Mi Chiamo Marco 28


Torino, il ragazzo si è accoltellato e poi si è gettato dal quarto piano
Tormentato a scuola: «Sei gay». Si uccide
La madre del 16enne: avevo protestato con la preside, ma non è cambiato niente
TORINO – «Sei come Jonathan. Ti piacciono i ragazzi, sei gay…». E giù battute e parolacce. Forse i suoi compagni non capivano fino in fondo quanto lo ferivano con quelle frasi, ma per Marco, 16 anni, seconda superiore in un grande istituto tecnico, quel tormentone durato un anno e mezzo è stato troppo. E martedì ha deciso di farla finita: prima una coltellata mirata al petto, poi il volo dalla finestra di casa, al quarto piano di un quartiere residenziale. All’ospedale, per qualche ora, i medici hanno tentato di rianimarlo,ma è stato inutile. Marco è morto e ora la Procura si accinge ad archiviare il caso: non ci sono dubbi, è stato un suicidio. A provarlo c’è anche una lettera che racconta ogni dettaglio nel linguaggio ironico e agrodolce degli adolescenti. E una conclusione: «Non ce la faccio più».

corriere della sera 5 aprile 2007

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Mi chiamo Marco,
ho sedici anni e frequento la seconda superiore di un istituto tecnico. Mi chiamo Marco ho sedici anni ed ho scritto una lettera in cui racconto ogni dettaglio, spero di averla scritta bene, che almeno mia mamma possa capirla. Mi chiamo Marco ho sedici anni e sono molto bravo a scuola, tutti i professori sono contenti del mio rendimento e sono il vanto di mia mamma, forse l’unico della sua vita. Lei è partita dalle Filippine venti anni fa, ha conosciuto mio padre in Italia ed hanno avuto me ed altri due figli, io sono il secondo. Adesso mio padre e mia madre sono separati, io vivo con mia madre ma papà abita qui vicino e possiamo vederci spesso. Mi chiamo Marco sono magro,educato,dolce e sensibile. Non alzo mai la voce e non litigo mai con nessuno, forse perché ho sempre sofferto o forse perché ho sempre sentito di dover dimostrare più degli altri.

Mia mamma è l’unica che riesce a consolarmi, mi dice di stare tranquillo, che non ci sono problemi, che devo fare amicizia e uscire con gli amici,fra mille sacrifici economici mi spinge ad andare due volte a settimana in piscina, ma io preferisco stare a casa, giocare al pc, vedere i miei dvd e piangere, piangere tutti i giorni, piangere per far sciogliere il macigno che ho dentro. Non guardo mai la tv, c’è troppa gente cattiva, mi odiano senza conoscermi, fin quando ci saranno loro io non sarò mai felice, mai. A volte mia mamma mi vede piangere, e io la rassicuro, non voglio darle altri problemi, lavora e tira su tre figli quasi da sola,le dico “mamma non è nulla, è passato, non preoccuparti per me”.

A volte è stanca e non può ascoltare i miei problemi altre volte mi ascolta mi rassicura e tenta di aiutarmi. Mi chiamo Marco e sono triste sono sempre triste, mi sento inadatto, fuori luogo e non capisco perché i miei compagni di scuola mi prendono in giro, cosa gli ho fatto? E cosa c’è di divertente nel rendermi triste? Ho provato a reagire ma loro sono tanti e lo fanno in gruppo io sono solo, sono sempre solo. Un giorno è andata a scuola per parlare con la vice preside, io non volevo, sapevo che avrebbero continuato a prendermi in giro, non avrei dovuto farlo, non avrei dovuto dirglielo, ma con chi parlarne se non con lei? Ieri mattina sono andato a scuola ma mi sono fermato sul cancello, ho pensato a cosa mi aspettava dentro e non ce la facevo proprio ad entrare, non avevo la forza di affrontare il mio inferno, il mio calvario.

Quando sono tornato ho detto a mamma che ero stanco e volevo riposare, ed era vero …ero stanco di lottare. Lei mi ha accarezzato la testa, mi ha fatto un sorriso e mi ha abbracciato, un abbraccio caldo, rassicurante e pieno d’amore. Oggi invece mia mamma è uscita presto e io l’ho abbracciata più forte del solito,le ho mentito, oggi sono più forte e più deciso, devo farlo. Comincio a scrivere devo spiegarle tutto, devo dirle perché le do una sofferenza così grande, proprio io che sono l’unico vanto della sua vita.

Devo sbrigarmi ma la mano trema, ho paura, ho tanta paura e sono indeciso, ho mille domande in testa, mi ripeto scrivi e non pensare, scrivi e non pensare presto sarà tutto finito, presto non soffrirai più. Non è venuta benissimo, saprei fare di meglio, ma in questo momento no, è il massimo che posso, devo sbrigarmi, devo farlo. Mi chiamo Marco e ho pensato tante volte a questo momento, ho pianificato tutto ma non è facile, devo farmi coraggio, non c’è altro modo, non c’è altro modo. Prendo il coltello, quello grosso quello che taglia bene, salgo sul bordo del balcone, ok ok ci sono ho fatto tutto, ho fatto tutto…mi devo rilassare.Dai non aver paura, ficcalo e buttati giù, ficcalo e buttati giù non farà male non ripensarci….fallo!

CIAO MAMMA.

articolo originale di mentecritica del 18 aprile, 2007


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28 commenti su “Mi Chiamo Marco

  • Massimo71

    Bravo. Che dire? La vita per un bambino, un adolescente sensibile, bravo, educato, studioso è diventata, (o forse è sempre stata) un inferno.

    Non si fa le strisce di coca, non si mette quei cazzo di pantaloni larghi e a vita bassa, non urla, non fa il bulletto ma è educato, rispetta gli altri, è sensibile, studia. Viene deriso pechè magari vuol dipingere un quadro o si emoziona per poco. Piange da solo. Non pensa al fottuto pallone la domenica ma a quanto è buono il profumo d'erba a primavera…

    Gode per un bravo a scuola e non per un goal. Magari è riservato, timido pechè i genitori hanno cercato di insegnargli a rispettare tutti con severità e…. viene sopraffatto dai bulletti cresciuti a vizi. Una nuova generazione cresciuta a bestialità mediaset dove chi non è bello è una merda. Chi non pippa è una merda. Chi non spinge è una merda.

    L'italia di mio padre non c'è più.

  • tusaichi

    forse è vero che stiamo tornando in dietro.

    a quando non vince la ragione, ma il numero.

  • marco panattoni

    quello che tu hai dentro, in forma diversa in ognuno dei miei allievi ( e dentro di me) è quello che ci spinge in palestra ad indossare i guantoni.

    prova, sul serio.

    i grandi pugili sono grandi uomini che hanno qualcosa di rotto dentro, e con la boxe lo riparano e crescono.

    questa è la mia esperienza di vita, la tua rabbia e tristezza erano le mie per altri motivi ovviamente, ma la boxe è servita moltissimo.

  • spes74

    Davvero coinvolgente…

    Solo immaginare cosa ha passato Marco (e come lui tutti i Marco del mondo) fa rabbrividire, passarlo sulla propria pelle quotidianamente alla lunga diventa troppo pesante da sostenere…

    E' tutto vero anche quello che dice Massimo71 e bisogna prendersi ognuno le proprie responsabilità: la società siamo tutti.

  • miriam

    Mi addolora, Marco, che tu non ti sia dato altro tempo…che tu abbia scelto di andar via senza voltarti indietro. Mi addolora…

  • Mimmo

    BRAVO Marco, hai scritto una poesia vera, reale, sentita e azzardo..vissuta emozionalmente in prima persona anche se con un finale diverso.

    Solo una sensibilità come la tua poteva creare questa lettera.

    Mi hai regalato un momento di grande emozione e di ricordi passati…..

    Ti abbraccio

  • marco il buono

    Si vede che mimmo è un mio amico.

    Comunque non ho raggiunto il mio scopo, io avrei voluto dibattere sul fatto che vieni bombardato che sei diverso e che non sarai mai felice, nessuno fa vedere a questi ragazzi difficili (?) esempi di omosessuali normali ma solo carrozzoni da gay pride.

    Sarà per la prox.

    comunque grazie a tutti

  • Davide@work

    Appena ho saputo ho provato a mettermi nei panni della madre. E ne sono uscito subito perché mi ha fatto paura.

    Che mondo di merda quello in cui nessuno riesce a dire a Marco di tener duro, di fottersene dei fighetti, di capire che sono loro i "diversi". Fanculo, minorenni o no io li processerei; mica per condannarli, ma per il gusto di metterli di fronte alle loro responsabilità del cazzo. Loro e tutta la mediaset-generation che sta andando a formare il sostrato culturale di questo vecchi, vecchissimo paese. Praticamente con un piede nella fossa.

    Au Revoir

  • papa' mao

    bravo!

    mi piacerebbe che qs lettera-poesia venisse letta in ogni classe in ogni scuola. Mi piacerebbe vedere anche le diverse reazioni.

    Ho un figlio molto bravo in tutto quello che fa, ma lo identificherei nel cd "gruppo"….. pantaloni bassi (troppo) …. aria strafottente, un pò bulletto.

    Eppure……… 7/8/9 a scuola, sport 3 sere la settimana….etc…

    Anche ai miei tempi ('80) ci si identificava in un gruppo con abbigliamento e quant'altro, e probabilmente apparivamo ai maturi, un po' strafottenti.

    Oggi però vedo che tutto viene esageratamente esasperato, amplificato, greve e grave………

    stiamo perdendo di vista la semplicità della vita, nel nome del business dei sodi, della tv …

    riprendiamoci le ns vite e quelle dei ns figli.

  • riki

    a tutti i Marco :parlatene con i genitori ;ditegli che per voi la vita è un peso difficile da portare da soli. sappiate che tutto si puo superare e c'è sempre qualcuno disposto ad aiutarvi

  • marco panattoni

    un consiglio a chiunque viva questi disagi.

    trasformate la disperazione in rabbia in palestra.

    diventerete UOMINI e formerete il carattere.

    quando si vivono questi problemi, o problemi gravi in genere, ci si può arrendere o combattere.

    non siate vigliacchi. Non arrendetevi. Combattete.

    ricordatevi che arrendersi è troppo facile, è più difficile trasformare la disperazione in rabbia e scaricarla impegnandosi in uno sport.

  • Davide@work

    A me lo sport m'ha salvato. Non ne faccio più, ma a suo tempo fu fondamentale

  • anna

    bravo Marco e non è solo affetto a farlo dire.

    Triste , assurda la storia di Marco , come tristi sono le mille storie che talvolta si ascoltano , di cui si sa l'esistenza ma di cui non sentiamo necessità di rintracciare le fonti .

    Il dramma di Marco triste e solitario ragazzo che nessuno lo ascoltava : non i compagni di scuola , non i professori e anche se duro a dirsi forse neppure la madre.

    Diamo sempre tutto scontato e dimentichiamo di ascoltare le urla silenziose dell'anima…

  • bastardobuono

    All’inizio avevo qualche dubbio: non sapevo se questa era proprio la sua storia poi però quando ho finito la lettera di marco ho capito che era proprio lui: il ragazzo che si è suicidato perchè i compagni lo insultavano perchè era omosessuale. É bruttissima questa cosa perchè penso che si è suicidato perchè i compagni lo insultavano (che poi se non ricordo male hanno detto “ma noi scherzavamo” quando gli hanno chiesto perchè lo insultavano) quindi non si è suicidato per problemi suoi (anche se ne aveva molti) ma perchè non riusciva più a sopportare gli insulti degli altri. Mi sarebbe piaciuto conoscere marco anche perchè abbiamo alcune cose in comune: abbiamo entrambi 16 anni, anche a me mi insultavano a scuola e passo molto tempo a giocare la pc…

    Un’altra cosa è molto brutta: quando i compagni ti insultano in gruppo (2-3 e se sono di più è anche peggio) percè sei solo a difenderti e non ci riesci e gli altri si fanno i cavoli loro e non ti aiutano ma intendo neanche a dire “statevi fermi lasciatelo stare ecc” anzi addirittura qualcuno ti vede e ride: che teste di ca++o che sono… Io finora non ho incontratonessuno che non sia come le persone destritte nel mio commento ( quelle che ridono o che ti sfottono anziche cercare di difenderti) ed è per questo che passo ore davanti al pc perchè non ho amici con cui uscire: amici che ti aiutano in questi momenti…

    P.S scusatemi se ho parlato un po’ di me nel commento, naturalmente i miei problemi sono niente in confronto a quelli di marco anche perchè i reagisco diversamente alle offese dei compagni… Ciao a tutti..e se siete inuna situazione simile a quella di Marco o cmq anche se non volete suicidarvi ma state cmq male parlatene prima con qualcuno, magari anche con me: il mio indirizzo di posta nonl’ho messo per casoops ma nonviene mostrato. É [indirizzo cancellao dal moderatore] è lo stesso anche l’indirizzo di msn. Ciao a tutti i lettori e speriamo che storie del genere non succedano +

    • simona_rm

      bb, non stare in casa, esci! Non hai un cugino, un vicino, un coetaneo della tua età per iniziare una frequantazione? Un compagno di scuola che “ti somiglia”, che non ti prende in giro e che sembra un pochino più tranquillo degli altri? Non è possibile che tu sia in una classe di soli mostri. Pensaci, guarda intorno.
      Relazionarsi con gli altri tramite web solamente porta a solitudini ingestibili. A mondi virtuali che sembrano arricchire ed invece ti inchiodano su una sedia e ti condannano alla solitudine.
      Attento a dare la tua mail a chi capita. Cerca di capire chi hai di fronte quando chatti; quando non si posso guardare negli occhi le persone è difficilissimo comprendere chi siano. Ci vogliono infiniti scambi prima di concedergli la tua fiducia.
      Esci, vai al cinema. Il cinema è bellissimo. Si trova sempre un amico per il cinema.
      Ciao bb
      Simona

      • bastardobuono

        infatti hai ragione ma quelle persne che non insultano hanno da fare.. cmq fa niente prima o poi troverò qualche amico XD tnx per la rispsota cmq

  • Doxaliber

    Bastardobuono, grazie per la tua testimonianza. Per quanto riguarda l’indirizzo e-mail sono certo che chi vorrà contattarti potrà farlo direttamente dal tuo sito internet, qui non posso renderlo evidente per motivi di policy. Ciao. 😉

    • bastardobuono

      grazie los tesso cmq, ho visto che mi arriva un email quando mi ripondono ai commenti quindi nons erve l’email… credevo che dovevo visitare il ” forum” per sapere se riponevano…

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