le Conseguenze della Crisi 7


«Le conseguenze umane» della crisi «dovrebbero far riflettere chi ha portato l’economia in questo stato e non chi da quello stato sta cercando di farla uscire».

Si vergogni Professore. So che dopo ha provato a correggere il tiro, nella migliore tradizione italiana, con la quale si sputa in faccia al cittadino e alla sua dignità, da pusillanimi arroganti gonfi del potere che vi ubriaca, quali siete; ma le parole restano, e pesano. Purtroppo solo sulle nostre coscienze non ancora del tutto sopite.

«Non parlavo di suicidi, ma di conseguenze umane».

Ci spieghi meglio, Professore, quali sarebbero le conseguenze umane della crisi? La difficoltà di sopravvivere? Di campare una famiglia? Di passare una giornata di riposo dopo una settimana di lavoro? L’impossibilità di innamorarsi, metter su casa, fare figli? La tragedia di non poter curare una malattia, rinunciare alle medicine, ai dentisti, agli oculisti. Le proibizioni che dobbiamo imporre ai nostri figli, compresa quella di poter studiare?
La conseguenza umana della crisi – abbia coraggio –  la chiami MORTE. Sterminio o strage. Non ci sono eufemismi che tengano, non ci sono dolcificanti o deodoranti che possano rendere meno orribile la realtà.
È vero, bisognerebbe trovare i responsabili e costringerli a pagare. Io so, lei sa e tutti sappiamo chi sono i responsabili del disastro. Sono i capitalisti, i padroni, le banche, i “poteri forti”, altro eufemismo che rende tutti colpevoli e nessuno colpevole.
Noi siamo gente semplice, Professore, tecnici ormai della sopravvivenza spicciola, luminari dell’arrangiarsi. Noi eravamo anche quelli che gridavano: “Noi la crisi non la paghiamo”, perché forse non avevamo capito che Noi, la crisi, l’avremmo pagata con la vita. Noi siamo quelli che “le conseguenze umane” della crisi ce l’hanno stampata in faccia ogni giorno che ci avviciniamo ad uno scaffale del supermercato, che decidiamo se comprare o no un paio di scarpe o che impariamo a tagliarci i capelli in casa. Che abbiamo imparato a rammendare, a vestirci con abiti usati, a leggere libri con le pagine ingiallite, ad ascoltare la musica di un concerto da lontano. E noi, siamo quelli più fortunati, perché ancora a morire per la fame non ci pensiamo.
Poi ci siete voi, ed anche voi con le vostre conseguenze: dovete studiare un modo giusto per risparmiare i nostri soldi. Dovete discutere sei mesi per capire se sia possibile ridurre i vostri emolumenti. Dovete studiare e studiare per comprendere se sia possibile smettere di finanziare il ladrocinio di stato. Dovete essere prudenti per non urtare le suscettibilità dei padroni con i quali fate affari – con i nostri soldi – dovete tagliare le spese sulle nostre vite, che le vostre son preziose. Dovete favorire i criminali che, appunto, queste conseguenze le hanno create. La disperazione e la morte, la strage che resterà impunita.
Forse non siete stati voi, è vero, ma ora almeno siete complici dello sterminio.
Ieri una bambina di 15 anni ha tenuto le gambe del padre che si era impiccato, ed è stata così fino a quando la madre e la nonna sono arrivate ad aiutarla a salvare la vita a suo padre. Così c’era scritto sul giornale, senza indugiare sullo strazio delle urla, sulla disperazione che io ho potuto immaginare, di quegli attimi concitati e terribili, che la morte te la fanno vivere sulla pelle, con un brivido che non cessa mai.
Qualche giorno fa, il figlio di un tizio imprenditore e malfattore criminale, erotomane e maniaco sessuale, colpito dalla crisi della sua azienda Mediaset, ha lasciato la presidenza per andare ad occupare una sedia in Mediobanca.
Professore, ci venga a spiegare quali sono le conseguenze umane della crisi, perché forse non abbiamo ancora compreso, nella nostra volgare semplicità.

Ascolti le urla di quella bambina, e poi la prego, ce lo venga a ridire che non parlava di strage, e che il suo è l’unico modo possibile per tornare a respirare.


Informazioni su Rita Pani

Rita Pani è nata a Carbonia (CI) il 4 Ottobre 1964. Ha collaborato nella redazione giornalistica di una piccola televisione sarda. Ha partecipato a diversi laboratori di scrittura creativa e collettiva prediligendo il racconto breve, ed ottenendo la pubblicazione di alcuni di essi e di alcune poesie, su qualche rivista tematica e in un’ antologia. Ha lavorato presso l’ufficio stampa di una Onlus, impegnata nella promozione e nella divulgazione informativa sulle energie pulite e rinnovabili, e tutt’ora collabora con la Casa Editrice di musica classica “ClassicaViva”, come addetta stampa. Nel 2007 ha pubblicato il primo romanzo “Luce” con la Gammarò Editori di Sestri Levante, nel 2008 il secondo “Vite di vetro” e nel 2009 “Quell’amore alla finestra – Storia di Tello e Dora”, con la stessa Casa. Con la Epika Edizioni "Lo sguardo di Hermes". Da dieci anni scrive il Blog R-ESISTENZA, molto seguito, prediligendo le tematiche politiche, da cui ha tratto una Raccolta scaricabile da Web. Da novembre disponibile l'ultima pubblicazione "Quattro alberi di magnolia" di Epika edizioni.

7 commenti su “le Conseguenze della Crisi

  • Gianalessio Ridolfi Pacifici

    Vorrei esprimere una valutazione, per una volta, non politica né tecnica su Mario Monti. In più di un'occasione ha lasciato trasparire una certa meschinità d'animo sapientemente ricoperta da modi ed indubbia cultura.
    Non sto parlando di un singolo episodio. Segnali di grettezza, insensibilità, in alcuni casi vigliaccheria, mi sono arrivati con la stessa chiarezza di quelli inviati da Berlusconi. Sicuramente più evidenti le deficienze del "tizio imprenditore e malfattore criminale, erotomane e maniaco sessuale", ma forse per questo più oneste, se è lecito usare un aggettivo di questo tipo in questo contesto.
    Certo, all'idraulico uno non chiede di essere un riferimento morale ed etico. Gli si chiede solo di riparare la caldaia. Però, da chi fa scelte che non sono solo economiche, ma che coinvolgono anche criteri di "equità" (e non l'ho messa in mezzo io l'equità), uno si attende di percepire una morale se non eccezionale, almeno dignitosa.
    A me Mario Monti, ma non lo conosco come non conosco molti personaggi pubblici sui quali do giudizi, sembra un quaqquaraquà. Magari ha anche studiato, ma all'università, nel voto di laurea, certe cose non vengono conteggiate.

    • Roberto Oris Ponziani

      Assolutamente concorde. Come ho detto in un commento, tempo fa, è un "anti-berlusconi" ma essendo opposto, ne ricalca la tossicità, reale.

  • Comandante Nebbia

    Io ho un grande rispetto per le macchine mia cara. Sono un tecnico e ammiro la fredda efficienza di alcuni dispositivi, la superlativa costruzione, l’efficienza e la resilienza.

    Però, non sono queste le cose che ho percepito. Ho percepito meschinità d’animo, pavidità, una sorta di autocompiacimento, il sentirsi superiore rispetto al passato (e non ci voleva molto), strettezza di vedute, mancanza di fantasia, assenza totale di genio.

    Sempre premettendo che la qualità umana, in genere, non è oggetto di giudizio pubblico, ma solo di valutazione personale, per chi fa questi mestieri e si riempie la bocca di certi paroloni, la qualifica di androide è immeritata e largamente generosa.
    Siamo di fronte a un uomo con il quale non gradirei condividere un ambiente chiuso. Per disprezzo, perché io sono molto superbo.

  • Darkinvader

    Gli effetti collaterali esistono in ogni cosa, purtroppo a mio avviso la colpa della crisi va cercata in un tempo passato in cui tutti quanti noi ci siamo fatti gli affari nostri ed abbiamo permesso a chi abbiamo vota di fare delle leggi discutibili e che hanno aggravato la già difficile situazione Italiana.
    Dal 1948 ad oggi è stata una parabola discendente, e non abbiamo ancora toccato il fondo, forse è meglio tornare ad un regime di tipo totalitarista almeno in quel caso “un cattivo” si trova…

    Ps: comunque l’artico http://www.mentecritica.net/monti-la-cgia-e-le-balle-sui-suicidi/informazione/cronache-italiane/mazzetta/25788/ è molto illuminante in materia di effetti collaterali manipolati ad arte… chissa come mai…

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