piani incomprensibili a noi comuni mortali, ma quando i giudizi iniziano a convergere anche se gli interessi divergono, allora è evidente che il problema è serio. In un quadro come questo, l’atteggiamento assunto dal nostro governo, dal quale non mi risulta sia ancora pervenuto un pronunciamento relativo al declassamento, appare assente, torpido e per nulla reattivo.

La stampa, viceversa, continua ad assolvere il suo ruolo di regime evidenziando e nascondendo a seconda delle opportunità. E’ facile immaginare la silenziosa gratitudine che deve essersi sparsa nelle redazioni quando si è avuta la notizia del naufragio del Giglio. Argomenti a sufficienza per riempire giorni e giorni di pagine di giornali con storie lacrimose, cattivi che vengono arrestati, eroi con la gamba rotta e polemiche sulla sicurezza delle crociere. Il tutto mentre chi può manovra per salvare se stesso dal vero naufragio di una nazione dove i passeggeri/cittadini vengono tenuti artatamente all’oscuro del disastro.


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10 commenti su “Naufragio Italia: BBB Anche dall’Agenzia di Rating Cinese Dagong

  • fma

    In un quadro come questo, l’atteggiamento assunto dal nostro governo, dal quale non mi risulta sia ancora pervenuto un pronunciamento relativo al declassamento, appare assente, torpido e per nulla reattivo.

    Il governo Monti è insediato da due mesi scarsi e ha fatto, cito la citazione dell’autore, “una manovra troppo difficile da mettere in pratica” che tuttavia è stata messa in pratica. Ora si sta cercando di districare il nodo delle liberalizzazioni e del lavoro, toccando gli interessi delle corporazioni che stanno strillando. Il ruolo dell’Italia in Europa, con Monti al posto di Berlusconi, è sicuramente diverso e non in peggio rispetto a quel che era due mesi fa.
    Che doveva fare Monti all’annuncio di S&P per non parere torpido e assente? precipitarsi da Bruno Vespa per rassicurare i mercati?

    • Vincenzo Rauzino

      Condivido la tua posizione riguardo il presunto atteggiamento per nulla reattivo del governo Monti, il quale a mio avviso si sta muovendo bene in Europa e riuscirà a far riguadagnare al Paese quel potere decisionale che ha avuto in passato.
      Certo l’incidente della Costa Concordia rappresenta un grave danno di immagine che temo si ripercuoterà anche nella sfera economica.

    • G.Guariniello

      Qui nessuno paragona Berlusconi a Monti.
      Da Vespa no, ma almeno una conferenza stampa come hanno fatto tutti gli altri leaders europei si.
      E’ chiedere troppo o dobbiamo delegare a Sarkozy e alla Merkel anche le dichiarazioni italiane?

      • fma

        Quali sono state le dichiarazioni ufficiali di Merkel e Sarkozy?
        Sono servite a migliorare l’andamento delle quotazioni sui rispettivi mercati?
        Oggi i rispettivi mercati hanno chiuso in questo modo:
        FTSE MIB (Milano)+1.40%; DAX (Francoforte) +1.30%; CAC 40 (Parigi) +0.89

        • g.guariniello

          Le dichiarazioni sono sui giornali. Non sono attrezzato per preparare le rassegne stampa.
          Gli indici di borsa non c’entrano nulla quando si declassa il debito sovrano. Oggi la BCE ha comprato BTP italiano e non tedeschi o francesi. Questo fa la differenza.

          • fma

            Peccato, per le dichiarazioni.
            Pensavo ce ne fosse qualcuna che ti aveva particolarmente colpito, da portare come esempio a Monti per indicargli la retta via. Per la prossima volta.
            Quanto ai mercati e al loro comportamento, che non sarebbe influenzato dal declassamento del debito sovrano, il quale debito tuttavia sta nelle pance delle banche e delle assicurazioni che sono quotate in borsa, beh, se così fosse mi piacerebbe sapere perchè ci si incazzi tanto contro le agenzie di rating.

  • Riccardopè

    Il sole24ore aveva pubblicato sul suo portale questo articolo per dare la notizia citata.

    Come per le agenzie di rating statunitensi, sono stati sollevati alcuni dubbi circa l’imparzialità di questo operatore emergente, che declassa praticamente tutti i debiti sovrani tranne quello della Cina stessa – opinione condivisa nello stesso articolo di Panorama citato da Giovanni.
    Se queste agenzie sono il nuovo arsenale state-of-the-art per combattere la guerra del terzo millennio è indubbio che anche la Cina voglia dotarsene e testarne l’efficacia.

    Questo non minimizza la gravità della nostra posizione certo, ma non mi sorprenderei se, una volta affondata definitivamente l’Italia e l’Europa intera a colpi di ABC, giungesse dall’oriente una provvidenziale mano tesa (quella con il pugnale sempre ben nascosta dietro la schiena, naturalmente).

    Riguardo alla stampa, mi sono sempre sorpreso di questa triste coincidenza: l’accadere, troppo spesso al momento giusto, di alluvioni, naufragi, incidenti di personaggi pubblici e altre sciagure con cui sollevare un utile polverone mediatico e distogliere l’attenzione dai problemi reali.

    I complottisti più accaniti saranno ipereccitati all’idea, immagino.

    • g.guariniello

      Grazie per la segnalazione. nella mia ricerca in rete non l’avevo trovato. Comunque mi sembra la semplice riproposizione di una notizia di agenzia. In genere è un sistema per snobbare le notizie.

  • Gilda Fusco

    E la cosa più “divertente” è che gli italiani continuano ad aspettare il supereroe che venga a salvare il mondo intero… quelli che non hanno già idolatrato Super Mario (beh, difficile non farlo dopo essersi sorbiti 17 anni di Silvio).

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