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Morte sul Lavoro: una Vita Vale 6000 Euro

16 febbraio, 2009 - 8:53 di  
Archiviato in Caffè Amaro, Democrazia e Diritti, Il Lavoro degli Italiani, latest




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Il fatto è successo poco più di un anno fa. 15 mesi fa per l’esattezza. La cosa ebbe un certo scalpore anche in un paese come il nostro così tristemente avvezzo alla morte per lavoro. In fondo si trattava di una lavoratrice stagionale di 46 anni, madre di cinque figli, schiacciata da una pressa mentre cercava di sbloccarla.
Stiamo parlando di Immacolata Orlando, morta negli stessi giorni del maresciallo capo Daniele Paolini, caduto in Afghanistan nel corso di un attentato.
Due morti sul lavoro, come già abbiamo avuto modo di scrivere su MC, e per entrambi, nei giorni immediatamente successivi alla morte, si è dato ampio spazio alla roboante retorica dei mezzi di comunicazione.




Poi capita per caso di trovare un giornale abbandonato sul sedile di un autobus. La copia spiegazzata di qualche giorno prima di un oscuro quotidiano locale. E allora si legge di come è finita la vicenda della signora Orlando.

lavoro2

In pratica, la pressa era circondata da un recinto. Aprendo il cancello, un meccanismo di sicurezza avrebbe dovuto impedire qualsiasi movimento della macchina per consentire operazioni di manutenzione in sicurezza. Il meccanismo non era istallato. Non un incidente, non una fatalità, magari per trascuratezza o distrazione. Un’omissione, probabilmente per risparmiare sui costi.

Della morte della donna sono stati riconosciuti responsabili Gerardo Ferraioli, rappresentante legale della ditta Feger, Gaetano Giordano, consulente esterno dell’azienda in materia di igiene e sicurezza e Gerardo Fasano, responsabile servizio prevenzione e protezione. Costoro hanno patteggiato le seguenti pene:

  • Gerardo Ferraioli: un anno di libertà controllata (al posto di un anno di reclusione);
  • Gaetano Giordano: otto mesi di libertà controllata (al posto di otto mesi di reclusione);
  • Gerardo Fasano: 6840 euro di multa (al posto di sei mesi di reclusione);

fonte

Per libertà controllata si intende

  • divieto di allontanarsi dal comune di residenza salvo autorizzazione, di volta in volta per motivi di studio, di lavoro, di famiglia o di salute;
  • obbligo di presentarsi almeno una volta al giorno nelle ore fissate presso l’ufficio di Pubblica Sicurezza, o, in mancanza di questo, presso il Comando dei Carabinieri territorialmente competente;
  • divieto di detenere a qualsiasi titolo armi, munizioni ed esplosivi;
  • sospensione della patente di guida (qualora sia necessaria per l’attività lavorativa il Magistrato di Sorveglianza può regolamentare tale sospensione in base all’art. 62 2° comma L. 689/81);
  • ritiro del passaporto, nonché sospensione della validità ai fini dell’espatrio di ogni altro documento equipollente;
  • obbligo di conservare e di presentare ad ogni richiesta degli organi di polizia e nel termine fissato, la copia dell’ordinanza del Magistrato di Sorveglianza nella quale sono indicate le modalità di esecuzione della pena sostitutiva e delle eventuali modificazioni;

fonte

Non ho nessuna intenzione di commentare la sentenza. Sono certo che i giudici non hanno fatto nessun trattamento di favore. Hanno solo applicato la legge.

La legge, già, la legge. Ora provo a mettermi nei panni del marito o di uno dei figli della signora Orlando. Non è difficile immaginare quale sensazione si provi a sapere che la morte della propria moglie o della propria madre costeranno un annetto di fastidi a un paio di persone e poco più di seimila euro ad un’altra persona.

Per tutti noi della signora Orlando rimane qualche breve articolo di un giornale locale, qualche brutta fotografia su google image e la sensazione che, ancora una volta, questo stato lascia i suoi cittadini soli nella vita come nella morte.

Per quel che può valere, per un attimo anche io ho sentito il senso di vuoto e di ingiustizia che questa vicenda deve aver lasciato nella famiglia della signora Orlando. Ma per me è stato solo per un attimo. Per loro durerà più a lungo.

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Comments

3 Risposte a “Morte sul Lavoro: una Vita Vale 6000 Euro”
  1. Framaulo scrive:

    Grazie per aver condiviso questo orrore.

  2. francy68 scrive:

    esattamente come le morti per “incidenti” alla guida, il legislatore non è troppo interessato a reprimere gli incidenti sul lavoro…troppi cavilli e lacci e lacciuoli per le aziende.
    Una multa qui, uno scappellotto là e la vita continua…per chi sopravvive.

  3. simone scrive:

    davvero triste tutto ciò

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