L’Oscurità 11


Troppo spesso si confida nella buona sorte, nella fede, nella speranza perché, in qualche modo, le cose si aggiustino o vadano a posto da sole. Così, come se l’esistenza avesse una declinazione naturale verso il bene, la pace o la concordia. Questa è un’opinione rispettabile, ma solo un’opinione. Le cose vanno come devono andare, né bene né male, vincolate esclusivamente alla misteriosa ragnatela delle relazioni tra innumerevoli cause ed imprevedibili effetti. Senza buoni e cattivi, ma solo con vivi e morti dato che la bontà e la cattiveria sono opinabili. La morte, invece, è fenomeno scientificamente misurabile oltre che disperatamente irreversibile.

Il mondo non è né della Luce, né dell’Oscurità. Il mondo è del Caos, l’ingovernabile pletora di fenomeni che sconvolgono l’Universo seguendo i mille rivoli che la probabilità disegna nella trama sottile dell’esistenza. E’ lecito tentare di trovare un disegno superiore, cercare una spiegazione è sempre attività degna di grande rispetto, ma l’esperienza mi insegna che confidare nell’azione di qualcosa o di qualcuno di cui non si sa nulla è attitudine prossima alla disperazione.

La pace, la concordia non sono frutti che nascono spontaneamente sugli alberi bagnati dalla pioggia che viene da novunque e riscaldati da un sole che qualcuno tiene acceso. Sono cose che si pagano con l’impegno, la perseveranza, lo studio, l’intelligenza, e spesso, anche se non ci piace pensarlo, con il sangue di chi si mette sulla strada della nostra felicità e del nostro benessere. Sì, il sangue, fa specie sentirlo, ma le risorse sono limitate, la competizione feroce ed un mondo dove da tutti viene secondo le proprie possibilità ed a tutti è dato secondo i propri bisogni non è stato ancora scoperto in questo universo squallido e freddo lontano dalla grazia di Dio.

Ora più che mai, dopo che le migrazioni, dietro la scorza del buonismo ipocrita, incominciano a somigliare ad invasioni, ora che finalmente abbiamo capito che quando ci chiedono tre lire per una maglietta o un paio di scarpe non stiamo veramente pagando tutto il prezzo, ora che la crisi è piombata nel salotto di tutti ed ad essere licenziato non è più l’amico dell’amico, ma il figlio, il marito, la sorella o noi stessi, ora che nei paesi che hanno conosciuto la ferocia nazista, la reazione alla paura sospinge tanti sotto la bandiera del fascismo, ora l’oscurità si fa più vicina.

Se qualcuno è convinto che la guerra si vede solo in televisione, sappia che lo pensavano anche quelli che stanno combattendo la guerra che noi stiamo guardando. Come diceva qualcuno qualche settimana fa, tra l’ilarità di molti, la pace non è gratis. E nessuno meglio di chi ha portato per il mondo l’oscurità, perché a casa ci fosse luce, può saperlo.


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