Monti: Il Maestrino con la Penna Rossa

Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Monti: Il Maestrino con la Penna Rossa" è stato scritto da dellefragilicose

Sulla rete lo danno già per spacciato. Dimissioni a breve, anzi secondo Mario Giordano, ex direttore di qualche ridicolo tg berlusconista ed attualmente direttore del canale all news di mediaset (figurati), Monti sarebbe già stato da Napolitano giovedì scorso per presentare le sue dimissioni ricevendone in cambio un’esortazione a cercare di procedere.

Vero? Magari lo è, ma se lo dice Giordano che la credibilità se l’è giocata già da anni, per disciplina intellettuale va ignorato. Comunque, non mi stupirebbe. Di Monti ho già detto tutto quello che pensavo, compreso il fatto che si è trovato, lui uomo mediocre e sopravvalutato (soprattutto da se stesso) a dover gestire eventi eccezionali con piglio da dilettante. Un po’ come quelli che per anni fanno i vice allenatori, convinti di essere più bravi dell’allenatore titolare, poi quando arrivano finalmente alla panchina, si limitano a fare (male) le stesse cose che faceva l’allenatore precedente, ma con meno carisma, meno polso e, soprattutto, maggiore presunzione. E visto chi ha preceduto Monti, la maggiore presunzione non era scontata.

quella bella di lameduck

rielaborata da Gabriele, la mia faceva cacare

Ci troviamo oggi, con lo spread agli stessi livelli di sei mesi fa, molto, ma molto più poveri di sei mesi fa, senza una minima misura innovativa in direzione diminuzione di spesa, in balia di un presidente del consiglio e di un ministro del lavoro la cui incompetenza e faciloneria stanno superando per effetti quelli delle varie ministresse dal bel culo o dal faccino carino del precedente governo. Quelle, almeno, consapevoli che erano arrivate in quella posizione non certo per la loro scienza, facevano cose inefficaci e poco dannose. Questi, invece, sono pure convinti di saperci fare inanellando una successione di figure di merda eccezionale.

E così ci ritroviamo con questo maestrino dalla penna rossa che già scrive memoriali difensivi incolpando i “poteri forti” e i “giornali” esattamente come il pagliaccio che lo ha preceduto, la Elsa Fornero, quella della “paccata di miliardi” incapace di ottenere un numero coeerente di persone impattate dalla sua riforma o, peggio, desiderosa di nascondere l’entità della “distrazione” che rischia di portare 400.000 cristiani a doversi trovare una fonte di reddito a 60 anni e l’unica opposizione credibile affidata ai dilettanti complottisti di Beppe Grillo.

Monti è probabilmente alla ricerca di un’uscita gloriosa, qualcosa di eroico che gli consenta di “immolarsi sulla barricata” in modo da potersi giocare la carta del martirizzato alle prossime elezioni. Un’opportunità potrebbe essere il maxiemendamento sulla corruzione dove ci sono norme poco gradite ai vari boss delle cupole politiche italiane. Se i boss sono furbi non gli faranno questo favore e gli voteranno tutti gli emendamenti che vuole, consapevoli che la legge in Italia non conta un cazzo e che quando si tratta di pararsi il culo in parlamento le maggioranze si formano spontanee, specialmente se coperte dal voto segreto (vedi il caro De Gregorio). In questo caso, cosa succederà se il maestrino dalla penna rossa deciderà di lasciare anzi tempo senza chance di essere (per la prima volta nella sua vita) eletto e non nominato da qualcuno?

Succederà un disastro, senza se e senza ma. Di proporzioni per ordini di grandezza superiori a quelle che si sarebbero verificate con elezioni dopo la caduta di Berlusconi. Disastro perché ormai sono passati altri sei mesi, il carico fiscale sulla parte produttiva del paese è largamente insostenibile, la Spagna, che sei mesi fa faceva la maestrina pure lei, si è ciulata 100 miliardi che potevano arrivare qui, le riforme ficcate a forza nel culo delle persone (pensioni e articolo 18) strozzeranno centinaia di migliaia di persone, mentre, a parte qualche bar beccato a non fare gli scontrini, province, evasori, tassisti, ministeri spreconi, funzionari incompetenti e merde di stato continueranno a pesarci sul groppone artigliati ai loro privilegi medievali o alle rendite di posizione acquisite solo perché il loro culo era lì da anni e deve continuare a rimanere lì.

In questo scenario grottesco si aggira la figura spettrale e jettatoria di Napolitano che, ormai completamente in bambola, cerca di fare la brutta imitazione di Pertini con la differenza che il vecchio Sandro vinceva i mondiali e aveva come amichetto Dino Zoff, grandissimo signore che si dimise da commissario della nazionale per non avere a che fare con Berlusconi e giorgione patrocina europei di figure di merda insieme a buffon, quello che spende un milione e mezzo dal tabaccaio, ma non scommette.

Ognuno ha ciò che merita e noi, oggi, meritiamo il maestrino con la penna rossa, giorgione, giggino “a bullett’ e almeno dieci anni, se non di più di fame seria all’orizzonte. In compenso Fabio Fazio presenterà Sanremo, magari con Saviano e ogni cosa, ma proprio ogni cosa, è illuminata.

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Avrei voluto essere Rocco Siffredi. Mi consolo scrivendo cazzate.

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