Moratoria Aborto: Diritti Violabili e Sfruttamento Elettorale

Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Moratoria Aborto: Diritti Violabili e Sfruttamento Elettorale" è stato scritto da Dani di Yastaradio

Sono passati 30 dall’approvazione della Legge 194, anni di polemiche, critiche, faccia a faccia, tentate abrogazioni. Sono passati trent’anni di storia, storia di donne, storia politica, economica e della famiglia. Sono passati trent’anni di aborto protetto, regolarizzato, igienico e controllato da medici specialisti, trent’anni di sofferenze vissute, per lo meno, in sicurezza. Sono passati trent’anni di diritti, acclamati, voluti e ottenuti lottando, ma forse ancora violabili!

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L’ingerenza del potere ecclesiastico e la presa di posizione di alcuni medici delle facoltà romane, oltre alla proposta di moratoria recentemente avanzata da Giuliano Ferrara, hanno rimesso in discussione un diritto, quello delle donne, che sembrava dover essere inviolabile. Da molte parti si dice che la proposta non vuole essere quella di cancellare la legge 194, ma di modificarla, ponendo maggiore attenzione “alla vita”, “ai diritti del nascituro”, “alla natura”.

I medici, in particolare, nella dichiarazione che hanno stilato e firmato, pongono l’attenzione sul loro obbligo morale ed etico di rianimare il feto poiché “Un neonato vitale, in estrema prematurità, va trattato come qualsiasi persona in condizioni di rischio, e assistito adeguatamente”, “anche se la madre è contraria, perché prevale l’interesse del neonato”.

Anche se la madre è contraria. Ma ai diritti di chi una vita ce l’ha già e vuole preservarla non ci pensiamo più?

Una madre che abortisce un feto di 23 settimane, come quello di cui parla la dichiarazione di questi medici, (che forse la legge 194 non l’hanno letta bene), lo può fare solo se la sua stessa vita è in pericolo. Inoltre questa madre sa benissimo, come lo sanno gli stessi medici che scrivono, che un feto di 23 settimane, se sopravvive all’accanimento terapeutico messo in atto per tenerlo in vita, può riportare gravissimi problemi cerebrali o addirittura vivere da vegetale.

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Qualcuno saprebbe spiegare dando una motivazione oggettivamente sensata, quale motivo ci sarebbe di infliggere una tale sofferenza ad una madre, ad un padre, ad un feto?
Che diritto ha un uomo qualsiasi, che sia un politico, un medico, un Papa, di giudicare la scelta sofferta di una donna e di un uomo e di opporsi ad essa?

Concordare o no con l’aborto è lecito e giusto, siamo in una democrazia (dicono!) e ognuno deve essere libero di esprimere le proprie opinioni, le quali io non voglio commentare. Ma in uno Stato sovrano, democratico e laico, a ognuno deve essere anche garantito il diritto di compiere delle scelte, e come tale deve essere trattato il diritto di decidere se abortire o no.

E dato il fatto che questa, di cui sto scrivendo, è una decisione tra le più difficili che un essere umano debba prendere, piuttosto che giudicarla, perché non si discute su come evitare che possa essere un obbligo per alcune donne?
Gli spietati moralismi portati avanti in nome della religione, perdono senso e ragione di fronte all’esigenza attuale di informazione, sensibilizzazione e prevenzione delle gravidanze indesiderate oltre che delle malattie sessualmente trasmissibili.

L’ipocrisia dei discorsi “dal pulpito” si scontra con i problemi non solo fisici (che costringono ad abortire per proteggere la propria vita), ma anche con i problemi economici (di chi per avere una casa deve pagare l’ici e non riceve milioni di euro grazie all’8 per mille), sociali e familiari, in una società in cui chi dovrebbe accogliere insegna a giudicare, e chi declama “la vita” preclude la libertà!

La 194 va protetta perché è una legge completa e attuale, che pone, ad esempio, il problema etico dei medici ( i quali possono rifiutarsi di intervenire nei casi di aborto, obiettando) e che parla del caso di ragazze minorenni; perché è una legge che garantisce alle donne un trattamento sicuro e controllato, non a caso dopo la sua approvazione sono drasticamente diminuite le morti per aborto; perché prevede, anche se su questo punto dovrebbe essere non migliorata, ma meglio applicata, un appoggio anche morale da parte dei consultori.

La 194 va protetta perché è un diritto delle donne!

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