Mestieri a Prova di Crisi. La Storia di Kurt
20 ottobre, 2009 di kurt
Archiviato in Accademia DFC, Leggere, Meccanica delle Cose, Oltre le Righe, latest
Salve. Chiamatemi Kurt, il mio vero nome è molto più banale. Conosco molto bene l’amministratore di questo sito e aderisco volentieri alla sua richiesta di parlarvi del mio lavoro. Credo lui pensi possa interessarvi.
Più precisamente dovrei dire ex lavoro. Infatti, mi sono ritirato dopo l’ultimo incarico e ora svolgo un’attività del tutto convenzionale abbastanza anonima.
Io sono, anzi sono stato, un operatore privato di sicurezza, altrimenti definito private contractor o, senza troppi fronzoli come si diceva quando ho iniziato, un mercenario.
È meglio mettere in chiaro subito una cosa: sì, per lavoro ho ucciso e contribuito a far uccidere delle persone. Quante di preciso non so. Solo i malati di mente portano certi conti. Non mi è piaciuto, non mi piace nemmeno ora, ma ho trovato un equilibrio con questa faccenda. Sono bravo nel mio lavoro, uno dei migliori. Per me le armi sono veramente l’ultima risorsa, mi piace ragionare e mediare. Ho uno dei tassi tango(1) più bassi del circuito. Se le mie missioni fossero state affidate a uno spetsnaz(2) o a qualche fanatico di Parris Island(3), probabilmente ci sarebbero un centinaio di persone in meno in giro per il mondo. Preferisco pensare che la mia professionalità abbia salvato la vita di questa gente.

Le domande che mi fanno quando qualcuno viene a sapere della mia esperienza sono, più o meno, sempre le stesse: come hai cominciato e perché, che tipo di lavoro si fa e per chi, quanto si guadagna (in genere questa è la prima), hai mai ucciso qualcuno (a questa ho già risposto), come si diventa private contractor, come si diventa operatore privato di sicurezza, come si diventa mercenario (la domanda, in questo caso, dipende da età, livello culturale e numero di libri di avventura letti).
Cercherò di rispondere a queste domande sperando che questo vi aiuti a comprendere meglio un fenomeno che ha una consistenza molto superiore a quella che un non addetto può anche lontanamente immaginare.
Come hai cominciato e perché
Appena raggiunta la maggiore età, mi sono arruolato nelle IDF(4). Sono un ebreo italiano. Gli israeliani hanno un programma di arruolamento apposito per gli ebrei di nazionalità straniera(5) e io volevo dare il mio contributo alla difesa della Terra Promessa. Non so oggi, ma la cosa non era esattamente legale per un cittadino italiano alla fine degli anni settanta così eviterei di dilungarmi su particolari superflui.
Ho ricevuto un ottimo addestramento e ho prestato servizio per due anni in zona di combattimento venendo ferito quattro volte, ricevendo due promozioni sul campo ed una decorazione al merito.
Al termine dei due anni di ferma ho deciso di congedarmi e tornare in Italia. La difesa della Terra Promessa si era spesso rivelata troppo aggressiva, cosa in contrasto con i principi che mi avevano portato lì.
Con me si sono congedati un paio di commilitoni, fra i quali un russo, con il quale rimasi in contatto. Il russo, non potendo rientrare in Unione Sovietica da dove era scappato, rimase in Israele acquisendo la cittadinanza.
In Italia ho ripreso a studiare, mantenendomi con lavoretti e facendo perfino il vigile del fuoco. Il mio commilitone russo mi contattò e mi coinvolse nella prima missione da mercenario, pardon da private contractor. Si trattava di scortare alcuni uomini di affari svedesi in territorio ostile. L’offerta era buona, una decina di stipendi da vigile del fuoco, spese escluse, per tre settimane di un lavoro semplice, quasi un viaggio turistico.
Da allora ho fatto diverse missioni in circa venti anni di carriera specializzandomi sempre più in vari campi come la sicurezza nelle telecomunicazioni e la protezione dei dati e diventando un professionista molto apprezzato. Nel frattempo ho completato i miei studi e mi sono costruito una vita normale che ho condotto parallelamente a quella di contractor mantenendo il numero di missioni ad un massimo di tre, quattro all’anno, quelle dove la mia capacità di coniugare esperienza militare e competenza tecnica mi consentivano di controllare il quadro operativo e ridurre il mio tasso tango a livelli da record.
Che tipo di lavoro si fa e per chi
A fronte di una visione popolare del mercenario rozzo al servizio del dittatore di turno che spara all’impazzata facendosi strada tra poveri soldati regolari incapaci di contrastare la sua potenza di fuoco, il private contractor attuale può ricoprire una serie di ruoli in funzione della sua esperienza, del suo addestramento e della competenza tecnica su armamenti, telecomunicazioni, banche dati e controllo del territorio. E’ possibile anche applicarsi a compiti di intelligence anche se, in questo caso, è necessario appartenere ad etnie specifiche con conoscenza profonda delle lingue e dei costumi dei soggetti coinvolti.
I tempi sono cambiati da quando si cercava lavoro sugli annunci di Soldier of Fortune. Oggi, la quasi totalità del mercato è nelle mani di grandi compagnie militari private (private military company o pmc) come la Xe Services LLC(6), la Aegis Private Security, la C3 Defense o la Beni Tal israeliana.
Il 90% del business serio è nelle loro mani, anche se ci sono diversi operatori minori ai quali arriva, in sub sub molto sub appalto, il lavoro più oneroso e meno retribuito.
Si lavora per i governi o per i privati, in genere grandi compagnie o persone di grande disponibilità economica.
I governi richiedono servizi di bassa specializzazione, quali presidio di zone occupate e bonificate, scorte a convogli merci e protezione di installazioni a basso impatto strategico dove risulterebbe più oneroso impiegare personale militare regolare visto anche il notevole assottigliamento degli eserciti regolari sempre più a corto di effettivi.
E’ possibile, anche se raro, il ricorso a private contractors anche nel caso di operazioni a fuoco quali il recupero di ostaggi o operazioni di bonifica del territorio. In questo caso, il ricorso a mercenari in luogo di truppe regolari può avere il fine politico di non dover giustificare eventuali perdite all’opinione pubblica interna che, magari, non condivide scopi e metodi delle azioni militari in cui è impiegato il proprio paese.
Il lavoro di livello qualitativo più alto e sicuramente più remunerativo è quello che si fa per le grandi società internazionali. Per comprendere meglio la funzione delle compagnie militari private al servizio di multinazionali occorre riflettere sul fatto che, a volte, le decisioni prese dal governo di qualche remoto paese africano o sudamericano, non sono esattamente rispettose della proprietà, del diritto internazionale e degli interessi degli azionisti. E’ possibile, infatti, che un governo imponga nuove regolamentazioni fiscali vessatorie, magari con effetto retroattivo, e decida di sequestrare gli impianti, trattenere i passaporti dei funzionari stranieri fino a quando la società non decide di mettersi in regola con le nuove disposizioni. Il ricorso alle rappresentanze consolari o alle ambasciate è spesso lento e macchinoso. Non esistendo una polizia internazionale in grado di proteggere la proprietà e gli interessi da imposizioni arbitrarie, si ricorrere ai servizi di una compagnia militare privata per recuperare i propri addetti e portarli al sicuro o per proteggere impianti dal valore di milioni di dollari.
Altre volte si lavora per grandi gruppi assicurativi per il recupero di proprietà cadute nelle mani di pirati o di predoni. In questi casi il recupero del bene consente alla compagnia assicurativa di non erogare il rimborso previsto dalla polizza.

Quanto si guadagna
Bella domanda che, ovviamente, non può avere una risposta univoca. Diciamo che per compiti di scarsa specializzazione quali scorte e sorveglianza, in genere si ottengono ingaggi bi-trimestrali di circa 15-20.000 dollari dai quali dedurre le tasse ( sempre che si decida di pagarle ), i costi per l’equipaggiamento personale, il sostentamento e quello per una robusta assicurazione sulla vita che, per gli incarichi di basso profilo, non è quasi mai compresa nella retribuzione.
Se invece si opera ad un livello di specializzazione maggiore, le modalità di retribuzione, come pure le cifre, cambiano notevolmente. In questo caso si riceve un ingaggio relativo alla singola missione e proporzionale ai compiti previsti per la propria specializzazione. Nell’ingaggio è compreso l’equipaggiamento e l’assicurazione e, spesso, è previsto un bonus collegato al completamento degli obiettivi.
Queste modalità sono solo per gente esperta e che può portare alla missione un contributo che va aldilà di sparacchiare qualche raffica di HK in giro, cosa che, in fin dei conti, può fare chiunque.
Sto parlando di specialisti di logistica, esperti di detonazioni e deflagrazioni (che non sono la stessa cosa), piloti di elicottero, di caccia o di mezzi corazzati, conoscitori di tecniche di intrusione o difesa informatica ecc.
Più alto è il ranking con il quale uno specialista è conosciuto in giro, maggiore è la sua retribuzione. Si può arrivare tranquillamente a cifre con sei zeri se la missione è lunga, rischiosa e muove interessi sostanziosi.
Come si diventa private contractor, come si diventa operatore privato di sicurezza, come si diventa mercenario.
Lasciati dire che se stai cercando questa risposta su internet, probabilmente questo non è il lavoro per te. Quello che voglio dire è che si arriva a fare il private contractor al seguito di una serie di esperienze non banali che ti mettono in condizione di incontrare le persone giuste nelle condizioni giuste per iniziare. E’ necessario un addestramento militare serio ed almeno un anno o due di servizio, meglio se effettuato in corpi operativi impegnati in teatri di combattimento. In queste condizioni è facile conoscere persone in grado di procurare un contratto alla conclusione dell’arruolamento regolare. Ovviamente, questo da solo la possibilità di essere coinvolti in operazioni non specialistiche dove il massimo che è richiesto è quello di non sembrare degli spaventapasseri con un fucile in mano. Per entrare nel giro grosso, quello delle missioni per intenderci, è necessario addestrarsi e, tenetevi forte, studiare. Quindi, se pensate di fare i mercenari perché a scuola siete delle mezze seghe, cambiate idea. Un buon professionista è esperto almeno in due branche fondamentali. In missione si va in 10, 15, non di più e, se necessario, si deve essere in grado di sostituire validamente l’esperto di telecomunicazioni così come il meccanico o l’armiere.
L’entusiasmo è controproducente. Un mestiere come quello di mercenario non può piacere, a meno che qualcuno non abbia le rotelle fuori posto. Va fatto con professionalità e distacco. Quando ho selezionato le mie squadre ho sempre scartato a priori quelli che mi dicevano che si divertivano a fare queste cose. Non può essere divertente rischiare la pelle o doversi trovare a sparare addosso a qualcuno. Va fatto. Si fa. Il mondo funziona così, ma non è e non sarà mai una cosa bella.
Le ultime missioni le ho svolte da controllore, nel senso che ho gestito la squadra sul campo da una postazione remota (a volte molto, ma molto remota a causa dell’indisponibilità di infrastrutture tecnologiche evolute nelle prossimità del luogo della missione) dove si controlla la logistica, il territorio ed il quadro operativo attraverso supporto satellitare ed informatico.
Le missioni in territorio ostile sono spesso supportate in questo modo. Al controllore, che ha una visione più ampia e distaccata, è affidato il compito di coordinare le azioni delle squadre e, se necessario, prendere decisioni che possono coinvolgere il destino di uomini e materiali.
La mia ultima missione da controllore, quella con la quale ho concluso la mia carriera, è stata un vero fallimento. E’ stato triste congedarsi così, ma questo è un lavoro dove gli errori si pagano molto duramente e tutti, prima o poi, una fesseria la facciamo.
Comunque, questa è un’altra storia. Se vi interessa ve la racconterò un’altra volta.
Private military company
- il numero medio di perdite umane subite o inflitto per missione effettuata [↩]
- membro delle forze speciali russe [↩]
- centro di addestramento del corpo dei Marine degli Stati Uniti d’America [↩]
- le forze armate israeliane [↩]
- I mahal. Maggiori chiarimenti a questo link [↩]
- meglio conosciuta come Blackwater Worldwide [↩]
Articoli collegati:
- Nuove Offerte di Lavoro: Blackwater per informazioni sull’attività di contractor LEGGI QUI Ammettiamolo, i giovani...
- Qual è la Differenza tra Flessibilità e Precariato? Lo Stipendio! Qualche giorno fa un amico mi raccontava del cugino.. questo...
- Bentornato Daniele Nota di MenteCritica: Questo sito incomincia a funzionare secondo il...
Leggi anche
|
|
|
|
|
|








Un intervento davvero interessante, complimenti al comandante per la scelta del tema e all’autore per la chiarezza.
Solo una domanda, se posso: l’indice tango bassissimo a quanto equivale?
In venti anni ho effettuato 73 missioni con 6 perdite subite e una trentina di perdite inflitte accertate.
grazie per avermi risposto,
devono sicuramente essere un bel fardello da portare…
Ho molto timore ad aggiungere altri commenti, personalmente sono un pacifista che non ha mai toccato un’arma, nè intende farlo -per alcuna ragione- in futuro;
tuttavia capisco che esistano situazioni ascrivibili (uso delle etichette che banalizzano, e me ne scuso, ma è per comprenderci) ai concetti di “legittima difesa” e “adempimento del dovere” (soprattutto il primo, il secondo degenera facilmente in deresponsabilizzazione a buon mercato).
In teoria gli eserciti (e la nostra costituzione di questo parlerebbe se qualcuno si prendesse la briga di leggerla) dovrebbe servire a difendere le popolazioni civili da aggressori esterni; in questi termini non posso che rispettare chi si assume il “lavoro sporco” per consentirmi di vivere senza usare io le armi per difendermi dalle aggressioni altrui.
Detto, doverosamente, questo è vero anche quello che fa notare Alfonso e cioè che uccidere per denaro è cosa (per me) moralmente esecrabile; ma dove finisce il dovere e dove inizia l’uccidere per guadagnare solo voi potete saperlo.
Immagino che alla fine dei conti ciò che fa la differenza sia il tipo di missioni che si accetta di svolgere.
Grazie comunque di aver accettato di metterti in gioco così; ti auguro di saper sempre scegliere bene.
Attendo il sequel.
Sì, ci interessa
+1 per il sequel.
Grazie per le info che non avevo mai sentito prima. Purtroppo, istintivamente non posso che odiare con tutte le mie forze quello che rappresenti. La ragione tenta di ricordarmi che c’è del buono anche in quello, ma ho visto medici diventare cinici a meno di un metro dal dolore altrui, e posso solo immaginare cosa succeda da postazione remota. Quindi etichetta come “istintivo” quanto sto per scrivere, e scusami se mi sono permesso…
La storia del “meglio io che altri” non riesce a tappare il buco enorme che provo leggendoti. Sei un assassino, e se l’obiezione è che lo sei stato e non lo sei più vuol dire che lo sei ancora. Purtroppo il mondo non va come ti piace pensare, e nemmeno tu sei come ti piace pensarti. Il tuo equilibrio in merito è solo una bugia che ti dici per sopravvivere a un senso di colpa che, alla fine, ti ucciderà.
Come in Johnny Stecchino, spero ci sia sempre qualcuno nella tua vita, di quando in quando, a ripeterti che sei un assassino. Perché hai ucciso, per giunta l’hai fatto per mestiere, e non meriti di camminare tra la gente.
Ora che ho vomitato, attendo con ansia di sapere cos’è andato storto per te con questo lavoro, e ti auguro buona fortuna. Non per il futuro, ma per il passato. Portarselo dietro dev’essere terribile.
Chiedo scusa se mi intrometto…
La risposta potrebbe essere…(a me è capitato in altre situazioni simili di sentirmela dire)
Se non ti piace ciò che ho fatto o ciò che fanno chi come me ecc.
Penza che quelli che sono stati uccisi, potevano uccidere te o altri ecc.
E’ un circolo, non so quanto vizioso che si crea intorno a queste situazioni…
Ed in un modo o nell’altro…. Ogni giorno dobbiamo ringraziare qualcuno per essere ancora vivi…
Ma se si ringrazia solo Dio… C’è pericolo che magari ci scambino per fanatici religiosi….
E’ triste la vita sotto questo punto di vista!!
Spero che questa persona sia più inteligente e saggia di colui, coloro che mi diedero queste parole in passato!
Pura curiosità: come fai a prenderti così sul serio?
Un po’ greve eh?
Invero… È che l’autore ha toccato uno dei miei tasti…
Ciao,
non mi offendo per quello che scrivi perché ci sono abituato.
Però si vede che non hai pensato molto.
Tieni presente che la coscrizione obbligatoria non esiste più. Tutti i militari impegnati in zona di combattimento sono volontari e professionisti. Uno sceglie di fare il bersagliere o l’alpino come potrebbe fare il medico o l’operaio.
Non vedo che differenza ci sia tra loro e i contractors se non il fatto che gli inquadrati hanno uno stipendio fisso e i contractors sono dei liberi professionisti. Le pallottole dei bersaglieri non suonano l’inno nazionale e fanno male come le mie.
Se poi si vuole essere coerenti, lo si deve essere fino in fondo. Anche carabinieri e polizia dovrebbero andare in giro disarmati e cercare di convincere con le parole, al massimo qualche spintone, le persone a non fare i cattivi.
Alla lunga, sono certo che il sistema di dare il buon esempio non usando le armi potrebbe funzionare. Magari passeranno anni durante i quali un bel po’ di persone innocenti ci lasceranno la pelle, ma questo è il costo delle grandi innovazioni.
Il mondo è fatto in un certo modo. L’idealismo è comodo, ma un po’ ipocrita. Ho lavorato per tutelare gli interessi di società italiane ed internazionali sottoposte all’arbitrio di gente il cui unico fine era appropriarsi di cose non loro. Quando sono andato a fare questo lavoro mi hanno sparato addosso non per motivi ideali, ma per danaro.
Forse qualcuno avrebbe preferito essere licenziato a causa delle perdite subite dalla propria società piuttosto che consentire a me di neutralizzare il pericolo. Sono scelte, basta dirlo.
In quanto all’interpretazione psicologica, ti ringrazio, ma credo sia un po’ superficiale. Ognuno ha le sue somme da tirare, ma è un processo individuale abbastanza complesso che non può essere liquidato così.
Ciao, grazie per avermi risposto e sono contento che tu non ti senta offeso.
La mia posizione è senz’altro quella più comoda, avendo io rinunciato all’uso delle armi per principio prima che per prassi e burocrazia. Neanch’io sono offeso, vengo spesso assolutizzato per le cose che dico. Quindi se dico che detesto quello che rappresenti è come se avessi detto che chiunque porti un’arma è un assassino. Forse dovevo fare un quadro più ampio e dire che odio anche ciò che rappresenta l’esercito oggi ma non vedo però perché un poliziotto debba girare disarmato. Non credo che poliziotto e contractor facciano lo stesso tipo di mestiere. Ma forse sono io che faccio distinzioni inutili.
Concordo ovviamente sul metodo del buon esempio (e anche sugli innocenti), è una bella innovazione. E sono già in molti a praticarla.
Sul fatto che “Il mondo è fatto in un certo modo” si può discutere: altaleniamo molto tra la sensazione di aver scelto e il vivere ciò che ci è capitato (il più delle volte). Il mondo non è fatto così, siamo noi a farlo così. In Africa molte specie bevono dallo stesso lago, alcune mangiano animaletti sulla schiena o nelle orecchie o negli occhi di altri. Siamo noi quelli con la proprietà privata assoluta…
“L’idealismo è comodo, ma un po’ ipocrita”. Concordo molto su questa frase, anzi, direi che l’idealismo è ipocrisia allo stato puro. L’ipocrisia è parte integrante delle nostre personalità.
Non ti volevo poi esattamente giudicare psicologicamente ne’ nella tua totalità. Non sono nemmeno uno psicologo, ma se leggo “ho ucciso, ma sarebbe morta più gente se non ci fossi stato io”… so bene che le persone sanno ingannare se’ stesse, anzi, è una cosa che facciamo spesso. Anzi, è una cosa che facciamo SEMPRE. Perché dobbiamo per forza usare una nostra proiezione per autogiudicarci.
Io non posso fare NIENTE per cambiare questo stato di cose. Perché è vero che non lo voglio, sono convinto che non serva. Hai l’occasione unica di commentare un contractor che condivide su mentecritica. Che fai? Gli fai i complimenti, però poi la tua idea ce la metti. Hai visto mai…
decisamente interessante, realistico e disicantato quanto basta per prenderlo sul serio, e poi non stupisce che il Comandante abbia queste amicizie
attendiamo il seguito, non per morbosa curiosità e non mi passserebbe mai per la testa di fare il mercenario) ma perchè almeno è una fonte attendibile per saperne di più su questa realtà che personalmente non conosco e che penso sia oggettivamente difficile da conoscere…
quindi grazie Kurt e.. sì, ci interessa.
sono un ex militare ho passato 3 anni nell’esercito e i successivi a cercare un lavoro simile e non perchè di notte sogno di essere jhon Rambo ma perchè credo che sia un lavoro che qualcuno deve fare.
per stare seduti sui nostricomodi divani al caldo, per andare a spasso con la nostra nuova auto qualcuno deve stare li sul muro a guardarci le spalle.
sono dotato del senso della pieta cristiana ciò nonostante ho vissuto sulla mia pelle la sensazione di dover fare delle cose che vanno fatte anche se non ci piacciono.
comunque pur avendo calpestato teatri di guerra non mi è mai capitata l’opportunità di incontrare quelle persone di cui parlava quel signore.
Dipende da dove hai operato. Probabilmente Balcani. In quelle zone c’è poco lavoro per i privati. Il perché è un po’ complesso da spiegare. Magari in un prossimo scritto.
Che arma? Che specializzazione hai? Che servizio hai effettuato? Dove? Hai operato con contingenti internazionali?
hai ragione,Balcani.Sono un ex fuciliere degli alpini mi sono occupato di guardie,pattuglie e scorta vip. ho lavorato principalmente con i greci i turchi e gli americani (i turchi non li raccomando a nessuno).
gli anni piu importanti per la formazione di un individuo li ho regalati a loro poi ho deciso di congedarmi (ci avevano promesso molti posti di lavoro statali),invece una volta fuori ho girovagato da un lavoro ad un altro e sembra che non gli freghi niente a nessuno che metto in sagoma 100% dei colpi sparati o che so tirar fuori un camion dal fango o che so far atterrare un elicottero in sicurezza.
volevo arruolarmi nella Legione ma non sopporto i francesi e soprattuto il francese (se non capisci quello che ti succede intorno campi poco).
mi è comunque rimasta una grande passione per questo tipo di vita, chissà magari un giorno troverò l’aggancio giusto!
Che bomba di articolo… tanto per rimanere in tema.
Non è per insultare gratuitamente…. ma mi fai schifo, davvero. Non mi interessa per niente il sequel della tua insulsa carriera.
Posso darti un solo consiglio: fai come Paul Tibbets.
Sarebbe il caso di moderare i toni. Grazie.
Le persone che accettano di confrontarsi vanno rispettate anche perché ci consentono di conoscere cose che, altrimenti, non avremmo modo di valutare.
Per questo motivo e per una questione di ospitalità, ti prego di astenerti da altre considerazioni di questo tipo.
Se avessi fatto una contestazione nel merito più motivata e ragionata avremmo imparato qualcosa anche da te. Invece non ne viene nulla e il tempo che abbiamo è limitato.
Non c’è nulla da insegnre o da imparare… né dall’articolo, né dai miei commenti all’articolo.
Ho usato tono e termini adeguati, al pari degli altri commentatori e non ho insultato nessuno.
Uno che in 20 anni ammazza 30 persone è un serial killer… e pure bravo.
Spesso (se non sempre) le navi o le propietà sequestrate (o rubate come indica l’autore) sono di società che sfruttano senza scrupoli persone e risorse, instaurando governi fantoccio, favorendo corruzione e forme di governo totalitarie, provocando spesso (se non sempre) danni enormi alla gente del luogo e all’ambiente.
Ci sarebbe da scriverne per ore… il mio consiglio per lui forse alza i toni, ma è quello che farei io al posto suo… il fatto è che io al posto suo non mi ci ritroverò mai, perché la vita è fatta di scelte e lui, secondo me, ha fatto quelle sbagliate.
Proprio pochi mesi fa ho rifiutato un lavoro (avvincente, motivante, con possibiità di carriera, ben retribuito) come progettista di sistemi per controllo armamenti di elicotteri e caccia, con la possibilità di entrare in un secondo momento nel progetto del primo aereo da combattimento senza pilota… ovviamente non ho accettato, non riuscirei a guardarmi allo specchio.
Spero di aver argomentato i miei toni a sufficienza…
Invece io credo che ci sia sempre da imparare conoscendo i fatti. Se uno vuol guardare altrove è libero di farlo, ma a me non piace.
In quanto al conteggio delle 30 vittime non hai letto con attenzione. Le vittime si riferiscono genericamente alle missioni effettuate e coordinate da remoto e non sono tutte attribuibili materialmente all’autore.
Le cose, a mio parere, non cambiano di molto, ma è per correttezza scientifica.
In quanto ai toni alti, sono sempre e comunque inopportuni oltre che fastidiosi.
Ultima replica… per correttezza scientifica…
Per quanto riguarda il conteggio avevo letto benissimo e infatti concordo con te che le cose non cambiano molto. anche progettando sistemi di controllo armamenti non uccidi nessuno, ma metti altre persone in condizioni di farlo.
I toni alti inopportuni e fastidiosi son ben altri… comunque questa non è casa mia e forse mi sarei dovuto contenere di più, anzi a questo punto concordo nuovamente con te… era meglio se me ne fossi stato “zitto”.
Rispondo a Zag….Si vis pacem para bellum….Se vuoi la pace prepara la guerra…A nessuno piace(malati psichiatrici a parte)ma è stato, é , e sarà sempre così…probabilmente dal tuo comodo e sicuro divanetto di casa non avrai mai la necessità di doverti difendere,diventando così un”assassino”…ma ricordati che se tu hai un comodo e sicuro divanetto da cui giudichi persone che hanno vissuto realtà che non conosci è grazie a qualcuno ke si “sporca le mani” al posto tuo….Così tu poi essere fiero dei tuoi ideali…Hai mai pensato che se puoi permetterti di essere come sei è anche grazie a qualcuno che è quel che non vorresti mai essere…Quindi invece di disperzzare e giudicare male certe persone…dovresti apprezzarle….perchè (visti i tuoi principi)grazie a loro riesci a non disprezzare te stesso….
Caro Blot,
la cosa triste è leggere la tua rassegnazione… una cosa ancora più triste è che forse hai ragione, sarà sempre così… ma io voglio pensare che un sistema migliore possa esistere e dal comodo dle mio divano (ma anche no) cerco di fare la mia parte. E tu?
Zag…tutto questo finirà solo quando finiranno gli interessi…ma ci saranno sempre interessi politici,militari,culturali,religiosi,ecc che daranno un pretesto a qualcuno per poter fare guerre o altro….da questa mia idea nasce la mia rassegnazione….Io non mi schiero dalla parte di nessuno e non faccio niente per cambiare le cose perchè sono limitato…ma…non mi permetto di giudicare male Kurt come hai fatto tu….anzi…in un certo senso lo ammiro…Lui probabilmente ha fatto molto più di noi per cambiare le cose e per farlo ha pagato un caro prezzo…Anche non fare niente ha delle conseguenze….Tu ti permetti di dargli dell’assassino ma sono sicuro che le persone ke non ci sono più per mano sua avrebbero fatto solo del male e nient’altro…Non possiamo saperlo….Qualcuno può ringraziare un contractor per essere vivo…Sono realtà che non conosci e non devi giudicare….La penso così….Mi disp…
Comandante,
l’articolo in generale, e alcuni passi in particolare, mi dànno l’impressione che tu e Kurt possiate essere molto più vicini di quanto l’autore stesso ammetta in apertura del pezzo.
A parte questo, sono anch’io interessato al séguito perché la lucidità dell’esposizione controbilancia la spinosità dell’argomento.
Sai com’è. Dopo lunga frequentazione si finisce per somigliarsi.
ciao a tutti da un oò di tempo che cerco di capirne di piu su questo lavoro ma fino ad adesso non ho trovato neanche un sito o un’agenzia italiana che svolga questo genere di attività…. qualcuno puo darmi qualche informazione in piu? grazie e buona giornata
La legislazione introno a questo argomento è ancora poco chiara. Fornire indicazioni può essere considerato reato.
è vero il reclutamento in italia è reato ma non è proibito ad “agenzie”che si occupano di “sicurezza”proporre lavori con corsi di addestramento a panama,scorte vip in colombia ecc.
cerca bene
il fatto che in italia sia vietato il reclutameno questo lo sapevo già ma mi chiedevo a qualle agenzie a cui ti riferivi PRINCIPE… in questi giorni ho provato ma non ne trovo…. hai per caso qualche indirizzo? grazie
Se vedo un link qui chiudo i commenti.
A ragione il comandante nebbia ” A MEGGIU PAROLA é CHIDDA CA NUN SI DICI” cercate bene ma diffidate di alcune società, un consiglio uscite dall’ europa ma non allontanatevi troppo e poi kurt è stato chiaro se avete letto attentamente il suo articolo