Malalai (Lei Ha Guidato La Riscossa)
6 ottobre, 2008 di Luna
Archiviato in Vere Donne
“Malalai è un nome importante per il nostro Paese. E’ la donna che ha guidato, due secoli fa, la riscossa contro i Britannici in una battaglia nel deserto del Kandar.
Afferrò la bandiera afgana e incitò gli uomini a non perdersi d’animo, si batté alla loro testa, li trascinò avanti, fu colpita”.
Malalai era una Donna.

Malalai Joya è il nome di una parlamentare afgana.
Rischia la vita da quando ha gettato in faccia ai signori della guerra le loro colpe, ma non si arrende.
Chiede aiuti veri, sostegno per la democratizzazione e liberazione dell’Afghanistan, controlli rigorosi affinché Pakistan, Iran, Russia e Uzbekistan smettano di fornire armi ai Talebani e all’Alleanza del Nord.
Sottolinea la “responsabilità di ogni Paese di lottare per la libertà e la democrazia”.

Malalai è un nome nel quale è racchiuso il dramma delle donne e delle bambine afgane, vittime di stupri e di violenze, della negazione dei diritti umani.
E’ il nome della forza, della speranza.
Malalai Kakar, è un capitano di polizia:
“Sono una donna forte e voglio servire il mio Paese, grazie a Dio, non sono una preda della paura, certo sto attenta ma non vivo nella paura. Continuo ad indossare il burqa per entrare laddove nessun uomo impregnato di islamismo proverebbe ad entrare. I crimini contro le donne sono reati su cui i miei colleghi maschi non vogliono indagare”.
Malalai Kakar è stata uccisa il 28 Settembre scorso, con un colpo di pistola alla testa, dai talebani che hanno rivendicato l’omicidio.

Malalai è un bersaglio.
E’ la vittima di una logica, quella dei talebani, che si accanisce contro le donne che vogliono capire, leggere, studiare; che stanno avviandosi verso una rivoluzione che vuole cambiare il paese a partire da loro stesse, dai bambini ai quali voglione insegnare che si può, si deve, vivere diversamente, liberamente.
Malalai è il nome di donne che stanno studiando fuori dal loro Paese.
Fatima e Sherani, studentesse di Economia a Torino, hanno deciso che,appena laureate, torneranno:”Noi amiamo l’Afghanistan,vogliamo fare qualcosa per migliorarlo”:
Malalai è un simbolo. Una promessa.
Il sogno che continua a vivere nel cuore di tutte le donne che stanno gettando il burqa.
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Grande donna!
Donne rivoluzionarie da cui c’è solo da imparare.
Mi dispiace molto per Malalai Kakar e per i suoi figli.
Ma prima che morisse qualcuno sapeva che esisteva?
Prima si diceva “chi non muore si rivede”
ora “chi muore si conosce”.
Speriamo che il suo pensiero passi attraverso le sue immagini e il suo operato. Se avesse avuto come supporto anche la sua voce forse sarebbe arrivato più forte e chiaro.
Io avevo visto dei report su aljazzera versione inglese.
Riguardo ai media italiani non ne ho idea…
Un nome che diventerà famoso solo dopo essere stato strumentalizzato e stampato sui poster di qualche partito che ne vorrà sfruttare alcune idee.
Come purtroppo i nomi più famosi della nostra epoca.
Bellissimo articolo comunque, sarebbe interessante trovare le radici etimologiche del nome.
Ricordiamoci sempre che di fronte a queste persone e alle tragedie che vivono, NOI abbiamo una grossa parte di responsabilità.
Io la conoscevo… non di persona ovviamente. E lo sempre sostenuta, ma la mia voce non è stata abbastanza forte… Ci mancavano quelle di altri e così i “potenti” sono riusciti a farla fuori.
Ciao a tutti