Meglio una zappa oggi che una laurea domani. 8


Va ora in scena Come scoraggiare una generazione, Atto….ho perso il conto francamente. Questa commedia noiosa, vetusta, ripetitiva e pur sempre attuale continua imperterrita con le sue repliche, quasi fosse un retaggio di antiche, seppur mai veramente superate, lotte di classe.
Il “ricco”, il benestante, colui che spesso ha avuto tutto facile, contro il “povero”, il discendente del “fu ceto medio”, che deve sudare più di suo padre e, prima ancora, di suo nonno per ottenere almeno un paio di briciole.
Questo teatrino, in vero un po’ squallido, si ripropone in varie salse e vari ambiti. Cambiano gli attori, rimane la storia.
A darcene dimostrazione anche stavolta è Elsa Fornero, il Ministro più nominato dagli italiani. ci ha dato una grande prova di classismo, perbenismo e chiusura mentale, roba da premio Oscar. Questa volta lo ha fatto intervenendo alla cerimonia di consegna del ‘
Premio Optime‘ ai 250 migliori laureati torinesi e si sa, quando incontri l’élite, per prima cosa le ricordi cosa vuol dire appartenere ad una cerchia di pochi eletti, poi che è tua intenzione mantenere la natura esclusiva della cerchia ad ogni costo.
Una donna di classe, soprattutto di una Classe come la sua, di certo, non può improvvisamente farsi avanti e ricordare all’operaio come sia più facile passare a suo figlio il martello piuttosto che pagargli gli studi. Bisogna saper parlare, usare una certa delicatezza, parlare a suocera perché nuora intenda. Ma, anche questo  si sa, io sono mal pensante, ho il sangue avvelenato e, per tutta risposta, mordo chiunque, anche un povero ministro ingenuo che si preoccupa per i cittadini.

Meglio non inseguire un titolo per essere dottori per forza e avere invece un formazione tecnica spendibile”, dice la nostra amica, ma a me questo discorso fa l’effetto delle unghie affilate d’una maestra crudele sul piano nero e liscio della lavagna: stride. Stride perché un’affermazione del genere implica che un titolo universitario escluda una formazione tecnica spendibile, e già questa cosa di per sé bene non va. Se si aggiunge che tutte le posizioni di un certo livello richiedono un curriculum da laureato, viene da pensare che i ruoli di responsabilità nel nostro paese siano ricoperti da gente incompetente, a partire dai tecnici stessi del governo che sono tutti laureati. 

Questa cosa stona, ma volendo dare un’interpretazione più benevola alle parole della Fornero, possiamo affermare che è vero, in un paese in cui c’è maggiore necessità di operai che di dottori, una formazione tecnica può consentire più facilmente di inserirsi nel mondo del lavoro. A questo punto, tuttavia, il problema è un altro. Ammettiamo che io mi sia decisa (e l’ho fatto davvero) a frequentare una scuola tecnica nella speranza di acquisire competenze spendibili nel mondo del lavoro, ma i tagli all’istruzione reiterati impediscano la pratica nei laboratori. Io potrei comunque non acquisire alcuna competenza tecnica, stando così le cose. Come posso, in queste condizioni, inserirmi nel mondo del lavoro? Se un’azienda richiede giovani con esperienza da inserire in progetti o stage, con un rimborso spese da fame al termine dei quali non ci sarà contratto, giacché lo Stato agevola l’azienda che sottoscrive contratti per stagisti, come posso inserirmi nel mondo del lavoro? Nel tuo ragionamento, Ministro, la falla c’è e si ripropone.

Inoltre, volendo fare un discorso meno pratico, più idealista, meno vincolato dalla realtà capitalista in cui viviamo, chi vieta a me, figlia di un operaio con un diploma tecnico di decidere di laurearmi comunque pur continuando ad applicare le mie capacità tecniche? L’Università non nasce come una macchina sputa lavoratori, questo è un concetto deviato introdotto in seguito. L’Università nasce per formare menti aperte ed in grado di ragionare in campi specifici del sapere e per questo non è vincolata alla preparazione delle persone per un ruolo preciso, almeno non quella pubblica che , per altro, funziona male.

“Chi frequenta una scuola professionale non vale meno di un dottore”, aggiunge ancora Elsa, in uno slancio di “comunismo stitico”. Bellissime parole, ineccepibili, tutti siamo d’accordo, MA (e c’è sempre un ma) gli stipendi non dicono lo stesso. Se vogliamo essere precisi, anche le tasse evase non dicono lo stesso. Questo perché in Italia, e ormai ovunque, ad essere retribuito non è il lavoro, ma il titolo ed un laureato è già inquadrato in una fascia salariale più alta, quando riesce a trovare un lavoro in cui il suo titolo di studio conti qualcosa. Aggiungo inoltre, bel Ministro, se un operaio non vale meno d’un dottore fai scendere i tuoi figli dal piedistallo, mandali in una scuola PUBBLICA, fagli frequentare una scuola PROFESSIONALE e falli entrare a lavorare in FABBRICA con i doppi turni che gente come te ha introdotto, con gli stipendi da fame che gente come te ha introdotto, con una riforma delle pensioni abominevole che gente come te ha introdotto.

Lo farai mai? NO. Non pretendere che lo facciano altri. Vuoi l’uguaglianza? Crea i presupposti affinché ci sia. Vuoi formazione tecnica? Crea i presupposti affinché ci sia. Vuoi ridare dignità alla formazione professionale e tecnica? Allora lavora per garantire a tutte le classi sociali il diritto di vivere, costruirsi una famiglia, comprare una casa senza dover strisciare ed umiliarsi davanti a chi, come te, guarda dall’alto della sua posizione privilegiata sentendo della disperazione soltanto l’odore. 


Informazioni su Mumon

Secondo alcuni, decisamente troppo giovane per dire cose condivisibili. Una Laurea Magistrale in Biologia Cellulare e Molecolare. Attualmente continua il percorso di studio e ricerca con un Dottorato nel medesimo campo. "Pallinata" per la divulgazione, crede fermamente in un futuro sostenibile e nella necessità di informare e sensibilizzare la gente comune sui problemi della scienza.

8 commenti su “Meglio una zappa oggi che una laurea domani.

  • fma

    falli entrare a lavorare in FABBRICA con i doppi turni che gente come te ha introdotto, con gli stipendi da fame che gente come te ha introdotto, con una riforma delle pensioni abominevole che gente come te ha introdotto.

    Non proprio il ministro.
    Gente come il ministro.
    Gente che vuole male a quelli come noi, che non chiedono altro che

    costruirsi una famiglia, comprare una casa senza dover strisciare ed umiliarsi

    e fare colazione al bar con cappuccino e brioche, perché no, aggiungo io.
    È una versione della realtà che non mi ha mai convinto del tutto.

    • Mumon L'autore dell'articolo

      Personalmente non ho mai pensato che qualcuno al potere o particolarmente privilegiato possa volere male a me o a qualcuno come me. Questo implicherebbe una certa considerazione del prossimo che io ritengo del tutto inesistente, vista la tendenza all’eccessiva considerazione dell’interesse personale.

      • fma

        Neppure io ho mai pensato che tu l’abbia pensato personalmente.
        Ho solo ripreso ciò che hai scritto.

  • francesco villa

    Riforma delle pensioni: ricordate lo SCALONE della riforma maroni del 2004 ? Quando da un giorno all’altro si alzò l’età anagrafica da 57 a 60 anni, le opposizioni di SINISTRA, si indignarono fortemente bollandolo come iniquo ed ingiusto ( ed erano solo 3 anni !).
    Sono nato nel 1953 e ad oggi, anno 2012, grazie anche alla fornero, il mio scalone è diventato di 8 anni e a tutti va bene così !!!
    Per quale motivo al mondo non dovrei “stramaledire” la fornero e la sua riforma?
    Non mi si portino le risibili “giustificazioni” addotte per questo “massacro sociale”, tutte facilmente confutabili solo guardando i dati reali e non quelli “taroccati” che ci vengono quotidianamente propinati.

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