Monti è alle Porte 13


Per fare della buona Politica non basta rispettare le regole della Democrazia, allora sarebbero buoni tutti, perfino Bondi, Gasparri e La Russa. La Politica si misura da come amministra le risorse comuni, da come le distribuisce tra i cittadini, tra l’immediato e il futuro.
Detta così sembra facile. Non si tratta alla fine, detratte le spese per il funzionamento della macchina dello stato, corruzione compresa, che di ripartire i soldi delle tasse tra presente e futuro, tra consumo e investimento. Una parte per l’immediato, sotto forma di diritti, di servizi e di benefit, per migliorare la qualità della vita dei cittadini (un po’ di più per la propria parte, abbastanza per alimentare il consenso necessario a conservare il potere); quel che resta, da investire in progetti di lungo periodo, per migliorare il paese, a vantaggio delle generazioni future.
Sono proprio quel po’ di più per la propria parte e quell’abbastanza per alimentare il consenso, le cose che fanno la differenza tra una Politica buona e una cattiva.

Per esempio, noi, negli ultimi vent’anni, abbiamo speso tutto per la macchina dello stato, corruzione compresa e per il consenso, senza che ci avanzasse il becco di un quattrino da investire per il domani.
Anzi, i soldi delle tasse, che non sono pochi, non ci bastano neppure per l’oggi. Noi oggi campiamo a debito, senza rinunciare a cappuccino e brioche, ma a debito.
Potrà sembrare banale, ma quel che ci affligge non è un deficit della Democrazia, ma un deficit nei conti dello Stato. Che viene dritto da un deficit di buona Politica. Che a sua volta viene da una visione distorta della Democrazia, che assimila gli elettori a clientes il cui consenso dev’essere perpetuamente ricomprato. E dalla pessima qualità degli elettori, naturalmente, che non si vergognano di comportarsi come clientes.
Il risultato è che i soldi delle tasse non bastano neppure per le spese correnti, corruzione e costo per il funzionamento della macchina dello stato compresi. Eppure stiamo parlando di qualcosa come 650 miliardi/anno, mica di bruscolini.

Che fare?
Scartando la bancarotta e la rivoluzione possiamo solo rimboccarci le maniche e lavorare per pagare i debiti.
Per poterci riuscire dobbiamo diminuire drasticamente le spese correnti, cominciando dai costi di funzionamento della macchina dello stato, corruzione compresa.
È nell’interesse di tutti farlo, escludendo soltanto i corrotti, i corruttori e la macchina politico-burocratica-amministrativa, pletorica e inefficiente. Che sta al potere come la conchiglia sta al paguro bernardo, che è necessaria ma va tenuta a stecchetto. Come quei cormorani che i cinesi usano per la pesca, che non se ne può fare senza e tuttavia bisogna mettergli l’anello al collo per impedirgli di trattenere il pesce per sé.
La prima tappa non può che essere il raggiungimento del pareggio di bilancio; la seconda, a ruota, la creazione di un surplus da destinare in parte alla riduzione del debito, in parte agli investimenti per migliorare il paese a favore delle generazioni che verranno. Che ci saranno tanto più grate quanto più saremo stati parchi e lungimiranti, e avremo privilegiato gli investimenti sui consumi.

Qualcuno obietterà che le politiche restrittive deprimono l’economia e che la nostra ha bisogno di tutto fuorché d’essere depressa. Vero. Ma non possiamo neppure continuare a impiegare i soldi delle tasse per pagare gli interessi (vertiginosamente crescenti) del debito pubblico. Senza contare che qui non si tratta tanto di deprimere quanto di spostare la spesa dai consumi agli investimenti; dalla macchina burocratica a quella produttiva; dall’apparenza alla sostanza; dalle escort a Cipputi.
Pare che il tempo degli escort in politica, maschi e femmine, stia finalmente per finire. In questo senso le casse vuote hanno prodotto qualcosa di buono. Ieri Napolitano ha nominato senatore a vita Mario Monti. Oggi i titoli del nostro debito pubblico hanno respirato.
Qualcuno dice che i mercati sono mossi da forze oscure e irrazionali. Può essere, non ho informazioni precise e contrarie in merito, ma stando a come hanno reagito, prima a Berlusconi presidente del consiglio con delega all’Economia (pollice verso), poi alla possibilità che sia sostituito da Monti (evviva), non ho remore ad ammettere che sono del tutto in sintonia con i mercati.
Non so se Mario Monti sarà il nuovo presidente del consiglio, né, qualora lo diventasse, cosa riuscirà a fare; so però che con lui al timone mi sentirei meglio rappresentato e più garantito, anche e soprattutto il giorno in cui mi venisse a chiedere una parte dei miei venticinque copechi.


13 commenti su “Monti è alle Porte

    • Gabriele

      Non capisco bene. Puoi spiegarmi meglio?

      P.S. Comandante, sei sempre su Luna? Non te ne sento parlare da un po’…

      • Comandante Nebbia

        Parlavo di Lameduck e Fma, Gabriele, in genere, su questi argomenti, su posizioni divergenti.
        Per quanto mi riguarda, lunariano convinto ormai.
        A dicembre passerò un mese su Terra, sempre che riesca a riabituarmi alla gravità.
        Ti farò sapere.

    • fma

      Stiamo dicendo entrambi che, nelle condizioni date, Monti è la persona più adatta a toglierci dai guai. Perlomeno ha i titoli per provarci.
      E’ come dire che se ti devi operare devi scegliere un buon chirurgo, non importa se non ha i tuoi stessi gusti in fatto di cravatte.
      Perchè una simile convergenza ti preoccupa?

  • Comandante Nebbia

    Una Lameduck sostenitrice del fallimento della democrazie e convinta debunker.

    Il baricentro dell’universo si è spostato di tre o quattro gradi. Ora ci sarà una moria di costellazioni.

    :mrgreen:

    • dm

      Non a caso il giorno del giudizio è arrivato (mi riferisco al “final countdown” che sta nella barra laterale.
      magia dell’11-11-11
      (che poi oggi è l’11-11-2011 e quindi con il ca@@o che è un palindromo ma tant’è—)

  • fma

    Checché ne dica il Comandante, magari sulle cravatte no, ma sulle cose importanti siamo d’accordo. Molto più spesso di quanto non sembri! 😉

  • federico

    Non credo che lasciar decidere al fmi e alla bce il nostro presidente del consiglio oltre che il programma di governo sia una soluzione, siamo un popolo di cialtroni, ladri e conigli e se non falliremo è solo perchè, per il momento non conviene a troppi in giro per il mondo, sicuramente il fallimento come nazione è già avvenuto.

    • fma

      Proprio perchè siamo un popolo di cialtroni ci conviene che a scegliere la nostra classe dirigente siano gli altri.
      Se la matematica non è un’opinione.

I commenti sono chiusi.