Mi Hanno Licenziato, Vendo Casa 47


Porca bestia, mi hanno licenziato. L’azienda chiude, dice che non ce la fa, che ha troppi costi, le tasse, la burocrazia… Certo, però a noi ci licenzia, mentre lui ha passato gli ultimi mesi a svuotarla l’azienda per portare tutto chissà dove. E adesso?

Avevo appena cambiato casa per avere finalmente quella stanza in più che mi serviva. Ci sarà la disoccupazione per un po’, ma pagata la rata del mutuo non è che avanzi molto. Come se fosse facile trovare un lavoro oggi. Ma qualcosa mi inventerò, e poi in tante cose sono autonomo, mi sono attrezzato per fare da solo: il pane, la pasta, i dolci, i detersivi, un po’ di sartoria e tante altre cose. Così so che prodotti uso e risparmio anche un po’. Comunque mi metto subito sotto per trovare qualcosa da fare, anche saltuariamente, va bene qualsiasi cosa. Poi, pian piano, mi assesterò di nuovo.

Per fortuna oggi con Internet è tutto più facile: cercare aziende, avere contatti e consigli, inviare documenti, perfino qualche lavoro si può fare davanti ad una tastiera. E poi qualche cosa mi inventerò, non sono uno che si lascia abbattere tanto facilmente.

Sono passati cinque mesi e non si vede un lavoro neanche a pagarlo. Sì, qualcosa ho fatto: grazie ad Internet ho fatto piccoli lavori di segreteria a distanza, inserimento dati, marketing e cose simili. Ci passo un sacco di tempo e la paga è scarsa, ma è meglio di niente. Intanto sto dando fondo a quei pochi risparmi che avevo, e riesco a non rimanere indietro con le bollette. Ma l’autonomia sta finendo.

Sono arrivato al punto critico. Ho esaurito le riserve, quel poco lavoro che rimedio non mi copre le esigenze e mi richiede comunque molto tempo. Ormai ho tagliato tutte le spese che potevo; certo, non Internet, altrimenti dovrei rinunciare anche a questi lavoretti. Ora il problema è decidere quali pagamenti saltare. A meno che…

Ideona! Do in gestione la produzione del pane fatto in casa. Conosco un tizio che è sempre stato curioso di tutte le cose che faccio da solo; è tirchio e un prestito non me lo fa, ma questa cosa lo può stuzzicare.

IO:… io ho una macchina per fare il pane veramente fantastica; dedicandoci un po’ di tempo si potrebbe fare molto più pane di quello che io faccio oggi e venderlo ai vicini; io grazie a te recupero liquidità immediata e tu, con quello che vendi, rientri velocemente del tuo investimento

LUI:mmmh… Sì, si può fare. Ti do 200 euro

IO:Ma è pochissimo. Non copre neanche il costo della macchina

LUI: Sarà, ma hai il pane gratis e il rischio è tutto mio; poi non vedo la fila di persone che vogliono mettersi a fare il pane a casa tua

IO:E va bene, ci sto” Cavolo, ho bisogno di quei soldi.

La cosa funziona. Il pane si sforna e si vende, mentre io lavoro al PC. Certo, a me non viene in tasca un centesimo, però ho il pane gratis e anche questo mese ho pagato tutte le bollette. Quasi quasi rilancio. Tanto io non ho tempo di dedicarmi a queste cose.

IO:Senti, potremmo allargare l’accordo ad altre produzioni, che io tanto sono già attrezzato: pasta, yogurt, pizza e poi i detersivi

LUI: Va bene, però il costo delle materie prime aumenta, e quello che consumi tu non può più essere gratis

IO:Ma io ci metto tutte le macchine, i locali, l’energia elettrica

LUI: Sì, ma io ci metto il lavoro e l’organizzazione. E il rischio. E poi i tuoi vicini mi guardano male

Insomma, ottengo un gruzzoletto che mi fa stare tranquillo per un po’, e l’attività parte in quarta. La sua, perché io sto sempre davanti al PC con i miei pallosissimi lavori di segreteria e marketing.

Scusa, si è rotta la macchina del pane

IO:Beh, falla riparare

LUI: Ho già controllato, non si ripara. Ce ne vuole una nuova

IO:Ok, procedi

LUI: Certo. I soldi?

IO:Soldi? L’attività è tua, i guadagni pure: compra la macchina nuova

LUI: No, l’attrezzatura è tua. Tocca a te

IO:Ma io non ho i soldi per ricomprarla. A malapena copro i costi dell’elettricità

LUI: Te li presto io. Me la ripagherai un po’ alla volta

Una sensazione strana mi attraversa; non riesco a coglierla: sono frastornato, ma non ho alternative.

Mentre lui va alla grande e fa il capitalista a casa mia, io sono sempre più strangolato dai conti che non tornano. Dopo la macchina del pane, di cui comunque non riesco a pagare le rate, si è rotta la yogurtiera, e il risultato è stato lo stesso: lui mi ha prestato i soldi per ricomprare la macchina con cui guadagna. Nel frattempo, per evitare che mi staccassero Internet, gli ho anche affidato la gestione della linea, che lui rivende ai vicini tramite wi-fi, permettendomi di utilizzarla a banda ridotta. Così per fare le stesse cose di prima impiego ancora più tempo davanti al PC. Il tutto mentre i miei debiti verso di lui aumentano in modo esponenziale. Per la prima volta ho paura.

Si è anche stabilito qui. La stanza in più che avevo tanto desiderato se l’è presa lui. E quando ho accennato, con una battuta, che quello era un subaffitto, mi ha fulminato con uno sguardo e non ho avuto il coraggio di andare oltre.

Sta succedendo qualcosa. Da qualche settimana ha cambiato atteggiamento, parla poco, è scontroso. Il router nuovo (anche quello a debito) non lo soddisfa perché non riesce ad accontentare i suoi clienti, nonostante a me sia rimasta una porzione di banda così piccola che lavorare è sempre più faticoso.

LUI: Senti, questa situazione non può continuare così

IO:Che vuoi dire?

I miei clienti chiedono sempre di più e da qui non riesco più a soddisfarli. Devo allargarmi ma non posso farlo in casa tua. Me ne vado

IO:Come, te ne vai? E tutti i prodotti?

Continuerò da un’altra parte. Farò le cose più in grande

IO:Quindi finisce così. Pari e patta, amici come prima

Amici certo, pari non direi. Mi devi 75.310 euro

Non ho capito bene cosa sia successo. Quando mi sono ripreso lui era andato via e mi aveva lasciato una nota in cui erano riportate tutte le cifre che avevano prodotto quel debito. Con gli interessi naturalmente. Ovviamente non posso pagarlo.

Non ci volevo credere, invece è arrivata la lettera del suo avvocato che, in mezzo a un mucchio di paroloni, mi dice: “o paghi o ti porto via tutto”. Ha documentato tutto il bastardo ed è in una botte di ferro. Sono in trappola.

La prima ad essere pignorata è stata la famosa macchina del pane, quella nuova superautomatica, poi è toccato a tutto il resto e si è arrivati ai mobili. Tutte cose che però, dal punto di vista formale, valgono ben poco e incidono sul debito in misura irrisoria. Mentre gli interessi continuavano a correre. Ormai vivo in una casa vuota, il letto e poco più. Ho paura che mi portino via il PC; finora sono riuscito a difenderlo dicendo che mi serve per lavorare.

Problema risolto. Non ho pagato la fattura e mi hanno chiuso la connessione ad Internet. Fine del lavoro. Mi rimane solo una montagna di debiti di cui non so come liberarmi.

Un colpo di fortuna. Ho trovato un posto per fare le pulizie in alcuni magazzini. Contratto a tempo, pagato una miseria, ma è qualcosa e finalmente sto un po’ fuori casa.

Stasera tornando a casa dal lavoro, ho trovato un cartello sulla porta di ingresso. Era passato l’ufficiale giudiziario per pignorare l’appartamento, a saldo del debito. Sono libero finalmente. Di prendere in affitto quella che era casa mia. Con un canone che è più alto della rata del mutuo che pagavo prima.

Che idiota, vero? Come si può pensare di dare la gestione della propria casa ad un estraneo? Sì, ti metti in tasca qualche soldo, ma perdi il controllo. E comunque i soldi finiscono, innescando un circolo vizioso che porta i debiti a crescere progressivamente. Il risultato è di vedersi portare via tutto e di finire ospiti a casa propria.

Quale idiota farebbe una cosa del genere?

Per esempio quelli che hanno permesso e favorito in ogni modo la vendita delle aziende italiane all’estero. Oppure quelli che, oggi più che mai, insistono sugli IDE, gli investimenti diretti esteri, quelli che “dobbiamo portare gli stranieri ad investire in Italia”: tipo questi, oppure questo o magari quest’altro.

Chi vuole vendere le aziende pubbliche italiane (ma vale anche per quelle private) agli stranieri per ottenere liquidità è un idiota che non capisce cosa sta facendo. Oppure lo capisce ed è un traditore. E come traditore va trattato.

N.d.A.: chi alle storielle come questa preferisce un approfondimento più tecnico, e soprattutto più competente, può leggersi questo articolo, oppure quest’altro.


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