Marzo (2008)
Gemmeo il piano, così argentin le voci,
che tu avverti la fiducia in cuore,
e del futuro non di gioie avaro
già senti l’odore…
Ma vecchio è il quadro, e le adunche mani
di nere trame segno son foriero,
e vuoto è il nuovo, e cavo a chi è pensante
il cavaliero.
Silenzio, intorno: voci, solo sventate,
odi ogni sera dai telesalotti:
è un trito adescar di foglie fragili. E’ la campagna,
elettorale, dei morti.
Liberamente ispirato a novembre
MC Inserzione Locale
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Fantastica.
Bravo saint. Dal “turpiloquio” alla poesia in un battito d’ali!.
Grazie.
Quello non è turpiloquio Marco, dai. Capisco che non siano stati in tanti a leggerlo, ma è solo il titolo ad essere forte. E poi qui il turpiloquio non è ammesso, siamo su MC, mica su dellefragilicose
@saint
essendo io uno dei pochi che lo ha letto so bene che non si tratta di turpiloquio
Stavo giusto facendo un po’ di disinformazione. Si sa che il turpiloquio attira, hai visto mai… speravo di stuzzicare la curiosità di qualche lettore. Ma mi hai rovinato la sorpresa!
Lo so che scherzavi, solo che voglio lettori consapevoli