Ma Come li Paghiamo gli iPhone 4S? 13


La cosa comincia senza rumore, col venir meno del comunismo come sistema politico alternativo. Nel 1977 Deng Xiaoping lancia la Primavera di Beijing, con ciò aprendo la Cina alla proprietà privata e agli investimenti stranieri. È nata l’economia socialista di mercato.

Negli Stati Uniti d’America alcune aziende manifatturiere, più attente di altre, pensano di aumentare i profitti producendo in Cina ciò che vendono negli USA e in Occidente, gli unici posti dove ci sono i soldi per comprare. Se l’idea rimanesse circoscritta a poche aziende nessuno se ne accorgerebbe. Ma l’idea è buona e fa rapidamente proseliti, negli USA e nel resto dell’Occidente. Naturalmente produrre in un posto dove il lavoro costa poco e vendere in un altro dove i salari sono alti, oltre che far guadagnare chi ci mette il capitale, ha pure delle conseguenze sulla vita degli abitanti dei luoghi dove prima si produceva e ora non si produce più. Le fabbriche che producono di là, licenziano di qua. Gli operai licenziati, confidando nelle virtù del mercato, si rimettono sveltamente alla ricerca di un nuovo posto di lavoro, fiduciosi che lo troveranno. Parlo degli operai americani. Considerano la situazione transitoria, non pensano di dover cambiare stile di vita. Tuttavia, nel transitorio, se vogliono cambiare la lavatrice, devono ricorrere alla banca, che è ben lieta di accordargli un prestito, a tassi via via crescenti mano a mano che le garanzie si fanno più deboli.

I mutui subprime sono un ottimo affare, sia per la banca, sia per il debitore.

Capita purtroppo che, malgrado il parere contrario degli economisti, i posti di lavoro persi nell’industria non siano compensati dai nuovi posti di lavoro nel terziario e che molti debitori, rimasti a piedi, diventino insolventi. Le banche, per cautelarsi, hanno provveduto per tempo a cedere i propri crediti a investitori istituzionali, che si sono tutelati a loro volta contro il default dell’emittente acquistando titoli emessi all’uopo da altri istituti finanziari, Credit Default Swap; o conferendo i crediti in quota capitale in qualche spericolata operazione di Leveraged Buy-Out: un giro dove il capitale di rischio può non superare un millesimo del capitale movimentato. Lo chiamano Leverage.

I cinesi dal canto loro non stanno a guardare. Si accorgono presto che facendo da sé e per sé quel che si fa per gli altri si guadagna assai di più. Per portarsi avanti risparmiano e reinvestono in casa propria. È la più spettacolare accumulazione capitalistica, per entità complessiva e tasso di incremento, dell’ultimo secolo.

In Occidente qualche banca fallisce, molte sono salvate dalla mano pubblica, che s’indebita a sua volta, rischiando di fallire. Per fortuna che ci sono i cinesi: il surplus corrente della Cina è il più alto al mondo e i cinesi lo investono in titoli di stato esteri.

Che fare? La cosa è molto semplice e sta in questi termini: o riusciremo a vivere senza l’iPhone, un bellissimo oggetto checché ne dica il Comandante Nebbia, o continueremo ad aumentare l’avanzo commerciale cinese. Cioè il nostro debito pubblico.

Uno potrebbe dire: ecchisenefotte! Debito più debito meno …

Eh no! Non è detto che le cose continuino così per sempre, che i cinesi col surplus delle partite correnti continuino a comprare la carta straccia che sono i nostri titoli del debito pubblico. Potrebbero pure decidere di farsi furbi, pare ci stiano già pensando, e di godersi un po’ la vita dopo il tanto tribolare che hanno fatto fin qui. Potrebbero decidere di farsi pagare in natura gli iPhone. Non la gnocca che pensate voi, quella non manca da nessuna parte, ma i quarti posteriori del bue grasso di Carrù, il pane e l’abbacchio di Genzano, il culatello di Zibello, il Brunello di Montalcino… vorrebbe dire che da lì in avanti, noi, quelle cose lì, ce le potremo pure scordare. Un po’ com’era prima che diventassimo ricchi e prendessimo l’abitudine di fare colazione al bar, con cappuccino e brioche. Poi la pratica passerebbe a Pechino.

Non solo: privati del loro maggior acquirente i nostri titoli del debito pubblico diventerebbero ancora un po’ più carta straccia, se possibile, di quel che già sono: hai voglia ad aumentare i tassi di interesse per renderli appetibili. Ma dove andremmo a parare con i tassi alle stelle? Chi ce le pagherebbe le pensioni, la sanità, la scuola?

Questo per dire che siamo sulla buona strada, ma lontani dal fondo. Hai voglia quanto possiamo indignarci ancora.


13 commenti su “Ma Come li Paghiamo gli iPhone 4S?

    • Comandante Nebbia

      Il milione credo si riferisca ai paesi citati e non all’Italia 🙂

      Devo dire che, come sempre, una visione disincantata e col giusto tasso di cinismo ha grande potere su di me.
      C’è chi, come Eduardo, parla al cuore e chi, come te, alla mente. Io e altri lavoriamo allo stomaco 🙂

      Immagino che la verità si situi più o meno all’altezza della cistifellea.

      In ogni caso, spero tu abbia avuto occasione di leggere gli scambi con i nonciclopedisti e con i fanboy di Apple. L’articolo del nostro giovane amico bijuu non è sufficiente a farmi guardare serenamente al futuro.

      • fma

        Li ho letti.
        A loro scusante bisogna dire che gli avevi tirato un cazzotto nello stomaco, ma convengo che potevano essere più eleganti nelle loro argomentazioni.
        Forse perché non mi ricordo più com’ero da giovane, ma non mi piace (mi spaventa) l’incapacità (o mancanza di volontà?) dei giovani di guardare le cose per quel che sono.
        Su questo probabilmente siamo d’accordo.
        Quanto al cinismo, in realtà, come diceva un personaggio di Altan, io preferisco il sogno all’utopia, sognando almeno si dorme.

        • Comandante Nebbia

          “io preferisco il sogno all’utopia, sognando almeno si dorme”

          Già vero.

          Io, invece, ricordo bene come ero da giovane. E’ per questo che sono severo. Avrei voluto che qualcuno mi parlasse come io parlo adesso.
          Per svuotarmi la testa dalla chiacchiere che mi ci avevano infilato, ci sono voluti anni.

          Però, siamo dei vecchi migliori rispetto a quelli che toccarono a noi. Informati, colti, un po’ critici e disposti a dialogare alla pari con i ragazzi accettando il loro terreno di gioco.

          Forse ci ricorderanno con meno affetto di quanto noi ricordiamo i nostri vecchi, ma saremo stati più utili.
          Un modo come un altro per pagare una piccolissima parte del debito che abbiamo sottoscritto a loro nome.

  • Doxaliber

    Analisi cinica, fredda, drammatica, ma purtroppo condivisibile. Già prima della crisi dicevo che la politica degli “imprenditori” occidentali era suicida e nel lungo periodo avrebbe causato danni anche a loro. Purtroppo ormai non è più possibile fermare ciò che è stato iniziato. Se si tratta di rinunciare all’iPhone sopravviverò benissimo, ma temo che noi italiani dovremo rinunciare a molto molto altro ancora.

    • fma

      Non dar retta al Comandante, non sono cinico, ma pudìco: mi vergogno a girare la testa dall’altra parte. 😉
      Che poi non vuol dire che quello che vedo io corrisponda a ciò che è, naturalmente

      • Doxaliber

        Io e il Comandante abbiamo pensato la stessa cosa, i commenti di solito li leggo dopo, sempre che non siano troppi e che contengano qualche spunto interessante :mrgreen:
        Prendilo come un complimento, non cinico nel senso di indifferente ai bisogni altrui, ma cinico nel senso di non inficiato da emozioni o, come direbbe il Comandante, dallo “stomaco”. 🙂

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