MenteCritica: Il Timone Passa alle Ragazze
21 gennaio, 2008 di redazione
Archiviato in MenteCritica, Vere Donne
Da oggi, e per tutta la settimana, MenteCritica dedica i suoi spazi principali alle donne. Inizia la pubblicazione di quello che abbiamo deciso di chiamare “Un 8 marzo fuori stagione“.

Il necessario contatto con la brutta cronaca politica di questi giorni verrà mantenuto nella fascia mattutina di pubblicazione. Le fasce restanti saranno dedicate al trattamento delle donne nel mondo, a come sono viste dagli uomini, alla visione che hanno di se stesse, alla loro salute, alla violenza che subiscono, al loro ruolo in politica ed al loro desiderio di maternità mortificato da leggi medievali.

Nel preparare lo speciale e leggendo quanto ci arrivava, delle volte abbiamo sorriso, altre volte ci siamo arrabbiati e, altre ancora, sinceramente commossi. Alla fine ci siamo convinti che, come uomini, certi atteggiamenti sono ancora parte di noi ed è ancora lunga la strada da percorrere perché il cielo non sia più diviso in due metà.

Alle nostre autrici un grazie sincero. A tutti un augurio di buona lettura.
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Sono sicuro che le intenzioni sono nobili, ma rischierò di essere impopolare e dirò che non c’è niente di paritario in iniziative come queste. Il fatto che vengano ancora organizzate è insieme la prova che si guarda alla parità come non raggiunta e a sua volta causa di ulteriore mancanza di parità. Accidenti! Trattare la metà degli esseri umani come una minoranza da tutelare! A me sembra tragicomico. Di fronte a queste cose io continuo a percepire la diseguaglianza quando, da maschio, provo a rovesciare le parti. Immagino che si faccia una mostra “dell’arte maschile” con solo pittori maschi o si faccia un blog dove scrivono solo maschi e si proclami “che questo è il punto di vista sulla vita al maschile”. Che si sostenga che per una settimana su MenteCritica si tratti “delle problematiche e delle tematiche maschili” o “della violenza contro i maschi”.
Solo a proporle, queste iniziative, probabilmente verrebbero viste male. E non perchè, di fatto, non ci siano state mostre in cui tutti i pittori erano maschi o giornali o iniziative letterarie in cui molti scrittori erano maschi. Pensate ai grandi della letteratura studiati a scuola. Dovrebbe essere una storia della letteratura di tutti gli uomini (nel senso di esseri umani) ma compaiono quasi solo maschi (ditemela, una scrittrice importante che si studia a scuola, al liceo. Forse Mary Shelley e Virginia Woolf o poche altre). Ma la soluzione del problema non è a mio avviso un temporaneo rovesciamento artificiale di una (vera o presunta) situazione non equilibrata di fatto. Rischierebbe di essere solo una sorta di “carnevale” dove per un giorno si cambia tutto a 180 gradi per poi rimettere tutte le cose come prima. Un maschilista doc potrebbe dire che la festa della donna è fatta l’ 8 marzo per poter tornare a non occuparsene il 9. Ecco perchè preferisco non badare, a meno che l’argomento non sia portato dall’autrice/autore stessa/o se chi mi scrive è una donna o un uomo. Non mi piace ritrovarmi a pensare che rispondo in un certo modo per via del sesso del mio interlocutore. Scusate la lunghezza. Lo ammetto, ho il dente un poco avvelenato.
Mi correggo, forse ho espresso un’opinione un po’ drastica. Ora leggo che verrà anche lasciato spazio al modo in cui le donne “sono viste dagli uomini”. temevo una iniziativa “di donne e per donne”, una sorta di prospettiva monocratica ad esclusione maschile. Se pensate che sia paranoia ricordate quella manifestazione di femministe che non vollero che un altro gruppo si unisse a loro perchè c’erano degli uomini. E’ questo genere di cose che proprio non amo. Prevenuto? Probably…