M5S: La medicina di Casaleggio e i suoi effetti collaterali 15


Sul blog di Beppe Grillo è stata pubblicata  l’intervista a Casaleggio, firmata da Serena Danna. Ne riportiamo qui un estratto, riferito alle eventuali modifiche costituzionali per una democrazia diretta.

«Le più immediate sono il referendum propositivo senza quorum, l’obbligatorietà della discussione parlamentare delle leggi di iniziativa popolare, l’elezione diretta del candidato che deve essere residente nel collegio dove si presenta, l’abolizione del voto segreto, l’introduzione del vincolo di mandato. È necessario rivedere l’architettura costituzionale nel suo complesso in funzione della democrazia diretta»

Come possiamo notare si tratta di punti condivisi e promulgati dallo stesso Grillo. Tramite queste modifiche i due fondatori del M5S vorrebbero garantire ai cittadini la piena osservanza dell’incarico da parte dei politici da loro eletti. Il vincolo di mandato infatti impedirebbe al deputato di andare fuori dalle linee programmatiche, così come il voto palese in aula. Il referendum propositivo senza quorum invece sarebbe l’ultima arma per permettere ai cittadini di intervenire dove la politica sbaglia o semplicemente si disinteressa.

E’ chiaro come questi comandamenti derivino da una totale insoddisfazione di fondo rispetto alla poca affidabilità della nostra classe politica, tuttavia per quanto buoni siano i propositi non possiamo tralasciare le possibili degenerazioni che un tale sistema comporterebbe. Degenerazioni che lo stesso Casaleggio intravede dicendo, più avanti nell’articolo: «La Rete rende possibili due estremi: la democrazia diretta con la partecipazione collettiva e l’accesso a un’informazione non mediata, oppure una neo-dittatura orwelliana in cui si crede di conoscere la verità e di essere liberi, mentre si ubbidisce inconsapevolmente a regole dettate da un’organizzazione superiore. […]».

Iniziamo col parlare dei due provvedimenti forse più condivisibili e sui quali non si possono fare molte critiche. Ad esempio l’elezione diretta del candidato secondo il criterio di residenza assicurerebbe un parlamento con deputati competenti riguardo ai problemi della propria zona e una certa trasparenza. Per quanto riguarda la discussione parlamentare delle leggi popolari si tratta di un ottimo proposito che permetterebbe ai cittadini di pungolare il parlamento sui problemi locali come nazionali.
Detto questo, passiamo ai possibili effetti collaterali. Innanzitutto il referendum propositivo senza quorum può porsi come una pericolosa arma a doppio taglio. Gli effetti più prevedibili potrebbero essere a) un vero e proprio intasamento a livello parlamentare – che, ricordiamo, dovrebbe discutere ogni proposta – e b) una facile manipolazione da parte di quella “organizzazione superiore” che finge di dispensare libertà. Un referendum propositivo senza quorum nasce dalle voci più viscerali del popolo, voci che possono essere guidate dall’alto e che legittimerebbero qualunque tipo di operato legislativo. Non sarebbe nemmeno una garanzia contro i dittatori, i quali un volta cavalcata l’onda potrebbero abrogare tutto, come la storia ci insegna.

Parliamo ora del voto palese e del vincolo di mandato. Questi due provvedimenti impedirebbero al politico di fare di testa propria e, almeno in teoria, darebbero stabilità al sistema poiché non permetterebbero defezioni come quelle di Mastella o Fini. Detto questo tuttavia non possiamo dimenticare come il voto segreto sia stata una conquista sofferta nel corso degli anni. Gli esempi più eclatanti sono la Germania di Bismark prima dell’introduzione del suffragio universale e la Gran Bretagna fino ai governi Gladstone. Ovviamente, in questi due casi, a votare palesemente erano i cittadini elettori e questo dava vita a tutto un ciclo di corruzione e concussione. Quello di cui parla Casaleggio è un voto palese in aula parlamentare, che però si sottopone alle stesse identiche problematiche di quello elettorale. Il deputato potrebbe essere corrotto e dunque votare secondo il desiderio del corruttore, al chè verrebbe espulso dal partito in virtù del vincolo di mandato, ma quando ormai il danno è già stato fatto. Se da un lato dunque il voto palese obbligherebbe i politici a farsi carico delle proprie responsabilità, dall’altro li mette in pericolo rendendoli ancor più ricattabili.

Approdiamo infine al vincolo di mandato, ovvero quello che Grillo vorrebbe per i suoi deputati e che in un qualche modo realizza col metodo delle espulsioni. Un’esperienza di mandato vincolante la si ebbe nel 1871 durante la Comune di Parigi, la quale si prefiggeva l’autogoverno tramite politici direttamente responsabili nei confronti dei cittadini e revocabili in qualunque momento. L’obiettivo era fare in modo che i rappresentanti non agissero in modo da sovrapporsi ai rappresentati.
Tutti noi riteniamo pura utopia pensare che i nostri politici mantengano tutte le promesse della campagna elettorale; ebbene col vincolo di mandato sarebbero in un certo modo costretti a farlo. Il rovescio della medaglia consiste nel fatto che se salisse un partito dittatoriale al potere, questo avrebbe controllo assoluto sui propri deputati e sarebbe legittimato a fare il buono e il cattivo tempo.

In conclusione, tutti i provvedimenti citati da Casaleggio andrebbero presi con le pinze e regolati nei minimi dettagli. E’ sicuramente giusto dare più potere al popolo, ma già dall’Illuminismo si erano capiti i rischi di una tale manovra: quantità non è sinonimo di qualità, e quando la pancia chiama l’interesse personale scavalca di gran lunga il bene collettivo. Se le pance sono molte e condizionate dai media, il bene collettivo non viene nemmeno preso in considerazione.

Questo lettore ha risposto all’appello di MC che cerca nuovi autori

La voce degli amici

Se vuoi prestare la tua voce per leggere questo post, usa questa pagina per scrivermi un messaggio. Grazie

La lista di tutti i post letti dagli amici di MC la trovi qui.


Informazioni su Contributo redazionale

A seguito di un attacco hacker il database degli autori degli articoli di MC è stato compromesso. Questo articolo è stato scritto da un contributore di MC, ma non è stato possibile risalire a chi. L'autore, se lo ritiene opportuno e necessario, può richiedere la ri attribuzione del contenuto via contatti del sito.

15 commenti su “M5S: La medicina di Casaleggio e i suoi effetti collaterali

I commenti sono chiusi.