Mi Casa es su Casa 5: La Bolla Domus Vacuus 14


Io non capisco nulla di economia. Decidere di intitolare un post che tratta di economia traendo spunto dalle bolle papali dovrebbe essere sufficiente a dimostrarlo. In realtà questo post (tenendo un approccio formale) dovrebbe intitolarsi “lo spettro della bolla immobiliare“. Così facendo siamo anche entrati in argomento.

Ieri un mio amico è venuto da me dicendomi “ho pensato ad un argomento di economia di cui potresti scrivere sul blog, è interessante e non se ne parla per niente quasi”, “grazie del pensiero, poggia li sul tavolo che poi ci pensa la segretaria” avrei voluto rispondere io, ma dal momento che io la segretaria non ce l’ho, me lo sono letto a denti stretti. Vi dirò, è effettivamente interessante. Ed inoltre se ne parla ben poco se non in ambiti del settore.

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Ma veniamo al punto. Negli ultimi anni, in tutto il mondo, si è investito in immobili e di conseguenza si è costruito come non mai per sfruttare il momento buono. Il momento buono però, non è altro che una situazione dettata dal rallentamento dell’economia che porta il piccolo investitore ad investire (cosa sennò) nel mattone. Non proprio nel laterizio in senso stretto, ma nell’insieme di tanti mattoni che compongono una casa.

Chiunque viva in un conglomerato urbano di qualsivoglia dimensione si sarà senz’altro accorto che questa situazione ha portato ad un impennata dei prezzi degli immobili (ma anche dei laterizi). L’impennata dei prezzi, in questa particolare situazione di “corsa alla casa“, in un indebitamento del piccolo investitore, che per comprare il suo ammasso di mattoni è costretto a richiedere un mutuo alle banche. L’economia ha però il vezzo di essere sostanzialmente ciclica (e questo lo capisce anche un ignorante come me), e quindi questa situazione non potrà durare in eterno. Infatti ora, chi ne capisce, dice che la situazione è in stallo. Ne sale ne scende. Sempre quelli che ne capiscono dicono che probabilmente, la medesima situazione, precipiterà ben presto, e con lei il valore dell’immobile.

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Insomma, l’articolo che ho letto dipinge l’ipotesi di una bolla immobiliare. La bolla immobiliare è quello che ho scritto su.

Però non ci si può fermare così dico io, sennò è poco più di nozionismo. Allora mi chiedo, nessuno se n’è accorto? Grillo si, sul suo blog ne accennava già in settembre, quando la situazione che si prospetta in Italia si verificò in America. Ora invece è toccata all’Inghilterra. Sembrerebbe che il prossimo turno sia il nostro.

Oltre a Beppe Grillo è ovvio che le accorte banche siano perfettamente a conoscenza della situazione e siano già corse ai ripari cartolarizzando la maggior parte dei mutui a pericolo di insolvenza. Le vendite dei mutui immobiliari sono ad esempio state effettuate da: Bcc, Capitalia, Intesa San Paolo e Unicredit. Sono state queste le maggiori cartolarizzazioni mai effettuate dalle banche in questione. Il fatto sarebbe di per se banale, se non fosse che le banche, ora con le spalle coperte, le lasciano scoperte a chi banca non è.

Per restare in ambito strettamente bancario, il tasso Euribor è recentemente passato dal 2% a oltre il 4%. Ora sappiamo tutti l’effetto che si avrà sui mutui a tasso variabile, che vedranno in pratica le rate raddoppiate. Una casa al prezzo di due mutui, prendi uno e paghi due. Ci sarà, come c’è già, chi quei mutui non potrà più permetterseli e perderà la casa oltre ad una gran quantità di soldi.

Questo ovviamente alle banche poco importa. Le banche hanno ben da spremere gli sgoccioli di questa situazione. Forse una consolazione è che gli speculatori riceveranno un duro colpo. La piccola vendetta del piccolo consumatore (è tutto piccolo).

Da tutto altro lato, ma strettamente legato, ci sono gli agenti immobiliari. Sono questi delle figure mitiche che si narra facciano il lavoro perfetto dove mai rischi. Infatti loro prenderanno provvigioni in caso di vendita di un immobile, se la cosa va male invece loro prenderanno sempre qualcosa. Il sogno di chiunque. Questo però non è un bene. L’avere un guadagno sicuro, porta l’agente immobiliare a tenere sempre alto il prezzo dell’immobile (che gli frutterà una più alta provvigione), anche a costo di tenerlo invenduto. In questa maniera si droga però il mercato, che risponderà con un aumento dei prezzi alla carenza di offerta.

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Ultima riflessione è questa. Sappiamo quanto siano influenti i capitali bancari all’interno degli importanti giornali italiani. Se le avvisaglie di questa ipotetica bolla non giungono ancora alla “grande informazione”, viene anche il dubbio, e come si dice: a pensare male si fa peccato, ma a pensare male delle banche si fa sempre bene.

In conclusione la situazione è questa:

-siamo di fronte alla più alto costo degli immobili mai registrato;

-si pensa ad una bolla immobiliare di grosse proporzioni;

-c’è gente che rischia di piangere miseria;

-le banche continuano a fare il porco comodo loro dando vita ad una possibile nuova Parmalat;

-io perdo tempo a scrivere su un blog.