Visite: 2,223,264 Visite ultime 24 ore: 6,668

Moratoria sull’Aborto e Legge 194. Dico la Mia

6 gennaio, 2008 di Fully  
Archiviato in Democrazia e Diritti, Diritto di Replica

Si riparla di aborto. C’è chi vorrebbe vietarlo tout-court, e forse preferirebbe tornare alle pratiche clandestine o al “turismo abortivo” di trent’anni fa. C’è chi vorrebbe liberalizzarlo del tutto, in nome di quella “libertà di scelta” che viene reclamata per i vivi e dimenticata però per i nascituri. C’è poi chi, come me, considera la 194 una legge molto buona, che ha prodotto buoni risultati ma che, a me sembra, potrebbe produrne di migliori se applicata a dovere. Mi spiego meglio.

femminismo1.jpg


Confrontando il dato generale degli aborti in Italia (passati da circa 200.000 negli anni della prima applicazione ai circa 130.000 degli ultimi due-tre anni) con il dato disaggregato degli aborti relativi alle donne più giovani (16-20 anni) che invece è in costante aumento nonostante - come è noto - i rischi in gravidanza aumentino all’aumentare dell’età, si ha motivo di ritenere che negli ultimi tempi l’aborto sia percepito specie nelle generazioni più giovani come mera pratica anticoncezionale.

L’art.1 della legge 194 afferma invece chiaramente che l’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) non è un mezzo per il controllo delle nascite. Nota bene: lo afferma nel primo articolo, dove di solito il legislatore indica i principi più generali della norma.

Ecco, a me pare che questo articolo della legge 194 sia caduto nel dimenticatoio, e che oggi, da noi, all’aborto si ricorra con troppa leggerezza. Non parlo di “leggerezza” nel senso che sia una pratica leggera, so anch’io quali traumi fisici e psicologici esso determini. Parlo di “leggerezza” nel senso che mi pare che l’immaginario collettivo abbia perso di vista il fatto che con l’aborto si dice “no” alla creazione di una vita umana e che questo “no” andrebbe detto solo quando ve ne sono motivazioni forti, decisive.

Ritengo - lo ripeto - la legge 194 una buona legge e non ritengo affatto utile al Paese che venga abrogata, semmai vorrei che fosse applicata per bene e per intero. La legge consente l’aborto a determinate condizioni: qualsiasi donna che “accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie di malformazioni del concepito” può richiedere l’IVG entro i primi 90 giorni dal concepimento. Dopo tale periodo l’IVG è ancora praticabile nel caso in cui la prosecuzione della gravidanza comporti un grave pericolo per la salute della donna o una grave malformazione del nascituro.

ellekappabig.gif

Tutti sappiamo che una delle conseguenze (possibili) dell’atto sessuale è il concepimento di una nuova vita. Ebbene io ritengo che, qualora tale concepimento non sia ricercato o non sia desiderato, esso dovrebbe essere prevenuto con uno dei tanti metodi anticoncezionali. Trovo invece sbagliato che si ponga “rimedio” ex post ad un’eventualità - divenuta realtà - nota a priori ma sottovalutata o addirittura ritenuta ininfluente, quando non vi sia quel serio pericolo di cui parla la legge.

In un mio articolo precedente ho accostato anch’io - come Giuliano Ferrara - la pratica dell’aborto “illegittimo” (ossia fuori dei canoni della 194) alla pena di morte. La mia riflessione critica si rivolgeva innanzitutto allo Stato, proprio perché nell’applicazione pratica della legge mi risulta - dalle discussioni che più volte ho avuto con alcuni operatori del settore - che non sempre venga verificata con il rigore adeguato l’esistenza di almeno uno dei presupposti che legittimano il ricorso all’aborto (”serio pericolo” per la salute fisica e mentale della donna).
E soprattutto non mi risulta venga messa in pratica quell’opera di educazione ed assistenza psicologica finalizzata a limitare per quanto possibile il ricorso a questa pratica. E’ la disinformazione - unita alla insufficiente propensione all’uso di sistemi di contraccezione preventiva - che porta alla confusione della pratica abortiva con l’uso di un qualsiasi anticoncezionale, e questo aspetto si è ulteriormente aggravato da quando con la RU-486, tale pratica abortiva è stata resa (per fortuna, dico io) meno cruenta, e proprio per questo meno “pesante” sul piano sanitario e psicologico.

A me Giuliano Ferrara piace per il suo spessore intellettuale e culturale. L’appello-anatema di cui tanto si parla è scritto con spumeggiante penna forse proprio per rendere più “tintinnante” e “titillante” la sua provocazione, ma io non credo – l’ho sentito dalla sua bocca in un’intervista al TG1 qualche sera fa – che con esso il direttore de ‘Il Foglio’ voglia proporre l’abolizione della Legge 194 e tornare a prima del 1978, quando in Italia l’aborto era un reato. Io penso che egli voglia proporre il tema al dibattito intellettuale per affrontarlo con maggiore attenzione, profondità e consapevolezza di quanto non si sia fatto finora. Ben venga - io penso - anche a costo di qualche strumentalizzazione, da qualunque parte essa provenga.

Articoli collegati:

  1. Moratoria Aborto: Il Miracolo Una premessa. Solitamente non scrivo volentieri delle questioni che attengono...
  2. Lettera al Segretario Generale delle Nazioni Unite (circa la moratoria sull’aborto) Mi ero ripromessa di ignorare certe misere manifestazioni, ma è...
  3. L’Aborto è Omicidio (sebbene solo morale) Se lo statuto personale dell’embrione non è una questione scientifica,...

Fully
Fa SchifoMi piace (Vota questo Articolo!!11!!)
Loading ... Loading ...
Stampa questo Articolo Stampa questo Articolo

Lo stesso giorno gli anni scorsi

2008

Chi siamo?
Aiutaci
Scrivi per noi
Sostenitori
Contatta MC
Feedaci Fave us
Disclaimer
MC? Aiutaci Tu su MC Amici Contatti Feed Fave Disclaimer

Contatti - MC Disclaimer Leggere con Attenzione Sito fondato l’11 marzo 2007

Comments

25 Risposte a “Moratoria sull’Aborto e Legge 194. Dico la Mia”
  1. mc scrive:

    Il tuo ragionamento sul numero di aborti in età più giovaniile è accettabile, ma rimane sempre un’opinione.
    Ho già espresso la mia perplessità sulla possibilità scientifica di separare,a livello statistico, l’aborto fatto con leggerezza da quello effettivamente inevitabile. La cosa dovrebbe attingere a informazioni ufficiali sulle motivazioni che, proprio in ossequio alla legge, non possono indicare il motivo anticoncezionale.

    In ogni caso una maggiore educazione al valore della vita, che rimane un valore in generale sul quale la Chiesa Cattolica non ha il monopolio, sarebbe essenziale.
    Il problema è che il diritto laico di comunicare valori, spesso non viene esercitato. Si preferisce indurre bisogni che sfociano in un acquisto e questo lascia campo libero alla Chiesa Cattolica che si impossessa di certi valori e li gestisce secondo regole sue.

    Il socialismo aveva anche questa valenza. E’ stato dimenticato troppo velocemente.

    [Rispondi a questo commento]

  2. lastrega scrive:

    Il tuo ragionamento va bene ma secondo me non è del tutto vero che manchi l’assistenza psicologica e l’informazione a limitare la pratica. In realtà c’è e spesso dopo un aborto è proprio il consultorio a consigliarti metodi anticoncezionali. Però in italia sono più pubblicizzati i metodi del comitato vita che si infila nei consultori. e la Chiesa fa la sua buona parte per evitare QUALUNQUE FORMA di educazione alla contraccezione. Ci aggiungo la strana forma dei dottori obiettori… Sono incredibilmente tanti: proprio l’altro giorno parlavo con una ragazza che era andata dal suo medico (cl) a farsi rilasciare un certificato per fare sport: la ragazza si lamentava del fatto che il suo medico non le facesse la ricetta per la pillola e che la segretaria del tal dottore la invitasse al controllo fisiologico della fertilità ’stai due mesi senza fare sesso e ti regoli sul periodo dell’ovulazione’. La ragazza in questione ha chiesto alla segretaria quanti figli aveva già avuto e la segretaria ha risposto 5. la ragazza mi ha detto che andrà a cambiare medico.
    riguardo a questo problema che dovrebbe essere affrontato prima della 194 riporto due/righe da fisicamente:
    Picchia il medico obiettore di coscienza che non vuole prescrivere alla moglie la pillola del giorno dopo.
    L’aggressione si e consumata in una guardia medica di Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, dove si è presentato un operaio di 37 anni chiedendo il farmaco. Al rifiuto del medico, che gli ha risposto che non poteva accontentarlo perchè obiettore, l’operaio lo ha aggredito, desistendo solo quando il medico gli ha prescritto il farmaco. L’aggredito ha però chiamato i carabinieri che hanno denunciato l’operaio per minacce, lesioni e violenza d un incaricato di pubblico servizio. Ma l’Aduc, l’Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori, fa notare che non esiste il diritto all ‘obiezione di coscienza per la prescrizione di un farmaco da parte di un persona in pubblico servizio. Piuttosto è un reato, in quanto commesso al fine di realizzare un proprio interesse traendone un indebito beneficio.

    insomma la famosa disinformazione ha reali ragioni incredibilmente censurate. non parliamo poi dell’assistenza a neonati terminali: associazioni cattoliche anche lì che si infiltrano e passano sopra al sanitario.
    Ferrara a mio parere non ha fatto altro che aumentare questo tipo di disinformazione assolutamente ingiusta. Insomma parlando con un qualunque sanitario che lavora nel braccio della 194 (gli obiettori non ci entrano nemmeno) nessuno ti dirà che si abortisce nel nome del’eugenetica o nel nome di un tipo di contraccezione un po’ azzardata: dal discorso di ferrara viene fuori una pratica un po’ superficiale ma non è assolutamente così. di certo però in tutto questo battibeccare non ho trovato un solo articolo che spieghi come funziona la pratica abortiva in sè, quali sono i rischi per la salute della donna e quali sono le ragioni delle donne che arrivano a tale pratica: si potrebbero avere statistiche accurate se solo il braccio della 194 non fosse nascosto come una vergogna statale: si sa però che pubblicare statistiche dove le ragioni sono solo delle donne (che vanno ad abortire da SOLE nel 90% dei casi) non piace a nessuno. Basta vedere il dibattito di questi giorni: parla ferrara, parla ruini, parla casini, parla bagnasco, parla buttiglione, parla la binetti (donna?), parla finalmente la pollastrini e ultimamente la bindi (donna?). perchè l’aspetto femminile anzi il punto di vista femminile è così censurato? forse perchè la 194 sta dalla parte delle donne? non lo so… non lo capisco.

    [Rispondi a questo commento]

  3. ASSU scrive:

    La 194 sancisce un diritto sacrosanto. È il risultato di un Referendum. È la volontà del Popolo. Se anche il Popolo desautora il suo stesso potere che – si badi – è il principio fondamentale della Costituzione Italiana, allora siamo un non-popolo e ci meritiamo i governanti che abbiamo.

    Che l’aborto non sia mezzo contraccettivo è lapalissiano. Ma di contro non vedo alcuna reale formazione sessuale per i giovani. La contraccezione, a livello mediatico, è esclusivo appannaggio della pubblicità che - sia chiaro - non ha funzione sociale ma commerciale. Eppure, solo la pubblicità porta in televisione i preservativi.

    Siamo assuefatti a tutto: alla mafia che ci governa dal Nord al Sud in un sistema di compromissione subdola e alla politicizzazione del Credo e di Dio da parte di toghe che giocano a scacchi con la politica, utilizzando come pedine le menti fragili e rassegnate degli italiani.

    Badi piuttosto il Cardinal Ruini a tenere a bada le voglie che prudono sotto le toghe.

    [Rispondi a questo commento]

  4. Chiara Lalli scrive:

    Io ho un dubbio da ormai molti anni (forse lievemente OT):

    come è possibile considerare Giuliano Ferrara persona (o dovremmo dire ex embrione?) di “spessore intellettuale e culturale”?
    Non è polemica la mia domanda: davvero non riesco a capacitarmi.
    Anche perché mi mancherebbero poi le parole per definire tipi come Bertrand Russell o Gottlob Frege (giusto per fare solo 2 nomi eh).

    [Rispondi a questo commento]

  5. mc scrive:

    Un po’ pungente, ma divertente :-)

    [Rispondi a questo commento]

  6. kermitilrospo scrive:

    secondo me l’italia è il paese ideale per le moratorie.. non sappiamo fare altro.. e ce ne vantiamo pure!

    [Rispondi a questo commento]

  7. ak scrive:

    Io non capisco queste contraddizioni palesi:
    -Le donne sono lasciate sole (ma non si vuole coinvolgere i padri)
    -Nei consultori succede di tutto (però la legge va bene così)
    Mettetevi d’accordo prima…
    Va bene o non va bene? Se è possibile bypassare la legge, ci sarà pure qualche falla… E intanto gli aborti aumentano (tra i giovani)…
    Ha o no ragione Giuliano che è ora di metterci le mani?
    A me sembra proprio di si.
    Senza contare che mai sento difendere il diritto di nascere.
    Questo è uno dei due punti della moratoria che propone Ferrara.

    [Rispondi a questo commento]

  8. Fully scrive:

    @mc
    Il mio ragionamento - che poi non è neanche solo mio - è questo: se il numero complessivo di aborti cala mentre quello delle giovani donne invece aumenta, si può ragionevolmente sostenere che i “seri pericoli” per la donna siano maggiori quando ella è in giovane età piuttosto che quando ella è in età più avanzata? La mia risposta è: “no”. Da cui il mio sospetto (’ché altro non può essere, visto che nessuno ti certificherà mai il contrario).

    @lastrega
    “In realtà c’è e spesso dopo un aborto è proprio il consultorio a consigliarti metodi anticoncezionali. Però in italia sono più pubblicizzati i metodi del comitato vita che si infila nei consultori. e la Chiesa fa la sua buona parte per evitare QUALUNQUE FORMA di educazione alla contraccezione.”
    Purtroppo il “consiglio” viene DOPO l’aborto, ossia quando è troppo tardi.
    Per il resto anche io vedo la Chiesa cattolica fortemente impegnata nella lotta agli anticoncezionali “non naturali”. Ma il problema è un altro, la Chiesa diffonde il suo credo, ma il resto della società civile e politica vi si genuflette a prescindere tenendo in minimo conto le esigenze di quella parte di cittadinanza che non si riconosce nei valori cattolici.
    …E’ vero… dove sono le donne?

    @ASSU
    Nulla da obiettare

    @chiara lalli
    faccio finta di non accorgermi della lieve ironia e rispondo che… tutto è relativo: ovviamente è relativo a me :-)

    @kermitilrospo.
    Beh, a me quella sulla pena di morte è piaciuta, eccome.

    @ak
    anch’io colgo nella legge la carenza del ruolo dei padri. Qualcuno mi ha spiegato che c’è un motivo storico; quando la legge fu varata si voleva porre l’accento sulla piena autodeterminazione della donna (”L’utero è mio e lo gestisco io”). Ma penso che se per introdurre nella legge qualche miglioria (tutto si può migliorare) si dovesse rischiare di stravolgerla, allora preferisco che resti com’è, e che venga applicata meglio di quanto non si faccia ora.
    Il diritto di nascere va equilibrato col diritto della donna a decidere sul prosieguo della gravidanza quando sussistano seri pericoli. In questo la legge attuale - ripeto: ove correttamente applicata - mi pare formidabile.

    [Rispondi a questo commento]

  9. ak scrive:

    Mi riferivo ai commenti (anche quì) dove si mette il maiuscolo su: La donna è sola a decidere… E’ ovvio che sia sola! Dopo aver preteso di autodeterminarsi, che si pretende adesso? Vogliamo fare meglio? Coinvolgiamo anche i padri! I padri partoriscono con gioia e dolore come le donne, solo che per loro è un parto intellettuale (forse più difficile per certi aspetti).
    E coinvolgiamo anche la società, chiamiamola a rispondere di queste vite, facciamole capire che c’entra eccome! Cerchiamo di crescere, maturare, privilegiare sempre la vita. Solo così piaghe ignobili che colpiscono la vita (sfruttamento e violenza sui minori, prostituzione, schiavitù, morti bianche, faide, vendette, regolamenti di conti… ecc), possono diminuire e possibilmente scomparire. Pensiamo attentamente che se ancora si abortisce, significa che non siamo ancora una società del tutto civile. Siamo ancora un po’ barbari. Sono d’accordo con te comunque che quello che c’è di buono in questa legge va salvaguardato.

    [Rispondi a questo commento]

  10. Silent Enigma scrive:

    a volte ho l’impressione che ci si dimentichi del fatto che la gestazione dura 9 mesi, non un quarto d’ora.

    [Rispondi a questo commento]

  11. Fully scrive:

    @ak
    ed io sono d’accordo con te sul tentare di privilegiare la vita. Lo si fa anche diffodendo la contraccezione ed evitando che l’aborto diventi nell’immaginario collettivo al pari di un normale contraccettivo.
    L’aborto è sempre una sconfitta, comunque la si pensi. Che però si può limitare nei numeri e nella coscienza civile vigilando di più.

    Non riesco invece a condividere la tua opinione circa il fatto che il parto dei padri possa essere forse più difficile per certi aspetti di quello delle madri. Scusami, ma mi pare un’enormità.

    [Rispondi a questo commento]

  12. diabolicomarco scrive:

    Ma siete proprio sicuri che le donne vivano l’aborto come un semplice strumento di contraccezione? Siete proprio convinti del fatto che un aborto, fosse anche praticato con la RU-486, sia una passeggiata?
    Noi uomini non sappiamo niente di mestruazioni figuriamoci di gravidanza figuriamoci di aborto. Non scherziamo.
    L’unico modo per ridurre il numero di aborti è informando riguardo i metodi anticoncezionali. Rendendo normale il ricorso a questi sistemi anche da giovanissimi.
    La mia personale interpretazione dei dati riguardanti l’aumento di aborti tra le giovanissime è questa: queste benedette figliole fanno sesso. Giustamente. Ma non possono dirlo. Quante hanno il coraggio di andare nella farmacia di paese a comprare una confezione di pillole anticoncezionali a 16 anni? Quanti ragazzini non possono permettersi dei profilattici perché costano veramente troppo? Di esempi del genere se ne possono fare decine. Una visione ipocrita (che non è solo cattolica) impone l’idea che i 16-20enni non facciano sesso. Invece lo fanno, eccome.

    I padri partoriscono con gioia e dolore come le donne, solo che per loro è un parto intellettuale (forse più difficile per certi aspetti).

    Un parto intellettuale? Ma per piacere. Ti rendi conto di quello che hai scritto?
    Sono un padre che ha seguito ogni momento della gravidanza. Comprese le 17 ore di travaglio ed il parto. So di che cosa stiamo parlando. Tu?

    [Rispondi a questo commento]

  13. ak scrive:

    Abbiamo capito come la pensi Marco. Per fortuna ci sono anche altri che la pensano diversamente. Ho due figli, se è questo che volevi sapere.

    [Rispondi a questo commento]

  14. Fully scrive:

    @dm
    “La mia personale interpretazione dei dati riguardanti l’aumento di aborti tra le giovanissime è questa: queste benedette figliole fanno sesso. Giustamente. Ma non possono dirlo. Quante hanno il coraggio di andare nella farmacia di paese a comprare una confezione di pillole anticoncezionali a 16 anni? Quanti ragazzini non possono permettersi dei profilattici perché costano veramente troppo? Di esempi del genere se ne possono fare decine. Una visione ipocrita (che non è solo cattolica) impone l’idea che i 16-20enni non facciano sesso. Invece lo fanno, eccome”…

    … e se qualcosa va storto, via ad abortire!
    Praticamente hai appena confermato la mia opinione.

    [Rispondi a questo commento]

  15. diabolicomarco scrive:

    @fully
    Non ci vuole molto a rendersi conto che i fatti sono questi.
    Non credo nemmeno che le cose siano così oggi e siano state diverse prima.
    Prima (cioè nei secoli dei secoli fino al 1978) se qualcosa andava male, e andava male molto più spesso, si andava dalle mammane e si abortiva in situazioni igieniche spaventose, con metodi cruenti e pericolosi. Tutto nell’ombra. Tutto in silenzio. Non c’era l’ISTAT ma queste cose accadevano comunque.

    [Rispondi a questo commento]

  16. Vi leggo con interesse, ma mi rimane una deformazione che risale ai tempi del liceo. Tempi in cui si aveva il coraggio di dire che i signori uomini di queste cose non dovrebbero neanche disquisire visto che, tutto sommato, le ragazzine adolescenti sessualmente attive rimangono incinte con dei ragazzotti adolescenti che non sanno da che parte siano le precauzioni e poi, al momento di decidere, spariscono come Harry Potter dopo un incantesimo “evanesco”. Poi, devo dire, dopo aver letto che il parto intellettuale dei padri e’, per alcuni versi badate bene, anche piu’ difficile…
    evanesco anche io. Preferisco.
    Laura

    [Rispondi a questo commento]

  17. Fully scrive:

    @Laura
    Scusa, ma proprio non capisco perché te ne “evanesci” così.
    Tu dici “le ragazzine adolescenti sessualmente attive rimangono incinte con dei ragazzotti adolescenti che non sanno da che parte siano le precauzioni e poi, al momento di decidere, spariscono…”
    Per la serie: gli uomini, che mascalzoni…

    Se volessi rispondere col tuo stesso tono potrei dire: “e le ragazzine adolescenti dove stanno quando c’è bisogno di precauzioni? magari non è che potrebbero “concedersi” con un po’ più di responsabilità?”
    Per la serie: le donne sono tutte puttane…

    Un dibattito nuovo, eh? uomini mascalzoni-donne puttane.
    Mi pare che così non andiamo proprio da nessuna parte…

    [Rispondi a questo commento]

  18. fully53 scrive:

    @dm
    “L’unico modo per ridurre il numero di aborti è informando riguardo i metodi anticoncezionali”.
    E’ un modo ottimo, ma non è l’unico e neanche il più veloce ad essere efficace. C’è un modo, efficacissimo, di evitare l’aborto nel caso di gravidanze indesiderate, ed è la c.d. “pillola del giorno dopo”, che blocca l’impianto dell’ovulo fecondato, e quindi non dà luogo al concepimento. Non va confusa con la RU-486, che è invece un farmaco abortivo.
    La pillola del giorno dopo è assumibile entro due- massimo tre - giorni dal rapporto a rischio. Solo che in Italia è soggetta a prescrizione medica. Poiché le sue controindicazioni per la salute della donna sono minime (a meno di un uso smodato, ma allora c’è già la pillola tradizionale) non si capisce proprio perché debba essere soggetta a prescrizione medica. In altri Paesi è un farmaco da banco. Una confezione da 2 pillole costa circa 11 euro.

    [Rispondi a questo commento]

  19. diabolicomarco scrive:

    @fully
    Forse sbagliando ho sempre considerato la pillola del giorno dopo un metodo anticoncezionale.
    Credevo che le conseguenze sulla salute delle donna fossero tutt’altro che lievi e che, per questo, dovesse essere utilizzato come metodo anticoncezionale eccezionale e non su base regolare. Pensavo che fosse questo il motivo per il quale fosse prescritta.

    [Rispondi a questo commento]

  20. fully53 scrive:

    @dm
    Hai ragione, è un metodo anticoncezionale, ma, a differenza degli altri, non è una “pre-cauzione” ma un rimedio ex-post, però non abortivo. Non intendevo dire che andasse presa su base regolare, per quello c’è la pillola tradizionale, come ripeto. Ma può risolvere quei casi in cui il rapporto sessuale è “a forte rischio” (cioè effettuato senza altre precauzioni nei giorni fecondi, quelli immediatamente successivi all’ovulazione).
    Spero di essere stato più chiaro, o forse bastava essere solo più preciso prima :-)

    [Rispondi a questo commento]

  21. Lameduck scrive:

    Intanto oggi B16 ha ripreso il proclama di Ferrara e l’ha fatto suo, segno che lo scopo è stato raggiunto, proseguire sulla strada dell’involuzione della percezione dei diritti civili.
    Io prima di tutto parlerei di moratoria sulla guerra, perchè trovo leggermente osceno piangere sugli embrioni e lasciare che milioni di uomini e donne vengano tranquillamente abortiti per guerre di (in)civiltà e religione.
    Non sono d’accordo che l’aborto sia utilizzato come pratica anticoncezionale. Basta farlo una volta, mi dicono, e difficilmente se ne rimane con una buona impressione.

    [Rispondi a questo commento]

  22. lastrega scrive:

    @fully: Purtroppo il “consiglio” viene DOPO l’aborto, ossia quando è troppo tardi.

    siamo sicuri? abortire ha dei rischi abbastanza noti nella letteratura medica. non è affatto una pratica da usare come anticoncezionale: è a rischio la salute fisica della donna, la fertilità, la psiche… direi che il consiglio della spirale arriva diretto al consultorio è che le donne non ci vanno: di certo io non vorrei una del comitato vita che mi fa la predica

    [Rispondi a questo commento]

  23. Fully scrive:

    @lameduck
    Ho spiegato perché ho motivo (non solo io) di ritenere che almeno una parte degli aborti siano effettuati anche in Italia come rimedio ex post ad una mancata contraccezione preventiva e non ci torno.
    Che B16 abbia ripreso il proclama di Ferrara non mi sorprende né mi sconvolge. Come dicevo nel pezzo, secondo me Ferrara ha avuto il merito di riportare all’attenzione il tema. Sta a noi - opinione pubblica - non trasformare l’attenzione al tema in una “involuzione della percezione dei diritti civili” bensì in un’occasione di discussione per ottenere maggiore consapevolezza dei diritti stessi (e dei doveri) per tutti i soggetti interessati.

    @lastrega
    sto dicendo la stessa cosa: “non è affatto una pratica da usare come anticoncezionale”. Non lo dici solo tu né solo io, lo dice anche la legge 194.
    Se le donne non vanno al consultorio, o se quando ci vanno trovano “una del comitato vita” e basta, ecco, questo è un problema che andrebbe affrontato e risolto. Come vedi, è la discussione che fa emergere i problemi.

    [Rispondi a questo commento]

  24. Lameduck scrive:

    Se le intenzioni di chi propone questo tipo di discussione fossero quelle che dici tu non avrei nulla in contrario. Temo invece che sia una scusa per instaurare un nuovo fondamentalismo.

    [Rispondi a questo commento]

Apri la Tua Mente

Esprimi il tuo pensiero...
ah, se vuoi essere riconoscibile dagli altri utenti procurati un gravatar!