Monti, i Taxi e l’Invidia per Gilioli 16


Ci ho pensato un bel po’ stamattina prima di decidermi ad accendere il computer, accedere al back end di MenteCritica, cliccare su “aggiungi un articolo” e mettermi, stancamente, a scrivere queste quattro righe.
Non tanto perché mi dovessi applicare ai concetti, rifinire lo stile, smussare le espressioni. Io usualmente scrivo male cose banali piene di volgarità gratuite.
La demotivazione deriva da una condizione perfettamente espressa da un antico detto cimbro: “a lavà a capa al ciuccio, ci si perde o tiempo e o sapone” che tradotto dall’idioma di origine germanica viene: “tentare di far ragionare gli asini è operazione destituita di alcuna utilità”.

 

Ciò nonostante, MenteCritica mi eroga un ricco stipendio con il quale mi pago un appartamento a Taormina, uno a New York e uno a Parigi, senza contare la giovane modella olandese che mantengo e quell’amica lituana di 19 anni alla quale ho deciso di pagare un master al MIT. La mia Lamborghini non va a nafta e le barche a vela sono carissime. Specialmente quando per comodità se ne tiene una a Portofino, una all’Argentario e l’altra a Vulcano in un esclusivo porticciolo privato con eliporto.
Se voglio continuare a mantenere questo tenore di vita, pagarmi la pensione integrativa e mettere da parte quei ventimila euro al mese per gli imprevisti, mi tocca scrivere per MenteCritica, questo sito di merda pidocchioso e avaro. Certo, se fossi Gilioli e scrivessi per l’Espresso oltre che per quel bloggone maestoso, potrei permettermi molto di più, ma io non ho lo straordinario talento di Gilioli, la sua eccezionale purezza intellettuale, la sua sensibilità sovrannaturale, il suo sobrio stile joyciano (ma guarda, joyciano esiste, pensavo diventasse rosso su quest’editor del cazzo di MenteCritica), il suo riconosciuto senso critico, il suo viso severo, fiero, ma nello stesso tempo bello e affascinante. Quindi devo scrivere per questo blog di merda.

Ok, veniamo a noi. Stamattina è uscita la manovrina aggiustata, concertata. Le licenze dei taxi non si liberalizzano, oh, che sorpresa, stipendi parlamentari e province rimandati a babbo morto. Oh, ma che sorpresone, quale maraviglia (maraviglia, all’Achile Campanile, come Gilioli dice nell’intimità, quando non si deve preoccupare di farsi comprendere da voi ciucci), chi ci avrebbe mai pensato?. Pensioni, IMU e tagli invece, tutto ok, confermati. Fiuuuu, tiriamo un sospiro di sollievo.

Che grande novità ha condotto il governo Monti, quale eccezionale cambio di stile. Ora finalmente l’Italia è rispettata a livello internazionale. Lo spread, se solo Monti aggrotta le sopracciglia, si contrae come un pisello nell’acqua gelida (non quelli surgelati, ovviamente, per osservare il fenomeno bisogna munirsi di pisello fresco, possibilmente irsuto. Quelli verdi e glabri non subiscono la testé descritta trasformazione – testé  a la Gilioli), nessuno più parla di bunga bunga e Sarkozy mastica amaro perché Carlà, guardando Monti in TV ha detto che è un bell’uomo, alto, distinto, affascinante. La Merkel, dal canto suo, ha definito Monti: heavly fueckeable (chiavabilissimo in tedesco).

E di queste eccezionali doti i giornali, quelli dei giornalisti professionisti, alla Gilioli per intenderci, ne forniscono puntuale e dettagliata agiografia. Prima Minzolini e Feltri con Berlusconi, oggi Ezio Mauro e De Bortoli con Monti. I tassisti, i parlamentari, gli evasori, i preti, la loro ICI e le province se la cavano. Gli altri se lo prendono tutto diritto, cocente, durissimo, rostrato, spennellato di Tabasco e sale grosso nel buco del culo, fino alla gola (ma questo Gilioli non lo direbbe così, citerebbe Tomasi di Lampedusa).

Alla fine si fa la fine dei vecchietti sulle panchine. Quelli che dicono sempre le stesse cose senza che nessuno più li ascolti. Persi a metà tra la delusione per le aspirazioni tradite e la nostalgia per un mondo che non esiste più. Quelli che lentamente hanno visto la rabbia trasformarsi in indifferenza e quasi auspicano il disastro per affogare nella catastrofe globale la vergogna per l’ineluttabile declino delle loro miserabili vite insignificanti (( Alessandro Gilioli. Opera citata ))


16 commenti su “Monti, i Taxi e l’Invidia per Gilioli

  • taxi in famiglia

    buongiorno,
    abbiamo letto il suo articolo di oggi. francamente, poteva fare di meglio, ne siamo certi anche senza conoscerla….
    chi le scrive non è un tassista ma un gruppo di persone che divide la propria vita, a vario titolo, ciascuno con il proprio tassista. Siamo mogli, fidanzate, mariti e figli di tassisti. E siamo provati da quanto ancora una volta ci sta succedendo. Ma siamo ancora più provati dalla consapevolezza che la nostra è prima di tutto una battaglia contro chi non ha voglia di vedere le ragioni di una categoria di lavoratori, e non parliamo di chi sta al governo o al potere. parliamo di gente comune e di opinione pubblica che spesso, invece di spiegare, fomenta.
    citiamo: “le licenze dei taxi non si liberalizzano, oh che sorpresa”… “i tassisti se la cavano.. gli altri se lo prendono tutti dritto, cocente, etc…” ahi, ahi, ahi..le parole sono pietre, e le pietre fanno male. nessuno starebbe in silenzio a farsi portare via il lavoro, un duro lavoro. quando parla con leggerezza della categoria “tassisti” (discorso valido, ovvio a livello universale), si ricordi che parla di persone in carne ed ossa, di singoli individui che hanno affetti, speranze, difficoltà e diritto alla serenità.
    qui non si parla di difendere un privilegio ma solo di voler difendere il proprio lavoro. perchè per noi, non avere un bagno dove fare pipì, stare al freddo d’inverno, al caldo d’estate, nel traffico di queste città sempre più violente, anche solo dal punto di vista verbale, ecco questo non è un privilegio. ma è un lavoro, che va tutelato.
    se poi ha tanta voglia di parlar di sprechi e giochi strani di potere, perchè non parlare dei miliardi che la manovra prevede di destinare a armamenti bellici, assai utili per un paese che non è in guerra?
    saluti,
    quelli con “un taxi in famiglia”

    • Comandante Nebbia

      pregate il buon Dio che non tocchi mai a me decidere.
      Certi sciroppini dolci riservateli a chi ha portato il cervello all’ammasso.

      Se pensate di coglionarmi con queste cazzate avete sbagliato soggetto.

      Taxi in famiglia, ma a chi cazzo vuoi far ridere coglione.

    • ilBuonPeppe

      Cosaaaaaaaaaaa?????
      Esiste una roba come “taxi in famiglia”?
      E cosa sarebbe? Un’associazione, un comitato, una setta religiosa o che?
      Devo rassegnarmi: non abbiamo speranze…

      PS: devo decidermi una buona volta a fondare “cugini di secondo grado dei proprietari di auto a metano”

      PS2: cazzo! Io non so che macchina abbiano i miei cugini, figuriamoci quelli di secondo grado…

  • Doxaliber

    Ma i farmacisti che corporazione del cavolo hanno? Sono gli unici che prenderanno un po’ di uccello di fiamma insieme a noi comuni mortali. Vabbè che c’è ancora tempo per ulteriori modifiche.
    Comunque mi sa che aveva ragione chi diceva che è meglio bruciare subito che spegnersi lentamente.

    • Comandante Nebbia

      Cià Sasà, sto a Sa.

      Come stai? Lo sai che S. ha avuto un’altra botta di 39 e mezzo appena arrivati?

      mah. ora sta bene. finché dura.

      ti abbracciamo tutti a te e a quelle merdacce di falco e dave. quelle merdacce. di falco e dave. quelle merdacce. polentoni. merdacce. Padania indipendente!

      • Doxaliber

        Come stai?

        Esaurito come al solito. Ho un po’ di cose da raccontarti quando avrò tempo. Cioè mai. :O

        Lo sai che S. ha avuto un’altra botta di 39 e mezzo appena arrivati?

        Normale. Colpa tua che la porti in terronia, il fisico non regge allo shock. :mrgreen:

        Salutami le merdacce. Spero a presto 😉

      • dm

        ah ecco, stavo quasi per rimanerci male. non sono un polentone ma in quanto romano forse sono anche peggio visto che sto qui a cibarmi delle briciole che cadono dai palazzi del potere e sui sagrati delle chiese.

        i tassisti, e in particolare i tassinari romani, sono il peggio del peggio.
        “taxi in famiglia”? tanto vale avere un fratello tossico, un cugino camorrista, un cognato pappone

  • effeminuscola

    hey gente, quanta rabbia.. cos’è, avete tutti dei problemi non risolti con la mamma?

    • Comandante Nebbia

      No, è sempre gentilissima quando l’andiamo a trovare. Perché, si è lamentata con il suo figliolo? Tu, piuttosto, non farla arrabbiare. Mangia e cerca di prendere quel diploma di terza media che nella vita può sempre servire. Specialmente, quando prima o poi finirà la pacchia.

  • vinz

    ai signori tassisti, io sono ingegnere lavoro in una zienda che costruisce satelliti, sono un tecnico specializzato e il mio lavoro e’ altamente professionale.
    la mia azienda paga di piu per l’andata e rtiorno dall’aereoporto in taxi che per la mia giornata di lavoro in trasferta ovvero io in una giornata di lavoro IN TRASFETA guadagno quanto il tassista che mi porta mi viene a prendere all’aereoporto!
    questa e l’italia!, io no o soldi per comperare una casa e i tassisti si comprano una villa con un mutuo di soli tre anni. (ho amici tassisti a roma e so quello che dico).

    • dm

      tutti i romani conoscono almeno un tassista e ce ne fosse uno che sia uno che se la passa male (nei fatti ovviamente perché a chiacchiere invece si lamentano tutti – come tutti i romani me incluso).

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