Sulle pagine di MenteCritica abbiamo ampiamente discusso di aborto, dei limiti entro i quali andrebbe applicato, di moratoria sull’aborto e revisione della legge 194. Le discussioni, pur conservando un tono di civile confronto, sono state aspre e numerosissime. Il tema divide e sembra offrire margini ridotti per la mediazione.
Cercando di rispettare la costituzione che ci siamo dati quando abbiamo fondato questo sito, abbiamo dato spazio a tutte le opinioni, anche quelle più estreme. L’obiettivo era quello di aiutare le persone a confrontare le proprie idee e ad assumere una posizione consapevole e civile sull’argomento.
A questo dibattito mancava sicuramente il contributo di un prete e di Giuliano Ferrara. Grazie a don Paolo Padrini, curatore del blog “Passi nel Deserto“, del network italiano Blogosfere siamo riusciti a completare il discorso fatto sinora. Don Paolo Padrini ci dirà la sua opinione sull’argomento e potremo ascoltare una sua intervista a Giuliano Ferrara. Nel corso dell’intervista, Padrini e Ferrara discutono anche dell’episodio dell’Università La Sapienza e di laicità. Lasciamo democraticamente la parola a loro e leggiamo ed ascoltiamo con attenzione.

Può un laico parlare di cose che appartengono (o così a volte si vuol far credere) alla dimensione della fede? A volte sì, specialmente quando i temi che vengono affrontati possono interrogare ogni uomo ed hanno una rilevanza “umana” universale. A pensarla così è indubbiamente Giuliano Ferrara, Direttore del “Foglio”, che ha accettato di essere intervistato sul “grande tema” della moratoria sull’aborto e della laicità. Per Ferrara - nell’intervista è stato molto chiaro - la moratoria sull’aborto è una battaglia di civiltà e di umanità, almeno al pari della moratoria sulla pena di morte. Certo, Ferrara non accusa le donne di “omicidio” (così come è stato polemicamente espresso da molti giornali, siti e blog. Ma chiede con forza di superare quella sorta di “indifferenza morale” che porta a considerare l’aborto alla stregua di un anticoncezionale o - peggio - di uno strumento politico per la pianificazione delle nascite. Ferrara perciò - lo ha detto chiaramente nella mia intervista - chiede un *coinvolgimento profondo in una battaglia contro il “fenomeno” aborto, “contro la scelta sofferente per le donne e per le coscienze che vi arrivano, ma che in realtà si configura come una scelta di soppressione di una vita. *Una scelta che si rivela in molte parti del mondo, addirittura in modo ‘eugenetico’, per il controllo delle nascite.”
Io credo che la battaglia di Ferrara sia una battaglia giusta, che non abbia affatto connotati ideologici o - ancor subdolamente - possa essere considerata una “sparata” propagandistica contro il nascente Partito Democratico.
Credo però che la battaglia non possa essere affrontata, obbiettivamente, con le armi della “vera guerra” (o guerra santa), ma che chieda moderazione, spirito di concretezza, pur nella totale convinzione - da parte mia - che ogni legislazione abortista non possa mai essere considerata intrinsecamente “buona”. Forse quella di Ferrara rimarrà una provocazione (o giù di lì)…ma non credo possa considerarsi un tabù la modifica di una legge, al fine di ri-orientarla sempre più, a favore della donna ed a tutela della vita.
L’intervista di Don Paolo Padrini a Giuliano Ferrara: Premi il tringolino blu per Ascoltare.
|
|
|
|
|||||
| MC? |
Aiutaci |
Tu su MC |
Amici |
Contatti | Feed |
Fave |
Disclaimer |
Tag: aborto, amore, Bagnasco, bioetica, cattolici, chiesa_di_roma, donne, laicismo, libertà-civili, morale, papa, pena-di-morte, ratzinger, vita
Don Paolo Padrini
Stampa questo Articolo









10 commenti
Feed ai commenti per questo articolo
Trackback link
http://www.mentecritica.net/moratoria-sullaborto-e-laicita-don-paolo-padrini-intervista-giuliano-ferrara/democrazia-e-diritti/don-paolo-padrini/2861/trackback/
29 Gennaio, 2008 a 23:24
diabolicoMarco
In Italia l’aborto non viene imposto ma è una libera scelta. Ferrara che dice che nel mondo esso venga praticato “addirittura in modo ‘eugenetico’, per il controllo delle nascite” e che ci sono 50 milioni di aborti l’anno.
L’Unicef dice che ogni giorno muoiono 26 mila bambini con meno di 5 anni pari a 10 milioni l’anno.
Quindi, se non ci sono fini ideologici che spingono in alto questa moratoria nella scala delle priorità, perché non cominciare a dimostrare che la nostra “civiltà ama la vita più di quanto non ami la morte” con una moratoria delle complicazioni neonatali (causa del 36% dei decessi), una moratoria della polmonite (19%), una moratoria della diarrea (17%), della malaria (8%), del morbillo (4%), o dell’Aids (3%) ?
[Rispondi a questo commento]
30 Gennaio, 2008 a 5:35
Alfonso
Sotto questo punto di vista sono un po’ all’antica. Mi si perdoni quindi l’anacronistico pensiero che vado a scrivere. Non discuto se sia vita o no ad una certa settimana, che è un pensiero che porta tante responsabilità e nessuna definizione. Mi sono abituato a pensarla sempre vita. Ma è vita uterina. Chi la porta ha il potere di deciderne la vita e la morte senza essere giudicato. Come se portasse un fungo, un parassita. Abortire è un atto d’amore quanto partorire, quanto uccidere il proprio bimbo appena nato.
Sotto questo punto di vista, serve una legge per sancire un diritto che l’Universo in persona ha dato ad ogni madre? Io penso di no, penso che serva solo alla coscienza del boia.
Confondere l’interruzione della gravidanza con l’omicidio è un argomento che si usa in politica ed è una delle tante aberrazioni della nostra società. Mischiarla poi con gli argomenti della moratoria sulla pena di morte è veramente da vigliacchi.
Questi credono davvero che una si sveglia al 5 mese e all’improvviso non vuole più il suo cucciolo? Perché è così che dipingono le nostre donne eh.
L’unica cosa che serve in una società libera è la facoltà di scegliere senza essere giudicate dal sistema. Ci pensa già molto efficacemente la gente intorno a te a metterti in croce.
[Rispondi a questo commento]
30 Gennaio, 2008 a 8:15
Oris
Signori, ma che siamo troppi lo sappiamo?
Il concetto del quale la razza umana non riesce proprio manco a concepire se non in maniera molto superficiale èproprio quello della sovra-popolazione: troppi, troppi, troppi siamo.
Se fossimo 2 miliardi avremmo risolto metà dei problemi più gravi che ci sono nel mondo (parere mio).
Se si vuole prendere veramente responsabilità nelle cose più grandi di noi lo si faccia bene allungando la vista anche in senso temporale.
Io credo che un figlio a coppia sarebbe una scelta responsabile per tutti almeno per due tre generazioni, un utopia certo, l’umanità non è matura per collaborare nelle piccole cose figurati nelle grandi che hanno scadenze fori dalla durata della vita media…
Difender la vita non significa solo difenderla oggi, se continuiamo così arriveremo a avere il problema opposto a quello di questo post…
ma forse mi sono alzato e ho preteso subito troppo dal mio cervello…
fate finta che non abbia scritto nulla.
[Rispondi a questo commento]
30 Gennaio, 2008 a 10:49
diabolicoMarco
@alfonso
ho scoperto di essere all’antica anche io.
[Rispondi a questo commento]
30 Gennaio, 2008 a 11:30
Dolly
“Può un laico parlare di cose che appartengono (o così a volte si vuol far credere) alla dimensione della fede?”
Certo, un laico può, e fino a quando si crederà che i discorsi intorno alla fede siano esclusivo appannaggio del clero, continueremo ad esserne servi.
Ma la legge sull’ aborto e la moratoria non appartengono alla dimensione della fede: è giurisprudenza, gente. La legge sull’ aborto non è un obbligo, e una possibilità, e smettiamola con la tiritera “è considerata alla stregua di un metodo anticoncezionale” perche è una solenne, mostruosa cazzata che solo un maschio coi paraocchi potrebbe pensare.
Dice Bagnasco che nessuno puo obbligare un cattolico, in coscienza, a votare per una legge sull’ aborto. Certo, nessuno puo obbligare nessuno. Io, come donna e come credente, se mi fossi trovata a dover dare un voto per la 194 avrei votato sì! Un voto non si dà solo sulla base di “quel che penso io, quel che farei io”. La coscienza collettiva, civile, chiamiamola come vogliamo, deve essere più aperta e più elastica. Non ti piace? Non ne usufruire, punto. Ma dai a chi vuole la possibilità di farlo.
Commento all’ intervista: Ferrara parla, parla, con la sua tanto decantata intelligenza (servilismo, opportunismo e viscidume) ma non dice niente. Inizia frasi e non le conclude. “La moratoria non va intesa come una persecuzione penale verso le donne, MA… e si lancia in un discorso contorto, cita Bagnasco e Bobbio, e non spiega COSA sarebbe, invece, questa cazzo di moratoria. A parte uno schiaffo a una delle poche leggi sensate in Italia. A parte una leccata di culo ai vari bagnaschi e ai vari udeurini e uddiccini, tanto bravi ad obbedire al papa in materia di aborto e che poi vanno a puttane, si sposano e divorziano centomila volte, rubano, proteggono i mafiosi e abusano del loro potere.
Secondo commento all’ intervista: nel piangere i temibili effetti dell’ aborto, ovviamente Ferrara parla della Cina e di altri paesi, concludendo che ogni anno si praticano circa cinquanta milioni di aborti. E dalla sua viscida bocca esce fuori la seguente perla: “ogni anno non nasce, non fiorisce un Paese come l’ Italia”. E meno male. Di Italia vittima di bigotti opportunisti approfittatori ne basta e ne avanza una.
Speranzosa nell’ invasione,
Dolly
[Rispondi a questo commento]
30 Gennaio, 2008 a 15:32
daniela tuscano
Maschi celibi, o senza figli, o misogini, sempre parlano e straparlano e pontificano sull’aborto.
Quel che penso si trova qui
[Rispondi a questo commento]
30 Gennaio, 2008 a 15:38
mc
Sta storia degli uomini che non possono parlare di aborto non mi convince.
Un po’ come dire che le donne non possono parlare di preservativi perché non li indossano.
[Rispondi a questo commento]
30 Gennaio, 2008 a 17:08
daniela tuscano
Credo tu non abbia letto bene il mio intervento.
Non ho parlato di uomini “in generale”, ma di “maschi celibi, o senza figli, o misogini”. Soprattutto prepotenti.
[Rispondi a questo commento]
30 Gennaio, 2008 a 17:10
Silent Enigma
convince poco anche me sta storia, certo che un conto è parlare per ipotesi, ben diverso è vivere anche solo indirettamente questi drammi.
La penso come Alfonso, dall’aberrazione aborto=omicidio, al fatto che si deve poter non essere giudicati se si sceglie la rinuncia alla vita.
certo, una religione può emanare diktat di qualsiasi tipo, ma la legislazione no
[Rispondi a questo commento]
6 Febbraio, 2008 a 9:46
Marco il buono
@Dolly, sposami.
[Rispondi a questo commento]