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Mentre noi Parliamo di Pompini Qualcuno si sta Facendo l’Italia

E’ la solita storia; dovremmo averlo imparato ormai, ma noi imperterriti continuiamo a cascarci. A Roma direbbero che “semo de coccio”. Per settimane siamo stati tutti impegnati a parlare dei (presunti) servigi sessuali che alcune piacenti signore hanno offerto all’attuale capo del governo; servigi di cui si parlerebbe in intercettazioni che nessuno ha mai visto né sentito. Pompini (chiamiamo le cose col loro nome, a rischio di essere brutali) grazie ai quali, secondo le malelingue, queste signore sarebbero poi state nominate ministro.
La cosa squallida non è tanto il fatto, reale o presunto che sia, in sé, ma che a mettere in circolazione queste storie sia stato (indirettamente, è ovvio) il diretto interessato, il fruitore stesso di tali discutibili prestazioni. Ma perché mai avrebbe fatto una cosa del genere? Perché sottoporsi, lui e le suddette signore, al linciaggio morale della piazza? Perché ridurre la sua immagine a quella di un vecchio porco capace di ogni bassezza?

Semplice. Per passare da vecchio porco, per essere linciato pubblicamente; e diventare così, ancora una vola, la vittima. Arte nella quale nessuno è bravo come Sua Bassezza. Una vittima, per altro invidiata da gran parte dei maschi italiani, che attira su di sé tutte le attenzioni, e nasconde sotto un polverone mediatico tutto il resto. E qui scatta la trappola in cui puntualmente caschiamo.
Cos’è allora “tutto il resto”?

Il decreto legge n° 112 del 25 giugno 2008, la cosiddetta “finanziaria d’estate”, sta facendo parlare di sé, ma non quanto meriterebbe. Complice una stampa sempre più allineata, il polverone suddetto che ne ha coperto la pubblicazione, e le ferie ormai in pieno svolgimento proprio ora che il decreto va in discussione al Parlamento, sono pochi e marginali gli aspetti di cui si parla.
Le forze di polizia protestano perché il decreto gli taglia risorse per alcune centinaia di milioni (alla faccia della tanto sbandierata sicurezza), la magistratura altrettanto, la scuola non ne parliamo, e così via. Chiedete a chi volete cosa ne pensa, vi dirà che “ad ogni finanziaria c’è chi protesta”. E così la cosa passa come fosse normalissima.
Solo che questo non è un decreto qualsiasi. Vediamo alcuni punti.

L’articolo 7 parla dell’energia nucleare, dello sviluppo delle centrali atomiche; dimenticando che una scelta del genere, soprattutto perché fatta oggi, è una follia totale, sia dal punto di vista ambientale che da quello finanziario. Oltre al fatto che non sposterebbe di un millimetro il problema dell’approvvigionamento energetico; ma è evidente che non è per questo che si spinge in questa direzione.
L’articolo 12 è il gioco delle tre carte. Nel 2007 il governo Prodi aveva revocato le concessioni alla TAV spa perché ottenute senza bando di gara; oggi il governo (sempre senza gara) ripristina quelle concessioni, ma anziché affidarle alla TAV spa, le assegna alla RFI spa. Che è il controllore della TAV spa. Bellissimo!
Nell’articolo 15 si stabilisce che i libri di testo per le scuole dovranno essere disponibili sia su carta che su Internet; e che dal 2011 sarà obbligatorio utilizzare solo quelli online. Sarebbe anche una buona cosa se non fosse che non tutte le scuole hanno le risorse necessarie ( sempre meno ne avranno) per gestire una simile innovazione; se non fosse che parecchie zone dell’Italia non hanno ancora la connettività necessaria per consentire agli studenti di usufruire adeguatamente di questi servizi; se non fosse che leggere su un monitor è molto più faticoso che leggere su carta. Saranno contenti gli ottici.
L’articolo 36 rinvia l’entrata in vigore della class action, originariamente prevista per lo scorso 1° luglio, in attesa di una non meglio precisata normativa di integrazione. Le grandi aziende ringraziano.
Però c’è la cosiddetta “Robin tax”. Wow! Quella che dovrebbe colpire i petrolieri (articolo 81) e le banche (articolo 82). Doppio wow! Quella che permetterà una ridistribuzione della ricchezza. Triplo wow! Peccato che questa norma sia sostanzialmente inefficace, e anzi è evidente che si riverserà sulle spalle dei consumatori. Se questo è Robin Hood, era meglio che se ne fosse rimasto nella sua foresta.

Fin qui la cosa è grave (e sono solo alcuni frammenti presi qua e là) ma potremmo farcene una ragione. Se invece guardiamo all’impianto complessivo del decreto, quello che emerge è un disegno, costruito intorno alla pubblica amministrazione, davvero inquietante.

Le università hanno la possibilità di trasformarsi in fondazioni di diritto privato (articolo 16). Porte aperte quindi ai finanziatori privati che, come è ovvio, vorranno poi mettere bocca sul funzionamento degli atenei.
Il rapporto alunni / docenti aumenta di un punto percentuale (articolo 64). Ma non erano già troppi gli alunni in ogni classe?
Il personale ATA (bidelli, segretari, assistenti di laboratorio, ecc.) viene tagliato del 17%: 43.000 persone in meno.
I fondi per la scuola vengono tagliati per 456 milioni nel 2009, 1.650 milioni nel 2010, 2.538 nel 2011, 3.188 milioni nel 2012.
Il turn over nelle pubbliche amministrazioni è fissato al 10% per il 2008 e 2009, al 20% per il 2010 e 2011 (articolo 66). Significa che se in un anno vanno in pensione dieci persone, l’anno successivo se ne può assumere una o due al massimo. Curiosamente questo limite non vale per le forze armate.
Il finanziamento ordinario alle università è ridotto di 63 milioni per il 2009, 190 per il 2010, 316 per il 2011, 417 per il 2012. Alla faccia del sostegno alla ricerca.
Il trattamento economico accessorio per i dipendenti pubblici è ridotto del 10% (articolo 67). Va ricordato che negli ultimi anni l’accessorio è cresciuto di importanza essendo l’unica voce che permette agli stipendi di adeguarsi parzialmente al costo della vita.
L’ammontare del fondo per la contrattazione integrativa è bloccato ai livelli del 2004
Gli aumenti economici maturano ogni tre anni invece di due (articolo 69); così si diluisce tutto nel tempo.
Nei periodi di malattia viene riconosciuta solo la paga base (articolo 71). E ammalarsi diventa un lusso riservato a chi se lo potrà permettere.
Vengono ristrette le possibilità di ottenere il part-time, che ora è a discrezione dell’amministrazione concedere (articolo 73).
L’articolo 74 poi è una sorta di bidone aspiratutto, che stabilisce l’obbligo di procedere ad un taglio generalizzato degli organici, compreso tra il 10% e il 20%. Per tutte le amministrazioni pubbliche.

Quello che è evidente è la volontà di colpire duramente tutta la pubblica amministrazione, in particolare la scuola, indebolirla, metterla in difficoltà. Il perché è presto detto: l’amministrazione pubblica, nonostante le gravi inefficienze e i molti altri problemi che la affliggono, funziona ancora troppo bene. E’ necessario indebolirla ulteriormente per poi procedere al suo smantellamento.
Non è forse un obiettivo condiviso da quasi tutte le forze politiche quello di avere una macchina pubblica il più possibile snella? Lo ripetono da talmente tanto tempo che parecchia gente si è convinta che si tratti di una cosa buona.
Ma nessuno si preoccupa di far funzionare bene questa macchina: meglio buttarla via.
Così, dopo le (pessime) privatizzazioni viste negli ultimi 15 anni, ne vedremo altre ancora peggiori, con i servizi pubblici essenziali che verranno affidati a società private; società che, per loro natura, non hanno come obiettivo l’interesse del cittadino ma quello dell’azionista; non la fornitura di un servizio di qualità ma la massimizzazione dei profitti.
Il tutto con una aggravante non da poco: la scuola. L’istruzione è la colonna portante di una civiltà, elemento di integrazione e di crescita personale e sociale. La privatizzazione della scuola, come si è già dimostrato in tanti paesi, porta ad una netta separazione tra i pochi che stanno bene e si possono permettere di pagare profumatamente le scuole private, e la massa di chi è invece costretto ad accontentarsi delle scuole pubbliche, sempre più ridotte a ghetti per disperati. Un altro bel regalo a chi da sempre è molto attaccato alla possibilità di gestire le scuole private (meglio se con fondi pubblici). Che c’entri qualcosa la recente visita di Sua Bassezza a Benny16?

Da anni la sinistra (ammesso che questa parola significhi ancora qualcosa) viene accusata di “furore ideologico” ogni volta che prova a dire qualcosa di diverso dal pensiero unico. Oggi la sinistra non esiste più, il pensiero unico è ormai stabilizzato, e il furore ideologico (quello vero) è libero di scatenarsi come nei nostri peggiori incubi. Solo che questo non è un incubo, è la realtà.

Tiriamoci su tornando al punto da cui eravamo partiti. Ora sappiamo come vengono selezionati i ministri donna. Ma per gli uomini quali criteri si applicano? Quali prove sono previste? Ve lo immaginate La Russa mentre… viene selezionato?

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Comments

52 Risposte a “Mentre noi Parliamo di Pompini Qualcuno si sta Facendo l’Italia”
  1. pacatoegentile scrive:

    grande beppe, ottima analisi, ora vado a farmi di banane antidepressione pero’.

    [Rispondi a questo commento]

    Francesca reply on 21 luglio, 2008 14:32:

    è meglio che specifichi…visto le conclusioni de ilBuonPeppe! :mrgreen:

    [Rispondi a questo commento]

    pacatoegentile reply on 21 luglio, 2008 14:54:

    Lol, no intendo assumerle per via orale e per masticazione, certo che se mi si prospettasse una futura carriera politica potrei anche utilizzarle come allenamento per un eventuale test di selezione :-)

    [Rispondi a questo commento]

    Francesca reply on 21 luglio, 2008 14:59:

    ahahah avrai modo e tempo per esercitarti! :mrgreen:

    [Rispondi a questo commento]

    Comandante Nebbia reply on 21 luglio, 2008 14:59:

    che andate a pensare? :mrgreen:

    [Rispondi a questo commento]

    Laura Costantini reply on 21 luglio, 2008 15:23:

    Ecco, proprio di questo parlavo quando dicevo di essere in piena depressione da segnalazioni intelligenti e doverose delle malefatte di questo governo (governo?)
    Stanchezza mortale, ragazzi, stanchezza mortale e, quasi quasi, rassegnazione :-(
    Laura

    p.s. pero’ l’idea di La Russa che viene… selezionato non so se e’ piu’ vomitevole o esilarante :-)))

    [Rispondi a questo commento]

    Francesca reply on 21 luglio, 2008 17:37:

    a me fa senso….

    [Rispondi a questo commento]

    Adetrax reply on 21 luglio, 2008 21:10:

    Deve essere per questo che gli hanno consigliato di tagliarsi il pizzetto, la barba punge …

    [Rispondi a questo commento]

  2. Angelika scrive:

    Hai fotografato in pieno la situazione. Io queste cose le so, anzi le sto vivendo sulla mia pelle, essendo una che per la pubblica amministrazione ci lavora (la scuola), seppure da precaria. Quello che mi lascia sgomenta è che noi tutte queste cose ce le diciamo, ce le scriviamo, ce le commentiamo con articoli di fuoco, ma lì fuori, al di là di questo schermo, pensi che la gran parte della gente lo sappia? Se ne accorgerà a cose fatte, e poi voglio vedere cosa accadrà! Ma che mi vado a raccontare? Accetteranno tutti supinamente, come sempre.
    P.S. Non ricordo più dove, ma avevo letto un commento a proposito dei precari e della loro tendenza all’acquiscenza. Ebbene, per chi volesse intervenire , il 23 luglio grande manifestazione a Roma davanti al Ministero della Pubblica Istruzione. La notizia è stata pubblicata su diversi giornali di settore e non.
    Per MC: non so se posso scrivere qui di questa manifestazione. Se è no, cancellatela pure!

    [Rispondi a questo commento]

    Comandante Nebbia reply on 21 luglio, 2008 13:32:

    va bene. E’ ok.

    [Rispondi a questo commento]

    ilBuonPeppe reply on 21 luglio, 2008 19:34:

    Anche io sono un “pubblico” (università).
    La cosa che mi sta facendo incazzare è vedere i nostri sindacati… tranquilli.

    [Rispondi a questo commento]

    Angelika reply on 21 luglio, 2008 20:42:

    ti ricordi l’inizio delle consultazioni con la Gelmini? ne sono usciti tutti contenti e scodinzolanti, vai a sapere perchè! Ora mi pare che un pò si stiano muovendo, ma io non mi fido più. Contrariamente a quanto avrei pensato anni fa, oggi sono orientata verso sindacati più vicini ai lavoratori, più calati dentro i problemi reali. E, con dispiacere, mi accorgo che non sono quasi più i sindacati confederali.

    [Rispondi a questo commento]

    Adetrax reply on 21 luglio, 2008 20:49:

    Come per l’Alitalia ?

    [Rispondi a questo commento]

  3. Un ottimo lavoro Pè.
    Sicuramente lavori per un’azienda privata e non sei un fannullone.

    [Rispondi a questo commento]

    Chiara di Notte - Klára reply on 21 luglio, 2008 14:38:

    Sicuramente lavori per un’azienda privata e non sei un fannullone.

    Dipende…

    Potrebbe aver scritto l’articolo durante l’orario di lavoro… :mrgreen:

    Comunque ottima analisi. Condivido.

    [Rispondi a questo commento]

    ilBuonPeppe reply on 21 luglio, 2008 19:37:

    No, non l’ho scritto durante l’orario di lavoro. Quando sono in servizio faccio cose più serie… tipo il Sudoku

    [Rispondi a questo commento]

    ilBuonPeppe reply on 21 luglio, 2008 19:36:

    Se sono un fannullone lo lascio decidere agli altri.
    Come ho scritto sopra però, sono un pubblico dipendente.

    [Rispondi a questo commento]

  4. Marin Faliero scrive:

    Il tuo post è così articolato da scoraggiare qualsiasi commento ad ogni affermazione.
    Tra le righe, però, leggo di una questione sulla quale ho riflettuto per molto tempo, temendo che si verificasse.
    Ora che si è verificata ti dico la mia.
    Le Università come ‘Fondazioni di Diritto Privato’, se non gestite in maniera oculata, sono un mostro con le capacità di ‘atomizzare’ quanto rimasto della istruzione universitaria italiana.
    Nessuna azienda, infatti, avrà mai l’interesse di investire nelle facoltà di Storia, Lettere o Filosofia.
    Le facoltà scientifiche, invece, porteranno prestigio e profitto con le cessioni dei brevetti.
    Ma noi non siamo ‘learn and sell’, se lasciamo entrare le aziende nelle Università senza lasciare una quota importante alle facoltà umanistiche le condanneremo a morte sicura.
    Ed invece sono il nostro valore aggiunto, che come al solito, lasciamo andare a puttane

    [Rispondi a questo commento]

    simona_rm reply on 21 luglio, 2008 18:16:

    “Nessuna azienda, infatti, avrà mai l’interesse di investire nelle facoltà di Storia, Lettere o Filosofia.”

    ESATTO ESATTO ESATTO! SANTO CIELO! Già adesso sono tra le facoltà che ricevono meno fondi. La cattedra della mia relatrice è stata “uccisa”! Ti rendi conto? Era piena di studenti ma l’hanno uccisa: non c’erano fondi! Ha insegnato per una anno GRATIS!
    Non si uccido le cattedre. Non si uccide l’umanesimo……:(

    [Rispondi a questo commento]

    Marin Faliero reply on 21 luglio, 2008 21:53:

    Non ci sono commenti da aggiungere come suggerisce il blog (o l’email che ho ricevuto), purtroppo la vicenda rischia di avvitarsi tra queste righe.
    Muoia Sansone con tutti i filistei

    [Rispondi a questo commento]

    ilBuonPeppe reply on 21 luglio, 2008 19:39:

    Verissimo quello che dici.
    Ma anche per le facoltà scientifiche ci saranno problemi. A cominciare dal fatto che la ricerca di base (che non produce lucro) verrà tralasciata in favore di quella applicativa.
    E chi impedisce poi ai finanziatori di dire “qui si insegna quello che dico io”?

    [Rispondi a questo commento]

    ilBuonPeppe reply on 21 luglio, 2008 19:41:

    Verissimo quello che dici.

    Ma anche per le facoltà scientifiche ci saranno problemi. A cominciare dal fatto che la ricerca di base (che non produce lucro) verrà tralasciata in favore di quella applicativa.

    E chi impedisce poi ai finanziatori di dire “qui si insegna quello che dico io”?

    [Rispondi a questo commento]

    Adetrax reply on 21 luglio, 2008 20:53:

    Che strana analogia con il mondo dell’informazione …

    [Rispondi a questo commento]

    Marin Faliero reply on 21 luglio, 2008 21:56:

    Proprio nessuno, anzi a suon di bigliettoni diranno: bioingegneria!

    [Rispondi a questo commento]

  5. Francesca scrive:

    Grazie ilBuonPeppe per le delucidazioni.

    Io temo che il modello statunitense stia prendendo il sopravvento e non è positivo, per niente.

    [Rispondi a questo commento]

    Silent Enigma reply on 21 luglio, 2008 20:12:

    già
    grazie a dio non abito in italia, ma in trentino

    [Rispondi a questo commento]

    Francesca reply on 22 luglio, 2008 10:00:

    Dovreste chiedere la secessione come Bossi e il suo dito medio… :mrgreen:

    [Rispondi a questo commento]

    ilBuonPeppe reply on 22 luglio, 2008 10:12:

    Attenzione al dito di Bossi… arma di distrAzione di massa.
    Un bel polverone alzato ad arte per parlare solo di quello e lasciare in sottofondo le porcate che stanno facendo.

    [Rispondi a questo commento]

    Francesca reply on 22 luglio, 2008 10:26:

    Concordo.
    Infatti secondo me è stata una stronzata ad arte.

    [Rispondi a questo commento]

    Silent Enigma reply on 22 luglio, 2008 11:26:

    misunderstanding: sono italiano, ma vivo in trentino. Per questo mi sento un emigrato. Non ci posso fare niente se sembra di stare in un altro paese ;-)

    [Rispondi a questo commento]

    Francesca reply on 22 luglio, 2008 11:37:

    ti capisco… :twisted:

    [Rispondi a questo commento]

    Adetrax reply on 21 luglio, 2008 20:56:

    Un’altra strana analogia …

    Presumo che presto tocchera` anche alla sanita` pubblica …

    [Rispondi a questo commento]

    Francesca reply on 22 luglio, 2008 10:13:

    Credo che sia proprio lì dove si vuol andare a parare: rimettere in discussione il ns.sistema sanitario pubblico.
    Voglio vedere se anche in questa occasione noi popolino continuamo a sonnecchiare…

    [Rispondi a questo commento]

  6. luminal scrive:

    Ce ne son anche di altre, di cose che vengon fatte e dette giusto per buttare un pò di fumo negli occhi…
    Al congresso della Liga (dove come a Pontida si vendono rotoli di carta igienica tricolore, fra i vari gadget leghisti) l’Umberto ne ha sparata una delle sue, che terrà impegnati i giornalisti almeno per tutta l’estate, altro che delitto di Garlasco… tutti a parlare e a cantarcela fra di noi di come il cane abbia abbaiato e ringhiato più forte… e intanto, mentre guardiamo il cane abbaiare, da una parte vengono assolti i boia di Bolzaneto, poi sistemeranno anche in silenzio gli aguzzini della Scuola Diaz, e ancora bambine rom annegano fra l’indifferenza dei bagnanti, verrà istituzionalizzato il 7 in condotta, i grembiuli e le file per tre, fino a quando ci troveremo con le adunate di stampo fascista…

    [Rispondi a questo commento]

    Adetrax reply on 21 luglio, 2008 20:54:

    Solo fascista ?

    Ma no, no, molto di piu` …

    [Rispondi a questo commento]

  7. simona_rm scrive:

    A I U T O !

    Stanno completando l’opera di privatizzazione della res-pubblica.
    Come si evita tutto questo. COME?

    [Rispondi a questo commento]

    ilBuonPeppe reply on 21 luglio, 2008 19:44:

    1 - Dandosi da fare (per noi che ci lavoriamo) per far funzionare bene la macchina pubblica
    2 - Impegnandosi (per tutti) a collaborare con il pubblico e ad apprezzare quello che fanno
    3 - Smettendola di dare il voto ai soliti partiti che ci hanno (mal)governato negli ultimi 15 anni
    4 - Contestando a sindaci, assessori, presidenti & c. le scelte con cui affidano a privati i servizi pubblici
    5 - … continuate voi…

    [Rispondi a questo commento]

  8. ugasoft scrive:

    questa “finanziaria d’estate” è imbarazzante, è dittatoriale.
    una cosa proprio non la capisco: il nucleare.
    premetto che non sono del tutto contro il nucleare, anzi, tempo fa lo reputavo una possibile soluzione al problema energetico. Ma non capisco come si possa cancellare un referendum. Se i cittadini hanno detto di no al nucleare 30 anni fa, si può ora cancellare quella decisione? non dovrebbe esserci un referendum “al contrario” prima di procedere?

    vabbe…

    [Rispondi a questo commento]

    ilBuonPeppe reply on 21 luglio, 2008 23:31:

    La spinta al nucleare è molto semplice da capire.
    I tempi per avviarla seriamente e vederne gli effetti sono troppo lunghi perchè possano interessare questa banda di idioti che pensa solo all’oggi.
    Oggi l’importante è mettere in moto la macchina, per poter spendere vagonate di quattrini pubblici in progetti e studi con cui qualcuno si arricchirà. Poi non se ne farà niente, ma intanto noi paghiamo. Come al solito…

    [Rispondi a questo commento]

    ugasoft reply on 22 luglio, 2008 19:43:

    si ma… IL REFERENDUM??
    ma come è possibile che nessuno si domanda se sia COSTITUZIONALE cancellare una decisione popolare?

    [Rispondi a questo commento]

    ilBuonPeppe reply on 22 luglio, 2008 23:35:

    Ma cosa gliene frega a questi del referendum????
    Se ne sbattono della Costituzione, figuriamoci di quello che habbiamo detto 20 anni fa!
    Comunque, da un punto di vista strettamente formale, non credo ci sia alcun rilievo di incostituzionalità a legiferare in contrasto con l’esito di un referendum.

    [Rispondi a questo commento]

  9. ugasoft scrive:

    p.s. se privatizzano le poste, i miei soldi andranno su banche estere

    [Rispondi a questo commento]

    ilBuonPeppe reply on 21 luglio, 2008 23:34:

    Non vorrei deluderti ma le poste sono già private, e infatti si comportano di conseguenza.
    Vendono qualsiasi cosa (conti correnti, assicurazioni, libri, cd, ecc.) e tralasciano quello che dovrebbe essere la loro attività centrale.
    E i risultati si vedono: se il postino trova il portone chiuso non suona neanche, perchè se perde tempo ad aspettare va fuori con i tempi che gli hanno imposto.
    Noi siamo stati costretti a spostare le cassette all’esterno.

    [Rispondi a questo commento]

    Angelika reply on 22 luglio, 2008 7:25:

    Infatti. Proprio l’altro giorno, assente il portiere (un fannullone? Crederei di sì, visto che è assente mediamente 1 giorno su 3), la scampanellata del postino che mi annuncia una lettera. Non faccio in tempo ad aprire il portone e ad uscire (abito al piano terra), che lui si era già volatilizzato infilando la lettera non nella buca, ma nella guardiola del portiere, chiusa. Ho dovuto aspettare il mattino dopo per averla. Pensavo che fosse per semplice mancanza di voglia di lavorare e fare un passo in più verso le buche, ma forse hai ragione tu BuonPeppe, hanno tempi più che stringenti da rispettare.

    [Rispondi a questo commento]

    ugasoft reply on 22 luglio, 2008 19:38:

    le poste non sono private.
    sono una s.p.a. a capitale totalmente pubblico:
    65% Ministero dell’Economia e delle Finanze
    35% Cassa Depositi e Prestiti Spa

    http://www.poste.it/azienda/chi_siamo/governance.shtml

    [Rispondi a questo commento]

    ilBuonPeppe reply on 22 luglio, 2008 23:38:

    Formalmente no, non sono private, ma di fatto si comportano come una ditta privata.
    E’ una SPA, e questo fa una bella differenza sotto molti punti di vista. Io credo che un ente pubblico proprietario di una SPA sia una contraddizione in termini. Dovrebbe essere vietato.

    [Rispondi a questo commento]

    ugasoft reply on 23 luglio, 2008 7:55:

    su questo punto sono d’accordo.

    [Rispondi a questo commento]

  10. marcoilbuono scrive:

    Complimenti per l’ottimo articolo, da diffondere.
    Io da alcuni mesi penso che gli italiani meritino tutto questo, anzi questo è ancora poco.
    Le persone che incontro non hanno la minima intenzione di informarsi, di criticare, di alzare la testa.
    Che tristezza.

    [Rispondi a questo commento]

  11. Monica scrive:

    E la sta offrendo anche agli amici.
    Dal sito: http://www.businessonline.it/3/LavoroeFisco/2267/dpef-2008-limite-contanti-professionisti-elenco-clienti-fornitori-abolizione.html

    Pagamenti in contanti ai professionisti: ritorno al passato col Dpef 2008 con limite contanti più alto e abolizione dell’elenco clienti-fornitori.
    Con il Dpef 2008 aumentato nuovamente il limite dei pagamenti in contanti e l’abolizione dell’elenco clienti-fornitori. Novità anche per gli studi di settore

    [Rispondi a questo commento]

    Comandante Nebbia reply on 22 luglio, 2008 20:19:

    Grazie per la segnalazione. Questa mi era sfuggita.

    [Rispondi a questo commento]

    ilBuonPeppe reply on 22 luglio, 2008 23:40:

    Fortuna lui che pensa ai poveri professionisti…!
    Se fosse rimasto Prodi ora gli toccherebbe perfino pagare qualche centesimo di tasse. Da non credere…

    [Rispondi a questo commento]

  12. Finazio scrive:

    “Che c’entri qualcosa la recente visita di Sua Bassezza a Benny16?”

    C’entra, c’entra. A pensar male, trattandosi di certe persone, non si sbaglia.

    [Rispondi a questo commento]

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