Mainstream e Disinformatia. 17


Il mio medico della Mutua, il dottor Omoboni, sostiene che programmi come “Elisir” andrebbero espunti dal palinsesto e radiati con biasimo. Se uno è medico non gli servono, se non lo è gli fanno male. Gli fanno male perché non ha gli strumenti per conoscere (gignóskein) le malattie attraverso (dià) gli indizi, dunque può solo ricavarne angoscia e cattivi pensieri. Finirà per credersi affetto da tutte le malattie che ha visto, salvo il ginocchio della lavandaia. Sostiene il dottor Omoboni che lui potrebbe tranquillamente elencare tutte le malattie di cui s’è parlato nella puntata avanti, solo in base ai sintomi che lamentano i suoi assistiti nella settimana che segue. Se aumentano i racconti di una spranga dietro la schiena (dolore retro sternale, dottore), s’è parlato di infarto; se aumentano i bruciori alla minzione (mi pare d’averci delle piccole perdite, dottore), s’è parlato di gonorrea. Dice che i più se ne vanno convinti che lui non gli abbia voluto prescrivere una coronarografia per pura cattiveria. I rimanenti d’essere stati vittime di un abuso in atti d’ufficio.

La mia vicina di casa, fedelissima del dottor Mirabella, assiduissima di Corriere Salute, le pagine domenicali del Corriere della Sera dedicate al vivere sano, che sono pregato di conservarle se non mi è di troppo disturbo, si dice certa che il dottor Omoboni lo fa per ordini superiori. Perché oggi i medici della Mutua hanno l’ordine di risparmiare sugli esami clinici e sui medicinali, a meno che il mutuato non stia proprio per crepare.

Ricordo che l’estate scorsa la signora Luisa, io dalla mia parte della rete dell’orto, lei dalla sua, mi intrattenne a lungo sui grandi vantaggi di cui avremmo goduto solo che avessimo deciso di produrre auto a idrogeno, invece che a benzina. Ma alle multinazionali del petrolio non gli sta bene, perché a quel punto sai dove se lo dovrebbero schiaffare il loro petrolio?! L’ha visto lei con i suoi occhi Beppe Grillo, sdraiato per terra dietro il pulmino col motore a idrogeno, farsi i suffumigi col naso infilato nel tubo di scarico.

Suo marito, il ragionier Mario, che ha seguitato in silenzio a rincalzare i peperoni, scuote la testa:

– Macché Multinazionali, si tratta di Élite! –

Come se dicesse: ma cosa ve lo dico a fare, a voi, che non capite un cazzo di politica. Ci voltiamo, la signora Luisa pronta a saltargli addosso.

Le élite sapevano che gli Stati a moneta sovrana avrebbero potuto creare la piena occupazione senza problemi, in tutto il mondo, ma ciò gli avrebbe sottratto il potere. Dovevamo soffrire”

Tranquillamente, senza alzare la voce, come se enunciasse una verità che non ha bisogno di chiose. Dobbiamo aver un’aria esterrefatta, perché si degna di spiegare:

“Si tratta di un Piano Neoclassico, Neomercantile e Neoliberista, portato avanti dalla Commissione Trilaterale, da Bilderberg, dal World Economic Forum di Davos, dall’Aspen Institute e da altri.”

– Da altri chi? – spiccico, riemergendo a stento dalla sorpresa.

– I Globocrati. Mai sentiti nominare? – come se parlasse della Corporazione dei Maghi.

“La Disoccupazione, la Mancanza di fondi per lo Stato Sociale, la Discriminazione all’Istruzione, l’Erosione dei Diritti dei Lavoratori, i Drammi delle Generazioni Anziane, l’Impotenza degli Stati cui è stata sottratta la Sovranità Monetaria e Legislativa, le Privatizzazioni Selvagge, l’attuale Crisi Economica e Finanziaria, tutto questo è stato deciso a tavolino.”

– Ma va? – dico io, – Pensavo che fosse per mancanza di soldi. Sono tutte cose che costano: dove li prendiamo i soldi con questi chiari di luna?

E lui:

La cosa migliore che uno Stato a moneta sovrana possa fare per i propri cittadini è di spendere a deficit, creare debito pubblico.”

– E chi lo ha detto? –  il pensiero corre immediatamente alla Camusso.

– Non certo la televisione! –

Già. Come sempre assente, quando si tratta di fare il proprio mestiere.

– Ma, secondo te, una cosa del genere sta in piedi?

– Se non ti lasci incantare dal Mainstream, sì.

– E bisogna scegliere per forza tra Inverosimiglianza e Mainstream?

– Non è Inverosimiglianza, è Conoscenza delle cose.

– Però sembrano Certezze.

– E di dove possono venire le Certezze, se non dalla Conoscenza?

– Dovrebbero venire, ma non succede quasi mai. Certezze e Conoscenza non vanno d’accordo. Per Cartesio la Conoscenza nasce dal dubbio e produce dubbi. Socrate sostiene che l’unica cosa che sa è di non sapere. Wittgenstein scrive un trattato per rispondere alla domanda: come si ha la Certezza che le nostre Convinzioni costituiscano effettivamente una Conoscenza? Senza arrivare a una conclusione. Poi arrivi tu e …

– Non io, Paolo Barnard.[ref]I corsivi attribuiti al ragionier Mario, in realtà sono tratti dal saggio di Paolo Barnard: “Il più grande crimine”[/ref]

– Barnard?

– Non conosci Paolo Barnard!? – come se dicesse Immanuel Kant.

 


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17 commenti su “Mainstream e Disinformatia.

  • ilBuonPeppe

    Povero Barnard, ma ti pare carino trattarlo così?
    Lui ha già tanti problemi, dallo psichiatra che vuole essere pagato agli adepti che l’hanno mandato a cagare, e tu ti diverti a prenderlo per il culo.
    Sei davvero senza cuore.

  • Gilda

    “- Non conosci Paolo Barnard!? – come se dicesse Immanuel Kant.”
    questo riassume tutto. Effettivamente, affidarsi a un vivo e’ più rischioso che affidarsi a un morto. (a me Kant sta antipatico da morire, ma con Wittgenstein va meglio)

    Che ci siano elementi inverosimili e’ fuori dubbio, ma il paragone con il passato finisce per sminuire il presente. Avresti potuto scrivere Mario Monti, no? 😉

    • rinnovamento

      Il medico della mutua : il mio controlla da computer se farmi la ricetta o meno, in funzione di quella precedente. Se ho, dalla sua analisi, ancora qualche pasticca non me la prescrive. Non credo sia un obbliogo perchè altri non lo fanno ( il collega che lo sostituisce in sua assenza prescrive sempre il massimo consentito delle confezioni (tre)). Hanno costituito uno studio associato il quale, se lo hanno fatto, porta sicuramente a dei vantaggi che non conosco. Il primo risultato per la gente è che non sono più presenti al sabato, per cui un paziente che lavora deve perdere qualche ora di lavoro durante la settimana per farsi prescrivere i farmaci. Credo ci siano medici tra i frequentatori del blog, chiedo loro di suggerire qualcosa di oggettivo da farsi. Grazie.

    • fma

      E’ soprattutto l’ “affidarsi” che è rischioso.
      Bisognerebbe avere perlomeno un setaccio a maglie grosse, per trattenere le balle più grandi. Ma anche i setacci a maglie grosse non te li regalano. 😉

      • Gilda

        Sono d’accordo, infatti io non riesco a fidarmi ne’ dell’una ne’ dell’altra visione economica.
        Tu, invece, un pensiero cui affidarti ce l’hai.
        Non ti preoccupare, i setacci si possono sempre costruire. Autarchia (dove possibile) e’ la mia parola d’ordine nel futuro a lungo termine. non ho bisogno dell’ikea, ho il pollice opponibile 😉

  • Vittorio Mori

    Sono d’accordo che i programmi tv che elenchi sono ottimi target per anziani, con vari acciacchi e spesso con un livello culturale piuttosto basso, cosa tipica italiana, visto che ai tempi loro l’informazione e la scolarizzazione era limitata. Sulle diagnosi dei dottori si potrebbero scrivere almanacchi interi, comunque, visti i macroscopici errori di diagnosi che fanno in continuazione. Tanto per dirne una molto grave sulle diagnosi, una persona molto conosciuta nella mia città aveva la moglie che lamentava dolori addominali: praticamente sfanculata a morte dal proprio dottore per mesi, che le diceva “non hai niente, è tutto nella tua testa”, si è ritrovata, dopo essere finita all’ospedale con l’itterizia, un bel tumore al fegato metastatizzato un po’ ovunque. Morta un mese dopo, il marito intentò una causa, del tutto inutile, perché la casta dei medici, odiosa, spocchiosa, nepotista fino alle midolla e da sempre ammanicata coi potenti (nella mia città è il terzo dottore di fila che viene eletto sindaco) è iperprotetta giuridicamente. C’è inoltre un certo delirio di onnipotenza da parte della scienza medica, che sbatte pesantemente il muso da anni contro i propri fallimenti, non ammettendoli oppure speculandoci sopra. Caso principe fra tutti è la scoperta dell’ Helicobacter pylori, batterio causa di ulcera gastrica: lo scopritore, Barry James Marshall, fu bandito dalla scienza medica e preso per cretino per anni, dalla fetida casta dottorale. Nel 2005 prese il premio nobel per la scoperta, ma per farsi sentire dovette auto-inocularsi il batterio, ammalarsi e poi curarsi con degli antibiotici. Il resto dell’articolo si commenta da sé: trovo comunque un po’ ridicolo, oserei dire “da vecchio”, questo tuo continuo richiamo a questo o quel filosofo/pensatore del passato, e le continue citazioni greche sparse qua e là come delle caccole professorali sul foglio. Trovo che sia idolatria intellettuale, un po’ masturbatoria e non meno brutta e pericolosa di quella religiosa. Questa tua linea pensiero snobista è fastidiosa alla lettura, sembra solo fatta apposta per fare incazzare la gente. Potevi scrivere il tutto in tre frasi: “Elisir è un trasmissione che fa schifo – l’auto ad idrogeno è una cazzata – Paolo Barnard è un cretino e non è Immanuel Kant”. Ok, tutto bene, e allora?

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