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Mattina in Italia

2 dicembre, 2009 di Gilda  
Archiviato in Caffè Amaro, Il Futuro è nei Giovani, latest



Io la mattina ho dei tempi che devo rispettare. Mi sveglio presto, devo svegliarmi con la musica e rimanere sdraiata almeno per il tempo di una canzone. Un caffè con calma, seguito da una dovuta sigaretta. Alle 7 e mezza sono per strada, a osservare la poca gente che è in giro. Ci sono quelli che vedo sempre, quelli che come me hanno degli orari. Poi ci sono i passanti, gli anonimi… i senza volto. Ci sono i barboni, i mendicanti. I negozianti.
Io la mattina ho dei tempi, se non ho una pausa per stare rilassata al bar impazzisco. C’è il cappuccino, ci sono gli amici e i compiti da fare all’ultimo minuto… perché quelli sì, ci sono sempre. E poi c’è il giornale.

Io non amo leggere i giornali o ascoltarli alla radio o in tv. Non amo sapere ogni cosa che succede al mondo: quello che accade a me e alle persone che mi circondano, rende un quadro fin troppo chiaro di come vanno le cose. E io non sempre ho la forza di sopportare anche i fatti esterni, lontani. Poi figuriamoci, a sentirli raccontare dai giornalisti, con quel distacco e quella impersonificazione, mi passa tutta la voglia di ascoltarli. Così come la manipolazione dell’informazione cartacea.

Però E-Polis mi piace. Perché non sono informazioni asettiche, del tipo “tanto per la cronaca”. Quella è critica, in alcuni casi quasi satira, giustamente carica di quel pizzico di cinismo che in alcuni casi ci vuole proprio. Ecco, per certi versi assomiglia più a un blog pubblico che a un giornale… e io credo sia molto più utile un’informazione di questo genere, piuttosto che quella che viene propinata di solito.
E quindi stamattina, come tutte le mattine, ero seduta al solito tavolino del bar, col solito cappuccino nella tazza, la sigaretta in mano ed E-Polis aperto sul tavolo.
Come tutte le mattine, ho letto prima l’oroscopo… non perché ci creda più di tanto, ma è un’abitudine molto sana per il cazzeggio. Perché anche cazzeggiare è importante! Poi appena finito il cappuccino, se non ci sono troppi compiti da fare, ci si dedica alla lettura del giornale. Di solito leggo i titoli e mi soffermo sugli articoli che mi interessano di più, quelli che stimolano qualche ragionamento utile… anche se ultimamente mi sembrano di meno. Mi sembra che si porti allo stremo ogni notizia, come se mancasse qualcosa. Si continua ad allungare il brodo finché si può, continuando a parlarne anche senza reali motivi di fondo.

Stamattina, però, un titolo ha catturato la mia attenzione in modo particolare: “Il tam tam mediatico e la vera pornografia“. Ovviamente trattava di quei “filmati hard” di cui si parla tanto ultimamente. Durante la lettura dentro la mia testa si è formata come un’immagine, un’Italia frammentata, divisa, annientata. Ho pensato alla politica, al caso Marrazzo, ai video che girano e non girano… sembrano quasi dispetti di bambini che si litigano il giocattolino nuovo. Ho pensato alle leggi che vengono varate e abrogate, ai referendum e ai decreti. Poi ho pensato all’eutanasia, al testamento biologico, alla mafia… ho pensato all’Italia. E ho pensato che non l’ho mai vista così distrutta, non ho mai pensato a lei con tutto questo pessimismo irreversibile che caratterialmente non mi è mai appartenuto. E ho pensato che l’unica soluzione è scappare. Ho avuto paura, per un attimo davvero paura. Paura per l’Italia, che con tutti i suoi difetti è comunque la mia Nazione. Ho avuto paura per il futuro, per quello che avverrà… per quello che sta già avvenendo. Semplicemente, ho avuto paura.

(N.d.R.) L’autrice di questo contributo ha meno di diciotto anni. Il fatto che i nostri giovani abbiano questa attitudine verso il futuro del Paese che gli stiamo lasciando, dovrebbe farci riflettere.

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Gilda
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Comments

8 Risposte a “Mattina in Italia”
  1. maria scrive:

    Una riflessione anche molto lunga!
    Non leggendo giornali, posso comunque farmi un’idea della paura di Gilda, è una paura che ogni tanto provo nei confronti di mio figlio e mi chiedo spesso cosa posso fare per non dargli questo senso di paura quando anche lui comincerà a fare i suoi ragionamenti e scelte da ometto…
    Ricordo le mie paure di adolescente, erano rivolte alla mia persona ed a quella dei miei cari, in questo non c’è molta differenza con l’adolescenza di oggi.
    Ricordo mi chiedevo spesso cosa avrei fatto nel mio futuro, se avrei trovato lavoro, ma ogni lavoro andava bene. Non ricordo di aver mai avuto paura per la mia Nazione, per il mio paese, forse solo un po’ nel ‘90 quando i mass meedia dettero la notizia che l’Italia era in guerra, era gennaio se non erro, e da due mesi avevo compiuto 19 anni, mi fece impressione, ricordo quella sera volli stare vicino alla mia famiglia e poi cercai il ragazo con cui uscivo, avevo paura e mi piombarono nella mente i racconti di mia nonna sulla seconda guerra mondiale…
    Forse l’effetto dei mezzi di infomazione, dovrebbe cambiare, e si che ormai siamo il paese dei non so chè, ma se almeno da loro giungessero nuove forme, nuovi metodi di comunicazione non solo atti al decandetismo e pessimismo, forse i giovani, forse anche io per mio figlio, riuscirò ad avere visioni più serene, qualunque cosa accada…
    Forse anche noi, dovremmo fare a meno di leggere per un po’, dovremmo fare a meno di guardare la tv e le sue informazioni consigli e robe varie, magari, prima o poi qualcuno capirà che sarebbe ora di cambiare registro…. (non è un discorso politico)
    Complimenti a Gilda!

  2. Alfonso scrive:

    Cara Gilda, ho poco tempo a disposizione (e non credo che ne avrò fino alla prossima settimana) e vorrei quindi sintetizzare il mio contributo in un paio di frasette di massima:
    1) molla subito le sigarette! Potrai essere una fumatrice accanita (o del tipo che vuoi tu) dopo i vent’anni (facciamo ventitré, andiamo sul sicuro), quando è certo che lo sviluppo del tuo cervello sia arrivato ad una parvenza di compiutezza (non lo dico per dire, è proprio così).
    2) molla subito e-polis. Considera che non è affatto gratis come sembra. Prediligi mezzi di informazioni “senza carta”, magari aspetta un po’ e la sera quando torni a casa prenditi il tempo che merita una mente ancora non annebbiata come la tua e leggiti i feed RSS di bloggers veri (si, ce ne sono ancora, e alcuni fanno davvero informazione)
    3) hai meno di diciotto anni, la paura che hai è NORMALISSIMA per la tua età. Io dai quindici anni ai ventiquattro non pensavo ad altro che a un bel modo per suicidarmi… (questo vale anche per la nota di redazione: non si può chiedere a un 17enne di avere fiducia nel mondo, oggi come trent’anni fa). La paura in questa fase VA BENE, non la ignorare.
    4) studia, se puoi, e cazzeggia studiando. Se fai una cosa che non ti rende in sapienza, abbandona. Quelli della tua generazione sono il futuro, e si spera possiate renderlo davvero più roseo se vi preparate meglio di quanto ci siamo preparati di noi. Il peggio deve venire: la nostra generazione (parlo degli attuali 30-40enni) non si è ancora rivelata in tutta la sua cattiveria. E lo farà, non appena la vostra cercherà di conquistare i propri spazi attingendo dalle loro briciole.

    Buona fortuna

  3. fma scrive:

    E’ normale avere paura.
    Ma non è così scontato che esista una relazione diretta tra realtà e paura.
    Un giovane oggi, in Italia, ha sicuramente di che preoccuparsi, nel senso che la nostra nazione non è un modello.
    Tuttavia senza esagerare.
    Per esempio ha sicuramente meno motivi per preoccuparsi di quanti non ne avessero i suoi nonni e i suoi trisavoli, che sono stati giovani, in Italia, ai tempi della prima o della seconda guerra mondiale.
    O rispetto a quelli che sono giovani oggi in Iraq, nel Sudan, in Bielorussia, dovevoletevoi.
    I quali si prenderebbero anch’essi i loro tempi per caffè e sigaretta, se solo avessero caffè e sigarette.
    Che riescono miracolosomaente a non impazzire, Dio solo sa come, pur se prividi pausa-cappuccino al bar; talvolta addirittura senza bar tout court.
    Mentre l’oroscopo glielo legge lo sciamano.
    Se sopravvivono loro, c’è speranza anche per noi.
    La cosa giusta da fare potrebbe essere di apprezzare il cappuccino e di rimboccarsi le maniche.
    Il mondo non finisce domani.

    • Gilda scrive:

      Già, su questo non c’è dubbio. Ma un paese distrutto, quello che non ha niente da perdere, finisce spesso per tirare fuori molte più risorse di uno ricco, che ha conquistato molto… la disperazione porta un miglioramento, proprio come era successo con l’esercito francese durante le battaglie con l’Inghilterra, sul nascere delle prime monarchie… gli inglesi erano molto più organizzati, eppure alla fine la Francia ha resistito… e non è l’unico caso della storia in cui un piccolo esercito di disperati ne batte uno migliore… è l’istinto di sopravvivenza.
      Io lo apprezzo il cappuccino, ma in Iraq lo apprezzano di più… e la mia paura è durata poco (non mi deprimo così facilmente), ma vedere le cose nella loro totalità fa sempre effetto.
      Chissà, forse quando arriveremo al limite, quando tutto sarà sfasciato, rimboccarsi le maniche verrà più istintivo.

  4. maria scrive:

    E se Gilda, avesse enfatizzato questa sua mattinata tipo, con sigarette cappuccino ecc. non propriamente le paure, che fanno parte dell’essere umano, e che si esasperano in età adolescenziale, se avesse enfatizzato questi atteggiamenti per sembrare più grande, almeno nel pensiero, in quanto, gli adulti medi italiani, fanno cosi… Fumo bar cappucino, caffe, e giornale…..

    • Gilda scrive:

      Beh… avrei dovuto iniziare da molto piccola a voler sembrare grande, considerato che il bar è una passione che ho da sempre! ^^
      Il caffè ho sempre visto berlo a mia madre a tutte le ore, ha sempre fatto un po’ parte della mia vita… forse l’unica cosa che può essere venuta per quel motivo sono le sigarette!

      P.S. effettivamente la descrizione della mattinata tipo non è proprio collegata alla paura che ho provato, ma quando mi sono messa a scrivere è uscito così, perchè leggendo quell’articolo sul giornale è come se si fosse spezzato qualcosa… e l’abitudine riguarda anche il mio pensiero dell’Italia, che è un pensiero che (soprattutto ultimamente) è in continua modifica.

      • maria scrive:

        Non ho di certo titoli per giudicarti ne in positivo ne in negativo, l’articolo mi è piaciuto molto, e mi piace ancora di più sapendo la tua età, non è una discriminazione o chissa chè, non so spiegarmi meglio, scusa.
        Ma ti auguro ogni bene possibile da chi ha avuto 18 anni prima di te e da chi adesso è madre.
        Non avere fretta di crescere, goditi i tuoi anni, goditi le tue fatiche, apprezzale ammirale.

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