Monti, l’unico italiano?


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Onestà intellettuale significa anche riconoscere al nemico i suoi meriti: e oggi devo riconoscere che Monti ha fatto una cosa davvero encomiabile.

Intendiamoci. Monti è e rimane un traditore, uno che sta scientemente demolendo l’Italia con la scusa che “lo vuole l’Europa”. Per salvare qualcosa di ciò che Monti ha fatto in questi tredici mesi, dovrei cercare nelle pieghe dei provvedimenti realizzati e il risultato sarebbe qualche dettaglio del tutto secondario, ancorché positivo; niente che possa cambiare il mio giudizio sul suo operato. Il mio elogio infatti non si riferisce a cosa ha fatto ma al comportamento che sta tenendo in queste ore di pre-crisi. E’ una questione di stile e di carattere, dalla quale tutti i nostri politicanti, e non solo, avrebbero da imparare.

Lo avevo scritto l’anno scorso all’inizio di questa ennesima storia italiana: “Il peggior governo nella storia della Repubblica se ne sta per andare per lasciare il posto al peggior governo nella storia della Repubblica”. Considerato anche che il governo nasceva grazie ad un colpo di stato non era difficilissimo da prevedere. I fatti, purtroppo, mi hanno dato ragione, e tanti che oggi non condividono questa idea se ne renderanno conto prossimamente. Dolorosamente.

L’argomento di oggi però è che Monti annuncia le sue dimissioni dopo l’approvazione della legge di stabilità; questo a causa dell’annunciata sfiducia del PdL, conseguente all’annuncio di Berlusconi di volersi ricandidare come capo del governo. Siamo sempre fermi alla politica degli annunci, ma di questo ci sarà occasione per riparlarne.

Della ricandidatura di Berlusconi non ci sarebbe niente da dire, tanto sono palesi le sue motivazioni, se non fosse che in Italia c’è un mucchio di idioti incapaci di capire anche ciò che è ovvio. Quindi, telegraficamente:

  • Berlusconi non vincerà e, non essendo un idiota, lo sa perfettamente;
  • è probabile che la sua candidatura danneggerà ulteriormente il suo già disastrato partito, ma di questo a lui non frega niente;
  • il suo primo obiettivo è di conquistare un pacchetto di voti da poter spendere come “suoi” e avere quindi un peso nel prossimo Parlamento;
  • il suo secondo obiettivo è di buttare a mare un po’ dei parassiti di cui si è circondato;
  • in sottofondo ci sono poi le sue vicende giudiziarie per le quali probabilmente si aspettava un aiuto che non è arrivato.

Chiarito questo, va osservato che il governo cade senza essere stato sfiduciato dal Parlamento. Ancora una volta, come è già successo tredici mesi fa, i giochi si fanno fuori dai luoghi e dalle procedure stabiliti; ancora una volta la democrazia viene accantonata. RIP.

In tutto questo l’unico fatto positivo viene proprio da Monti, che, invece di inseguire Berlusconi sulla strada del tatticismo, dimostra di avere carattere e di non permettere a nessuno di prenderlo in giro. Non vi vado più bene? D’accordo, me ne vado. Arrangiatevi. In altre parole “io non ho bisogno di voi e non devo stare al governo per forza, quindi non sono ricattabile”.

Se in Italia ci fossero più politici con questo carattere staremmo molto meglio, anche prescindendo da quello che fanno.

Una presa di posizione talmente netta da cogliere tutti di sorpresa. Tanto che ha già raggiunto un primo risultato: il fido Alfano si è affrettato a dichiarare che il suo partito voterà la legge di stabilità, smentendo così tutte le dichiarazioni fatte poche ore prima sul ritiro della fiducia. Coerenza vo’ cercando…

Conseguenza dell’annuncio di Monti è l’aver evitato al governo quattro mesi di veti, ricatti e compromessi al ribasso; un risultato non da poco. Inoltre, almeno sulla carta, tutto va a vantaggio del PD e di Bersani che vedono avvicinarsi le elezioni, fanno tesoro dell’onda lunga delle primarie e limitano gli effetti negativi di una lunga campagna elettorale. Infine tramonta del tutto l’ipotesi di dimissioni anticipate del presidente della Repubblica, per cui è certo che il nuovo presidente sarà eletto dal nuovo Parlamento; cambiano quindi gli scenari e diventa sempre più difficile, se non impossibile, che Berlusconi possa salire al Quirinale.

Poi magari domani cambia tutto, mi rendo conto di vivere pur sempre in quel meraviglioso paese dove tutto è possibile, e mi rimangio quello che ho detto. Ma oggi faccio i miei complimenti a Mario Monti; dubito di avere altre occasioni per farlo.

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