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Morte Cerebrale e Donazione Organi (la Scienza Dubita?)

6 gennaio, 2009 - 9:00 di  
Archiviato in Border Zone, Democrazia e Diritti, Diritto di Replica, latest




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Da sempre mi considero una “potenziale donatrice di organi”, la mia morte cerebrale decreterà il passaggio da potenziale ad effettiva. Bene! Domanda: Cos’è la morte cerebrale?

“E’ la completa e irreversibile cessazione di tutte le funzioni dell’encefalo”.
La diagnosi di morte cerebrale è necessaria per procedere all’espianto.

Mi chiedo: I medici possono commettere degli errori di valutazione?

Mi spiegano che esistono delle procedure diagnostiche che consentono di escludere, con assoluta certezza, ogni possibile confusione tra coma e morte cerebrale, insomma posso morire tranquilla e donatrice! Poi, per caso, scopro un documento: “La Dichiarazione internazionale di opposizione alla morte cerebrale” (leggere nota).
La suddetta dichiarazione, firmata da 120 personalità e sostenuta in 19 Stati, è sorta in seguito al discorso pronunciato da Papa Giovanni Paolo II il 29 Agosto del 2000 dinanzi al Congresso Internazionale della scienza dei trapianti:” Gli organi vitali non possono essere prelevati che ex cadavere, cioè da un individuo certamente morto”.(1)




sickness

Ed è sul “certamente morto” che nasce il conflitto tra trapiantisti e il movimento della vita(del quale fanno parte molti ricercatori tra i quali gli italiani G.Bartolini, Massimo Bondì, Maria Luisa Robbiati).
Nel documento viene evidenziato che “nessuno dei mutevoli protocolli del -criterio neurologico- soddisfa le condizioni per una rigorosa applicazione dell’accertamento della -completa e irreversibile cessazione di tutte le funzioni dell’encefalo-”.

Prosegue:”La morte cerebrale non è la morte e la morte non dovrebbe mai essere dichiarata se non in presenza della distruzione dell’intero cervello, del sistema respiratorio e circolatorio..Affinché gli organi vitali siano adatti al trapianto devono essere organi viventi, rimossi da esseri umani viventi..Le persone condannate a morte con la dichiarazione di morte cerebrale sono “certamente vive”…

“Certamente vive…”
Massimo Bondì, del movimento della vita, chirurgo e primario all’ospedale S.Giovanni di Roma, spiega che la fretta con la quale espiantano è dovuta al fatto che molte ore di ventilazione artificiale danneggiano gli organi da trapiantare e, anziché eseguire ripetuti accertamenti sulle persone in coma per verificare la reale entità delle lesioni cerebrali, le si sottopone celermente all’espianto.
Ricorda, inoltre, che studi effettuati, negli Stati Uniti, sul cervello di circa 500 individui espiantati
hanno rilevato che, in molti casi, le lesioni potevano essere recuperate.
Altro motivo di scontro tra trapiantisti e obiettori è l’allarmante casistica di malattie contratte dai trapiantati in seguito alle cure contro il rigetto.

Come se non bastasse, Stefania Dente, rianimatrice del gruppo Medici senza Frontiere, aggiunge che, in Italia, non esiste alcuna legge che preveda l’obiezione di coscienza e “questa la dice lunga sulla natura impositiva di una norma (esiste una legge che regola i trapianti?) fissata solo per dare vita ad un gigantesco business.

Cosa fare: Donare o non donare?

A peggiorare il mio stato confusionale il libro di Ugo Tazzini “Mors tua vita mea”, un saggio nato dal lungo lavoro di ricerca effettuato per la stesura di una tesi di Magistero in Scienze Religiose.
Argomento centrale: La necessità, universalmente riconosciuta, di effettuare “anestesia” o “curarizzazione” al paziente durante l’espianto degli organi per fermare le sue reazioni quali:
sudorazione, aumento tumultuoso del battito cardiaco e della pressione sanguigna fino al movimento inconsulto degli arti definito, in medicina, “risveglio di Lazzaro”.

Il confronto che scuote teologi e ricercatori (ed ora anche me), non sembra toccare la classe medica italiana, dove i casi di obiezione di coscienza sono rari. Qualcuno parla di “carriere”, giro di miliardi collegato ai farmaci anti rigetto..

Il dubbio è lecito: sto donando per “ridare la vita” a qualcuno o per fare “arricchire” qualcun altro?

Poi penso a tutte quelle persone in attesa di trapianto, di una nuova “speranza di vita” e, nonostante il dubbio, non riesco a smettere di considerarmi una “potenziale donatrice di organi”
Non mi resta che sperare (quando sarà) che ”la morte mi trovi morta” e se, come dicono gli obiettori ,dovessi essere  “certamente viva” sicuramente non sarò in condizioni ottimali: espiantare, dunque, male che va “avrò donato la vita due volte” (messaggio evangelico).

art di nomichelle e biroart.com

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Note
  1. Di questa dichiarazione abbiamo trovato solo questo esemplare in rete. I siti se ne rimbalzano la traduzione e l’informazione che è sostenuta da 19 nazioni, ma non è stato possibile reperire alcuna fonte ufficiale che elenchi queste nazioni e le 120 personalità che la sostengono non rappresentano altro che se stesse e le associazioni cattoliche che presiedono []
Fine delle Note

Comments

58 Risposte a “Morte Cerebrale e Donazione Organi (la Scienza Dubita?)”
  1. Sara scrive:

    Premesso che dei problemi che scuotono i teologi ci deve interessare fino a un certo punto.
    Cerco di dire quello che so nel modo più chiaro possibile.

    Partiamo dalle considerazioni fisiche biologiche e termodinamiche (che non si trovano espresse in questi termini nei libri di medicina, ma è un modello che spiega il tutto e al 90% è farina del mio sacco).
    Il nostro organismo è a tutti gli effetti un sistema complesso che segue le leggi della termodinamica cioè tende alla morte termica che è la morte. Tutti i processi biologici fantastici e perfettamente ordinati -che sembrerebbero contro la seconda legge della termodinamica- funzionano recuperando energia dal sistema esterno (ad esempio per il fegato il sistema esterno è tutto ciò che è al di fuori del fegato, per il corpo il sistema esterno è l’ambiente), quindi il bilancio energetico è negativo. Se tu ti guardi un qualsiasi grafico in cui nell’asse orizzontale c’è il tempo e nell’asse verticale l’energia, vedrai una retta discendente. Quando la retta incrocia l’ascissa c’è la morte termica. Il fatto cruciale è che il sistema complesso “reagisce” a delle informazioni esterne (esogene) a cui è suscettibile, e ovviamente a informazioni interne (endogene) per cui è ovviamente suscettibile. (ovviamente perchè la natura è prodigiosa)
    Il fatto che dalla morte cerebrale ci siano comunque organi vitali (perchè è vero che nel trapianto vengono presi organi vivi, è impossibile trapiantare un organo necrotico o in via di necrosi) significa che l’informazione impiega più tempo a provocare una risposta. Tant’è che in tanatologia si parla di sintomi abiotici immediati e consecutivi. E’ lo stesso meccanismo di quando in una malattia prima compaiono determinati sintomi (aspecifici o prodromici come febbre, astenia, nausea) poi altri più specifici. Le risposte diverse impiegano tempi diversi per attuarsi. Per cui quegli organi sono destinati a morire se non espiantati, in tempi diversi rispetto al tessuto nervoso (che se ci pensiamo è quello che dà i comandi e che riceve risposte per poter “aggiustare la mira” e per ottimizzare il messaggio inviato, quindi è necessario che sia il più veloce a reagire).

    Passiamo ora all’aspetto legale: in primis mi sembra ridicolo che chi si pone certe questioni è chi fino a qualche anno fa diagnosticava la morte del papa in presenza di incoscienza e dando tre colpi di martelletto per vedere che non ci fossero i riflessi.
    L’espianto e l’impianto di organi sono regolati in modo molto rigido dalla legge 91 del 1999, che si rifà alla legge 578 del 1993 che sancisce il modo in cui determinare e certificare la morte di un individuo.
    Quest’ultima legge, con gli articoli 1 e 2, stabilisce che possono esserci due tipi di morte, che in ogni caso occorrono quando la vita dell’encefalo è resa impossibile:
    1) morte per arresto cardiaco, e viene accertata dopo ECG piatto per almeno 20 minuti
    2) morte morte in soggetti afetti da lesioni encefaliche e sottoposti a misure rianimatorie.
    L’accertamento in questo caso avviene in maniera rigorosa. Devono essere presenti simultaneamente incoscienza, perdita dei riflessi, perdita del respiro, del circolo e silenzio elettrico cerebrale da verificarsi almeno 3 volte (all’inizio a metà e alla fine) dell’osservazione.
    Anche il periodo di osservazione è regolato per legge, e deve avere una durata di 6 ore negli adulti e nei bambini sopra i 5 anni.
    L’accertamento della morte in questo caso è affidato a un collegio di medici composto da: medico legale (o anatomo patologo), anestesista-rianimatore, neurologo, e si basa sull’osservazione dell’ECG piatto per almeno 20 minuti.

    • Sara scrive:

      Una corrazione fondamentale: al 90% NON è farina del mio sacco!!!!

    • Sara scrive:

      Una correzione fondamentale: al 90% NON è farina del mio sacco!!!!

    • Vortexmind scrive:

      Preferisco fidarmi di chi studia acriticamente le questioni in gioco (magari dedicando la vita intera a un singolo aspetto) piuttosto di chi è avvezzo a pontificare a casaccio su tutto e di chi crede di persegue la ricerca scientifica lasciandosi pervadere da questioni morali soggettive che nulla hanno a che fare con la scienza.

    • simona_rm scrive:

      Passiamo ora all’aspetto legale: in primis mi sembra ridicolo che chi si pone certe questioni è chi fino a qualche anno fa diagnosticava la morte del papa in presenza di incoscienza e dando tre colpi di martelletto per vedere che non ci fossero i riflessi.

      :mrgreen: l’ottima Sara!

      • Sara scrive:

        Eh quando ci vuole ci vuole! :mrgreen:
        (hai imparato a fare la citascion, sono rimasta l’unica arretrata!!!)

        • simona_rm scrive:

          sei da applauso, penso di rivendermi questa battuta alla prima occasione e in rispetto al Creative C. ti cito come fonte. Penso che queste cose le dovresti pubblicare nel tuo blog, invece parli sempre di sport!

          la citescion -teoricamente- la sapevo fare anche prima, ma con la configurazione precedente del sito non mi riusciva, mica so perchè, mi si cancellava il testo.
          comunque è facile, devi scrivere “blockquote” all’inizio e alla fine del testo da citare, inserendo la parola tra le parentesi angolari (ti faccio l’es.con le tonde, altrimenti il testo viene già in citazione):

          (blockquote)TESTO DA CITARE(/blockquote)

          ricorda di sostituire le parentesi ( = e non dimenticare / nel quote di chiusura. Il risultato è:

          TESTO DA CITARE

          • Sara scrive:

            Esagerata! Facciamo un blogghete noi due! :mrgreen:
            Dai magari la metto nel mio, è che mi sento in colpa perchè sto scrivendo pochissimo di sport, per cui gli OT sarebbero troppo frequenti rispetto al numero (esiguo) di post…
            Grazie per la citazione!
            Anzi

            GRAZIE PER LA CITAZIONE!!!!

            • Sara scrive:

              perchè è venuto in grassetto? Si è emozionato?

              • simona_rm scrive:

                :?: ora mi spieghi come hai partorito il grassetto? Forse hai scritto maiuscolo?
                (questo è un esempio di quale sia stato il contributo alle scienze dell’esperienza empirica :mrgreen: ….2 sbandate alla ricerca della citazione giusta!)

                • Sara scrive:

                  Più che esperienza empirica esperienza “a usta” come si dice a mantova! :mrgreen: grazie galileo (nonchè antichi greci, in realtà ci sono degli scritti greci sul metodo scientifico nonchè galileiano, ecco così almeno ho detto una cosa seria in mezzo a tutto ciò, anche perchè secondo me ci odiano per i nostri OT, siamo le indisciplinate di MC)
                  Ho scritto in maiuscolo! Però anche prima tu hai scritto in maiuscolo e mica è venuto il grassetto! Forse dovevo mettere un “a capo” in più tra il testo e la citazione?

                  • simona_rm scrive:

                    Tutto chiaro, hai scritto in maiuscolo (BLOCKQUOTE), il mio era minuscolo. Il testo da citare lo fatto maiuscolo, perchè sono un’esaltata, ma potevo farlo minuscolo. Quando devi citare qualcosa, basta che apri la frase con il “quote”, poi copi&incolli quello che vuoi citare e chiudi “quote”
                    (ma questo l’avevi capito già, mi sa)
                    (si, ci odiano :) )

  2. Mat scrive:

    Quando LHC (http://it.wikipedia.org/wiki/Large_Hadron_Collider) stava per partire, il 90% dei giornalisti ha titolato la prossima fine del mondo.
    La cosa sconvolgente è che non sono stati solo i giornalisti, i quali possono sempre essere tacciati di totale ignoranza in materia e ricerca della spettacolarità; l’idea della fine del mondo infatti è partita da persone che la gente ritiene di un certo livello culturale in materia: Walter Wagner e Luis Sancho (http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=21466&sez=HOME_SCIENZA).

    Non mi risulta che ad oggi, 6 gennaio 2009, la terra si sia trasformata in una singolarità gravitazionale, a meno che non abbiano provveduto i delfini a farla ricostruire nella nostra totale inconsapevolezza (The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy).

    Non sono ancora riuscito a capire se costoro siano fisici, ingegneri nucleari, o cos’altro. Ma di certo non sono fisici teorici (quantomeno non fisici teorici seri), perché altrimenti non avrebbero mai fatto una idiozia del genere: se avessero studiato quantitativamente cose come la radiazione di Hawking si sarebbero ben resi conto della stupidità di quello che stavano facendo denunciando il Fermilab e il CERN.

    Voglio dire: gente *apparentemente* qualificata per esprimere pareri autorevoli spesso esprime pareri del tutto fantascientifici, e la gente ignorante (nel senso che come Aldo ignora, perché non può aver studiato fisica, medicina, legge, economia e tutto il mondo) non è in grado di distinguere la verità dalle ca**ate.

    Morale: Evitare di parlare di ciò che non si conosce, per non creare inutili allarmismi e appariscenti “casi”, non farebbe male (non mi riferisco a MC, quantomeno non solo e in misura assai ridotta. Parlo soprattutto dei giornalisti, specie quel totale cretino che ha titolato “L’Eluana di Torino si risveglia”). Senza ovviamente lasciare ai medici carta bianca!

    Disinteresse? Indifferenza? Ignoranza? Per me, è tutt’altro.
    Infatti non dico che non ci si debba informare: dico invece che non si dovrebbe parlare troppo, o quantomeno se ne dovrebbe parlare con un tono completamente diverso e meno allarmistico, di cose che non si sanno.
    Io lo chiamo socratismo, inteso come ammissione della propria ignoranza in materia (che faccia quindi da stimolo ad informarsi di più, piuttosto che a preoccuparsi e lanciare sentenze allarmistiche), e fiducia verso il prossimo, inteso come chi per lavoro conosce molto meglio di noi certi concetti.

    Senza, ripeto, finire nell’apatia della pigra ignoranza.

    • Sara scrive:

      A volte mi piacerebbe dire addio, e grazie per tutto il pesce!
      :smile: (libro in linea di massima deludente)
      Qui su MC comunque secondo me è positivo che vengano esposti anche i dubbi, perhè possono essere risolti e fugati! E’ normale come dici tu che una persona in tante materie non sappia discriminare l’informazione corretta tra due opposte… Un conto è se uno spara sentenze essendo disinformato, un conto è se uno dice “non ci sto capendo più niente” ed esprime un grande dubbio.

      • Mat scrive:

        Sì, infatti (forse dovevo essere più esplicito) qui su MC va bene discuterne, purché (e qui sto solo mettendo le mani avanti, non mi riferisco a qualcosa di già scritto in questa discussione) si sappia bene che qui siamo tutti ignoranti. A meno che non ci sia un neurologo, in tal caso sarebbe molto gradito se ci facesse una lezioncina a tutti ;) tanto per avere noi tutti le idee un po’ più… beh, chiare no, semmai sapremmo ancora meglio di non sapere e questo ci invoglierebbe a studiacchiare per conto nostro su qualche testo serio (magari consigliatoci dal neurologo di cui sopra). Temo che la mia tanto amata wikipedia per questo non basti…

  3. Mat scrive:

    Ops… sorry! Andrò dall’oculista.

  4. simona_rm scrive:

    sono tra le persone convinte che ci siano tutte le garanzie cliniche e legali per dichiarare lo stato di morte. EEG piatto + ECG di 20minuti! Non mi spiego come ogni tanto spunti fuori qualcuno che dubita dei metodi di accertamento di morte cerebrale. Anche le motivizaioni “scientifiche” che vengono portate a sostegno delle tesi di obiezione, sembrano quasi voler dimostrare che non si muore mai!
    Credo che molti, facciano volutamente confusione tra “vita” e “organi vivi”. Senza rendersi conto che la vitalità degli organi, viene ottenuta artificialmente e solo se c’è la prospettiva di trapianto.
    Tempo fa sull’Osservatore Romano, si forniva la tesi che la morte cerebrale non può sancire la fine di una vita e ciò sarebbe DIMOSTRATO dai casi di puerpere che (dichiarate morte) hanno portato avanti la gravidanza…….!Non comprendo come una gravidanza artificialmente assistita, debba invalidare la morte cerebrale.
    Mi chiedo perchè si voglia creare questa confusione, al momento l’unica risposta che so darmi, è che ci sia una grande paura della morte, che trova humus nelle voci di traffico d’organi o interessi farmaceutici. Non nego che questi ultimi fattori di interesse economico possano esistere, ma non sono sufficienti per smontare scientificamente protocolli internazionali.

  5. simona_rm scrive:

    Ho dimenticato di dire, che nonostante i dubbi (leggittimi) sulla donazione, la conclusione di Luna mi sembra piena di buon senso.
    E che considero l’intervento di Sara, un lectio magistralis sull’approccio scientifico. Me la stampo e la conservo.

  6. F.M.A scrive:

    Ne sutor ultra crepidam.
    Sarò prevenuto, ma non mi farei venire dei dubbi per una tesi di Magistero in Scienze Religiose, e neppure per il discorso di un papa, e neppure per le tesi del movimento per la vita.
    Per l’argomento che ci riguarda, detto senza offesa: tutti ciabattini.
    Qui il pittore é un altro.
    E la stragrande maggioranza dei medici é concorde nell’affermare che é possibile (e si fa) accertare la morte fisica, al fine di procedere con la ragionevole certezza di non togliere la vita a dei poveri cristi.
    Mi basta per decidere.

  7. cruman scrive:

    io non sono abbastanza esperto per progettare ponti (pontificare) ma posso riportavi alcune testimonianze visto che fortunatamente (visto che ho conosciuto splendide persone) e purtroppo sono in contatto con molta gente nell’ambiente della medicina, sia attivi che passivi!

    una mia amica neurochirurga dice che i sistemi per certificare senza possibilità di errore la morte – chiamiamola irreversibile ma è una fesseria ovviamente – ci sono e sono affidabili. Il problema è che le procedure non vengono sempre seguite, anzi si dovrebbe dire quasi mai, anche perchè, da quello che ho capito sono pochi in italia i posti “attrezzati” per farlo.
    ma magari convinco la mia amica a dare il suo parere qui, magari ho capito male.

    un altro mio amico è primario in un importante ospedale di una grande città e lui mi dice che per un po’ di tempo si è occupato di espianti ma poi non ce l’ha più fatta. non mi ha chiarito bene le cose ma in pratica mi ha detto che spesso quello che faceva è togliere organi da persone in un certo senso ancora in vita. la cosa mi ha molto colpito, anche se dal punto di vista scientifico capisco molto bene la questione.

    ora cerco di portare qui qualche testimonianza.

    • Sara scrive:

      Ecco si grazie sarebbe importante per capire se in realtà le normative vengono rispettate. Anche perchè a questo punto bisogna un attimo capire cosa cavolo ci insegnano. Però questo dell’insegnamento è un problema mio, quello dell’espianto corretto è un problema ben più importante e che riguarda tutti.
      Comunque per quanto riguarda le strutture, ci sono i centri trapianti (solo negli ospedali più grandi e/o universitari) e i centri per gli espianti…

    • simona_rm scrive:

      sarebbe interessante. Molto.

      • cruman scrive:

        li ho sollecitati, spero giungano egagri, sempre se non hanno le mani dentro qualcuno.

        loro diranno qualcosa di più sensato di quello che posso dire io, sicuramente. visto che so solo che esiste un kit per la constatazione dei decessi…si chiama kit estramort.
        scusate celio anche quando non dovrei.
        celio, mio marito!

  8. Inyqua scrive:

    Sono l’amica neurochirurga di cruman… :-) (e comunque si dice ‘neurochirurgo’ al maschile anche per femminucce…)
    Dunque. Questa è un’annosa polemica che ogni tanto viene fuori e dalla quale non se ne esce perchè, come ha ben detto qualcuno di voi, per essere ‘espiantato’ l’organo DEVE essere vitale (ovvero ben irrorato dal sangue e senza segni di necrosi), da qui ne consegue che il ‘morto’ dal quale preleviamo l’organo deve avere il sangue che circola ed il cuore che batte. Quindi è vivo! direbbe l’articolista di questo post. No. Il cuore batte in maniera automatica (provate a dire al cuore di fermarsi e se ne farà burletta…)e spesso si vedono cosiddetti ‘battiti’ anche a distanza dalla vera morta del soggetto. Che è morte ‘cerebrale’. L’uomo muore non quando non batte più il cuore, ma quando il cervello ha smesso di funzionare e si trova nello stato di ‘silenzio elettrico’. In quel caso possiamo anche ventilare il paziente, lasciare che il cuore continui a battere, ossigenare tutti gli organi, ma la persona con il cosiddetto ‘elettroencefalogramma piatto’ non si risveglierà mai più. E la tecnologia per controllare se un paziente non si risveglierà più è a disposizione di qualsiasi ospedale, senza esclusione, perchè la legge lo impone.
    Quanto agli studiosi di materie religiose sarebbero meglio che continuassero ad occuparsi di anime e non di corpi. La cosiddetta curarizzazione che si fa prima di ogni espianto è necessaria semplicemente a permettere la ventilazione automatica che è necessaria per lasciare gli organi con sufficiente apporto di ossigeno: consente la più ampia escursione ventilatoria escludendo qualche fenomeno ‘automatico’ di opposizione alla ventilazione, a mia conoscenza non si fa certo per evitare i fenomeni di sudorazione (???). Movimenti automatici degli arti sono anche possibili e potete capire bene come un qualsiasi movimento mentre si asportano organi delicatissimi debba essere evitato. Ma quel soggetto ha il cervello che non funziona più. Punto. Quel che rimane (dopo l’accertamento di morte di legge) sono solo fenomeni non legati a presunti ‘risvegli’, ma solo alla complessita’ del nostro organismo che consente, con meccanismi continui di feedback, alcune funzioni che ai più sembrano in realtà legati alla ‘vita’, mentre sono solo espressioni automatiche.
    In quanto ai medici che dicono e scrivono di queste cose, ponendo dubbi, mettendo paletti, incrementando la credulità di tante persone, personalmente ritengo che siano mossi da grande malafede. Sono pochi per fortuna, pochi ed anche isolati. Non credo affatto che la stragrande maggioranza dei medici siano favorevoli ai trapianti per motivi economici, come non credo che costoro che alimentano dubbi sulla donazione d’organo siano puri e senza macchia. E, dciendola papale papale, al momento NON esistono lavori scientific SERI (quindi con alto impact factor, con casistiche documentate, pubblicate sulle maggiori riviste del settore) che alimentino dubbi sulla donazione di organi, così come è regolamentata al momento.

    • cruman scrive:

      ciao iny, grazie per il tuo solerte intervento, volevo chiederti, esiste la possibilità che in certi ospedali avvengano espianti, come dire, frettolosi?

    • Sara scrive:

      Grazie per l’intervento!
      Ho una domanda: e la procedura di legge che prevede l’ECG piatto per 20 minuti? E l’osservazione per 6 ore viene effettivamente fatta?

    • Silent Enigma scrive:

      PAROLE SANTE!

      meritavano il maiuscolo, e scusate l’ironia.

      Una volta mi piaceva un giochino con cui ti mettevi su il tuo stato approvando leggi di volta in volta sempre più complesse (c’è anche una specie di onu: http://www.nationstates.net/page=un).

      Ricordo che la donazione obbligatoria di sangue ed organi è una delle prime cose che ho fatto passare nella mia dittatura virtuale.
      Non avrei problemi a sostenere una simile legislazione anche nel mondo reale, pur con certe restrizioni; ritengo semplicemente incivile il contrario.

      • michail tal scrive:

        Esatto, renderlo obbligatorio per legge sarebbe un un salto in avanti verso il raggiungimento della civiltà, un passo dalle implicazioni piu’ grandi di quanto si potrebbe pensare.

        • michail tal scrive:

          Ho fatto un piccolo sondaggio a lavoro oggi su questa proprosta. La cosa interessante è che nella maggior parte dei casi anche chi è a favore del trapianto per se stesso non se la sente di avallare una proposta che estenda a tutti l’obbligarietà di questo gesto.

          Per me dovrebbe valere il principio di induzione; se è giusto per me, nel senso che è utile agli altri ma lo potrebbe essere anche per me, allora questo deve valere per tutti, perchè opporsi?
          Già il silenzio assenso sarebbe una buona cosa, anche se non paragonabile a livello simbolico.

          Almeno cosi non ci ridurremmo a ricchi predatori che se ne vanno in giro per i paesi poveri a comprarsi organi come merci. Mi hanno detto che è di poco tempo fa un servizio delle iene che in romania documentava il mercato dei reni.

    • F.M.A scrive:

      Grazie per la chiarezza

    • Fully scrive:

      Illuminante.
      Grazie

  9. Salazar scrive:

    Mi sembra che in questa discussione si stia un po’ facendo il gioco del pontificante: si sta discutendo le basi “tecniche” della morte cerebrale mentre il discorso di Giovanni Paolo II sembra un episodio della “guerra teologica” portata avanti dalla Chiesa cattolica da diverso tempo, o da sempre, a seconda dei punti di vista.
    Sia chiaro, é importantissimo che riguardo ad una materia così delicata come i trapianti si proceda con estrema cautela, ci siano dei regolamenti ferrei e si abbiano sempre e comunque dei dubbi, i dubbi servono a migliorare. Ma non deve essere certo il papa a fornire questi dubbi, perché é in questo modo che la chiesa cattolica gioca la sua partita: non dice esattamente quello che vuole ma instilla dubbi.
    Per la chiesa cattolica é in gioco uno dei punti cardine del loro stesso esistere: solo Dio può dare o togliere la vita, ogni tipo di vita, non gli uomini.
    Quando la scienza si avvicina molto pericolosamente a questi confini (inseminazione artificiale) o quasi li supera (clonazione) allora scattano gli anatemi.
    Su certi argomenti gli anatemi sono chiari, diretti e plateali, su altri, quando la strada dell’evidenza é impraticabile, cercano di istillare dubbi, di ricorrere a sabotaggi “di coscienza” facendo perno sui cattolici disseminati nei vari campi della scienza cercando di “contaminare” i non cattolici.
    I trapianti di organi dal punto di vista di “Dio e vita” appaiono quantomeno sospetti: non é Dio che decide la morte ma lo fa una serie di test, non é Dio che ridà la vita a un corpo che “deve” morire ma una équipe di medici: uomini.
    Le gerarchie ecclesiastiche non possono certo dire di vedere con poca simpatia i trapianti, sarebbe come dire: ”non ci importa se potete trapiantare, provoca troppa confusione spirituale, lasciate pure morire quella gente”, quindi si affidano ai dubbi e alle associazione che fanno dell’obbiezione di coscienza pubblicitaria il loro scopo di esistere.

  10. Inyqua scrive:

    Cruman@ a mia conoscenza in Italia non possono avvenire espianti frettolosi, proprio perchè la burocrazia è tanta e tale che deve essere rispettata. Se poi la tua domanda è: ma alcuni che sono stati espiantati in Italia avrebbero potuto sopravvivere? la mia risposta è: no, se sono stati seguiti con scrupolo tutti i passaggi e soprattutto no se non ritieni che un cuore che batte non sia sopravvivere..
    Sara@ l’ECG per 20 minuti viene sempre eseguito, anche quando non c’è necessità di ventilare un malato per l’espianto. Anche l’osservazione di 6 ore è d’obbligo prima di procedere ad un espianto: se ci sono casi in cui si è affrettato l’intervento sono casi da codice penale, non da medicina

  11. ilBuonPeppe scrive:

    Sul movimento per la vita preferisco non esprimermi.

    la morte non dovrebbe mai essere dichiarata se non in presenza della distruzione dell’intero cervello, del sistema respiratorio e circolatorio

    Se questo è vero rimane ben poco da trapiantare; che non è un buon motivo per espiantare organi a qualsiasi costo ma è opportuno tenerlo presente.

    verificare la reale entità delle lesioni cerebrali

    Cosa spesso arbitraria, quando non addirittura impossibile.

    sul cervello di circa 500 individui espiantati hanno rilevato che, in molti casi, le lesioni potevano essere recuperate

    Informazione largamente incompleta e quindi fuorviante. Quanti? Come? Su che campione? Con quali cure? Con quali risultati? ecc.

    allarmante casistica di malattie contratte dai trapiantati in seguito alle cure contro il rigetto

    Questo non c’entra niente con l’opportunità o meno del trapianto; il trapianto è un problema prima etico (e di questo si sta parlando) poi medico, il rigetto è solo un problema medico.

    non esiste alcuna legge che preveda l’obiezione di coscienza

    Per fortuna. L’obiezione di coscienza andrebbe limitata ancor più di quanto lo sia oggi.

    solo per dare vita ad un gigantesco business

    E qui si apre tutto un altro discorso. Che la gestione dei trapianti sia un grosso business (come molte altre branche della medicina) è senz’altro possibile, ma allora la discussione non è più etica, ma penale.
    Tutto questo senza voler sposare a priori la logica dei trapianti. Ho anche io dei dubbi, e non ho le competenze per poter approfondire la questione in maniera sufficiente. Un fatto incontestabile è che il corpo umano è ancora in massima parte un mistero, quindi non rimane che fare una scommessa.
    Per i posteri: se mi trovate in coma irreversibile, in stato vegetativo, o anche solo incapace di intendere e di volere in maniera non recuperabile, vi prego: staccatemi la spina e sfruttate al meglio il mio corpo (che non è granchè, ma ho solo questo).

    PS: lo sapevate che gli istituti di medicina legale sono a corto di corpi per i loro studi?

  12. vanda scrive:

    Aborto, espianto di organi, eutanasia per la chiesa ed il papa è molto più facile occuparsi di queste cose piuttosto di occuparsi di chi sicuramente è!!!! vivo.
    Mai visto la chiesa scomunicare chi stermina in guerra, chi riduce alla fame, chi priva i più poveri dei farmaci necessari (su queste cose l’obiezione di coscienza non è prevista nè sollecitata)
    Facile spaventare chi ha qualche cosa da perdere, più difficile essere dalla parte di chi non ha niente.
    Oh!!! a parole lo fanno i vertici, ma se qualche sacerdote (di base) osa schierarsi con i fatti viene subito calmierato, espulso o boicottato.
    Con il loro oro e il loro sfarzo fanno, a pieno titolo, parte di quel 10% che detiene 80% delle risorse mondiali.
    Sì!!! sono per la vita, purchè embrionale o vegetativa, insomma, purchè sia una vita che non rompa le p…..

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