L’Ossessione del Controllo

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Io credo che ad ogni genitore piacerebbe sapere tutto dei figli. Dove vanno? Con chi si vedono? Che mangiano? Cosa bevono? Di cosa parlano? Fumano? E se fumano, cosa fumano? Non c’è niente di male. E’ un desiderio naturale che va controllato ed adattato alla necessità di dare il giusto spazio ai propri figli, anche per cercare di stabilire quel rapporto di complicità e fiducia reciproca  che, secondo la generale opinione, è uno degli strumenti migliori per favorire la formazione consapevole dei ragazzi.
In realtà, parlare con i propri figli, seguirne le esperienze e partecipare alla loro vita in maniera diretta è difficile. Da una parte c’è la difficoltà di comunicazione. La tecnologia e le mode tendono a scavare un profondo solco tra le generazioni e sarà sempre peggio. Questo porta genitori e figli a non avere più un linguaggio comune. Dall’altra, il tempo da dedicare attivamente alla famiglia è solo la parte della giornata che rimane libera dal lavoro, dagli impegni sociali e dalle incombenze organizzative. E spesso non è la parte nella quale ci si sente più in forma.
chip.jpgMettendo insieme questa esigenza e l’impossibilità effettiva di soddisfarla a pieno, le istituzioni e la tecnologia vengono in soccorso dei genitori. A modo loro ovviamente.
E’ di qualche giorno fa la notizia che a Milano sarà possibile ritirare un kit per analizzare i fluidi biologici dei propri figli allo scopo di individuare l’eventuale assunzione di droghe. In Gran Bretagna, invece, si ipotizza l’utilizzo di un chip sottocutaneo che, una volta trapiantato sul bambino, è in grado di segnalarne la posizione grazie alla rete di telefonia cellulare.
Le due cose sembrano sostanzialmente diverse. L’idea di fare l’antidoping al proprio figlio adolescente appare sgradevole, se non altro a causa delle pittoresche reazioni che sarebbe lecito attendersi. Viceversa l’impianto del chip al bambino di tre anni, a condizione che  sia indolore e privo di effetti collaterali, somiglia ad un sistema di sicurezza invisibile con il quale proteggere una creatura inconsapevole e delicata.
Secondo me, invece, si tratta della stessa cosa e non sono proprio sicuro che siano cose buone.
Molte volte si è usata la paura e l’amore per la propria famiglia per giustificare la restrizione o la privazione della libertà. La recente involuzione democratica statunitense ne è una dimostrazione lampante.
Le grandi dittature, fossero esse naziste, fasciste o comuniste,  erano caratterizzate da poca criminalità e scarsa libertà. L’ossessione del controllo di certi regimi conduce alla quieta sicurezza del cortile di un carcere.
Proprio per questo motivo io mi aspetto che, invece di proporre misure di restrizione e di controllo pervasivo, si lavori nella direzione di creare spazi più garantiti, occasioni di serena socializzazione, opportunità di impegno per i giovani, asili moderni e funzionali per i bambini.
Non nego che un chip sotto la pelle o il colore giusto del reagente di una provetta possano aiutare a dormire più sereni, ma una volta piantato il chip perché toglierlo? E se qualcuno ha fatto pipì nel contenitore per la sua mamma, perché dovrebbe rifiutarsi di farlo per il suo datore di lavoro?
Sicurezza in cambio di libertà è un pessimo affare, soprattutto se chi vende sicurezza non accetta altra moneta in cambio.
Secondo me pace e serenità li paghiamo già quotidianamente con il nostro lavoro e la nostra onestà. Se non le otteniamo vuol dire che qualcuno vuole fregarci con i kit e con i chip. A mio parere non conviene.

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Comandante Nebbia Stampa questo Articolo Stampa questo Articolo

Hai assolutamente ragione MC. Il Guaio è che onestamente non ho una idea su come risolvere il problema… Tu dici aumentare la sicurezza. Subito mi son venute in mente guardie armate ai giardini pubblici o a scuola.

Ho vissuto sia in semi-campagna (bambino e adolescente) che in città (”tarda adolescenza!”), grosse città. Credo di essere “un prodotto” abbastanza riuscito… Anche se alcuni dei conoscenti si son persi per la strada… Il segreto è stato tanto gioco, forti legami, Parola di Dio, Una madre (Santa donna) che mi ha parlato molto e spiegato tante cose, tra cui il pericolo della droga.

Dall’altra parte tutto ciò mi ha reso spesso indifeso davanti ad altre cose… Quando ho cominciato a lavorare e mi si spiegava di schiacciare gli altri per riuscire… Ho avuto non pochi problemi… E ne ho ancora…

La “bandiera” del paese è questa: Ad essere onesti ci si rimette sempre!

Bisogna cercar di fottere il prossimo il più possibile… Ed arricchirsi alle sue spalle… Droghe comprese…

Sbaglio?

Sì, e lo sai :-) MC

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Ridicola ossessione di controllo.
Anche vana, probabilmente.
Quanto passerà prima che il bambino, divenuto adolescente, trovi il modo di modificare il chip ed ingannare comunque i genitori?
Qualche tempo fa avevano provato a promuovere anche i braccialetti da far indossare ai propri figli in spiaggia. Che facevano scattare un allarme sonoro nel momento in cui il bambino usciva da un determinato raggio.
Un braccialetto elettronico, come per i criminali in libera uscita.
Che tristezza.

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Oi Zietto, come al solito grande articolo! ;)
Perchè propongono un microchip anzichè proporre un miglioramento delle opere pubbliche per creare un ambiente il quanto più possibile sereno e sicuro al tempo stesso?
Perchè il microchip lo faranno pagare a chi avrà il coraggio di sottoporre i propri figli alla sua applicazione, le opere pubbliche invece andrebbero a discapito dello Stato, quindi dei soldi che sono “commestibili” ai soliti quattro sbruffoni.

PS: sinceramente a me appare più sgradevole l’idea del microchip sottocutaneo ai bambini!

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:-D non era una mia proposizione a comportarmi così…
Faceva parte della bandiera del popolo…
Beh si lo spazio dava adito…

Mi esprimo sempre in modo troppo sibillino… E’ la mia mente che è contorta! :-D

Ciao a tutti!

si DM è proprio una tristezza. Tra un pò ci chiuderemo tutti in casa e guarderemo fuori dalle feritoie con terrore ed il fucile spianato… Tremanti…

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La nostra societa’ tecnocratica che non aiuta a prevenire…ma ci offre i mezzi per curare!

Ho scritto, in un commento precedente, che i giovani, per crescere, hanno bisogno di orientamento.
Orientare, secondo me, non e’ indicare una strada, ritenuta la migliore ( per esempio scegliere un indirizzo scolastico che immetta in una brillante carriera),
Orientare e’ “aiutare” il giovane a costruire la ricchezza interiore, a crescere nella capacita’ di amare, a sviluppare una vita caratterizzata da impegno, collaborazione, donazione, senso di servizio, sacrificio..
Genitori, educatori, operatori sociali interessati a cercare e trovare nel giovane qualcosa di “addormentato” che deve essere risvegliato..
conquistare il cuore del giovane!
Ma non c’e’ tempo, non ci sono i mezzi, le strutture….
Allo stato attuale delle cose la mia sembrerebbe un’utopia!

Sicuramente il ragazzo “aiutato” a saper prendere delle posizioni di fronte alle varie possibilita’ della vita, costruisce la propria identita’, si impegna a scegliere quale tipo di uomo vuole essere…

Dopo non avremo bisogno di “controllarlo”!

Di seguito il “grido” di un giovane:

“Volevo un senso….”

Volevo latte, ho ricevuto un biberon.
Volevo dei genitori, ho ricevuto un giocattolo,
Volevo parlare, ho ricevuto un libro.
Volevo imparare ho ricevuto pagelle.
Volevo pensare ho ricevuto sapere.
Volevo essere libero ho ricevuto una disciplina.
Volevo amore ho ricevuto la morale.
Volevo una professione ho ricevuto un posto (io aggiungo precario).
Volevo felicita’ ho ricevuto denaro.
Volevo un senso ho ricevuto una carriera.
Volevo speranza ho ricevuto paura.
Volevo vivere…..

Luna

Grazie cara Luna. MC

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…nemmeno a me sembra una buona cosa..il controllo intendo.
…comunque anche senza chips, abbiamo tutti un sistema di controllo automatico nelle nostre teste, che ci fa essere ligi alle regole sociali…anche le più stupide.

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Siamo come sempre di fronte alla solita contraddizione della nostra epoca.
SORVEGLIARE e PUNIRE sono le due istanze sulle quali si fonda ogni possibilità di controllo dello stato. La sorveglianza diviene sempre più capillare quanto più capillare è la crescita tecnica dell’uomo occidentale.
Due osservazioni:
1) chi controlla i controllori? (un vecchio adagio che mi fa sempre molto sorridere) Non dimentichiamo che PUNIRE è una categoria in cui l’umano vuole fare il verso al divino (ABU GHRAIB significa sodomizzazione di capi religiosi, scariche elettriche, masturbazioni collettive)
2)una favoletta: Nasreddin attraversa spesso la frontiera con alcuni muli pieni di sacchi.Ogni volta glieli controllano ma non viene trovato nulla. Dopo un po’ gli chiedono cosa era riuscito a contrabbandare pur superando ogni CONTROLLO. Nasreddin risponde: Io contrabbando muli.

Il TRAMONTO dell’OCCIDENTE è veramente a buon punto.

Uno dei nostri prossimi autori. Benvenuto. MC

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immagino non sia facile fare i genitori, e immagino che escamotage(s?) come l’analisi casalinga del piscio e il chip-so-dove-sei (magari beghelli, sai che forte) siano provvedimenti a rimediare mancanze, a cercar sicurezze da parte di persone conscie del fatto di non aver svolto bene il loro lavoro di genitori.

altrimenti basterebbe dire a tuo figlio quando esce “mi raccomando”. Se è in quell’età rientrerà a casa lo stesso ubriaco e si sarà fatto una canna, due canne, tre canne (speriamo non da solo), ma se si sarà organizzato con gli amici per far in modo che chi guida è il meno brillo e fumato,
se avrà fatto in modo di contenersi il più possibile senza pregiudicarsi il divertimento,
se avrà fatto tutto per semplice, puerile, spirito di comitiva,
allora che bisogno c’è di farlo pisciare in una scatolina o di vigilare costantemente sopra di lui?

se hai fatto bene il tuo lavoro di genitore un giorno si dirà: “se fumo o bevo troppo metto a rischio l’incolumità mia e di chi mi è accanto”,
quindi forse incominciare a far capire il rispetto della vita…

(sto diventando palloso, smetto qui, un saluto)

Fa piacere rileggerti. MC

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In nome della sicurezza ci stanno privando ogni giorno di piccole libertà, vogliono avere sotto controllo tutte le persone, si inizia con le telecamere per strada e si finisce con i chip sotto pelle. Per chi ha il controllo e si trova ai piani alti del potere non è difficile ottenere questo basta diffondere paura, suscitare una reazione e proporre una soluzione che spesso ci priva di qualche libertà o diritto. Ad esempio per convincere i genitori ad impiantare nei propri figli dei chip , basterebbe ritrovare qualche bambino rapito e, grazie all’ausilio di questi marchingegni, ritrovato che nel giro di qualche hanno pretenderemmo di avere il diritto di essere microcippati.

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Ad esempio per convincere i genitori ad impiantare nei propri figli dei chip , basterebbe ritrovare qualche bambino rapito e, grazie all’ausilio di questi marchingegni, ritrovato che nel giro di qualche hanno pretenderemmo di avere il diritto di essere microcippati.

mauro,
quest’idea è talmente buona che spero non la legga nessuno in grado di metterla in pratica.

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ciao, hai proprio ragione!!!

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Mia figlia (adolescente) ha chiesto di uscire da sola assieme alle sue amichette (è la prima volta) … Io e sua madre ne abbiamo parlato: che fare? Mettiamo il microchip? La seguiamo? Boh!

Poi ne abbiamo parlato con lei, e abbiamo deciso: diamole fiducia… al limite se fa tardi vado a prenderla io o sua madre (antiquati) .. l’importante è che se ne parli… e che non faccia le cose di nascosto…

Non so: il mestiere del genitore non te lo insegna nessuno!

P.S. MC grazie per la foto…

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Davide@faculty

Davide@faculty’s avatar

1000 punti per la foto,

quotone per tusaichi e Temple.

Au Revoir

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