Manifestazione del Partito Democratico- Salviamo l’Italia: Il Solito Complotto Comunista…
25 ottobre, 2008 - 13:00 di Cambiamo Pianeta
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2/12/2006 – Silvio Berlusconi manifesta (con evidente scarso convincimento) contro il fu Governo Prodi, dimostrando però ancora una volta nei fatti e nelle parole la sua impeccabile coerenza.
Manifestazione del Partito Democratico- Salviamo l’Italia: Il Solito Complotto Comunista… è di

Avrei gradito leggere qualche parola di commento sulla manifestazione del PD di oggi a Roma.
Per me, elettore del PD, vedere Berlusconi al posto di un post, onestamente mi disturba.
Anche così, pensando di fare ironia, si dà una mano a Berlusconi. O no?
Cosa vuoi commentare?
Spero che non ti offenderai, ma il PD (a cominciare dal suo leader) è veramente un ectoplasma.
Sai cosa mi piacerebbe vedere? Persone come te, che meritano molto di più dal proprio partito di riferimento, che si incazzano e mandano a casa i propri dirigenti per cominciare poi a fare una politica degna di questo nome. Io sono convinto che nel PD di persona valide ce ne siano parecchie, ma finchè vi tenete quella zavorra che pretende di rappresentarvi non andrete da nessuna parte. E questo è un dramma non solo per voi, ma per tutti gli italiani.
Sei proprio convinto di quello che dici? Chiamare un partito del 34% un ectoplasma mi sembra fuori luogo. Anche perchè prendi a prestito, guarda caso, proprio una espressione di Berlusconi. Guarda che gli uomini si giudicano non solo dall’esterno, ma standoci insieme e ti posso assicurare che oltre a Veltroni nel PD ci sono molti uomini con le palle.
Poi, mi sai dire quale sarebbe o quale dovrebbe essere o come dovrebbe essere l’opposizione al governo Berlusconi? Con le barricate? Con la rivoluzione? Come? Dimmelo, per favore.
Le chiacchiere e le critiche sono belle, ma non cambiano un cavolo delle cose che ci circondano.
Che nel PD ci sia gente di valore non ne dubito; anzi, era esattamente quello che intendevo dicendo che “persone come te meritano molto di più dal proprio partito di riferimento”. Il guaio è che queste persone non emergono, restano in secondo piano schiacciati da una classe dirigente vergognosa.
Ha preso il 34%. E allora? Questo dà una qualche misura del suo valore? No caro lupo, il valore in politica si dimostra con i fatti, non con i numeri; altrimenti mi dovresti spiegare i numeri di berlusconi e del suo partito.
Come fare opposizione? Cominciando da due cose molto semplici: non accetare le porcherie che propone il governo, e fare delle proposte veramente alternative. Lo so, ho detto una cosa banale, ma non lo fanno, quindi forse tanto banale non è.
Commenti ad una manifestazione non ancora avvenuta? In stile “coccodrillo”?
Non ne vedo l’utilità.
Falla adesso: è avvenuta!
Il mio commento, per quello che vale.
Una gran bella manifestazione.
Se il centrosinistra sapesse governare come organizza le manifestazioni l’Italia non avrebbe più problemi.
Se gli dessimo una mano anche noi, non sarebbe meglio? Io non vedo altre opposizioni in questo momento. Non so Di Pietro che mi lascia perplesso, ma l’UDC che apprezza e poi dice che la lotta si fa in Parlamento. Di domando come, se nelle aule parlamentari tutta l’opposizione non conta un ca…zo.
Non sono stato mai un buon equilibrista. Come faccia l’UDC non lo capisco. O forse capisco bene: aspetta di essere chiamata dal sempiterno padrone.
Adesso si lamenta e dice di voler lottare per la riforma elettorale sia per il tetto che per la preferenza. Come se la porcata di Calderoli non fosse anche opera sua.
Fully, su come ha governato il centrosinistra abbiamo discusso a lungo. Non credi che ci sia stata una concomitanza di responsabilità che si potevano risparmiare un pò tutti, dal centro a sinistra, se solo avessero saputo aspettare e non pretendere tutto e subito? Se avessero litigato di meno? Se avessero dato un minimo di compattezza?
Questi fattori sei convinto che debbano essere addebbitati solo ai ds e dl?
@Lupo.
Non pretendo di essere un analista politico, quindi non so dire come sarebbe andata “se”…..
Mi limito alla constatazione di alcuni semplici fatti: il centro-sinistra ha governato due volte negli ultimi dodici anni. La prima volta ha dovuto cambiare in corso d’opera tre presidenti del consiglio (Prodi, D’Alema, Amato) ma almeno ha “resistito” tutta la legislatura. La seconda volta è durata due anni e ricorderai il modo sconcertante in cui è finita. In entrambi i casi nella memoria degli elettori è rimasto più che la bontà dei provvedimenti (alcuni ce ne sono stati) il ricordo delle liti e delle faide interne. Ma evidentemente la lezione non è bastata: ancora oggi all’interno del PD vi sono più anime spesso in conflitto fra loro e pronte a sgambettarsi a vicenda.
Se mi passi una modesta riflessione, gli italiani non sono ancora pronti per la normale democrazia a maggioranza. Abituati da secoli a servire i vari padroni di turno, hanno ancora bisogno di “asservirsi” a qualcuno (oggi Berlusconi, domani chissà) che li guidi come pecorelle e col piglio del “pastore”, altrimenti si smarriscono sparpagliandosi.
Opinione personale, senza pretese.
Sono d’accordo con te, aggiungo solo una considerazione: emergono molto di più le loro liti che quelle in casa altrui perchè la tv è questo che comunica…
Fully.
Ma sono completamente d’accordo con te. Infinite volte ho detto che la litigiosità ed altro ha compromesso l’attività del governo Prodi in particolare e del centrosinistra in generale.
Quindi, una maggiore acquisizione di responsabilità, più unità e meno personalismi sarebbero auspicabili.
E’ vero anche che il popolo italiano, ma ciò mi meraviglia dopo 60 anni di democrazia, non è ancora pronto per “una normale democrazia a maggioranza”, però se non ci muoviamo noi da una parte e dall’altra a non consentire “l’asservimento” al boss di turno, non c’è speranza che questo nostro paese possa cambiare e migliorare. Ecco perchè io chiedo non critiche fini a se stesse, ma proposte e impegno.
A molti sta bene così, perchè ci sguazzano. Possiamo consentirlo?
Io non conto un cavolo anche per l’età, però voi altri, giovani come siete, non potete creare solo un club e di là sproloquiare: dovete muovervi!
Il primo equivoco sta nel titolo: “Salviamo l’Italia”.
Come se marciare dietro le proprie bandiere e ritrovarsi in piazza a festeggiare la riuscita dell’evento in sé, non sto a discutere i numeri, potesse essere di per se stessa un’operazione buona non solo a rincuorare i partecipanti, ma anche utile a imprimere un mutamento nella politica e a salvare l’Italia.
Se così fosse non si capirebbe come mai, data l’abbondanza di manifestazioni d’ogni tipo e colore, non solo l’Italia ma il mondo intero non siano ormai salvi da un pezzo.
In realtà la politica per essere tale ha bisogno di progetti. Che sono ciò che manca al PD. Perché o gli mancano, o ne ha troppi, se il suo segretario per esporli é costretto a usare il maanche. Troppi o nessuno il risultato é lo stesso: zero proposte concrete.
Prima di marciare il PD dovrebbe decidere cosa fare.
Cosa fare con l’immigrazione. Se si tratta solo di un’opportunità oppure anche di un problema, e in questo caso avanzare delle proposte concrete.
Cosa fare con la scuola. Se é sufficiente schierarsi con docenti e studenti, o se servono riforme e in questo caso quali.
Cosa fare con la chiesa cattolica, se continuare a considerarla il parametro etico-culturale di riferimento, o se diventare autonomi col disegnarsene uno proprio. Se continuare a finanziarla col denaro pubblico, o lasciarla camminare con le proprie gambe.
Cosa fare con la scienza e la ricerca, se considerarle subordinate all’etica naturale di cui va parlando il Santo Padre la domenica mattina, oppure considerarle libere, soggette soltanto alla ragione.
Cosa fare con il diritto dei cittadini di stare insieme e di procreare dentro o fuori il sacro vincolo del matrimonio e, giunta l’ora, di morire come se Dio non ci fosse, o ci fosse, a loro insindacabile giudizio.
Cosa fare in economia, se metterci più stato o più mercato. Se un piano di politica industriale abbia senso, oppure no, se possa essere a livello nazionale o europeo, con chi, in quali termini.
Cosa farcene del welfare, se sia un tabù o possa/debba essere modificato per non trovarci nella necessità di buttare il bambino con l’acqua sporca.
E via elencando, cosucce di questo genere. Ciascuno ci aggiunga le sue.
Se si marciasse, si digiunasse, ci si incazzasse per una di queste cose, l’operazione avrebbe un senso politico e gli aderenti darebbero alla proposta la forza del loro numero.
Ma ritrovarsi per dire: contiamoci per vedere quanti siamo, poi decideremo cosa fare, é un deja vu che non é mai servito a niente.
Mi sembrano considerazioni molto appropriate. Grazie
Davanti a qualsiasi ringraziamento non dovuto arrossisco.
L’hai fatto apposta?
Credo che un ringraziamento a chi ti fornisce (gratis) spunti di riflessione sia il minimo del riconoscimento dovuto.
Questo sito vive di questo.
Confesserò un piccolo retroscena: il pezzo che ho buttato giù stamattina e che dovrebbe andare domani ha preso spunto proprio dai vostri commenti su questo articolo.
I vostri commenti alimentano la discussione, la discussione aumenta la coscienza critica, la coscienza critica che aumenta aiuta il nostro paese a crescere.
Questo almeno è negli auspici.
Che poi ci si riesca è un’altra storia, ma almeno ci si prova.
Concordo
Ma l’avete seguita la manifestazione? Le cose che dice Maria.F.Arouet sono sapute e risapute. Sono state rimarcate anche durante la manifestazione.
Sai bene che si possono fare solo se sei al governo.
Per quanto riguarda la scuola non credo che ci sia bisogno di suggerimenti: le idee e le proposte sono precise. Leggile.
La presenza della chiesa che ha il diritto di dire la sua, al di là se io e gli altri siamo o meno d’accordo, non rafforza una certa politica, la condiziona da qualsiasi parte essa si faccia. Anche la sinistra radicale, se governasse, non ne uscirebbe indenne. Prima di dirle certe cose occorrerebbe un minimo di riflessione.
La manifestazione non è stata fatta per contarsi: la conta è stata fatta alle elzioni. E’ stata fatta per dire alla gente in che stato viviamo. Solo che, e Sara l’ha detto, in questo nostro paese i mass media (la TV in particolare) ti fanno sapere solo quello che vuole il padrone.
Un giornalista della Stampa, si direbbe di sinistra, in un intero articolo, ha messo in evidenza solo un passaggio, forse infelice, di Veltroni: “Questa destra non è degna di governare”, quasi a rivangare una vecchia polemica del passato quando la sinistra sosteneva di avere le mani pulite a differenza della destra. Ossia moralmente meno degna della sinistra. Ma non è questo il vero significato. Intendeva dire, non c’è bisogno della mia chiosa, che questo governo non affronta i problemi reali dell’Italia.
Ciascuno poi è libero di pensarla come crede!
Appunto.
Possibilmente argomentando.
Tu hai elencato, non argomentato. Argomentare significa anche fare delle proposte e dire come svilupparle, come realizzarle. Non mi sembra proprio che l’abbia fatto.
Certamente io non sono all’altezza nè di proporre, nè di indicare come: appartengo alla prima metà del secolo scorso. Tu come tanti tuoi amici siete molto più giovani: fate, per cortesia!
Non avevo e non ho alcuna intenzione di sostituirmi al Partito Democratico, nè a nessun altro partito, dunque come potrei pensare di fare delle proposte al posto loro?
Non confondiamo i ruoli, Lupo.
I partiti sono tali se hanno un progetto.
I partiti, non gli elettori. Caso mai gli elettori se gli garba vi aderiscono.
Questa è la premessa che mi ha portato a dire che il partito che voglia salvare l’Italia, è stato lo slogan della manifestazione, la prima cosa che deve fare è di proporre soluzioni concrete a problemi concreti.
E ho elencati i problemi, a mo’ d’esempio, lasciando la lista aperta per chi ne volesse aggiungere.
L’argomento non è costituito dall’elenco, ma da ciò che gli sta a monte, dall’affermazione secondo la quale i partiti devono avere posizioni precise a fronte di problemi precisi.
Se mi vuoi spiegare cosa c’è che non va in un simile discorso, bene, ti ascolto. Se non me lo vuoi spiegare, va bene lo stesso.
Ciao.
P.S.
Lascia stare l’età, non sai di cosa parli.
Caro Maria F. Arouet, non basta fare l’elenco della spesa come hai fatto tu: ” ho elencati i problemi, a mo’ d’esempio, lasciando la lista aperta per chi ne volesse aggiungere.
L’argomento non è costituito dall’elenco, ma da ciò che gli sta a monte, dall’affermazione secondo la quale i partiti devono avere posizioni precise a fronte di problemi precisi”. Al tuo elenco, giustamente, se ne potrebbero aggiungere altri e corposi problemi. Tu scrivi molto bene, possiedi una bella dialettica, ma non mi convinci. Tu, sapendolo, fai politica. E chi fa politica non può solo elencare i problemi da risolvere, ha il dovere di fare anche proposte. Altrimenti di che parliamo?
L’età conta molto. Per un’infinità di ragioni una persona della mia età non può fare politica attiva: non ne ha la forza, non ne ha l’opportunità, forse non ne la voglia. Ho fatto tanto di quel sindacato e, quindi, anche politica che mi è rimasto solo il gusto di parlarne. Da vecchio saggio? Assolutamente no. Io si, posso fare l’elenco dei problemi. Tu no! Quelli come te no! Siete giovani. Dovete lottare per le vostre idee e soprattutto per un’Italia democratica e giusta!
I miei auguri più sinceri!
Quelli come te si. Buttatevi nell’agone con la stessa passione con cui fate l’elenco dei problemi e criticate.
Vorrei essere ancora più chiaro: non necessariamente per il PD!
Quale sia secondo me il ruolo del partito e quale quello dell’elettore l’ho già detto e dunque non mi ripeterò. Non mi pare che tu abbia portato argomenti utili a sostenere l’nversione dei ruoli.
Ti faccio solo un esempio per dirti cosa intendo quando affermò che sarebbe meglio se il PD facesse delle scelte nette anzichè mimetizzarsi dietro i maanche di Veltroni.
Poniamo che il PD metta in lista il prof. Veronesi per il senato e la Binetti per la camera (laici maanche cattolici), secondo te un elettore ateo e laico, che abbia fin lì votato PCI, PDS, DS, cos’altro potrebbe fare oltre a votare per Veronesi ed astenersi per la Binetti?
Quanto all’età, ripeto, non sai di cosa parli.
Dai per scontato d’essere vecchio e che io sia giovane.
Ma chi te l’ha detto?
Veramente non so cosa voglia dire tu. Io ex democristiano voterei la Binetti da una parte (è un esempio, ma in pratica non la voterei) e dall’altra Veronesi. Per me non c’è differenza. Se il partito con il consenso di tutti è diventato unico dove sta la difficoltà? Tra l’altro senza le preferenze è scomparsa anche l’erditarietà. Sei tu che ti poni problemi che non esistono.
Nel paese in cui abito ho votato una lista completamente di sinistra senza alcuna remora anche perchè agli ideologismi non credo più.
Immagino che tu sia molto più giovane di me per quanto mi è sembrato di capire, per cui dovresti avere più elasticità mentale di me. Qui non si tratta di passare da un partito ad un altro. DL e DS non ci sono più!
Per il resto non mi sembra che Veronesi si sposti da un posto ad un altro con estrema facilità come faceva un tempo. Oggi il politico deve essere come S.Antonio: deve avere il dono dell’ubiquità. La fatica pesa. Non sempre è facile sopportarla.
Muoviti se sei giovane come credo. Se hai la mia età hai ragione di fare solo gli elenchi dei problemi.
Se vogliamo parlare dobbiamo fare a capirci.
Che vuol dire che voteresti la Binetti, ma in pratica non la voteresti?
Che c’entrano gli ideologismi con le idee?
Senza le preferenze non è scomparsa l’identità, ma soltanto la possibilità di scegliere. Un po’ di potere in meno agli elettori, un po’ di potere in più ai partiti.
Non si tratta di DL o DS: è il PD che non sa cosa farà da grande. Non perché lo dico io, ma perché finora non è stato in grado di scegliere tra le sue due anime: hai presente l’asino di Buridano?
Tu continui a fingere di non capire che il ruolo dell’elettore non è il ruolo del partito. Io, f.maria arouet, non sono un partito, nè voglio diventarlo, nè voglio fare politica in un partito. Mi accontento di essere un cittadino elettore. Non sta scritto da nessuna parte che io debba essere altrimenti, a prescindere dal fatto che sia giovane o vecchio.
Se il PD vuole il mio voto e di quelli come me, che non si accontentano del maanche, deve dirci cosa farà da grande.
Altrimenti si deve accontentare di quelli che gli credono sulla parola.
Che purtroppo, pare, non sono sufficienti.
Chiaro il concetto?
Non è chiaro per niente! Il PD è nato da poco e permetti che piano piano possa radicarsi tra la gente sia come idee che come programmi?
Il PD è fatto di persone, non tanto mpoche a dire il vero, che vogliono migiorare questa nostra società con pazienza e coraggio. Dopo una catastrofica esperienza di governo Prodi per tutti i motivi ripetuti all’infinito non avrebbe potuto vincere mai e poi mai.
Io credo che possa crescere e non gli credo sulla parola come credi che abbia fatto il 34% degli italiani.
Se così dovesse essere, beh, un’altra speranza è andata perduta.
Amen e così sia!
che tajo
Scusate se intervengo solamente adesso, ma è stato un periodo travagliato.
Innanzitutto il titolo della vignetta originale è solamente “Il solito complotto comunista…” e non voleva in nessun modo riguardare la manifestazione del PD. Si riferiva esclusivamente alla reazione delirante del Presidente del Consiglio dei Ministri alle proteste in piazza di studenti, insegnanti e popolazione varia…riporto le sue parole del giorno (“i problemi non si risolvono in piazza”) in contratso con un’immagine del Silvio durante la sua manifestazione anti-Governo-Prodi di circa un paio di anni fa (nella quale venne detto di tutto e di più…roba da far accapponare la pelle!!). Trovavo divertente, se mi passate il termine, il solito contrasto e l’epica incoerenza del soggetto criminoso.
vabbè, la storia è sempre la stessa: i titoli, l’indicizzazione, la visibilità, bla, bla, bla …
artisti, non c’è niente da fare, il marketing lo odiano