M5S: tre buoni motivi per votarlo un’ultima volta 63


Il nostro Paese è  corrotto, profondamente corrotto, a tutti i livelli. Ma ciò di per sé non costituisce sicuramente la notizia dell’anno.

Cosa, essenzialmente, ha portato questo Paese, e non solo, verso un costante quanto inesorabile declino?

Il semplicissimo fatto che, gran parte delle persone che avevano come compito lavorativo quello di agire nel senso opposto, ovvero generare benessere per tutta la comunità, non lo hanno fatto.

Scoperta dell’acqua calda numero due.

Penso possa essere opinione condivisibile il fatto che nell’impostazione attuale della nostra società, se una persona designata per compiere un lavoro non lo effettua come dovrebbe, e quindi generando il massimo beneficio che la sua azione potrebbe produrre nella comunità, allora tutta la comunità stessa ne risente in modo negativo. Ovviamente la porzione di collettività che un determinato lavoro coinvolge varia da caso a caso.

Se un cameriere non fa il suo lavoro come dovrebbe, la clientela del locale per cui lavora ne risente.

Se un medico non fa il suo lavoro come dovrebbe, ne soffrono i suoi pazienti.

Se un carabiniere non fa il suo lavoro come dovrebbe, i cittadini del posto in cui opera ne pagano le conseguenze.

E così via discorrendo, magistrati, idraulici ed autisti, fino ad arrivare al particolarissimo mestiere che interessa la maggior porzione di collettività in assoluto: il legislatore.

Nel nostro Paese, fortunatamente, il potere legislativo è conferito nelle mani dei membri del Parlamento e delle Regioni. Discutendo ed approvando le leggi, e indirizzandole verso la promulgazione, il Parlamento incide sulla vita di tutti coloro che sono tenuti a rispettarle e di tutti coloro che ne risulteranno in qualche modo coinvolti.

Premesso questo, penso si potrebbe essere nuovamente tutti d’accordo nell’affermare che, in Italia, i legislatori non hanno fatto il loro lavoro come avrebbero dovuto. Le cause possibili sono tre:

 

– inettitudine: la gente seduta in Parlamento non è tecnicamente in grado di formulare nessun provvedimento decente per risolvere un determinato problema o per far sì che non se ne formi uno nuovo;

– corruzione: per induzione esterna e propria convenienza personale il legislatore attua scelte in grado di favorire una porzione minore della collettività a scapito della restante, pur non facendo parte della prima;

conflitto di interessi: il legislatore perde la sua imparzialità in quanto è in grado di generare leggi che favoriscono direttamente sé stesso, la sua famiglia o realtà a lui vicine, producendo un beneficio personale che lede o non avvantaggia in egual modo il resto della comunità.

 

Il primo è il punto su cui si può agire meno ed anche, in effetti, il meno condizionante, in quanto la supposta minoranza non culturalmente in grado di discutere una legge, viene ampiamente compensata dalla presenza di un elevato numero di legislatori, invece, in grado di farlo. Non vi sono criteri di valutazione efficaci in grado di risolvere il problema al momento delle candidature. Per arginare questa causa è sufficiente che ognuno voti una persona che si suppone all’altezza del ruolo per cui si propone. Ciò presuppone però il fatto di poter scegliere direttamente il singolo futuro legislatore.

Il secondo punto è sicuramente il fattore meno prevedibile e più incidente sull’utilizzo improprio del potere legislativo; il motivo è lampante e non necessita ulteriori spiegazioni. Si può intervenire (o si interviene) su questa causa in due modi: impedire la candidatura ai soggetti già dimostratisi capaci di compiere atti illeciti sfavorevoli alla comunità ed espellere permanentemente dall’organo legislativo il soggetto già eletto che si macchi della stessa colpa durante il suo mandato.

Il terzo punto ci è stato ripetuto così tante volte negli ultimi vent’anni che abbiamo dimenticato anche cosa sia. La soluzione risiede ovviamente in una nuova regolamentazione e, quindi, in una modifica delle norme vigenti in materia di conflitto di interessi.

Non essendo competente in materia, non ho voluto argomentare, se non in linea di principio, i due ultimi punti e sarei felice di conoscere, da chi è in grado di spiegarlo, l’esatto funzionamento della legislazione attuale ed in che modo essa possa e debba essere modificata per limitare al massimo questi due fenomeni.

grillo

Detto ciò, torniamo all’asserto iniziale: i parlamentari non effettuano il lavoro per cui sono stati designati, anzi, l’intero organo legislativo è arrivato a non esprimere più l’interesse della comunità che rappresenta.

È innegabile dire che è qui che nasce il Movimento 5 Stelle.

Il M5S ha fatto del malfunzionamento dell’organo legislativo il cavallo di battaglia della sua campagna elettorale e continua tutt’ora a rivendicare il suo ruolo di disinfettante delle istituzioni pubbliche; incentrare una campagna elettorale su questo punto, mentre il Paese è al collasso, è facile, molto facile, e garantisce, basandosi sulla sua condizione di malessere, un consenso della popolazione molto ampio.

 

“Quel terremoto rappresenta il punto culminante d’una protesta che coinvolge tutti i partiti, la loro inefficienza, l’occupazione che hanno compiuto da anni delle istituzioni, la perdita di credibilità della classe politica nel suo complesso. I toni di questa protesta sono spesso inaccettabili, ma il fatto esiste ed ora sta lì, come un masso di granito in mezzo ad un binario.”

Queste righe sono parte di un articolo scritto da Eugenio Scalfari in seguito alle elezioni amministrative del maggio 1990, dove la Lega Nord superò in Lombardia perfino il PCI. La Lega si proponeva anch’essa come ripulitrice delle istituzioni centrali, ma fondava il suo consenso, anche e soprattutto, sulla sua politica dichiaratamente autonomista. La condizione economica dei primi anni ’90 non è certo paragonabile alla situazione attuale, né alle migliori proiezioni future, basti pensare che il tasso di disoccupazione giovanile allora ruotava intorno al valore del 28%, mentre ora si attesta poco sopra al 40%.

Insomma, il M5S ha avuto una campagna elettorale comoda e l’inefficienza del Parlamento e dei Governi susseguitisi negli ultimi anni non hanno fatto altro che spianargli la strada, più di quanto non successe alla Lega.

Detto questo, ciò non significa che l’asserto iniziale perda in qualunque modo di validità: il potere legislativo continua imperterrito a non operare per la sua comunità. Il metodo di intervento rimane, alla luce dei fatti, uno solo: limitare il peso delle tre zavorre che attanagliano il lavoro del Parlamento.

Il M5S ha gettato le sue fondamenta su una proposta di legge di iniziativa popolare che mirava esattamente al ridimensionamento delle tre cause sopra descritte. Aggiungeva in più un ulteriore punto che prevedeva l’istituzione di un limite di eleggibilità alle due Camere, per ogni singolo soggetto, pari a due legislature. Questo provvedimento in particolare, a mio avviso, ha il merito di poter generare una condizione: rendere il mestiere del legislatore il quanto più possibile immune all’ottica carrieristica. Se il fine ultimo è quello di generare il benessere della nazione e dei suoi cittadini, ogni cosa che possa ledere il raggiungimento di questo obiettivo deve essere stroncata sul nascere, e la brama di conquista di posizioni di potere sempre maggiori è una di quelle. Insieme ad una diminuzione degli stipendi e con la sicurezza assoluta che ogni parlamentare, dopo un massimo di dieci anni, torni al suo precedente stile di vita si ha, non la certezza ma quantomeno la buona probabilità che il suo operato rimanga il più possibile onesto ed al servizio di tutti.

 

Il M5S non è il detentore della verità e tutte le sue opinioni ed i suoi modi di agire dovranno sicuramente rapportarsi, un giorno, con altri modi di vedere il mondo. Rimane però l’unico mezzo che abbiamo in questo frangente storico per ripristinare la funzione del Parlamento. Per quanto mi riguarda il Movimento può collassare nell’istante successivo. Quanto ancora resisterà una forza così imponente, quanto a mio avviso fragile, alla spinta disgregante dell’attuale apparato politico e mediatico?

Non vi piace Grillo? Ok, ma il movimento non avrebbe preso neanche il 3% senza la sua potentissima forza persuasiva, che è maturata in anni di blog e spettacoli. Sarebbe da stolti non permettere all’unica forza non compromessa, potenzialmente capace di formare un governo, di ripristinare le funzioni del nostro apparato legislativo. Non dico che funzionerà, ma non vedo altra soluzione; gli altri partiti dell’attuale panorama politico non possono farlo, se applicassero quanto sopra detto con una legge elettorale decente ed una legge sul conflitto di interessi abbatterebbero buona parte dei loro parlamentari e azzererebbero praticamente tutte le loro dirigenze.

Questo, al di là di tutte le considerazioni politiche, è il motivo per cui non potrò mai votare il PD (che sia di Renzi o meno) né nessun’altro partito, prima che vengano ripuliti dal marciume che li attanaglia. Dopo, forse, inizierò a votare a sinistra, quella vera.

di giand_lop
Informazioni autore: Ho quattro nonni e due genitori.

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63 commenti su “M5S: tre buoni motivi per votarlo un’ultima volta

  • fma

    “Non vi piace Grillo? Ok, ma il movimento non avrebbe preso neanche il 3% senza la sua potentissima forza persuasiva, che è maturata in anni di blog e spettacoli.”

    Se l’affermazione è corretta, considerato che nel 2013 il M5S ottenne circa il 25% dei voti, vuol dire che il 22% è appannaggio di Grillo. Dunque è corretto che sia lui a disporre degli eletti come meglio gli garba, posto che non sarebbero mai stati eletti in sua assenza.
    Bene: quante possibilità ci sono che un partito con queste fondamenta sia in grado di generare una classe dirigente in grado di occuparsi dei problemi del paese?

    • giand_lop

      Che l’articolo fosse stato scritto prima dell’espulsione dei 4 senatori cambia poco, la sostanza, a mio avviso, non cambia. Anzi, non per niente avevo fatto cenno ad un “quanto a mio avviso fragile”. Vedremo come andrà a finire. Per quanto riguarda la tua domanda, le possibilità sono sicuramente poche. Ma la mia speranza, al prossimo giro, non sta tanto nell’avere qualcuno in grado di occuparsi dei problemi del paese, cosa che non ho mai attribuito al M5S, quanto nell’avere qualcuno in grado di ridarci la possibilità di mandare in Parlamento della gente onesta e di togliere di mezzo gli incapaci che ci hanno governato da vent’anni a questa parte. Niente di più, niente di meno. Vorrei solo poter tornare a votare qualcosa di decente.
      “Per quanto mi riguarda il Movimento può collassare nell’istante successivo.”
      La soluzione altrimenti quale sarebbe? Inizio a votare per il partito di D’Alema e Fassino? Oppure voto Berlusconi? Cosa dovrei fare? Illuminatemi.

      • fma

        Se il M5S fosse in grado di ridarci la possibilità di mandare in parlamento della gente onesta e capace, vorrebbe dire che è in grado di occuparsi dei problemi del Paese.
        Ma per mandare in parlamento della gente onesta e capace, devono verificarsi due condizioni:
        a) Avere un numero sufficiente di candidati onesti e capaci.
        b) Poter contare su un elettorato capace di distinguerli dai disonesti e dagli incapaci, cioè di sceglierli.
        Il M5S è in grado di realizzare le due condizioni? Se si, come?
        Se hai delle idee ti ascolto.
        Che poi tu non voglia votare D’Alema, Fassino, Berlusconi … è un altro discorso, che non sposta quanto detto sopra.

        • giand_lop

          a) non so come si organizzeranno per quanto riguarda le europee o le prossime elezioni politiche (e sono davvero curioso di sapere come lo faranno), ma posso darti la mia opinione sulle scorse elezioni: il partito o movimento, insomma la sostanza non cambia, doveva semplicemente cercare, per quanto possibile, di inserire nelle liste persone 1) con un basso indice di corruttibilità 2) già precedentemente legate al movimento (per evitare cavalcate dell’ultima ora) e ciò era possibile solo candidando gente già presente nelle liste civiche, il che, da un lato garantiva il verificarsi dei due punti sopra citati, dall’altro ha generato liste elettorali che, per forza maggiore, vedevano, magari, persone competenti nel loro settore, ma, visto il grande successo elettorale, anche banchettari da megafono di dubbia preparazione (se avessimo avuto il voto di preferenza (e rimando all’articolo) forse avremmo potuto arginare questo effetto). Per cui alle prossime elezioni posso solo sperare o che cambi la legge elettorale oppure che Grillo, Casaleggio, la dirigenza del partito o chi per loro creino delle liste decenti (sì, è un bell’azzardo, ma guardandomi intorno non vedo nient’altro);
          b) un elettorato capace di distinguere i disonesti dagli onesti e i capaci dagli incapaci? Innanzi tutto ci serve una legge che ci permetta di farlo. E quindi un ripristino del voto di preferenza, e questo il M5S lo vuole dichiaratamente fare. È inutile disquisire sulla possibilità che il M5S abbia o meno un elettorato capace di scegliere i suoi candidati, se la legge elettorale non permette di farlo (e Renzi, Berlusconi, Casini e tutti gli altri partiti mi sembra ben lontani dal voler ripristinare le preferenze). Se poi vogliamo discutere sulla capacità degli italiani (e non solo degli elettori del m5s) di votare scientemente e non di mettere una croce su una scheda come delle capre, beh, allora è tutto un altro discorso. E vent’anni di berlusconismo mi sembrano una risposta più che sufficiente (per lo stesso motivo reputo la democrazia diretta una grande cazzata).
          Vorrei semplicemente che il M5S facesse quello per cui è nato: portare in Parlamento la proposta di legge di iniziativa popolare Parlamento Pulito ed approvarla. Poi esplodesse pure, tanto quanto.
          Ora ti rigiro la stessa domanda: come dovremmo fare a mandare in parlamento della gente onesta e capace con questa legge elettorale e l’attuale regolamentazione sul conflitto di interessi? Ti ascolto.

          • fma

            Quando parlo di candidati e di elettorato ovviamente mi riferisco al paese, non al m5s. Gli elettori sono quelli che hanno scelto Berlusconi, Grillo, Renzi.
            Io non conosco scorciatoie per salvare il paese.
            E’ il m5s che dice di conoscerle. Ce le mostri. Per ora non ne è stato in grado. Cos’è cambiato per pensare che alla prossima tornata lo sarà ?

          • giand_lop

            Non credo che si possa ancora parlare di salvare il Paese. Siamo ben lontani dal salvare il Paese. Mi basterebbe gli si potesse ridare un minimo di dignità. E quella l’abbiamo persa negli ultimi dieci anni, non negli ultimi dieci mesi.

  • Black Feather

    A me personalmente non piace il modo di porsi in aula del M5S, così come non mi piace la loro totale mancanza di umiltà ideologica. Loro hanno RAGIONE, il prossimo governo SARA’ IL LORO, solo loro sono la VERITA’. Come al solito, parecchie delle loro questioni sono condivisibili; così come la condanna della casta. Fossi in loro però opterei per metodi comunicativi meno da osteria, con argomentazioni educate, calme e devastanti verso gli altri partiti. Sarebbe bello che investissero un po’ di soldi nello studio della logica della comunicazione. Il mio sono è avere un metodo alla Franklin Delano Roosevelt, rassicurante, amico, unito a una dialettica tagliente come rasoi. M5S attualmente fa leva sulla rabbia e la rabbia è il primo promotore delle loro buone idee. Sarà che io sono troppo politically correct…

  • Mumon89

    Sinceramente, ho idea che alle prossime elezioni non ci sarà più nessun M5S da votare. In ogni caso, non li avrei votati. Arroccati come sono e totalmente privi di strategia politica non credo che siano in grado di portare avanti quel cambiamento che vorrebbero. Purtroppo, a differenza del primo M5S, quello attuale ha anche perso quella forza distruttiva che poteva essere condivisibile in un ottica “entropica”, come direbbe qualcuno che ben conosciamo.

  • Bob

    E allora votate Renzi o Berlusconi, avrete quello che chiedete e meritate. Poi, come al solito, grande accumulo di lamentele e pianti isterici sui disattesi risultati ai problemi reali del Paese; “ma io non credevo..”, “sono stato tradito..”, “ma la prossima volta…”.
    Ma forse speravate di risolvere i problemi irreali del paese. Avanti così, delegando a tutta forza sempre in discesa senza pedalare così che quando a breve Grillo scomparirà, vi lascerà esattamente dove vi ha trovati; soli e felici sulla bicicletta priva di pedali e sellino. Augurazzi.

    • Mumon89

      Se “la rivoluzione non è un pranzo di gala” non lo è neppure la politica, men che meno uno spettacolo da cabaret. Non sono abituata a delegare a nessuno né successi né insuccessi. Così come non è solo colpa di Renzi e Berlusconi lo sfacelo del paese, non è neppure totalmente merito di Grillo la presa di coscienza da parte di alcuni.
      Se si è incapaci di vedere i difetti di qualcuno, si è succubi e schiavi. Essi vanno valutati tanto quanto meriti e pregi.

      • Mario

        Un processo valutativo non può dare risultati credibili se non si avvale di criteri di stima e gradi definibili e riconoscibili dei fattori componenti.
        Ecco, nella valutazione degli eventi, io e te (solo per esempio) vediamo componenti diversi. Figurati se possono essere comparabili le nostre valutazioni. Discernere i piani ed i valori è principalmente un compito individuale. E’ possibile che io legittimamente consideri irrisori i difetti poiché li stimo di grado inferiore ai pregi.

  • Mario

    Sono d’accordo e sono contento. Mi piace la logica che esprimi: (in ordine cardinale) consapevolezza, eliminazione, sostituzione.
    Diamoci la possibilità di rifondare il sistema sociale. Tolto l’irrecuperabile marcio, ricostruiremo; e poi ancora: è il miglioramento.

  • Vittorio Mori

    Io voto M5S, anche se non serve, e anche se penso che una marea di attivisti del movimento sia una manica di somari, e che sia, sostanzialmente, un qualcosa di caotico -sempre a caccia di qualcosa contro cui scagliarsi e urlare i propri “NO”. Anche le espulsioni all’interno del movimento stesso fanno capire che è un qualcosa che ha (quasi fisicamente) bisogno di “epurare”, sempre e comunque. Grillo diche che ci sono un sacco di laureati al suo interno, a me sembra un qulalcosa di molto “terra-terra” invece (vabbeh, nei nostri parlamenti ci stanno robe come Gasparri, indi tutto bene). Ma mi sta bene. Perlomeno serva a fare un pochetto cacare sotto i soliti potentatelli industrial-massonici. Anche solo un pochettino, per fargli capire anche solo una volta che -magari- non si casca sempre in piedi, come fanno da 50 anni. Ah, penso anche che la “democrazia digitale” all’interno del M5S sia una baggianata, e penso che sia meglio così. Le democrazie sono per i tempi di pace, adesso come adesso serve la guerra, le “esecuzioni” sommarie non mi scandalizzano più di tanto (in effetti fa ridere quando i media parlano di “espulsione dal movimento” quasi come se dei poveretti fossero condannati a Morte – questi sono entrati nelle Sacre Stanze Del Privilegio Sfacciato, ricordiamocelo).

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