Manovra e Spread: Repubblica e Corriere ci Fregano 24


In questo momento, ore 21.32 del 5 dicembre 2011, Il Corriere della Sera on Line e La Repubblica on Line stanno mettendo in atto una gigantesca manovra sincronizzata di disinformazione verso voi popolo bue pronti a trangugiare tutta la cacca che viene trasmessa in TV o on line. Ecco i due vergognosi titoloni a tutta pagina:

Secondo il Corriere “la manovra spinge giù lo spread”, mentre la Repubblica titola “Effetto manovra, lo spread a picco”. C’è poco da capire. Secondo i due giornaloni nazionali il solo annuncio della manovra ha avuto il potere di ridurre lo spread dei titoli italiani nei confronti degli analoghi tedeschi si un succoso 15% in un solo giorno.

Bene, quella di Monti deve essere veramente una manovra eccezionale perché, come è possibile vedere in questo esatto momento a questa pagina (alleghiamo un’immagine perché le cifre sono aggiornate in tempo reale e possono cambiare) gli spread dei titoli spagnoli e di quelli francesi nei confronti dei titoli tedeschi calano di percentuali anche leggermente superiori a quelle dei titoli italiani. Come dire, Monti fa una manovra che risolve di un colpo non solo i problemi italiani, ma anche quelli spagnoli e francesi.

Come è possibile? Se per un attimo smettiamo di farci coglionare e iniziamo a ragionare ci rendiamo conto di una cosa elementare. Lo spread misura la distanza fra i rendimenti dei titoli italiani, francesi e spagnoli rispetto ai rendimenti dei titoli tedeschi. Se i tedeschi rendono il 2% e i nostri rendono il 7% lo spread è 500 punti base. Se i nostri titoli rendono l’8% e quelli tedeschi continuano a rendere il 2%, allora lo spread sale a 600 punti base. Ma se i nostri rendimenti rimangono, come sono, a oltre il 6% come fa lo spread a diminuire? Semplice, vuol dire che sono aumentati i rendimenti dei titoli tedeschi. Infatti, oggi è stata messa per la prima volta in dubbio la tripla A della Germania. La crisi è così grave che nemmeno i titoli di stato tedeschi sono considerati sicuri.
Lo spread è sceso non per la manovra di Monti, ma perché qualcuno incomincia a pensare che la Germania è inguaiata pure lei.

A Repubblica e Corriere non lo sanno? Lo sanno, lo sanno, ma tra fratelli muratori ci si sostiene anche se per farlo è necessario mentire. E voi lì, con la bocca aperta come cazzoni a ciucciarvi le lacrimucce di coccodrillo della ministra. Quelle di Berlusconi vi prendevano con la figa e questa vi fa commuovere. Cazzoni!

edit del 6 dicembre 2011 ore 8:16. Il Corriere cambia titolo. Ora, lo spread è sceso da solo. Chissà perché


24 commenti su “Manovra e Spread: Repubblica e Corriere ci Fregano

  • Lorenzo El Carro

    Chi ha scritto questo articolo è poco ferrato sulle materie economiche. Se lo spread scende, anche se è quello della Germania a salire è buona cosa. I tassi tedeschi erano da troppo tempo troppo bassi, tanto che alcune aste vanno deserte proprio perché non c'è guadagno nell'investimento (i titoli a 6 mesi sono quasi a interessi zero). Che poi ciò dipenda direttamente da Monti è tutto da dimostrare. Ma è un pezzo del puzzle. Uno dei tanti di questa settimana. Oggi ad esempio c'era anche un incontro europeo importante, dove Francia e Germania hanno raggiunto un accordo (un primo passo) su materie di bilancio comunitario. Anche questo ha contato. Ha contato pure l'apprezzamento d'oltreoceano (io lo chiamerei più Obbligato Ottimismo) da parte di Obama, riguardo alla UE. Che poi i titoli nella home sono esagerati è – in parte – vero, ma è la prassi giornalistico sensazionalista con cui i nostri giornali affrontano ormai ogni argomento. La qualità è bassa, siamo d'accordo, ma da qui a dire che c'è in atto un complotto, dai, siate seri. Fratelli muratori…

    • Fabio Amati

      Sono molto d'accordo con te Lorenzo.
      Personalmente vorrei essere molto più spicciolo esulando ta tematiche "tecniche".
      Scusami ma detta schietta di complottismi facili, o disfattismi noti ed arcinoti, attualmente ne ho le scatole altamente piene. Includendo coloro che hanno commentato l'articolo in questione.
      La vorrei riassumere così:
      Se siamo in condizioni a dir poco pessime, "ringraziate" i precedenti governi!!!!! E ringraziate chi ci ha portato in europa senza nemmeno chiederci il consenso. Ora mi domando: Ma per una volta in 20 anni circa (per non andare troppo distante)…dico per una volta è così difficile cercare o almeno provare di essere un minimo ottimisti???!!! Vi sono tutte le carte sul tavolo. Anche se non abbiamo voluto noi direttamente questa situazione, in parte è anche colpa nostra. Detesto attualmente ogni forma di disfattismo, dal momento che voglio pensare che gli Italiani si siano svegliati. E per una stramaledettissima volta voglio pensare che le cose possano anche migliorare. Troppi luoghi comuni sto leggendo (scusate la parola), cose ormai trite e ritrite. Ne ho due scatole che non ne avete idea! Non ho più energie per affrontare certe tematiche che ho già abbondantemente affrontato e discusso ovunque. Voglio semplicemente prendermi un attimo di respiro cercando di avere un briciolo di ottimismo! Parliamo di altri paesi, quali, Belgio, Spagna, Francia, Olanda ecc……benissimo. Ricordiamoci che "forse" "L'erba del vicino è sempre la più verde!" Orbene ognuno è libero di andarsene in questi "paradisi". Sapete perchè personalmente non andrò mai via? Perchè amo il mio paese, voglio e desidero cercare di portare anche il mio piccolo contributo alle migliorie di quest'ultimo!!!! Costi quel che costi. Fine della prosopopea. 😉

    • Fabio Amati

      Lorenzo El Carro ahahhahah…..più o meno. Fatteme respiràààà!!! 😀
      Questa vignetta dedicatami la ritengo un complimento. E ti ringrazio Lorenzo. 😀

    • Fabio Amati

      Lorenzo El Carro ahahhahah…..più o meno. Fatteme respiràààà!!! 😀
      Questa vignetta dedicatami la ritengo un complimento. E ti ringrazio Lorenzo. 😀

    • Gianalessio Ridolfi Pacifici

      Fabio Amati credo che nemmeno lei possa fare a meno di prendere atto della palese alterazione della realtà messa in scena dai media. Mi permetta di dubitare di qualsiasi cosa, anche la migliore, che venga presentata con questi sistemi. la saluto.

    • Lorenzo El Carro

      Gianalessio Ridolfi Pacifici Perché la Grecia è tecnicamente fallita, ed è stato un errore arrivare fino a qui cercando di "salvarla" da una fine che era palesata già mesi e mesi fa. Era meglio per l'Europa e per i Greci farla andare in default controllato quando si era capito la gravità della situazione, sostenendola attraverso l'FMI, metterne in stand-by l'euro e ricollocare il suo debito. Si poteva fare, perché la Grecia ha un'economia debole basata sul turismo, e non ha esportazioni rilevanti (il valore delle esportazioni è grossomodo quello della provincia di Vicenza). Comunque, ciò detto, i titoli greci sono cannibalizzati sui mercati secondari dalla speculazione. Quindi il mercato c'è e si muove, ma per fini speculativi e non di investimento. Questi argomenti sono seri, e andrebbero affrontati con serietà. Utilizzare queste scorciatoie per analizzare e comprendere la complessità della realtà è fare un torto all'intelligenza di chi vi legge, e sminuisce anche i problemi, che ovviamente esistono (la struttura europea, la bassa qualità dei media, la scarsa competenza politica delle elitè che ci hanno governato, ecc.ecc.) e che andrebbero affrontati. Cercando di non ridicolizzarli con 'ste puttanate dei complotti, dei muratori, degli spazzini, dei rettiliani e chi più ne ha più ne metta. E suvvia.

      • serpiko

        Cit.: “Era meglio per l’Europa e per i Greci farla andare in default controllato quando si era capito la gravità della situazione,”

        Sono certo che qualche tedesco e francese stia pensando la stessa cosa di noi.

        Possibile obiezione: “Ma noi abbiamo il differenziale in positivo, non fosse per i costi della macchina statale saremmo in attivo”.
        (che suona un po’ come “la mia azienda sarebbe in guadagno se non dovessi pagare gli impiegati” ma pazienza).

        Controbiezione: anche i titoli tedeschi e francesi sono sicuri, non fosse per quel koala attaccato alle loro palle che si chiama Italia e che sta allungando il loro scroto fino alle ginocchia.

        Occhio alla merda che passa dai media.
        E’ fatta apposta per fare in modo che in siti liberi e competenti le informazioni vengano discusse con un buon margine di confusione e disorientamento, di modo che nessuno faccia un beato cazzo per prepararsi all’impatto.

    • Gianalessio Ridolfi Pacifici

      Lorenzo El Carro non sono un complottista, anzi questo sito è sempre stato in prima fila nella ricerca di risposte scientifiche e ragionevoli. Sull'11-9 ci siamo fatti decine di migliaia di nemici.
      Sei sicuramente più competente di noi sull'argomento, anzi ti invito a scrivere una nota su facebook, taggandomi e la pubblicheremo su MC. Abbiamo sempre bisogno di imparare.
      Però che Monti e altri ministri del suo governo siano massoni è notizia non smentita dagli interessati e che la contrazione dello spread sia stata presentata come effetto della manovra di monti mentre era avvenuta con numeri uguali sui titoli di francia e spagna sono fatti.
      Se hai spiegazioni che giustificano la presentazione della notizia nella modalità di corriere e repubblica siamo pronti a pubblicare una tua replica.
      E' curioso che per anni abbiamo combattuto sciachimisti, undicisettembristi, signoraggisti e ora passiamo per complottisti 🙂
      la vita è meravigliosamente varia 🙂

    • Lorenzo El Carro

      Gianalessio Ridolfi Pacifici Non sarai un complottista, ma allora il post chi l'ha scritto? Io mi sono basato nel commentare a quel che ho letto. Il fatto che Monti abbia collaborato (da esterno) con Goldman Sachs, non vuol dire che sia un loro emissario inviato in Italia per conquistarci, cosa che ogni tanto si sente dire. Bisogna cercare di essere obiettivi nei ragionamenti. Monti quando ebbe a bloccare importanti acquisizioni americane – qualche miliardo di dollari – in territorio europeo (per motivi che possono venire riassunti in "possibile posizione dominante sul mercato"), e quando multò la Microsoft con un multina da 500 milioni di euro, venne paragonato negli States da vari importanti quotidiani come il nuovo Stalin d'Europa.

      Che poi sia massone poco mi cambia, visto che la massoneria ufficiale esiste a tutt'oggi e non è niente di più che un circolo di intellettuali da salotto che si reputano illuministi, ma che hanno ben poco potere, al contrario delle lobby economiche e dei comitati d'affari (e se nei comitati d'affari spuntano dei massoni non vuol dire che è la massoneria e controllare i comitati d'affari, t'assicuro). Massone non vuol dire complottaro.

      Per tornare ai titoli dei giornali, e tralasciando i miei precedenti commenti sulla scarsa qualità dei giornali italiani (e badate che anche all'estero molte volte scrivono ciò che leggono sui giornali italiani, e su questo Berlusconi aveva ragione, ad esempio ho letto ieri su Le Monde che "tornava la tassa sulla casa che aveva tolto Berlusconi", quando in realtà fu tolta da Prodi, e poi allargata a tutti – anche ai ricchi – da Berlusconi, e spesso i giornali italiani se lo dimenticano), dicevo, per tornare ai giornali italiani, è normale che si osservi il comportamento dei mercati, e che gli si dia una valutazione positiva collegata all'Effetto Monti. E' una semplificazione certamente, ma è uno spicchio di verità. La credibilità sul mercato non dico che sia tutto, ma poco ci manca. Era ed è risaputo che Monti era ed è la condizione necessaria ma non sufficiente per (provare a) non mandare in default l'Italia e distruggere l'Europa. Non ci sono complotti orchestrati da chissachì, solo banale semplificazione giornalistica e titoli ad effetto. Se però poi ci si addentra a leggere gli approfondimenti oltre le prime pagine, allora anche sui giornali emerge la complessità della situazione, i meriti e le colpe di Monti e le varie sfaccettature della risposta dei mercati. Se poi a questo ci vuoi aggiungere il probabile sollievo con cui molti giornali hanno accolto il governo Monti (da molti timidamente auspicato, da alcuni accettato con riserva, da altri invocato a gran voce) si può capire che dopo 18 anni di "non-politica", vedere un "non-politico" fare politica sembrava probabilmente incredibile ai vari direttori di testata. Queste a mio avviso sono le spiegazioni di tali titoli. Tutto qui.

      Se posso esserti d'aiuto a fugare qualche dubbio scrivimi pure o aggiungimi ai contatti e mandami una mail.

    • Gianalessio Ridolfi Pacifici

      Lorenzo El Carro l'articolo l'ho scritto io. Mi firmo e scrivo con toni differenti per raggiungere obiettivi diversi.
      Sinceramente non penso che ci sia un complotto di incappucciati a governare la crisi italiana e quella europea. La tua spiegazione è ragionevole e accettabile, ma la mia opinione è meno ottimista. Penso che Monti sia l'espressione di un variegato gruppo di potere che mette insieme interessi industriali, gerarchie cattoliche, massoni (per quanto possa apparire improbabile un'alleanza del genere, gruppi finanziari.
      L'agiografia messa in scena dalla stampa prima e dopo la consacrazione di Monti sono vergognose così come lo erano gli editoriali di Minzolini.
      Non contesto la questione tecnica, ma certi toni sono necessari per scuotere un po' le persone dalla bambagia che gli viene ficcata nelle orecchie.
      Ti aggiungo ai contatti per seguire le tue segnalazioni e/o eventuali note.
      Grazie

  • Luca Merlo

    Concordo, ovviamente. Ma attenzione a non finire il ragionamento pensando che il governo Monti sia una bufala: difatti siamo passati da rendimenti al 7% a rendimenti al 6%, come ridorcavi poco sopra. Apprezzo il fatto che non è stata la conclusione ultima del post, ma al popolo bue questo può sfuggire e quindi il post stesso risulterebbe fuorviante.

    Riguardo le lacrime puoi pensarla un po' come vuoi, ma l'Italia è un popolo di vecchi che si lasciano rincoglionire dalle lusinghe di "figa per tutti": siccome è un elettorato potente nessun governo destra o sinistra prenderà mai dei provvedimenti decisi che possano in qualche modo danneggiare i nonni anche se favorirebbero i nipoti. Quindi se questo significa tagliare in parte le pensioni di una parte dei pensionati, ben venga. Ora sta al governo mettere in atto delle iniziative per i giovani: La manovra Monti non è finita e il lavoro deve essere ancora discusso. Quindi per me il compito del governo è arduo, ma la strada intrapresa sensata.

    • Gianalessio Ridolfi Pacifici

      Salve Luca, ha ragione sui numeri "assoluti", però in fase di collocazione intorno al 7% lei dimentica di aggiungere che lo spread aveva raggiunto quota 574. Se oggi siamo a 6 con 300 punti di spread in meno c'è qualcosa che non torna. Comunque, il merito non sono i numeri ma la palese alterazione della realtà messa in scena dai media. Mi permetta di dubitare di qualsiasi cosa, anche la migliore, che venga presentata con questi sistemi. la saluto.

  • fma

    Per capire quale sia l’andamento dei tassi sui nostri titoli di stato e dello spread con i bund, basta guardare il grafico del prezzo di un BTP a lunga scadenza, come questo:
    http://www.borsaitaliana.it/borsa/obbligazioni/mot/btp/grafico.html?isin=IT0003934657&lang=it
    e confrontarlo col grafico di un analogo Bund, come questo:
    http://www.borsaitaliana.it/borsa/obbligazioni/mot/euro-obbligazioni/grafico.html?isin=DE0001135275&lang=it
    Si vedono chiaramente sia l’effetto Monti, nell’impennata finale del prezzo del BTP; sia la crescita di rendimento del Bund determinata dal calo del prezzo del titolo nel corrispondente periodo.
    Evidentemente l’una cosa non esclude l’altra. Lo spread è la conseguenza delle due.

  • Stefano

    certo che questa retorica del”2voi popolo bue, io figo unico che ho capito” si può anche fare, ma poi ci vogliono gli argomenti per sostenerla
    Una settimana fa lo stato ha collocato 7 miliardi di titoli al rendimento del 7,89%, venerdì il rendimento dei btp a 10 anni stava al 6,80%, stamattina è sotto il 6%.

    L’illuminato qui, riesce a fare il calcolo di quanto significa questo in termini di cash da sborsare in meno per quota interessi?
    Ecco, quando ha fatto, io pubblicherei una rettifica, magari il popolo bue apprezzerà.

    • Comandante Nebbia

      La retorica del “popolo bue” serve proprio per stanare chi la pensa diversamente, ma troppo spesso se lo tiene per sé. Età e cultura mi hanno reso esente dalla presunzione, ma esperto nello stimolare reazioni.
      Piuttosto, entriamo nel merito.
      Lasciamo stare per un attimo i numeri, ma il modo con cui è stato presentato il calo dello spread era oggettivamente corretto? Se è così, perché la manovra di Monti ha fatto calare pure lo spread dei bonos o degli oat?

      Questo tipo di atteggiamento non squalifica qualsiasi operazione presentata in modo così denigratorio?

      Ti sei chiesto perché corriere e repubblicano titolano così?
      Se hai una risposta convincente la aggiungo come rettifica.

      • Stefano

        a parte che rispondere con una domanda a un’altra domanda, non è il massimo, non si può entrare nel merito prescindendo dai numeri?
        e come la calcoli la correttezza o meno del modo in cui è stato presentato il calo dei rendimenti se non ti rendi conto di quanti miliardi di interessi risparmiati significa ridurre i rendimenti di due punti?

        comunque la risposta alla tua domanda è che il nostro grado di solvibilità influenza direttamente anche lo stesso parametro dei nostri creditori e soci nella BCE.

        • Comandante Nebbia

          beh, comunque tu rispondi alla mia domanda con ben due domande :mrgreen:

          comunque, secondo la tua opinione la manovra di Monti aumentando la nostra solvibilità fa recuperare il 17% di spread fra i titoli francesi e spagnoli e quelli tedeschi.

          Oggettivamente mi sembra tanto, anche considerando che la Spagna non mi risulta così esposta col debito italiano. Ma sicuramente hai ragione tu.

          Di conseguenza Corriere e Repubblica titolavano correttamente quando affermavano che lo spread era crollato grazie a Monti omettendo che analogo movimento si era verificato per titoli spagnoli e tedeschi.

          Evidentemente il corriere ha corretto il titolo solo per una questione grafica.
          Ne prendo atto e ti ringrazio per la tua gentile collaborazione.

    • serpiko

      Non capisco come si possa essere allegri per un tasso al 6% dei BTP.

      Occorre ricordare che:
      – quando il bilancio è in deficit e il rapporto tra esso e il PIL è > 3%;
      – quando il rapporto tra debito pubblico e PIL è > 100%;
      – quando i tassi d’interesse sul debito sono superiori al 5%;
      al verificarsi di tutte e 3 queste condizioni, una nazione dichiara insolvenza in circa 4 mesi e mezzo.

      Di conseguenza il 6% non è sufficiente a salvare la nazione. Nemmeno il 5%. Nemmeno il 4%.
      Non sono numeri per cui esultare perchè non c’è possibilità di svalutazione (quindi signoraggio) per aumentare la quantità di denaro in circolazione e diminuire, di conseguenza, il rendimento.

      Muuuu!

  • Maurizio Donadio

    Ma il famoso effetto per cui i rendimenti variano in base alla quantità di acquisti BCE sul mercato secondario dei titoli, dato la cui entità ci arriva sempre e solo come rumor non è considerata da nessuno? Dite che non ci sia lo zampino di Draghi?

    • Lorenzo El Carro

      E' uno dei problemi che andrebbero affrontati sul ruolo della BCE, una banca centrale molto timida, che usa solo il costo del denaro per organicizzare la sua politica monetaria. Che tra l'altro sarebbe un' ottima politica in condizioni di normale crescita economica, perché controllerebbe l'inflazione, dando stabilità al sistema. Ma nella condizione in cui siamo è una politica monetaria rischiosa. Il problema è che la BCE compra titoli dei paesi in difficoltà con il contagocce (credo si sia data un tetto di 20 miliardi a settimana), poiché il suo statuto non gli permette di farlo, ed è anche per questo che compra sul mercato secondario. E meno male che è arrivato Draghi, che ha abbassato il costo del denaro a 1.25 e in questi giorni mi par di capire lo abbasserà ancora di 0.25 dando possibilità alle banche di ricapitalizzarsi con minor sforzo (sì, con il rischio che vi sia un po' di inflazione, ma il rischio è affrontabile e relativamente secondario). Basti pensare che Trichet quando era al posto di Draghi, per terrore dell'inflazione aveva aumentato (sic!) i tassi d'interesse creando mancanza di liquidità e conseguente spinta recessiva.

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