Lotto a Marzo
29 marzo, 2009 - 9:00 di Randomante
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Per sbarcare il lunario faccio la guardia del corpo. Lo so, è una lavoro da schifo, e il giorno in cui me lo ricordo meglio è l’otto marzo. Dato che di solito preferisco tutelare l’incolumità di fustacchioni per approfittare delle fighette che gli ronzano intorno – e che di solito, dato il loro QI medio, in questo sfarfallare sconocchiano l’una contro l’altra e si stordiscono, permettendomi di approfittare fisicamente di loro – stasera è una di quelle sere in cui rischio seriamente la vita.

Mi ricordo che anni fa, ero un giovinetto, mentre tornavo in auto a casa una sera dell’otto marzo, venni avvicinato da una cinquecento gialla in cui c’erano pigiate sei donne sui 40-45 anni. O almeno sembravano donne, a giudicare dal loro stato di esagitazione. Immaginatevi uno sbarbatello alla guida di una modesta autovettura che si vede speronare da questa cinquecento strombazzante e traboccante di Erinni con le facce dipinte da dio della guerra. Le signore mi gridarono contro non so cosa, ma mi fecero molta paura, perché mentre urlavano a una cadde la dentiera, e notai che aveva le zanne. Lì ho capito che i veri duri, sono quelli che la sera dell’8 marzo sono per strada. Senza travestirsi.
So già cosa succederà stasera. Devo accompagnare tre tronisti in due discoteche. Ovviamente, ho ricevuto incarico dall’Agenzia di non avvisare i tronisti che oggi è la festa della donna, sia per non spaventarli e indurli a non metter fuori il becco dalla loro scatola, sia perché non avrebbero comunque capito il senso delle mie parole. I tronisti entreranno in una sala rutilante e abbagliante di luci multicolori. Al loro ingresso, però, tutto si tacerà. Allora si accorgeranno che il pubblico è esclusivamente femminile, ma sarà troppo tardi. La porta alle nostre spalle si chiuderà di scatto, e nessuno potrà più entrare o uscire. Io sono pronto a queste cose, è il mio lavoro. E la mia strategia è di due tipi.
Se il tronista mi sta antipatico, mi godo lo spettacolo come fosse una scena di Dal Tramonto All’Alba. Appena sentono l’odore di Maria De Filippi che gli è rimasto appiccicato addosso, le donne si mettono a quattro zampe e cominciano a sbavare, disponendosi in cerchio e avvicinandosi fameliche a lui. Lui, stupido come una pigna, non capisce cosa gli sta per succedere e dalla tasca dei pantaloni tira fuori una penna per fare autografi, sorridendo sordo. Una zampata della capobranco fa volare la stilografica dietro il bancone del bar infilzando il barista che ci stava rifugiato sotto. Le ‘signore’ si sfilano le scarpe e brandiscono i tacchi a spillo contro di lui, sibilando come serpi a sonagli. Il tronista, se ha un minimo di istinto della sopravvivenza, a quel punto cerca una contromossa. E’ un momento topico. Mentre il branco ormai lo assedia e può sentire alle sue spalle la pressione di tante tette rifatte, lui ha il colpo di genio, e proclama: “Chi vuol venire in esterna con me?”. In quel momento è pericoloso anche per me, e quindi riparo nell’unico posto in cui una donna non vorrà mai entrare, che è un po’ come la terra consacrata di Highlander: la toilette degli uomini. Per sicurezza, accendo la tv portatile che ho sempre con me e metto sulla partita (altro deterrente fenomenale).

Fuori, intanto, accade l’inverosimile. Prima il tronista viene tramortito con proiettili di unghie finte, poi le donne gli saltano addosso, lo spogliano completamente, lo legano con le autoreggenti e gli azzannano i pettorali, usando poi come mascara il suo sangue. Meglio non dire cosa succederà, a questo sfortunato tronista che mi sta sulle balle. Vi dico solo che il ragazzo viene spremuto ben bene del suo ‘patrimonio genetico’, e quando è ridotto a un nerd di 40 chili che dimostra 57 anni, viene gettato via. E’ lì che lo vado a recuperare io, nel bidone delle immondizie. Ho perso un cliente, vero, ma che soddisfazione.
Se il tronista invece mi sta simpatico (ossia se ha frequenti disfunzioni erettili oppure è ipodotato), so perfettamente come evitargli la peggio. Alcuni affidano la propria vita a una Bibbia tascabile che tengono sempre sul cuore. Io sono un tipo più concreto. Ho dietro un cannone che non mi ha mai tradito. Lo carico a Vanity Fair e faccio fuoco ad alzo zero nel mucchio. Mentre le belve leggono assorte, io e il mio tronista in mutande fuggiamo alla chetichella.
Lotto a Marzo è di

Interessante punto di vista. Peccato che non vada proprio cosi’, ma potremmo attrezzarci
e come va di solito?
Si accorgerebbero che sono di legno?
Secondo me vanno in giro e non combinano niente