Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Manipolazione dei Fatti: La falsa vittoria di Monti" è stato scritto da ilBuonPeppe
E’ ufficiale, è Mario Monti il vero eroe italiano, l’uomo tutto d’un pezzo che, grazie alle sue notevoli competenze e alle sue formidabili capacità diplomatiche, è finalmente riuscito a piegare Angela Merkel a più miti consigli. D’ora in poi in Europa non si muoverà foglia che Mario non voglia. Più o meno.
Una premessa è d’obbligo: il vertice europeo dei giorni scorsi ha stabilito le linee generali e gli obiettivi, mentre per i dettagli dovremo aspettare almeno la settimana prossima. Quello che ne è venuto fuori è però già significativo e alcune valutazioni possono essere fatte.
Leggo dalla dichiarazione finale del vertice:“Affermiamo che è imperativo spezzare il circolo vizioso tra banche e debito sovrano. La Commissione presenterà a breve proposte relative a un meccanismo di vigilanza unico fondate sull’articolo 127, paragrafo 6. Chiediamo al Consiglio di prenderle in esame in via d’urgenza entro la fine del 2012. Una volta istituito, per le banche della zona euro, un efficace meccanismo di vigilanza unico con il coinvolgimento della BCE, il MES potrà avere facoltà, sulla scorta di una decisione ordinaria, di ricapitalizzare direttamente gli istituti bancari. Questa procedura si baserà su un’appropriata condizionalità, ivi compresa l’osservanza delle regole sugli aiuti di Stato, che dovrebbe essere specifica per ciascun istituto, specifica per settore ovvero applicabile a tutta l’economia e sarà formalizzata in un memorandum d’intesa.“
Quindi, la commissione europea presenterà alcune proposte, e il consiglio le esaminerà entro fine anno per poi istituire un meccanismo di vigilanza unico. E io che credevo ci fosse l’urgenza di intervenire con strumenti diversi dagli attuali… Meglio così, vuol dire che la situazione non è critica.
Quando poi, a questo punto l’anno prossimo, sarà operativo questo meccanismo, il MES potrà intervenire per ricapitalizzare le banche. Certo, non immediatamente; prima verranno poste delle condizioni, poi bisognerà verificare se queste condizioni sono soddisfatte, poi si stilerà un memorandum d’intesa. E io che credevo che i governi, a partire dal nostro, volessero strumenti rapidi, flessibili ed efficaci… Meglio così, vuol dire che il mio pessimismo è fuori luogo.
In questo modo, ci viene detto, si liberano i singoli stati dalla necessità di indebitarsi per salvare le proprie banche in crisi perché se ne occuperà direttamente il MES, e si raggiunge l’obiettivo di “spezzare il circolo vizioso tra banche e debito sovrano”. Paga il MES, mica gli stati. Già, e nel MES chi ci mette i soldi? Per il 17,9% l’Italia, il resto gli altri stati europei secondo le rispettive quote. Quindi gli stati, per non doversi più indebitare nel salvataggio delle banche, si indebiteranno per finanziare il MES che poi salverà le banche.
E questo è uno dei grandi risultati di questo vertice.
L’altro grande risultato, quello di cui il nostro Mario va più orgoglioso, è che il MES potrà intervenire direttamente nell’acquisto di titoli pubblici per abbassare gli spread. Peccato che questa possibilità fosse già contemplata nel trattato istitutivo. Senza considerare che il MES compra i titoli pubblici con i soldi che gli stati stessi gli forniscono, che quindi si indebitano per finanziare il MES, che compra i titoli rappresentativi del loro debito. Cos’è che dicevano? Spezzare il circolo vizioso?
Il MES funziona quindi come un’assicurazione: pago una quota e se le cose vanno male vengo risarcito. Solo che le assicurazioni funzionano quando a pagare sono in tanti e a riscuotere sono in pochi. Qui, a pagare e a riscuotere sono sempre i pochi stati europei, per cui il giro è estremamente stretto. Cosa succederà quando il numero di stati da salvare aumenterà?
La novità vera che emerge da questo vertice è che la supervisione sulle banche passa alla BCE. Una cosa che può piacere oppure no, ma che comporta indiscutibilmente una ulteriore rinuncia alla sovranità nazionale in favore dell’aumento di potere affidato ad una istituzione che ogni giorno diventa sempre più il vero padrone dell’Europa.
Per il resto tutto continua come prima. Le banche in crisi verranno salvate (e le altre aziende no) senza preoccuparsi che proprio il comportamento delle banche ha favorito l’esplosione della crisi. Si continua a trasferire debito che da privato diventa pubblico, rendendo sempre più critica la posizione degli stati e aggravando una situazione che offre la scusa per continuare l’opera di distruzione degli apparati pubblici. Si mantiene una situazione di criticità che consente di far passare come inevitabile qualsiasi riduzione di diritti e di sovranità.
Mario però è stato bravo. Complice una stampa sempre pronta a fare propaganda a comando, è riuscito a passare come l’uomo forte d’Europa, ha recuperato stabilità per il suo governo, ha accontentato Napolitano allontanando il rischio di elezioni anticipate, ha dato soddisfazione ai partiti che chiedevano una presa di posizione più forte con gli alleati europei.
Che tutto questo poi non corrisponda alla realtà è un fatto secondario.
* Il titolo è a cura della redazione di MenteCritica


le perplessità non sono solo del nostro ragioniere. Più tardi proporrò un altro articolo che, sebbene sia scritto da un professionista su posizioni divergenti rispetto a Peppe, esprime preoccupazioni simili.
Io credo che sia stato esplicitato un atto di forza sulla base delle politiche restrittive imposte fino ad oggi e che la stessa germania abbia temuto l’ormai tristemente famosa “reazione dei mercati”.
Però la soluzione non è nei meccanismi finanziari, ma in azioni che creino reddito e diminuiscano la pressione fiscale anche attraverso l’abbattimento di una spesa pubblica del tutto inadeguata alle disponibilità italiane.
Su questo non siamo nemmeno all’inizio. Domani voglio parlare di spending review, sperando che mi arrivi anche qualche contributo.
Lo propongo da tempo : gli Stati non devono pagare i debiti sovrani che hanno nei confronti del “mercato” Finalmente si saprà da chi e come è composta questa figura ormai mitica. Chi resterebbe col cerino acceso in mano ? Non è un discorso filosofico ma una eventualità sempre più vicina e concreta.
Per sapere chi ha il debito degli stati non credo sia necessario rinnegarlo e vedere chi si incazza; sono anzi convinto che chi di dovere sappia benissimo dove sono i suoi BOT.
A parte questo, che è una questione prettamente tecnica, sull’opportunità e/o la legittimità del ripudio del debito, inteso come scelta politica, ho forti perplessità. Se abbiamo una (remota) possibilità di imparare qualcosa da questa situazione, una simile ipotesi ci condannerebbe a ripetere gli stessi errori.
[...] ma oggi in riedizione supertecnologica.”Non c’è la realtà, come sempre in questa stampa ormai schiava di sé stessa, che per vendersi deve stare attenta a non urtare le suscettibilità di chi è convinto, tutto [...]
[...] “salva spread”, che era stato celebrato anche su queste pagine (per fortuna che altri non si sono fatti infinocchiare come me) non si è concretizzato in una disponibilità infinita ed automatica di fondi, inducendo [...]
Uno stato i cui ministri litigano sulla possibilità di licenziamento dei dipendenti pubblici con quelli privati non ha alcuna credibilità.Lo Stato dico, non la Fornero. Certo che 3.500.000 di dipendenti pubblici che per una media di 3 per famiglia fanno 10.000.000 chi se li gioca ?
[...] c’è la realtà, come sempre in questa stampa ormai schiava di sé stessa, che per vendersi deve stare attenta a non urtare le suscettibilità di chi è convinto, tutto [...]
[...] accaduto successivamente a Madrid – è che i paesi creditori apriranno il rubinetto solo se in cambio di un’ingerenza maggiore negli affari italiani. Controllo in cambio di [...]