M5S vs.Crisi di Cipro: Armi di Distrazione di Massa 62


Titolo abusatissimo, ma mai come oggi attuale e necessario. Negli ultimi giorni tutti i medi di regime si sono schierati con grande sinergia sulla difesa del “fronte interno”. Con diverse gradazioni, il Sovrano Ordine dei Giornalisti Italiani ha disposto le sue truppe in accerchiamento del M5S identificandolo come il problema numero 1 del paese, dell’Europa, del Mondo e anche come una delle cause principali del cancro. Si è partiti con la crisi delle lauree di Marta Grandi, questione che ha provocato notevoli sussulti nelle borse internazionali, fino ad arrivare alla spaccatura del M5S sull’elezione dei presidenti di Camera e Senato, ruoli chiave nella lotta dell’umanità contro la fame, la dittatura e le guerre nel mondo.

Oggi il fronte si divide, a essere in prima linea c’è la questione Ruby, con la Boccassini che occupa tutti i titoli principali dell’uno e dell’altro schieramento. Ovviamente, in questo caso le opinioni sono contrastanti, non c’è più il grande sincronismo mostrato nell’operazione M5S, però in fin dei conti è lo stesso. Uno dice A, l’altro dice B, ma tutti solo di A e B parlano.

Sommessamente, però, l’orologio della crisi continua a fare tic tac. Mentre tutto il paese si interrogava sui commenti spariti dal blog di Grillo, la Troika (Banca centrale europea, Fondo Monetario Internazionale e Unione Europea) per ridurre l’importo dell’intervento di supporto all’economia isolana ha deciso di tassare i conti correnti depositati presso le banche cipriote in percentuali variabili la 6,75% al 9,9%. Più che una tassa si tratta di un prelievo forzato perché contestualmente alla decisione, il governo ha arrestato i trasferimenti via internet e le banche non apriranno fino a completamento della rapina.

L’intervento di salvataggio per Cipro quota 17 miliardi di euro. La Troika è disposta a versarne solo 10. Il PIL di Cipro è pari appunto a 17 miliardi annui. Il che vuol dire che se un intervento di pari necessità fosse stato necessario per l’Italia, l’ammontare sarebbe più o meno equivalente a 2000 miliardi. Una catastrofe di dimensioni bibliche.

Quello che sta accadendo ci dice diverse cose. L’Europa non è un giardino fiorito, dopo la rapina di Cipro incominceranno a pensarlo anche i più sinceri europeisti. Con il sostanziale blocco dei conti correnti in attesa del taglio è stato violato il principio della libera circolazione dei capitali (quello fondante dell’Europa monetaria). Il prelievo tassativo sui conti correnti è il secondo muro a crollare dopo l’haircut del debito greco quando, per la prima volta, un paese europeo ha ristrutturato il suo debito a danno dei creditori. Ora ci sono due pericolosi precedenti che riforniranno di benzina i falò accesi dagli euroscettici.

In tutto questo, nessuna dichiarazione da parte dei politici italiani. La corsa all’occupazione del potere prevale su ogni considerazione. Il primo problema non è l’Europa, Cipro, con quello che sottendono, ma il M5S, l’operazione “siamo tutti la stessa merda, tanto vale tenersi i vecchi“. Di cosa si ha ancora bisogno per capire come stanno le cose?


62 commenti su “M5S vs.Crisi di Cipro: Armi di Distrazione di Massa

  • VIttorio Mori

    Per come la vedo io, forse in modo qualunquistico ma nemmeno tanto, ci vorrebbe il classico “governo forte” che, legittimato dagli abitanti della terra che chiamiamo Italia, va a sbattere i pugni sui tavoli della Troika. Il problema è che, io penso, siamo un popolo di voltagabbana, fiacchi, svogliati, pigri e un po’ vigliacchetti e divisi almeno in 3 fazioni. Anche ai più idealisti (leggasi M5S) basta uno spauracchietto , si cagano nei pantaloni e votano PD, dopo anni e anni di slogan (che adesso mi suonano idioti) PDmenoELLE, gargamella, i puffi e Capitan America. I giornali oramai sono fiumi di inchiostro di puro, vuotissimo, gossip politicoide (basta contare i virgolettati, divertitevi, oramai tutti parlano fra virgolette, nessuno che ha più una posizione chiara). Ah e l’ho letto anche io l’articolo di Feltri sulla Boldrini, e per alcuni punti (pochissimi, a dire il vero) mi trova d’accordo, ossia sugli aggettivi “velleitaria, fumosa, parolaia” affibbiati alla nostra politica attuale. Dovremmo rivolgerci tutti insieme contro il nemico comune, rappresentato da chi ci depaupera tramite politiche monetarie assurde, insieme ad altri tre-quattrocentomila problemi che ci sono in Italia, e stiamo solo ad accoltellarci a vicenda. Anche il politica locale, alla quale timidamente mi sono avvicinato tramite i 5stelle, è lo stesso, ci si sta solo ad accoltellare, prendere per il culo, chiaccherare, mentre il mondo reale se ne va per la sua strada, in un’Italia dove l’unica parola che si sente è “non c’è più un euro”, “non abbiamo i soldi” – mentre dietro le quinte ci si spartiscono lauti stipendi, nascosti in 3-400 pagine di delibere volutamente illeggibili, astruse, un vero e proprio lavoro di stampo mafioso per farti fare fatica a leggere e a capire, per dare adito a interpretazioni fumose, e, al solito, incularti un po’ di soldi. L’etica ZERO dell’Italia sarà sempre la sua pietra la collo, io credo.

  • Antonello Puggioni

    Caro mio, cosa fare per capirci qualcosa?
    Ma se qualcuno ci avesse mai capito qualcosa la storia della filosofia si sarebbe fermata lì.(G.G.Gattai).
    A parte le battute, e lo dico con il cuore in pezzi, temo che far rinascere la speranza seppur minima di un risveglio collettivo delle coscienze sia un’impresa disperata e destinata al fallimento.
    In troppi e per troppo tempo non solo non hanno mosso un dito ma hanno voltato lo sguardo altrove, anche mentre gli svaligiavano la casa.

      • Antonello Puggioni

        Il mio è solo pessimismo della ragione.
        Personalmente sto provando a cambiare me stesso e il bene comune che mi circonda da 50 anni esatti quest’anno.
        E non ho intenzione di mollare, costi quel che costi.

  • lallo

    Adesso è un fuggi fuggi dalla paternità del provvedimento. La UE è talmente inadeguata che In questo caso c’è stata una reazione dello stesso sistema finanziario. La finanza NON ha un processo decisionale razionale. Attualmente indirizza il potere EU salvo poi contraddirre i provvedimenti un attimo dopo. Come fare per fermare questo circolo vizioso e devastante? A me sembra che politicamente sia dura. (Obama con un esercito di avvocati al suo fianco non sta ottenendo nulla. La finanza ne ha altrettanti e si compra, legalmente, anche i migliori in forza alla casa bianca una volta che emergono. Morale gli USA fanno leggi e il sistema finanziario le ha già bypassate legalmente.

  • Pierangelo

    Chiariamo mi spiace per i Ciprioti, ma in quei conti ci sono anche tanti sceicchi e tanti russi che se ne stanno in un paradiso fiscale. Possono anche pagarselo e non mi sembra male una riforma morale.

  • Doxaliber

    Il livore che la gente comune sta dimostrando nei confronti del m5s mi lascia perplesso. Sembra davvero che tutti i mali del mondo vengano da Grillo. 60 anni di demeopatia e 20 anni di Berlusconi sono già stati dimenticati. Pazzesco.

  • Chiara Luce

    Niente di nuovo sotto il Sole.C’è già stato un precedente in Italia, proprio prima di entrare nella moneta unica. L’11 luglio del 1992 il governo Amato approvò un Decreto Legge da 30mila miliardi di lire che disponeva, tra i vari provvedimenti, anche un prelievo forzoso e retroattivo del 6 per mille dai Conti Correnti bancari. A questo prelievo seguì una megamanovra di 93 miliardi che ci permise poi di firmare i Trattati di Maastricht.

  • Luca M.

    Quando si arriva a condizioni catastrofiche è evidente che si cerchi di trovare un colpevole: in questi casi dopo aver creato un debito folle, è colpa della UE, dell’euro, della politica, ecc… A nessuno viene in mente che se per decenni si è aumentato l’indebitamento per mantenere artificialmente alto il livello e gli stili di vita, un po’ la colpa è anche di chi se ne è avvantaggiato, di chi ha vissuto come la cicala.
    Secondo me oggi stiamo guardando il classico dito che indica la luna, dimenticandoci della luna. Si parla di tramonto della società occidentale tra 40 anni: prima o poi dovevano arrivare tangibili i segni di declino.
    Oggi la storia su fa sul versante del Pacifico ma chi vive in Europa penserà ancora per decenni di essere importante: ma qui nessuno sa il nome del presidente cinese, nessuno sa dove sta andando il mondo.
    Che piaccia o no, l’Europa non produce più: ci siamo illusi che il “terziario avanzato” meno faticoso, meno inquinante, a maggior valore aggiunto avrebbe risolto tutto; per ingordigia abbiamo delocalizzato fabbriche e chiuso aziende in Europa. Ora acquistiamo praticamente tutto del lontano oriente, dipendiamo dal volere di altri governi.
    Noi e i nostri governanti dovremmo iniziare a ragionare non sul debito di oggi ma su come fare perché domani non si venga dichiarati falliti: la decrescita può essere “felice” o traumatica, sta a noi scegliere. Oggi è chiaro che la crescita infinita era chimera, si aumenta il PIL ma l’indebitamento corre più veloce: è una corsa al massacro.
    I governi, tutti, sono impotenti a creare ricette di ripresa perché non ne esistono: quello che devono fare gli statisti (ma in Europa non se ne intravvedono) è come reintrerpretare la società nel suo intero, sotto nuovi paradigmi, come aiutare la popolazione in momenti difficili. Continuere a pensare che la crisi prima o poi passa è il vero delitto.

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