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Lou Reed (Parco della Pellerina – Torino, 11 luglio 2007)

16 settembre, 2007 - 12:00 di  
Archiviato in Suoni & Musica




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Lou Reed (classe 1942) sale sul palco con la sua chitarra cromata appesa al collo e guarda il pubblico. Il suo faccione alla Ranxerox per un attimo ha un’aria un po’ stupita e un po’ intontita, come se non si aspettasse di vedere nessuno lì fuori.




Il suo Berlin Tour (in cui per la prima volta viene riproposto integralmente il disco “Berlin”, del 1973) è arrivato nei teatri europei e si trova a passare anche per il Parco della Pellerina a Torino, al TRAFFIC TORINO FREE FESTIVAL.

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Incamminandoci verso il palco subito la prima sorpresa: un foglio di carta appeso a un tendone ci indica la direzione dell’ingresso su invito… ma non era un concerto gratis? La seconda sorpresa arriva subito dopo: la quasi totalità dell’area antistante il palco è recintata da transenne e cosparsa di sedie di plastica rossa. Qualche centinaio di persone si accalcano in un angolo in corrispondenza di una banda di omoni con l’auricolare che esce dalla T-shirt. Piano piano fanno entrare la gente nel recinto attraverso una breccia… Forse riusciamo ad entrare? Beh, per una volta la fortuna ci assiste, siamo tra gli ultimi a poter entrare, dietro di noi ancora decine di persone. Ma anche dentro il recinto è dura trovare una sedia… le guardie di cui sopra si premurano di ricordarci che o troviamo posto a sedere o saremo accompagnati fuori prima dell’inizio dello spettacolo… con un po’ di culo riusciamo a trovare una sedia qui e una sedia là.

Il clima però è teso: la ragazza che arriva sul palco presentando la serata e annunciando l’arrivo sul palco di Lou Reed viene fischiata e insultata solo perché ci sono problemi audio e la voce va e viene. In compenso lei si difende facendo il dito al pubblico, che viene inquadrato e ingrandito sul megascreen. Fa appena in tempo ad andarsene che una 50ina di ragazzi che stavano seduti da bravi bambini sulle sedie si alzano e si lanciano sotto il palco. Basta questo per scatenare la folla che comincia a scavalcare le transenne (per la verità alte poco più di un metro) e invadere tutte le zone tra i blocchi di sedie. In compenso i 5 poliziotti presenti in platea si affrettano ad allontanarsi in direzione opposta alla provenienza degli invasori.

Non resta che lanciarsi nella mischia sotto il palco! La telecamera del megascreen inquadra una ragazza che brandisce con orgoglio un cartello con scritto “Riservato Regione Piemonte” e il pubblico esplode in una ovazione.

ANARCHIAAAAAAAAAA!

Dopo circa una mezzora di empasse, con un costante afflusso di gente che scavalcava transenne e nastri rossi, si riaffaccia la ragazza:”Non aspettavamo così tanta gente, ci spiace per chi aveva il posto a sedere, ma questo è un FREE MUSIC FESTIVAL!”. Altra ovazione dal pubblico, che nel frattempo ha riempito il più piccolo pertugio tra le sedie ed è accalcato in un’ampia distesa che arriva fin sotto al palco.

L’incidente diplomatico è ufficialmente risolto!!!

Il Vecchio Ranxerox arriva sul palco e fissa il pubblico, probabilmente più fitto di quello che ha affollato le platee del Berlin Tour fino ad oggi; il manico della sua chitarra cromata è saldamente stretto nel pugno della mano sinistra e, mentre fissa il pubblico, con il pugno della mano destra schiaccia una zanzara che si è appoggiata sul suo avambraccio sinistro. La mente mi va inevitabilmente alla copertina di “The Man From Utopia”, dove un Ranxerox – Zappa stritola la chitarra brandendo uno schiacciamosche durante il concerto (infestato dalle zanzare) a Milano al Parco Redecesio del 1982.

E poco ci manca che anche la chitarra del Vecchio Ranxerox – Reed vada in frantumi tra le sua mani. Lou suona la chitarra come un cavallo, se avesse tra le mani soltanto un manico di scopa l’effetto finale sarebbe molto simile. Ma il pubblico lo osanna ugualmente per i suoi “assoli” perché sul palco c’è il Rock in persona, la Leggenda imbeve gli alberi della Pellerina e ricade per terra goccia a goccia dalle loro foglie, facendo tremare il suolo.

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In uno dei suoi tentativi goffi di dirigere la band il Vecchio cerca di interrompere l’assolo del chitarrista facendogli segno di smettere, ma siccome questi continua imperterrito Lou sbrana un accordaccio stonato a metà manico, un rigurgito distorto della durata di un minuto che raggiunge lo scopo di far smettere l’assolo del chitarrista e, dato che ci siamo, gli procura anche un’ovazione del pubblico. WOO WOO WOO Baby WOO WOO.

La band è eterogenea, inedita ed efficacissima: batteria, basso, chitarra, contrabbasso, tastiere, una corista, più un coro di 12 bambini e adolescenti, 4 ottoni e 3 archi.

Alle loro spalle un vero divano appeso sottosopra e un telo colorato su cui vengono proiettate immagini a commento dei brani.

I musicisti sono affiatatissimi e si continuano a scambiare sguardi di intesa. I brani sono arrangiati in maniera eccellente, molti sono di gran lunga superiori qui che nella versione originale del disco del 1973. Forse solo “Sad Song”, l’ultima traccia di “Berlin”, diventa talmente lungo e ripetitivo da risultare un pochino noioso…

Ma l’atmosfera che si respira è da pelle d’oca e tutto il concerto è da brividi lungo la schiena.

Terminato anche l’ultimo brano il vecchio Lou guarda verso il pubblico e per la prima volta gli si rivolge direttamente, dicendo:”Ah, eccovi lì!” La bolla di sapone è scoppiata e lo spettacolo è finito. Lou presenta i musicisti, alcuni dei quali gli si avvicinano e lo abbracciano, come se fosse l’addio alla fine di un lungo viaggio. Sipario.

Ma mentre sul sipario bianco viene proiettata una spiaggia al tramonto, con le onde del mare che si infrangono sulla battigia, i tecnici riportano fuori le chitarre… “Berlin” è finito, ma la serata continua, il sacro è terminato ed è il momento del profano: Lou intona alcuni dei suoi più grandi successi, da “Sweet Jane” a “Walk on the Wild Side” passando per “Satellite of Love”.

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Lou Reed (Parco della Pellerina – Torino, 11 luglio 2007) è di Sir Joe

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Comments

6 Risposte a “Lou Reed (Parco della Pellerina – Torino, 11 luglio 2007)”
  1. Marco il buono scrive:

    Leggere questo pezzo è stato come essere lì quella sera, complimenti all’autore.

  2. La Fée Verte scrive:

    Io c’ero, alla Pellerina, quella sera. Ma ho preferito seguire il concerto da lontano, distesa sul prato del parco.
    Bel concerto. Buona musica.
    Ottimo articolo.

  3. Lupo Sordo scrive:

    Sono geloso… Lo volevo vedere anch’io!!!!

  4. tusaichi scrive:

    bella descrizione davvero!!
    clap clap

  5. serpiko scrive:

    Grandissimo Sergiuzzu! :-)

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