Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Manovra da 25 Miliardi: Italia Batte Grecia Zero a Zero" è stato scritto da dellefragilicose
Quindici giorni fa erano tutte rose e fiori. L’Italia e le sue banche erano salde, il rapporto deficit/PIL stava migliorando, il peggio era passato e se qualcuno si lamentava perché, nonostante la ripresa, stava perdendo il lavoro si trattava del solito piagnone rompicoglioni.
Oggi, all’improvviso, si scopre che l’Italia per non affondare deve subire una manovra di 25 miliardi che se non equivale a quella della bancarottiera Grecia, poco ci manca.
All’improvviso tutto è cambiato. Il paese del bengodi dove tutti magnano senza faticare e nessuno paga le tasse si è scoperto sull’orlo di una crisi argentina. Sarà per questo che Il Sole 24 Ore on line ha fatto la home page nera che solo a vederla viene di grattarsi le balle. Quando è successo? Stanotte? Qualcuno mente oggi o mentiva due settimane fa?

Non lo so. Sono cose economiche, difficili da comprendere per me che di questo ingranaggio sono solo una riluttante e decrepita rotella.
Io posso solo dire che intorno a me vedo le persone cambiare a vista d’occhio. Chi chiude il negozio, chi non riesce a farsi pagare le fatture, chi viene licenziato, chi rimane sulla soglia ad aspettare clienti che non arrivano. Non ricordo di aver visto una desolazione del genere nemmeno quando il governo, causa crisi petrolifera e deficit nazionale, ci obbligava ad andare sui pattini la domenica.
Ma il peggio non è questo. Un’economia schiava della finanza e non alimentata dalla produzione non può che incorrere in simili incidenti. Se non è oggi, sarà domani. Non si scappa.
La cosa peggiore è assistere a questo delirio di ipocrisia dove si dibatte se sia opportuno o meno ridurre del 5% lo stipendio a quattro raccomandati (recuperando qualche milionata scarsa dei venticinque miliardi necessari) e si dimentica che il cancro è annidato nella sconfinata ed incontrollata spesa pubblica dove chi versa il miele si lecca le dita. Senza tralasciare il migliore business italiano dopo lo spaccio di droga: l’evasione fiscale.
E’ venuto il momento di pagare il conto signori connazionali. I furbi che con la vostra comprensione avete protetto si sono mangiati tutta la pastasciutta e ora non c’è che da sparecchiare.
Mi spiace per i bambini e solo per loro vale la pena di perdere tempo qui a scrivere queste quattro cazzate. Se fosse per tutti gli altri, gli adulti, me ne fotterei. Bruci pure tutto. Per quello che vale.
Mi siederei davanti alla porta con il mio bel fucile sulle ginocchia aspettando che qualcuno, prima o poi, venga a battere cassa.
Prima o poi.
p.s. giusto per non dimenticare
ATTENZIONE
LINGUAGGIO OFFENSIVO E VIOLENTO. SE NON LO TOLLERI, NON CONTINUARE E CLICCA QUI. SE CONTINUI LO FAI PER TUA SCELTA E QUINDI, DOPO, NON ROMPERE CHE QUA GIA’ MI GIRANO.
Un paese è come una vasca di pesci e noi siamo i pesci. Se uno lo sporca comportandosi una merda, finirà con bere la merda che lui stesso ha prodotto.
Continuate così e fra qualche anno vi ritroverete a crepare in qualche pronto soccorso sgarrupato dove non hanno potuto comprare i macchinari per rianimarvi ( e vafanculo, chi se ne fotte).
Continuate così e il vostro figliolo dovrà rimanere chiuso nella villa blindata che gli avete costruito perché appena esce per strada qualcuno gli ficca un coltello in gola.
Continuate così e contribuirete a creare un deserto e lo chiamerete ricchezza.
Leggi per intero
Off Topic: Google, fottiti.

il mio concittadino Lombroso avrebbe avuto il suo bel da fare col manipolo di delinquenti che ci governa.
e.g., dalla foto di Tremonti che si vede qui, il vecchio Cesare avrebbe capito molte cose
Avresti potuto usare un linguaggio ben piu’ pesante, vista la situazione!
la
manfrina dura da tempo, quello che è scoraggiante, noi l’abbiamo
percepita prima e sentita, tastata poi solo per l’ultimo tratto,del percorso, ponendoci l’attenzione
mentale,la visione del cataclisma che a da venire.Una cosa certa,
abbiamo col nostro modo di fare,daignavi tolto l’ossigeno ad una generazione
intera,tutto quello che abbiamo toccato lo abbiamo sporcatato ed
infangato,a questi giovani nostri,figli gli abbiamo tolto lo spirito della
vita e paradosso i padri hanno infierito,ai figli,noi che, usciti dalla
guerra,( noi appena alla luce ) voluta dai padri,abbiamo perso la sensibilità di capire dove
veramente eravamo, più portati a capire,perchè vissuto,quel buio,dove la fame era più nera della notte,gli alberi da frutto non arrivavano a maturazione,perchè noi assaltavamo come le cavallette e tutto si divorava,di sera e di giorno iniziavano le nostre spedizioni, niente nulla c’era nello stomaco da fermare i morsi della fame e quando si mangiava in sette nella stessa
scodellona i fratelli grandi non masticavano il cibo lo ingoiavano senza
mai fermarsi ed i piccoli,fratelli alla fine non rimaneva niente si masticava a vuoto. Mio padre,lui che mai ho visto mangiare, capito l’antifona a meta
pranzo i grandi venivano stoppati,e permesso ai piccoli di finire quello che era avanzato,e non doveva sbagliare il tempo.Oggi noi ex piccoli,abbiamo permesso a questi tromboni, tutto di tutto,ci siamo fatti violentare e con noi
tutta la generazione che viene dal 1970 ad oggi, non abbiamo fermato il banchetto,che questi signori,a sazietà mangiano a nostre spese,ci nascondono anche gli scarti,perchè, non dobbiamo avere distrazione i figli li cresce la societa,la scuola è da autore tutto garantito, libbri quaderni sport,lavoro,aspettativa di vita,è proprio cosi la certezza di oggi è l’illusione del domani.E domani questi nostri figli,dovranno pur campare,e verranno da noi padri prandersi quello che loro non hanno avuto,e prenderanno quello che trovano.
li trattiamo da fessi, ma intelligente e padroni ache di più lingue,sono padroni dell’era informatica e noi stento stento sappiamo girare in internet educati e paziente, cadono e si rialzano più forte, c’è da essere fieri,sanno
comunicare e riconoscere l’errore, parlano e subiscono e sono quieti.I padri rotti,pieni di acciacchi,ancora a lavorare,loro preparati acculturati,ad aspettare fuori dall’uscio in attesa,come i gatti in attesa del boccone.Ed i signori del governo ci strapano il minimo che, non è per noi, è per loro.Io personalmente,ho
lavorato 45 anni:riconosciuti in italia 38,un anno risulta
evaporato.All’estero poi altri 4 e riconosciuti 3,anni e tre mesi.gli
ultimi ventisette anni anni passati in una azienda di dimensione
internazionale, spesso fuori Italia e malattia mai fatto,e le ferie si
facevano in casa per rattoppare quello che si rompeva,( A mia moglie
devo la forza di non fermarsi mai,senza di Lei non sarei stato in
grado,di combinare niente avrei preso solo cadute e grazie a dio siamo
ancora insieme.Con dignità fino a quando il nostro amato Dio vuole,la schifezza l’ho vista tutta. Ho 63 anni e
da 9 mesi sono in pensione. L’aria si sta avvelenata e quello che
umilia il vedere il girare,damerini ed furboni,parassiti che non hanno
mai lavorato e mangiano e mangiano a sbafo a noi il prezzo, a noi
pagherò hanno perso la percezione di tutto noi della intera comunità quelli che pagano e pagheranno ancora i nostri giovani, generazione cancellata ad arte. Noi la colpa di non avere insegnato a rispondere e a pretendere il giusto,non
siamo stati capaci di fare i padri. Onore a Totò. scusate gli errori grammaticali e frasi fuori posto,saremo comunque pronti a risorgere e l’Italia sarà grande,il mio nonno posso ben dire è morto nella disfatta di Caporetto da fante. Saluti da Angelo.