Maschio: non ho bisogno di tirare un pugno a qualcuno per definirmi tale 22


Bisognerebbe ben differenziare la definizione di eterosessualità maschile da quella di machismo. L’eterosessualità maschile è la tendenza erotica del maschio verso il sesso femminile, che è, in quanto appartenente alla sfera sessuale, parte dell’io proprio di una persona, il che presuppone il fatto di non doverlo necessariamente dimostrare in pubblico. Il machismo è invece l’esagerata esibizione di virilità basata sull’idea che il maschio sia sessualmente superiore rispetto alla femmina, che è, invece, cosa completamente diversa. Il punto è che la tendenza a sovrapporre queste due definizioni aumenta sempre di più, per cui passa l’idea secondo cui l’eterosessualità di un uomo debba obbligatoriamente manifestarsi  con un’ostentata virilità, nonché con una maggiore aggressività. E non che questo di per sé sia innaturale, ma obbligatoriamente, nel contesto, assume un significato fondamentale. Questo si traduce in due aspetti molto pericolosi: innanzitutto la considerazione dell’omosessualità maschile come qualcosa di deprecabile; se la considerazione che si ha di un uomo inizia a basarsi sul suo grado di machismo è evidente che per definizione essere gay diventa a prescindere una deficienza; il secondo aspetto, invece, coinvolge la donna (eterosessuale) che, e mi sembra anche piuttosto banale argomentarlo, scende, dal punto di vista prima sessuale poi generale, su un livello decisamente inferiore rispetto all’uomo sia, ovviamente, in quanto valutata nell’ottica maschilista, sia in quanto, al netto, considerata al pari di ogni altro mezzo in grado di alimentare il grado stesso di machismo.

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Dal dover considerare allo stesso identico livello ogni tipo di orientamento sessuale si arriva, inevitabilmente, al considerarlo in modo scalare. Al vertice, certo, la figura eterosessuale maschile intesa nell’ottica maschilista, più in basso la figura eterosessuale femminile e sull’ultimo gradino la figura omosessuale maschile. Ovviamente,più in basso delle altre, quella maschile, perché in definitiva ciò che questo modo di pensare alimenta non è l’omofobia in assoluto, ma l’omofobia specifica verso il sesso maschile. Qualcuno mi contraddica se l’omosessualità femminile non è considerata, in quest’ottica, eroticamente stimolante più che disprezzabile. Tutto ciò porta anche ad un’altra manifestazione. Il divario sempre maggiore che si crea tra il vertice della piramide ed il livello inferiore, occupato dalla donna eterosessuale, può condurre a due eventi: la donna si rifiuta di rientrare nell’ottica maschilista e la combatte, ed il circolo si chiude qui; oppure il divario cerca di essere compensato dalla donna stessa con l’avvicinamento anche della sua definizione di eterosessualità, quindi quella femminile, all’ottica di machismo stesso, ed il circolo si alimenta. Una tragedia.

Si rischia, in questo modo, che l’essere uomo non contempli altra ottica se non quella dell’“essere maschio”, il che si traduce, come spiegato, in uno stravolgimento assoluto della parità intrinseca che le sessualità dovrebbero avere, nonché nello svilimento anche dell’eterosessualità maschile.

Questo Paese, se proprio vogliamo buttarci anche all’interno della considerazione politica oltre che sociale, è stato eccellente nell’esasperare tutti i punti peggiori di quanto appena esposto. Abbiamo avuto come Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica (premier non rende al meglio l’evidenza di quanto in alto sia arrivata la decadenza di questa nazione) una persona che non mancava un’occasione per “esibire esageratamente la sua virilità”, a voler minimizzare. E questa non è una ripetizione forzata di storie dette e ridette, perché a quanto pare la gente non ha ancora realizzato quanto grave sia stato il danno originatosi dal far passare come normale il modo di fare suo e di ogni altra persona di pubblico rilievo, in primis, e non. Donne comprese.

L’ottica machista ha avviato buona parte del Paese verso un aumento dell’aggressività e della violenza generali, fisiche e non.Il mancato rispetto della sessualità, sia maschile che femminile, ha alimentato in maniera incontrollabile il mancato rispetto di tutto il resto: opinioni, credenze, regole, leggi, persone; con tutto ciò che questo poi comporta, da una rissa per strada alle difficoltà neldiscutere in Parlamento.

Le quote rosa, per dirne una, sono il modo peggiore che avremmo potuto inventare per tentare di cambiare rotta, anzi, a mio avviso, sono solo un insulto.

La bisessualità, l’eterosessualità e l’omosessualità devono  essere (ri)messe sullo stesso piano una volta per tutte. E, per ora, l’unico gruppo che sta cercando di farlo dal punto di vista legislativo (oltre che della cooperazione tra le sue componenti) è lo stesso che viene tacciato di sessismo (lungi dal giustificare chiunque, ma “come se fino a ieri fossimo vissuti nell’Inghilterra della regina Vittoria”).

Mio nonno diceva che non consideri una persona tua pari finché non la tratti esattamente come tutti gli altri, nel bene e nel male. Per cui non è detto che essere donna od omosessuale ti esima dall’essere qualsiasi cosa di cui ti si accusi.

di giand_lop
Informazioni autore: Ho quattro nonni e due genitori.

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