Mario Rossi
19 giugno, 2007 - 8:20 di Pietra
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Si chiamava Mario Rossi: c’è un tot di Mario Rossi in Italia, in tutte le città, cionondimeno lui si chiamava Mario Rossi: succede.
Non era né basso né alto, né grasso né magro, né presbite né miope, né elegante né sciatto, né intelligente né scemo.
Non era. Era un Mario Rossi, con un problema: lui somigliava. Somigliava sempre, in assoluto. Somigliava e basta. Fu il dramma della sua vita.
Agli esami per la quinta elementare, preparatissimo, fu bocciato perché scambiato per un suo compagno di classe che gli somigliava tanto: e ci volle del bello e del buono per convincere la commissione del proprio errore. Il presidente della commissione d’esame, seccato, se ne sortì dicendo: “Il Mario Rossi dovevano metterlo in un’altra classe, ingenera confusione, somiglia a tutti”. Una buona idea, a ben vedere, se non che, come disse il direttore didattico di quella scuola elementare, già avevano provato a inserirlo in altre quinte con nessun risultato. “Sa com’è, disse il direttore al presidente, “il Mario Rossi è uno così. Somiglia”.
Ogni giorno, camminando per strada, Mario Rossi incontrava qualcuno, sconosciuto per solito, che lo salutava scambiandolo per un altro e in tutte le scuole che frequentò sempre gli accadde di somigliare. Gliene venne, da questa sua somiglianza, una sorta di remissività caratteriale, come un abbandono fatalistico. Alla solita frase: “Tu….scusi, lei, mi ricorda un amico carissimo”, Mario Rossi ormai da tempo sorrideva con struggente malinconia. Conobbe l’amore, perché questo è dato anche a chi somiglia. Fu questa una stagione lieta dei suoi vent’anni. Poi, alle soglie del matrimonio, lei conobbe uno che somigliava tanto a lui, “Siete così somiglianti”, gli disse, “che quasi non c’è differenza, e quella che c’è, cerca di capirmi, m’induce a sposare lui e non te”.
Rimase scapolo e non poteva essere altrimenti. Anche nel lavoro la sua somiglianza gli creò non pochi problemi. Era un ottimo lavoratore: puntuale, diligente, meritevole certo di avanzamenti di carriera che venivano concessi ad altri, altri che, sempre, somigliavano tanto a lui.

Era un buon cattolico, praticante e osservante, Mario Rossi. Sopportava con cristiana tolleranza le mille e una iatture che la somiglianza gli procurava.
Sorrideva anche, sempre più remissivo e malinconico, e a sera, davanti a quello specchio del bagno che gli rendeva tutta intera la sua speculare somiglianza, si diceva “Anch’io sono fatto a immagine e somiglianza di Dio e Dio quindi somiglia anche a me”.
Un pensiero così elevato certo lo sostenne in non poche delle sue traversie – è dato dalla fede – e per non poche stagioni della sua vita. Ma venne il tempo che Mario Rossi più non resse. Risparmiò su tutto. Accantonò lira su lira. Aveva deciso. Una plastica facciale poteva risolvere il suo problema. L’avrebbe risolto. Così fece. Cambiò faccia. Invano: perché la somiglianza è qualcosa di più e d’altro che un tratto, che un soma; è una qualità dentro che dà comportamenti, atteggiamenti, modi d’essere, appunto, somiglianti.
Perfino sua madre, vecchia e morente, gli disse: “Mario mio, hanno fatto un bel lavoro, davvero somigli tutto al mio Mario”, e morì.
Si fece la sua vita in malinconica e sorridente solitudine, confortato sempre e soltanto dalla certezza di una fede che gli garantiva la più gratificante delle somiglianze: quella con Dio. …. E morì. E nella camera ardente dell’ospedale fu scambiato con un altro deceduto, tipico caso di somiglianza post mortem, tant’è che oggi sulla sua tomba c’è chi mette fiori, gli fanno visita parenti e amici e congiunti che mai ha avuto in vita, e c’è chi lo piange e lo ricorda mentre, in tutt’altra parte del grande cimitero metropolitano, c’è una tomba disordinata e sciatta, nella quale un tristissimo eterno dormiente si domanda che cosa abbia fatto in vita per meritarsi tanto abbandono da parte dei suoi cari.
Salito in cielo, al cospetto di Pietro, il nostro somigliante si presentò: “Mario Rossi, cristiano cattolico apostolico romano fatto a immagine e somiglianza di Dio”.
San Pietro lo scrutò e impallidì: “È vero”, esclamò, “gli somigli tutto. Sembri proprio lui. E’ un bel problema. Dove ti metto? Non fra i Beati e nemmeno tra i Santi: potrebbero pensare che Lui fosse sceso tra loro, cosa questa mai successa in saecula saeculorum. Sai com’è, questo è per antonomasia il Regno dell’Ordine, ognuno al proprio posto. Che fare? Solo Lui può risolvere questo problema.” E Dio lo risolse, Chiamò a sé Mario Rossi. Lo scrutò: “In verità ti dico”, gli disse, “che tu fatto fosti a mia immagine e somiglianza con quella perfezione che sola può essere della cosa divina”. E fu così che la Trinità divenne Quattrina: Padre, Figlio, Spirito Santo e Mario Rossi.
“Perché, in verità vi dico – disse Dio Uno e Quattrino – che è ormai solo delle cose Celesti il tempo della Fantasia che è luce; sulla Terra dell’uomo vieppiù si fa la tenebra della violenza e del potere. Tant’è che io non manderò, non più, mio Figlio a redimere i peccati del Mondo. Manderò Mario Rossi, a mia immagine e somiglianza per testimoniare la mia presenza”.
E Mario Rossi tornò tra di noi; e quando ci avverrà di incontrarlo, dopo avergli detto: “Cristo, somigli tutto…”, ricordiamoci che somiglia a Dio, che è fatto a Sua immagine e somiglianza.
Perché è scritto, Genesi I, 27: “E Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio… “.
Tutti gli uomini.
Mario Rossi un po’ di più.
Mario Rossi è di Pietra

Criptico…non capisco se è ironico o serio.
Se è ironico è divertentissimo!
@Emanuele
E se non lo è?
eheh allora o non ho capito un ca//o o abbiamo diverse opinioni!
Un pezzo veramente interessante.
Intelligente, colto e paradossale.
Complimenti all'autore
Continuo a pensare che sapendo cercare si trovano cose molto belle in internet.
Grazie Pietro e grazie MC
Questo pezzo mi ha fatto pensare. In fondo, a prescindere dalle facce, siamo tutti tristemente uguali ed indistinguibili.
Meriti e demeriti dei mass media.
@ Franca:
Finchè riusciremo ad essere ancora noi stessi a decidere quanto e come essere uguali agli altri, nulla di male, credo!
Bello. E' vero, in fondo in fondo siamo tutti uguali, un pò di più, un pò di meno. E proprio questo, a mio parere, è ciò che ci salva senza, paradossalmente, toglierci la possibilità di essere unici.
@all
in realtà Pietra è una signora affascinante e molto bella che vive in una tenuta di campagna con due cavalli bianchi che ama cavalcare a pelo.
Custode della GrandeMokaEsplosiva, ogni tanto ospita due principesse vagabonde di grazioso aspetto e tenero sentire.
Riso amaro.
MC porta i miei complimenti a Pietra. Deve essere proprio una donna che somiglia a poche altre!
Presenterò
Le cose visibili sono uno sguardo su quelle invisibili (da Anassagora a Mario Rossi).
Fuor di metafora, grazie a tutti.
Pietra
p.s. Un augurio a tutti di tenersi forti e superare la fatica quotidiana grazie a MC
Eccezionale.
Un riassunto ed una speranza. Un riassunto delle domande e delle risposte che molti si pongono, che arrancando cercano nei segni della vita, la speranza di non correre invano i giorni della nostra vita.
Ciao Pietra…
geniale, ironico, riflessivo, ma soprattutto godibile.
I miei complimenti e un saluto a Mario e a tutti i suoi analoghi.
Brava Pietra, brava.