L’Unità fa Peggio della Pravda. Grazie Marcella Ciarnelli

Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "L’Unità fa Peggio della Pravda. Grazie Marcella Ciarnelli" è stato scritto da dellefragilicose

Riteniamo utile proporvi questo articolo da “l’Unità” del 10 agosto 2012.
Il pezzo viene definito un “colloquio” con il Presidente della Repubblica ed è firmato Marcella Ciarnelli.
Titolo: “Legge elettorale basta rinvii”. In coda al testo le nostre note per evidenziare l’informazione di secondo livello trasmessa in maniera alquanto dilettantesca nel testo.
Va comunque sottolineato che questa forma di “propaganda occulta” è tipica dell’informazione dei regimi totalitari in particolar modo quando si esplicita in maniera così rozza ed evidente.

C’è un Emilio Fede nella redazione di ogni giornale. Forse più di uno.

“Nel partire registro con piacere che c’ è stata una schiarita nei rapporti tra il Governo e le forze politiche che lo sostengono. Anche nel senso che si è gettato lo sguardo su progetti significativi per i prossimi mesi, quelli di un autunno che già si preannuncia impegnativo». Il Presidente Giorgio Napolitano si avvia a concludere le brevi vacanze ((le vacanze di Napolitano sono state brevi, anche se fatte in un posto esclusivo come Stromboli )) a Stromboli, da tanti anni consueta meta della sosta di riposo estivo del Capo dello Stato, che l’ appuntamento annuale con l’ isola, in quasi trent’ anni, ha cercato di non mancarlo mai (( quindi perché mancarlo quest’anno nonostante la crisi? )). «Parto dopo un soggiorno di poco più di otto giorni (( per chi non l’avesse capito prima, le vacanze sono state brevi )), più o meno come lo scorso anno». Al rientro ci saranno importanti appuntamenti per il Paese, non solo in rapporto alla crisi dell’Eurozona ma per le possibili misure di graduale abbattimento del nostro debito pubblico (( le misure di abbattimento saranno graduali, in pratica il debito lo pagheremo in comode rate mensili )). È sulla spiaggetta che, con la moglie Clio, lo ha accolto in questi giorni per il bagno mattutino in mare circondato da pochi amici, ma che è stata meta anche di visite discrete di ragazzi, famiglie, villeggianti (( Il presidente, anche se in vacanza, riceve il popolo )) che non hanno voluto rinunciare a salutare il Presidente. Due chiacchiere con tutti, un sorriso ed un ricordo, commenti sul gran caldo che quest’anno ha pesato più di altre volte e sulle spiagge che hanno cambiato fisionomia per le tumultuose mareggiate dell’inverno costringendo anche lui a cambiare rispetto agli anni passati. Un saluto per ognuno, le persone che conosce da anni ma non solo, anche autografi sulle copie del suo ultimo libro o su una foto che gli porge un bambino (( l’immancabile bambino perviene al climax di un crescendo nazional popolare )) che si rammarica «quello fatto con la biro l’ anno scorso si è scolorito» (( peccato )) e se ne guadagna così subito un altro (( il presidente magnanimo risolve il problema del piccino che incautamente ha esposto la foto con l’autografo all’azione di raggi solari lanciandola al di sopra dello strato di ozono )). Ma gli incontri sulla spiaggia, quelli per le stradine dell’isola, quelli nei diversi ristoranti frequentati alla sera per la cena, sono stati anche l’ occasione per ascoltare il racconto delle preoccupazioni che ognuno dei suoi interlocutori (( notoriamente, Stromboli e i suoi ristorantini sono meta frequentati da cassaintegrati FIAT e disoccupati)), come la gran parte degli italiani, ha da affrontare quotidianamente, misurandosi con un presente che pesantemente condiziona il futuro. La crisi si avverte qui come altrove (( Il presidente fa vacanza nell’ombelico putrido della crisi )). C’è il desiderio e la necessità di essere rassicurati. Sotto l’ombrellone bianco (( Ombrellone bianco, come la Papamobile )) che l’ha riparato dal gran sole di questa torrida estate, Napolitano ha voluto dire in particolare che restano ancora da portare a compimento le possibili e molte volte ipotizzate modifiche costituzionali, ma innanzitutto – questa appare la vera urgenza – c’è il superamento dell’attuale legge elettorale. «Resto inquieto nel non vedere ancora vicine ad un approdo le discussioni, che procedono attraverso continui alti e bassi, su una nuova legge elettorale mentre rimane ancora bloccato il progetto di sia pure delimitate modifiche costituzionali che era stato concordato prima di un’improvvisa virata sul tema così divisivo di un improvvisato cambiamento in senso presidenzialistico della Costituzione»: così dice il Presidente che già all’inizio dell’anno, incontrando i leader dei partiti di maggioranza, era stato rassicurato sulla possibilità di trovare un accordo su questi temi con il garantito dall’appoggio vasto delle forze politiche su alcuni punti già da lungo tempo maturati.

Napolitano a bordo di una versione zippata della Papamobile

Di pari passo, in questa estate difficile, viaggiano le questioni economiche e la necessità delle riforme. Gravano le preoccupazioni per la crisi che toglie futuro ai giovani e pesa sulle vecchie generazioni che pensavano di aver superato le difficoltà e che invece oggi si ritrovano ad affrontare. A queste situazioni, diverse ma complementari tra loro, il governo sta cercando di trovare soluzioni con una serie di misure pensate e approvate in un innegabile clima di emergenza e di «corresponsabilità nazionale» evocato ancora l’altro giorno dal Presidente Napolitano nella nota che accompagnava la firma al provvedimento per la revisione della spesa pubblica. Un’emergenza che ha dettato nel corso dell’ultimo anno il ricorso, per l’esecutivo precedente e per quello di Mario Monti, alla decretazione d’urgenza e ai voti di fiducia (( Non è il parlamento ad essere inutile da venti anni, è colpa della crisi )), sostenuto finora «dal consapevole riconoscimento della maggioranza delle forze politiche dell’imprescindibile autonomo e decisivo ruolo del Parlamento» (( Eccolo, il ruolo del parlamento, che dalla spiaggia di Stromboli, dove il sole picchia a morte, risulta autonomo )). Diverso sarebbe stato se, in armonia con le ripetute sollecitazioni del Quirinale (( Non è colpa del presidente, ma dei partiti )) fossero state adottate – il che non è accaduto, almeno finora neanche in questa legislatura – «modifiche costituzionali e riforme regolamentari che garantissero un iter più certo e spedito dei disegni di legge ordinari». La necessità di arrivare a portare a compimento almeno alcune delle riforme più urgenti, quelle sollecitate in più occasioni dallo stesso Capo dello Stato e confermate come tali, almeno ufficialmente, anche dalla maggioranza dei partiti, c’era già nel «bagaglio» del Presidente al suo arrivo a Stromboli, solo pochi giorni fa. «Rientrando a Roma – conferma Napolitano poco prima di imbarcarsi sulla nave di linea (( Il presidente non viaggia sulla nave blu, usa quella di linea )), la stessa dell’arrivo (( forse l’avranno lasciata ormeggiata in porto per risparmiare carburante e comunque il presidente non usa una nave nuova, prende quella usata all’arrivo )), quella che riporta a casa quanti come lui hanno già terminato le vacanze (( Per chi non l’avesse capito prima, le vacanze sono state brevi )) – cercherò di seguire più da vicino l’evolversi sia della tematica europea e della politica finanziaria ed economica (( Arriva Napolitano, parlamento e Merkel, cacatevi sotto )), sia per l’appunto il processo che dovrebbe portare all’attuazione dell’impegno ormai inderogabile di non tornare alle urne con la legge elettorale del 2005 (( Se tornerete a votare col Porcellum non sarà colpa del presidente. Ma questo,oggettivamente, lo sapevamo ))».

Di Marcella Ciarnelli, autrice di questo colloquio in ginocchio, abbiamo reperito anche altre informazioni in rete che dimostrano la sua equidistanza nei confronti della politica. Si intervista in ginocchio Napolitano, ma anche Berlusconi. Questa sì che è professionalità

 

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Avrei voluto essere Rocco Siffredi. Mi consolo scrivendo cazzate.

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