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Ma S.Anna dov’è?

S.Anna di quale nazione?
Questo ho sentito chiedere da una ragazza, al suo accompagnatore non a me (faccina sconsolata), prima che iniziasse la proiezione di Miracolo a S.Anna.

Io onestamente non me la sento di imputarle chissà quale ignoranza perché anche io non ne so abbastanza, perché puoi dire di aver avuto un professore illuminato se ti parla di questa strage, perché il 12 agosto non viene mai data notizia di solenni celebrazioni (che ci sono, ma a cui evidentemente non partecipano quelli che contano) e perché perfino il processo conclusosi con la pronuncia della Cassazione nel 2007 ha avuto lo spazio che si da alle notizie di contorno, di Meredith invece sappiamo pure che marca di mutandine porta.

Forse prima di chiedere la fiducia alle camere di una riforma della scuola che reintroduce il voto di condotta, il riordino degli insegnanti (che in italiano si legge taglio) e il grembiulino d’ordinanza ci si dovrebbe anche curare di insegnare come si è formata la Repubblica e di ricordare gli eccidi di donne e bambini a causa del nazifascismo.
Anche parificare il pagamento degli insegnanti di religione a quello degli altri insegnanti non sarebbe male, anche il Papa ha detto che mentre i soldi scompaiono la parola di Dio è solida.

E lo so che parlare di queste cose quando l’economia mondiale va a rotoli sembra antidiluviano, ma sono sempre stato convinto che senza passato saremo senza futuro

N.d.R.: foto tratte da:ResistenzaToscana.it, Per dignità, non per odio. Gli originali sono di qualità superiore.

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Comments

15 Risposte a “Ma S.Anna dov’è?”
  1. Simone scrive:

    Scusa l’ignoranza (sarà che io sono andato a scuola quando c’era 1 solo bidello e un maestro unico ^^): perché nelle foto ci sono lapidi di gente morta nel 45 (e che deduco saranno vittime del massacro) e altra gente morta in date che invece non mi dicono nulla? Non capisco il nesso.

    Simone

    [Rispondi a questo commento]

  2. Ace scrive:

    Credo che le date della seconda foto siano quelle di nascita

    [Rispondi a questo commento]

    Simone reply on 11 ottobre, 2008 18:17:

    Credo che tu abbia ragione, grazie.

    Simone

    [Rispondi a questo commento]

  3. F.Maria Arouet scrive:

    Imputare alla scuola qualsiasi tipo d’ignoranza é a mio parere un esercizio inutile e controproducente.
    Inutile perché é fuori dalla realtà pretendere una scuola che copra lo scibile a 360 gradi; controproducente perché in quel modo si fornisce un alibi all’ignorante, che potrà continuerà a ignorare dov’é S.Anna di Stazzema senza provare senso di colpa alcuno.
    Quanto a stipendiare meglio gli insegnanti di religione, ci sarebbe se mai da chiedersi cosa c’entri la religione con la scuola.
    E se invece fosse vero quel che dice il papa, che “ mentre i soldi scompaiono la parola di Dio è solida”, allora li si paghi con la parola di Dio.

    [Rispondi a questo commento]

    Carlo Fronteddu reply on 11 ottobre, 2008 13:13:

    Caro F.Maria Arouet, credo che per parificazione intendesse la riduzione dei loro stipendi.

    [Rispondi a questo commento]

    F.Maria Arouet reply on 11 ottobre, 2008 16:42:

    Dici?
    Certo che se prendessero pure più degli altri ci sarebbe proprio da ridere.

    [Rispondi a questo commento]

    Ataru reply on 11 ottobre, 2008 19:10:

    Beh inizia a ridere :)
    I prof di religione godono di uno stipendio base più alto di quello di un prof ordinario.
    Tale privilegio è oltre che ondannato da una recente sentenza del tribunale del lavoro che potrebbe fare da ponte a una pioggia di ricorsi individuali è anche oggetto di ovvie attenzioni da parte della UE che ha chiesto chiarimenti in materia.
    Non siamo ancora alla procedura di infrazione contro l’Italia, ma la strada è quella…

    http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/prof-religione/prof-religione/prof-religione.html

    http://www.repubblica.it/2005/j/sezioni/scuola_e_universita/servizi/insrelig/ricorso-stipendi/ricorso-stipendi.html

    Anzi no, c’è ben poco da ridere…

    [Rispondi a questo commento]

    F.Maria Arouet reply on 11 ottobre, 2008 19:37:

    Ach!
    A scuola non me ne avevano detto niente!

    [Rispondi a questo commento]

    lupoalburnino reply on 11 ottobre, 2008 19:52:

    Vi posso spiegare perchè gli insegnanti di religione hanno uno stipendio superiore agli insegnanti con gli stessi anni di servizio.
    Gli ins. ICR fino a due/tre anni fa erano incaricati annuali, ma non ricevevano gli aumenti di progressione di carriera, pur lavorando per tutto l’anno e in continuazione. Fu fatta una legge ad hoc per attribuirgli un aumento biennale per equipararli agli altri docenti. Con l’immissione in ruolo godono dei benefici del contratto come tutti, ma ad essi è rimasto anche l’aumento biennale.
    Qualche docente incaricato, passato di ruolo, ha fatto ricorso che ha vinto e riscuote adesso lo stesso stipendio degli ins. ICR. Se tutti i docenti precari che si trovano nelle stesse condizioni facessero il loro bravo ricorso, il Tesoro si troverebbe in grosse difficoltà.
    Onestamente non sarebbe ingiusto. La cosa che mi meraviglia è che la stessa legge non è stata fatta per i precari di lunga data.

    [Rispondi a questo commento]

    Iniquo reply on 11 ottobre, 2008 20:23:

    A me non meraviglia affatto.

    [Rispondi a questo commento]

    lupoalburnino reply on 12 ottobre, 2008 9:38:

    E’ un modo di dire, Iniquo. Neppure io mi meraviglio visto l’andazzo del nostro paese!

    [Rispondi a questo commento]

    Ataru reply on 11 ottobre, 2008 19:24:

    Io non pretendo una scuola che copra lo scibile a 360°, ma l’eccidio di S.Anna, Cefalonia, Marzabotto ecc… vanno ricordati.

    E vanno ricordati quando i ragazzi sono ancora piccoli.
    Il 25 aprile non è una data messa lì solo per fare vacanza da scuola, un professore di storia o italiano delle medie può fare letture in classe, raccontare quanto successo, visite a musei in zona.

    Il ricordo si alimenta anche così.

    Io sono di Matera, la prima città dl meridione ad insorgere contro il nazi-fascismo, che il 21 settembre 1943 pagò col sangue di 22 civili inermi.
    Beh a scuola nessun professore delle scuole medie mi ha mai raccontato questa storia o quella di Carlo Levi confinato dal regime in un piccolo paese della provincia (Aliano).

    Eppure è la storia della mia città, della mia terra e della mia nazione.
    Io non ci vedo niente di politico, quelle morti hanno contribuito a creare questa repubblica.
    Il minimo che dovremmo fare è ricordare chi è stato più sfortunato di noi.

    Ciao

    [Rispondi a questo commento]

    F.Maria Arouet reply on 11 ottobre, 2008 19:42:

    Non ho nulla da eccepire a quanto dici.
    Volevo solo dire che l’ignoranza per molti versi è anche e soprattutto una responsabilità personale, dalla quale nessuno, per alcun motivo, si deve sentire esentato.

    [Rispondi a questo commento]

  4. Giacomo scrive:

    Innanzi tutto potrei dire che la ragazza in questione ha dimostrato profonda ignoranza in geografia più che in storia visto che una semplicissima associazione avrerla dovuta indurre a pensare che qualsiasi toponimo preceduto da un “San” qualunque doveva essere nel 90% dei casi italiano.
    Per quanto riguarda l’amarezza inerente l’ignoranza su quegli anni chi purtroppo non ha avuto genitori, zii, nonni e bisnonni che hanno vissuto sulla loro pelle anche solo quelle atmosfere (per non dire gli orrori) difficilmente riuscirà a sapere e capire davvero. E più passano gli anni più la memoria tramandata di questi nostri avi diventa labile e va persa come “lacrime nella pioggia” avrebbe detto il droide di Balde Runner.
    Piuttosto questo film? Merita?

    [Rispondi a questo commento]

  5. connemara scrive:

    hai perfettamente ragione, dovevamo apettare che venisse un regista straniero per far conoscere a tutti questa storia

    [Rispondi a questo commento]

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