Napolitano e Berlusconi 5


Napolitano serve le istituzioni. L’unica cosa da capire è: quali. Quelle repubblicane certamente no altrimenti non si comprenderebbe tanta disinvoltura da parte del Presidente della Repubblica Italiana nel trattare una sfiducia che non è mai stata esplicitata in parlamento e nel valutare la fine di una presidenza del consiglio quando ancora non sono state presentate dimissioni.

E’ vero, sono delle pure formalità. Nei fatti il sostegno del partito delle libertà è venuto meno. Eppure fare il presidente della repubblica prevede anche il rispetto di queste formalità. Non è possibile assolvere una crisi di governo in maniera virtuale. La rende una vicenda più torbida di quanto già è confondendo le idee alle persone che vedono da una parte il gruppo parlamentare del PDL astenersi da una votazione e dall’altra Berlusconi chiedere a Monti di riunire i moderati. Le istituzioni sono una gabbia, ma anche uno scudo. certe cose le sa benissimo la Chiesa cattolica che, prima di modificare un rito o una tradizione, fa passare decenni. Se si continua di questo passo, tra Napolitano&Co. e la furia di persone la cui vessazione è solo agli inizi ci saranno solo i blindati dei carabinieri.

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Berlusconi serve esclusivamente se stesso. Nel farlo si comporta come uno specchio nel quale possiamo guardarci e capire veramente chi siamo.

  1. Ogni giorno assume disinvoltamente una posizione diversa. Spesso in contraddizione con la precedente. Se ne deduce che lui sa benissimo che siamo gente senza memoria che non ricorda quello che è successo o è stato detto solo 24 ore prima.
  2. Si presenta in televisione, con la faccia stirata ed illuminata dalla cipria brillante e ci racconta che si è “fidanzato”. Da questo si deduce che lui sa benissimo che siamo un popolo di ipocriti invidiosi che lo adorava quando aveva la fila di ragazze fuori dalla camera da letto, ma che per votarlo di nuovo ha bisogno di saperlo “sistemato” con una brava ragazza, magari in attesa di presentarsi dai di lei genitori per chiederne la mano ed impalmarla con tanto di abito bianco.
  3. Infine ci promette di abolire l’IMU, così come promise il milione di posti di lavoro e la sconfitta del cancro in tre anni. Lui sa, ed è probabilmente vero, che a certe fandonie la maggioranza degli italiani vuole credere fermamente e che non si interessa di quello che certe scelte comportano. Ricorda che Berlusconi abolì la ICI, ma dimentica quello che ci è costata questa promessa (vedi punto 1).

In ogni caso, è anche nelle mani di questi due coriacei ottuagenari che si dipana la matassa del nostro futuro. E questo, per certi versi, rende la notte incipiente, ancora più cupa.


5 commenti su “Napolitano e Berlusconi

  • Vittorio Mori

    In effetti il parlamento tutto, insieme alle istituzioni, ha un taglio molto casual da un bel po’: si cambiano le leggi elettorali quando serve, si è estremamente flessibili nei regolamenti e nelle leggi – dal lato “parlamento”, mentre si è inflessibili, col braccio armato di Equitalia in testa, dal lato “popolo”. L’interfaccia si è guastata irrimediabilmente, a mio parere, e il Quirinale attualmente è un palazzaccio. Mi aspetto l’ennesima svolta autoritaria, elezioni o meno, e penso inoltre che il popolo italiota non si ribellerà, mugugnerà un pochetto, gli studenti si prenderanno delle bastonate, ma tutto lì, ci si arrostirà a fuoco lento nella miseria, con l’Iphone 5 in mano.

    “Grande incompetenza su vari argomenti, compensata da notevole supponenza.” – questa invece è una genialata, te la ruberò e la metterò nei miei curricula per il posto di lavavetri ai semafori di Berlino.

  • Antonello Puggioni

    “E’ un mondo da incubo.
    Il capo o la cricca al potere controllano non solo il futuro ma anche e soprattutto il passato.
    Se il vertice dice di questo o quest’altro fatto “non è mai accaduto”, bene, non è mai accaduto.” (G.Orwell)
    A volte mi sorprendo e vergogno a pensare che ci vorrebbe una guerra, per azzerare questa pseudo-democrazia viscida che ci prende per la gola e per il culo.
    Resistere e provare a proteggersi gli uni con gli altri, almeno quelli che ancora non hanno abdicato al sistema imperante, da questa orda di escrementi in doppiopetto è davvero durissima.

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