Ma se ti Sposi una Mignotta non ti Puoi Lamentare se ti Mette le Corna!
30 luglio, 2010 di ilBuonPeppe
Archiviato in Il Bello della Politica
Ieri sera Belpietro, incredibile ma vero, è riuscito a dire una cosa giusta, anzi sacrosanta. A proposito della guerra tra Fini e Berlusconi ha detto che quando è stato fondato il PdL obiettivi e metodi erano ben chiari, il programma di governo era conosciuto, si sapeva esattamente cosa e come si sarebbe fatto. Lo sapevano tutti e, ovviamente, lo sapeva Fini che è uno dei fondatori del partito.
Quindi, di che si lamenta?
E’ inutile che vada cianciando di legalità, rispetto delle regole e dei ruoli, liberalismo, democrazia, giustizia; è inutile che chieda la cittadinanza breve, il rispetto per gli immigrati, posizioni più aperte sulla bioetica; è inutile chiedere che il partito funzioni in modo democratico, che chi ha problemi giudiziari si faccia da parte. Ha fondato un partito (ammesso che si possa parlare di “partito”), e anche prima ha sostenuto un governo, che è esattamente il contrario di tutto questo, per cui ha poco da lamentarsi.
Se oggi ci ritroviamo in una situazione che è eufemistico definire drammatica, è anche colpa sua. A meno che quello che dal 1994 è alleato e sostenitore di Sua Bassezza non sia un omonimo, ma non mi risulta.
Io non so se Fini riuscirà nel suo intento, se i suoi seguaci saranno tanti o pochi, se troverà un seguito tra gli elettori, ma non è questa ora la cosa importante. Se fosse in buona fede dovrebbe dire qualcosa come “Mi sono reso conto che la strada che ho seguito fino ad oggi è sbagliata. Ho danneggiato il paese sostenendo posizioni contrarie all’interesse dei cittadini. Lascio un partito che ho fondato ma nel quale non mi riconosco più. Chiedo scusa a tutti.”
A tutti va riconosciuto il diritto di cambiare idea, di riconoscere i propri errori, perfino di avere una seconda occasione (anche se a dire il vero, Fini ne ha avute già parecchie di occasioni). Ma lui non sostiene di aver cambiato idea, tanto meno di aver commesso un errore; anzi, difende e rivendica la sua posizione dentro il partito e dentro lo schieramento di cui fa parte da sedici anni.
Fini è in mala fede. E fa una certa tristezza vedere persone che ripongono in lui la speranza di un cambiamento. Le sue posizioni, realmente di opposizione nei confronti del governo, sono il frutto non di un’opinione diversa, ma di un calcolo politico che mira ad un obiettivo ben preciso che nulla ha a che vedere con l’azione di governo. E’ in discussione, ormai lo hanno capito anche i bradipi, la leadership e quindi la successione a Berlusconi; una prospettiva dalla quale Fini rischia seriamente di rimanere tagliato fuori.
Nessuno si domanda perché in mezzo a questa bagarre Bossi se ne stia tranquillo in disparte; eppure è lì la chiave di volta, quella che può decidere le sorti sia del presente che del futuro governo. Bossi è un gran volpone, infatti se ne è guardato bene dall’entrare nel PdL, e sta aspettando di vedere chi vince questa battaglia per sapere a chi deve presentare il conto. Nel frattempo si rafforza portando avanti il suo programma e conquistando sempre più potere, potendo contare su una base elettorale che, un po’ perché ha le stesse becere posizioni un po’ perché ingenuamente ritiene che sia una forza innovatrice, lo supporta fideisticamente.
Fini non ha nulla di cui lamentarsi; noi invece sì, perché comunque finisca questa storia, non ne verrà fuori niente di buono per gli italiani. Il problema di fondo rimane sempre lo stesso: manca un’alternativa a questo gruppo di potere, e quelle poche realtà veramente nuove che ogni tanto tentano di affacciarsi sulla scena politica non trovano il sostegno dei cittadini, convinti che alternanza e alternativa siano la stessa cosa.
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Stann’ facenn’ ‘na bella ammuina
Unico partito con un vero programma, e che sta portando avanti colpo dopo colpo nel suo interesse (ovviamente non in quello di chi non li vota) la Lega aspetta come l’antico adagio recita “tra i due litiganti il terzo gode”.
E la solita dichiarazione d’inizio agosto, ben prima della riunione di Pontida, Bossi già l’ha fatta, fuori dal vaso ovviamente: “abbiamo 20 milioni di uomini pronti a difendere la democrazia”…che ricorda tanto quelle famose 20 milioni di baionette…
Ma la mignotta chi è? Chi sta tradendo il popolo italiano?
Io non capisco.
Da mesi lamentiamo l’assenza di un gruppo (la sinistra è desaparecida) che in qualche modo contrasti il potere assoluto di Berlusconi che vuole trasformare l’Italia, tutta, in un’azienda privata da gestire per fini personali…
Fini(fondatore della Finistra?:)) che il programma del partito lo conosce e aveva avvertito :” Sosterremo il governo ogni qual volta agirà davvero nel solco del programma elettorale e non esiteremo a contrastare scelte dell’esecutivo ritenute ingiuste o lesive dell’interesse generale”;di fronte a certe scelte oppone resistenza assestando un brutto colpo al super io di berlusconi e noi lo critichiamo?
Benvenga il voltafaccia di Fini. Qualche domanda, qualche dubbio sarà capace di instillarlo nella mente degli italiani/berlusconiani… Aspira alla leadership? Speriamo assurga e ne faccia buon uso.
Ciò che conta ora è fermare Berlusconi.
Spero che questo ennesimo divorzio (dopo Veronica ora Gianfranco) sia di buon auspicio!
“Non c’è due senza tre” recita il detto: spero che il terzo divorzio sia quello con l’Italia e tutti gli italiani!
Non mi intendo di politica, ragiono con la passione e con il cuore.
Sbagliando forse. Sperando tanto.
Luna
“Fini fondatore della Finistra”
Questa è bellissima. Complimenti!
”Sosterremo il governo ogni qual volta agirà davvero nel solco del programma elettorale e non esiteremo a contrastare scelte dell’esecutivo ritenute ingiuste o lesive dell’interesse generale”
Ma fatte le due sottrazioni non rimane nulla.
A parte le battute, non sono d’accordo quando dici che “ciò che conta ora è fermare Berlusconi”. Ferma Berlusconi senza aver costruito qualcosa di veramente alternativo e FINIrai (!!!) peggio di prima. Purtroppo questa idea è molto diffusa, ma Berlusconi non è “IL” problema dell’Italia, ne è solo una la sua rappresentazione peggiore. Se curi la febbre di un malato, poi pensi che stia bene e non ti accorgi che l’infezione lo sta divorando. Berlusconi è la febbre, molto alta ma solo febbre; se la società italiana fosse stata in salute lo avrebbe espulso in 5 minuti.
Quanto a Fini, ricordiamoci sempre che il 21 luglio 2001 era in questura a Genova a dirigere le operazioni.
Abbiamo disquisito a lungo, qui e altrove, sul dramma dell’Italia.
Paese lacerato, piegato dalla crisi che ha investito anche gli altri paesi, piagato da un uomo che dell’Italia vuole fare il suo scranno.
Dopo attenta analisi siamo giunti alla conclusione che siamo corresponsabili di questo dramma in quanto massa acefala prostratasi dinanzi, non al più astuto,(si sta facendo inFINIcchiare?:))ma al più ricco dei demagoghi che ci comprati(a me no!) pubblicizzando e vendendo soluzioni immediate, risalite rapide e poca sofferenza. Perchè effettivamente noi,non vogliamo soffrire, rinunciare, rimboccarci le maniche…attendiamo che un salvatore (retaggio cattolico?) corra in nostro aiuto e ci liberi dai mali del mondo…
E il salvatore, per giunta martire, è giunto a noi!
Abbiamo centrato il punto: cambio di mentalità, nuova scala di valori, meritocrazia, esame di coscienza e impegno collettivo perchè prevalga il senso del bene comune e non il nostro infimo egoismo…
Siamo giunti ad elaborare il “Bisogno di un’alternativa valida!”
Ma, a meno che la fatina di Cenerentola non faccia apparire, con il suo bibidibobidibù, la classe dirigente che FMA,e non solo, auspica nel suo post precedente, l’alternativa valida non c’è!
E a volerla dire tutta, di questo passo, non avremo neanche il tempo di “generarla” Il Berlusconi come una metastasi, intaccherà anche quanto di buono c’è ancora nel nostro Paese…
Berlusconi è la rappresentazione peggiore di un’Italia malata,tu scrivi ed concordo.
Il virus penetrato in un organismo debilitato.
La cura(altern,valida) non esiste al momento. E come ben sappiamo il nostro Paese non investe nella scienza.
Che facciamo? Ci lasciamo distruggere definitivamente o proviamo ad espellerlo con i mezzi, le medicine, di cui disponiamo?
Lui si fa forte del consenso degli italiani, una sinistra amorfa, ridotta ai minimi termini, anch’essa impegnata a risolversi e ritrovarsi non è sufficiente a combatterlo.
Di Pietro e Casini assomigliano sempre di più ai quei clowns che apri la scatola e saltano fuori all’improvviso urlando e sbraitando ma poi la scatola si richiude e scompaiono dalla scena, ininfluenti.
Gli italiani, aspettano…e intanto vanno in vacanza (grande esodo estivo!)
E’ chic, intellettualmente di sinistra, dire che dobbiamo creare, cambiare, costruire, instillare dubbi e ragionare…
Ribadisco: ci vuole tempo!
E noi non ne abbiamo.
Da qualche parte dobbiamo pur iniziare.
Iniziare dalla FINI! E’ un paradosso ma può funzionare!:)
In questo momento è utile (e molto di destra!:))un poderoso calcio nel deretano!
Fini ci sta provando.
La serpe che si rivolta in seno.
Berlusconiano anche lui.
Spero che la sua presa di posizione smuova la coscienza di tanti altri italiani/berlusconiani.
Chissà che non cominicino a ragionare con la loro testa!
Berlusconi: Fori da è ball! (si dice così?)
Ciao
Luna
Esatto Luna: ci vuole tempo.
Non ne abbiamo? Non moriremo domani, abbiamo tutto il tempo che serve. Quanto ci metteremo dipende solo da noi, ma è sicuro che finché continuiamo a dar retta a questi loschi figuri sarà tempo perso. Dobbiamo lavorare nel sottobosco, senza pretendere di poter emergere in tempi brevi; nel frattempo lor signori continueranno a fare il loro porco comodo e a peggiorare ulteriormente le nostre condizioni. Ma non vedo altre strade.
L’unica cosa che sta provando a fare Fini è garantirsi un futuro politico; per lui, non per gli italiani.
Il “male minore” è comunque un male, e il “nemico del mio nemico” è solo uno che ha un sacco di nemici.
Carlo Goldoni avrebbe detto: Fora da e bale!
Mentre Carlo Porta: Föra di ball!
“Fora da e bale!”
Mi piace di più!
Vedremo!
Ciao.
Luna