Napolitano: Un Golpe è Per Sempre 11


Mi piace riprendere il titolo di un vecchio post di Blicero perché negli anni i fatti cambiano, ma la sostanza rimane la stessa.
Quella di Napolitano che dice che Monti è senatore a vita, che non serve che sia eletto e che, dopo le elezioni è a disposizione di chiunque abbia bisogno di aiuto, consiglio, conforto, una carezzina, il latte caldo, ecc. è una non notizia.

Che Monti sia senatore a vita è un fatto. Come è un fatto che nel disegno della nomenklatura che regge i destini di questa repubblica sovietica, Napolitano in testa, nelle attuali contingenze politiche ed economiche, dati cause e pretesto le attuali conclusioni, qualsiasi sia il risultato delle prossime elezioni sarà Monti, in un modo o nell’altro, a guidare il paese perché ce lo chiede l’Europa. Praticamente l’istituzionalizzazione di una condizione di emergenza. Una legge marziale che si trasforma in diritto ordinario.

Non entro nel merito della faccenda. Sono troppo vecchio per illudermi di avere ragione. Napolitano è uomo di potere, sta dentro le segrete cose, magari ha ragione lui: Monti è l’uomo giusto in questo momento e nei prossimi e nei prossimi ancora. Piuttosto è il metodo che mi sconvolge tuttora. Affermare così candidamente e pubblicamente che la volontà dell’elettorato non conta un cazzo è un evento degno di nota soprattutto a livello semiotico. Questa immagine di Monti che, come Tata Lucia, arriva e sistema i bambini capricciosi che non vogliono fare i compiti è nello stesso tempo avvilente quanto ridicola.

L’Italia, prima di morire di crisi è crepata a livello circolatorio. E’ un paese dove la determinazione e la tenacia del singolo non contano un cazzo se non sono accordate alla volontà delle cupole mafiose che lo dominano a prescindere da ogni situazione e col generoso supporto della comunità internazionale. Come un arto stretto nella morsa di una cintura che blocca il flusso del sangue, questa nazione è andata in cancrena.

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Chi, come me, non riesce ancora a rassegnarsi e per vigliaccheria e disgraziate contingenze rimane chiuso in questa gabbia, finisce per nutrirsi  solo di rabbia. Un confortevole modo di invecchiare. La sera, per prendere sonno, mi metto a pensare a quando mi guadagnavo onestamente da vivere entrando festosamente dentro le case a bordo di un carro armato. Così dolcemente cedo all’oblio, illudendomi come un bambino di poterlo fare ancora.