L’Orso Russo ha Mai Dormito?
19 agosto, 2008 di Vortexmind
Archiviato in Oltre il Confine
Le notizie che si susseguono freneticamente in questi giorni hanno un che di allarmistico: la Russia che potrebbe dislocare testate nucleari nel Baltico, i missili puntati su Tblisi e le continue nuove tensioni tra gli USA e la potenza transeuropea.
Sembra quasi che, improvvisamente, il mondo si sia accorto che la Russia c’è. A mio avviso, da quando c’è stata la dissoluzione dell’URSS, la maggior parte delle persone ha pensato che la cosa fosse finita lì. Senza gravi drammi (considerata la portata dell’evento) il gigante sovietico si è ripiegato su se stesso e se n’è uscito di scena, logorato ed eroso internamente dalle sue stesse politiche fallimentari. Molti hanno ritenuto che mai e poi mai si sarebbe potuto riprendere, men che meno in tempi così brevi. Ancora adesso se nelle conversazioni si parla di Russia lo si fa in modo quasi canzonatorio, spesso riferendosi alla “ferraglia” presente in copiose quantità nei suoi arsenali, tra Kalashnikov contrabbandati più o meno ovunque nel mondo e MiG-29 venduti su Ebay. Niente di più sbagliato.

Pensiamoci un attimo: come si può ritenere che uno stato così grande, con risorse così vaste, che fino a 30 anni fa era una grandissima potenza mondiale, oggi non possa contare più nulla? Ricordiamo anche che la “rivoluzione” è avvenuta in modo indolore, senza spargimenti di sangue e/o distruzioni infrastrutturali. Il potenziale produttivo (seppur meno efficiente, inizialmente, di quello “occidentale”) è rimasto intatto, il margine di manovra enorme.
Basta guardare allo sviluppo del comparto militare, che non si è mai fermato, neppure nei momenti di grave crisi (ricordate la tragedia del sottomarino Kursk?). L’Armata Rossa, l’organismo militare più forte al mondo subito dopo la fine della guerra mondiale, si era trasformato in un juggernaut sovradimensionato e inefficiente, impossibile da mantenere dopo la fine dell’URSS. Ma in pochi anni, dopo gli assestamenti e le riconfigurazioni, esso è ancora al vertice, anche se la transizione verso una forza moderna, giustamente dimensionata e professionale è ben lungi dall’essere completa. Per riprendere le parole del sito globalsecurity.org
The weakness of the 1990s is gone and forgotten, even though Russia has not regained the status of great power.

Del resto basta dare una rapida occhiata ai sistemi d’arma di cui la Russia dispone/disporrà a breve per rendersene conto:
- Aviazione: c’è l’S-37 Berkut, un caccia sperimentale che servirà per progettare gli aerei di nuovissima generazione. Sto parlando dal programma PAK FA congiunto con l’India, per sviluppare un aereo in grado di competere con F-22 e F-35/JSF : progetto quest’ultimo cui partecipa anche il nostro paese con un impegno d’acquisto di 260 esemplari
- Armi di terra: i programmi prevedono un ammodernamento di carri da battaglia esistenti (T-80U, quelli che si vedono nelle recenti immagini provenienti dalla Georgia) e l’introduzione in linea di un mezzo inizialmente pensato per l’esportazione, il T-90 (mezzo questo acquistato anche dall’India, con cui c’è una forte partnership militare). Le armi anticarro comprendono missili di ultima generazione (come ad esempio il Khrizantema e il VIKhR, alcuni esemplari dei quali sono stati impiegati con efficacia anche in Iraq contro le forze USA). I sistemi antiaerei rappresentano una seria minaccia per chiunque: Tunguska e Pantsyr, quest’ultimo in grado di ingaggiare e distruggere anche altri missili.
Questi sono solo alcuni degli esempi, non voglio tediare troppo con dettagli tecnici. Possiamo però parlare del famoso scudo antimissile americano (il programma NMD), contro i missili balistici: esso si articola su più componenti, ognuno dei quali è in grado di intervenire in vari stadi della corsa di un missile nemico dal lancio al raggiungimento dell’obiettivo.
La parte del sistema di cui attualmente tanto si discute è la GMD (Ground-Based Midcourse Defense): questo sistema è in grado di colpire un missile nella fase “intermedia” del suo viaggio, cioè quando si trova ancora al di fuori dell’atmosfera o comunque lontano dall’obiettivo. Uno dei componenti del GMD è il missile GBI (Ground-Based Interceptor), e sarà proprio una batteria di questi sistemi d’arma ad essere installata in Polonia. Il radar di controllo lo metteranno invece in Repubblica Ceca.
Questo sistema è pensato per colpire un missile al di fuori dell’atmosfera: il compito del GBI è di portare il modulo EKV (Exoatmospheric Kill Vehicle) in alta quota. Successivamente l’EKV si staccherà dal corpo del missile e procederà per inerzia contro il missile.
La Russia tuttavia ha in linea, operativo, un missile intercontinentale (l’SS-27 Topol) estremamente versatile, che può essere lanciato in molti modi (da un silo, da un carro ferroviario, da un camion con capacità fuoristrada e presto anche da una nave o da un sottomarino) e la cui testata è in grado di manovrare autonomamente, rendendo quindi estremamente difficoltosa se non impossibile (per ora) l’intercettazione da parte di un sistema di difesa. Presto sarà anche dotato di testata MIRV (ovvero composta da più testate totalmente indipendenti).

Perché vi ho fatto tutta questa panoramica? Io non ritengo prossima una guerra globale (nucleare o meno). Non converrebbe a nessuno, come non è convenuta a nessuno negli scorsi decenni. E’ però evidente che la partita non ha più (se lo ha mai avuto) un solo giocatore. Noi siamo stati abituati (anche tramite la TV, i film e tutto ciò che vi è collegato) a pensare agli USA come all’unico contendente, dopo la caduta dell’URSS. Ma l’URSS è sempre stata lì, stordita e sconquassata dagli eventi, a terra, ma si è rialzata. Ora si chiama Federazione Russa (Российская Федерация), è un paese dalle dinamiche strane e in continuo mutamento, ma è sempre il grande paese con ambizioni pari alle sue potenzialità.
Io non ho paura della Russia, come non ho paura degli Stati Uniti. Questo perché vivo in un paese che, al momento, non è sicuramente (ne’ sarà verosimilmente in futuro) il teatro di battaglia di questa contesa. Altre persone, come quelle che vivono in Georgia, purtroppo non hanno la mia fortuna. Ma non mi sorprende che la Russia reagisca nel momento in cui qualcuno comincia ad affacciarsi troppo insistentemente ai suoi confini. Sarei proprio curioso di vedere (anzi no, sarebbe feticismo macabro) che cosa succederebbe se andassero loro ad affacciarsi, che so, in Canada o in Messico. La Crisi Cubana se la sono già scordata tutti? Il conto, come sempre, lo paga chi si trova in mezzo.
Cina e India, ovviamente, non staranno a guardare stravaccate sul divano.
In contemporanea con vortexmind.net
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Il senso finale di questa esposizione tecnica è che le dotazioni militari di un paese rappresentano quasi sempre i suoi obiettivi politici a medio breve termine.
Per superpotenze come Russia, Stati Uniti, Cina, ecc. l’aggettivo “difensivo” non caratterizza assolutamente il loro apparato militare.
Può piacere o no, ma il conflitto armato è ancora la prosecuzione della politica con altri mezzi.
Citazione che non sfuggirà certamente agli esperti del settore.
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Per quanto riguarda gli scudi spaziali e missili intercontinentali penso che non abbiano nessun tipo di utilizzo nella guerra “vera”. Sono solo deterrenti e servono solo per soddisfare le megalomania di generali con troppo testosterone nelle vene. Basta a pensare ai cruise utilizzati dagli usa in Iraq per uccidere Saddam. Alla fine sono dovuti andare a prenderlo a piedi sul terreno di gioco. Alla fine quello che è contato nei conflitti dopo la seconda guerra mondiale è la guerra fatta sul campo. In questo poi gli americani sono dei maestri nel impantanarsi, vedi Vietnam, Iraq, Afganistan.
io invece ho molta paura degli USA:
In questo momento la Russia ha una delle economie più in crescita al mondo. Non ricordo dove lo avevo letto ma pare che i russi siano quelli con il più alto indice di fiducia nel futuro. Fanno accordi in giro per il mondo per il controllo delle risorse energetiche (oltre a detenerle). Gli oligarchi russi stanno comprando a prezzi stracciati tutto il possibile alla borsa di Londra (oltre a tutte le case di pregio in Italia).
L’economia USA è a pezzi, le banche falliscono i loro giochetti di finanza creativa sono finiti, un milione di persone ha perso la casa, hanno una sete di petrolio insaziabile. Sono disposti a qualsiasi cosa per prevenire una recessione (anche se ormai ci sono dentro fino al collo). IL cappio si stringe al collo. Chi più degli USA è disposto ai colpi di testa ?
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Questa riflessione l’avevo pensata anche io, anche se poi mi sono dimenticato di scriverla. Gli USA attualmente sono la nazione leader, ma si trovano su una china discendente; la Federazione Russa invece sta uscendo da un baratro. Probabilmente questo avrà un certo impatto nell’immediato futuro e nelle scelte politiche di ciascuno stato.
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Direi che questa immagine http://petrolio.blogosfere.it/2008/08/riserva.html riassume la riflessione.
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Da quanto ne so io, è vero che l’economio russa è una delle più crescita al mondo, ma si basa principalmente su petrolio e gas naturale, ovvero risorse destinate ad esaurirsi in breve tempo.
Strutturalmente credo non se la passi proprio benissimo…
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E’ una riflessione corretta.
Anche se, credo, che le risorse gli forniranno i capitali necessari per entrare nel mondo della finanza ed acquisire altre fonti di ricchezza.
Un po’ come gli sceicchi arabi.
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Se proprio vogliamo dirla tutta, l’intero mondo moderno si basa sul petrolio e sul gas naturale
Quando si esauriranno, se non corriamo ai ripari, saranno volatili per diabetici, e non solo per i Russi.
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Ad esempio c’è una grossa differenza tra lo sviluppo Cinese e quello Russo. In Cina le nostre aziende trasferiscono la produzione per poi esportare. In Russia ci vanno per produrre per il mercato interno ( Un esempio: una delle più grosse ceramiche della zona dove vivo ha costruito una gigantesca ceramica vicino a Mosca per il mercato russo). Non sono l’Arabia Saudita che senza petrolio non sanno cosa sia l’industrializzazione. In Russia c’è un po di più del solo petrolio.
Ricordati che gli USA sono stati uno dei più grandi esportatori di petrolio (le basi dello sviluppo non cambiano, bisogna vedere poi come le si sfrutta).
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Un sistema anti missili balistici funzionante (e non è detto che quello americano lo sia) non è un deterrente, anzi. I russi protestano proprio perchè un tale sistema farebbe cadere il deterrente della mutua distruzione. Fino ad oggi le potenze nucleari non hanno usato i loro arsenali perchè coscienti di non poter vincere. Se invece avessero un sistema anti missili balistici potrebbero pensare di attaccare con le armi nucleari perchè al riparo dietro il proprio “scudo spaziale”
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C’è però da dire che il sistema americano, allo stato attuale, non è certo in grado di difendere gli USA da un’attacco nucleare su larga scala (come quello che la Russia è in grado di lanciare). Io credo sia più adatto, eventualmente, a colpire un singolo missile (o un numero limitato di missili) eventualmente lanciati da una potenza nucleare minore. Da questo punto di vista, personalmente, non mi dispiace che sia in funzione un tale sistema. Anche perchè la dottrina MAD che tu hai citato fa assunzioni che nella realtà non sono necessariamente vere.
Inoltre lo scudo di difesa può essere aggirato rendendo le testate “intelligenti” e in grado di “difendersi dal sistema di difesa” , che è la strada seguita dai Russi con i missili di ultima generazione. Quindi, sostanzialmente, non si ha mai la matematica certezza di distruggere l’avversario e sopravvivere alla reazione. E ammettendo anche che tale scenario possa verificarsi (che so, gli USA che obliterano la Russia) io non penso che le condizioni (economiche e sociali) che ne scaturirebbero sarebbero favorevoli per il vincitore. Il mondo cadrebbe nell’anarchia.
Infine anche la Russia è dotata di simili difese, anche se non puntano a una difesa di tipo “globale” : ad esempio il sistema A-135 che difende Mosca e i silo nucleari in zona. I russi hanno anche sviluppato sistemi di protezione dai missili (per i carri armati). Questi concetti, volendo, si potrebbero applicare per intercettare testate nucleari (anche se parliamo di due contesti radicalmente differenti).
Ho finito
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Era quello che intendevo dire, un sistema ABM che non garantisce una protezione globale non funziona.
Per quel che concerne la difesa missili (attiva o passiva) sono idee “vecchie” in continuo miglioramento. Il concetto di corazza reattiva risale alla seconda guerra mondiale.
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Io penso non si raggiungerà mai un sistema che “garantisca” la protezione globale. E’una continua corsa tra sistemi e contromisure …
Attenzione però: corazza reattiva e sistemi tipo “ARENA” non sono la stessa cosa. Tra l’altro, riguardo a questi ultimi, anche gli israeliani stanno facendo passi da gigante.
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Nelle cose umane è così, non c’è mai la certezza. Ci si garantisce dei vantaggi. Lo so che ARENA non è una corazza reattiva quello che intendevo dire è che l’idea di partenza risale alla seconda guerra mondiale, poi, man mano che la tecnologia lo ha permesso si è andati avanti. Un po’ come dire che i moderni missili da crocieri o gli aerei senza pilota (UAV) sono figli della V1.
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Un fallout globale non sarebbe un vantaggio per nessuno, credo. Cmq grazie della precisazione.
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Cara MenteCritica,
molto interessante questo articolo. Nel prossimo futuro sia la Russia che la Cina cerceranno di contrastare le posizioni americane e il suo relativo predominio.
L’unica cosa certa in questo scenario è la posizione di estrema debolezza dell’Italia. Soprattutto nel campo energetico siamo debolissimi. Le sinistre favoleggiano di fonti cosiddette “alternative” senza spiegare alla gente che si tratta di pagliativi. Io ho votato per Berlusconi solo perchè ha promesso di fare le centrali atomiche, però sono passati vari mesi senza che il governo abbia fatto niente al riguardo e ho forti dubbi che farà qualcosa. La prossima mi sa volta non andrò più a votare.
Saluti Davide
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L’Italia in questo scenario conta meno del principato di Monaco.
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Perché ? Dobbiamo stimarci noi a differenza della Cina facciamo parte del G8!
Mai come in questo momento tutte le istituzioni Occidentali-Centriche figlie dirette e indirette della seconda guerra mondiale hanno perso qualsiasi valore.
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Scherzi spero
E’ un po’ come essere iscritti al club dei nobili dopo l’avvento della repubblica.
Noi siamo nel G8, ma altri si sviluppano.
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Si era sarcastica. Infatti ho detto sotto che è un istituzione senza valore.
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ok
scusa, forse ho letto di fretta o mancava la faccina
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Beh, una centrale atomica non la fai mica in 1 mese …
L’Italia ha contato, 2000 anni fa. Adesso dobbiamo accontentarci della Pizza.
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Non esageriamo.
Facciamo (anzi progettiamo perché poi le fanno in oriente) anche magliette e scarpe con i buchi sotto.
Alta tecnologia, altro che quei cazzoni di finlandesi con i loro telefonini che comprano i pirloni.
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Almeno grazie ai cazzoni finlandesi si può telefonare via internet e metterla in der kulen ai nostri simpatici operatori di telefonia mobile
Comunque, tornando al discorso di Davide, vorrei fare una domanda: tu parli (giustamente) di debolezza italiana sul lato energetico, ma perchè ritieni che le centrali atomiche possano migliorare questa situazione? Non mi pare che l’Italia abbia a disposizione ricchi giacimenti di materiale fissile, e quindi si tratterebbe di andare “a un altro supermercato” (a comprare, peraltro, una risorsa altrettanto scarsa e costosa).
Lasciando stare le sinistre e la politica in generale (che, per quanto mi riguarda, possono continuare a fare la propaganda che tanto piace loro), io vedrei molto meglio un grande incentivo del solare e soprattutto del risparmio energetico. Perchè possiamo (e dobbiamo) ridurre il peso della bolletta energetica risparmiando e aumentando l’efficienza della rete.
Si parlava anche di centrali solari nel deserto. L’Italia ad esempio potrebbe fare qualche accordo con la Libia e installare lì impianti di produzione di energia solare (potremmo farli anche in Sicilia ma il rendimento, spostandosi a sud verso l’equatore, si impenna).
Ma stiamo andando off-topic
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Non è casuale che abbiamo uno dei più grandi esperti in energia nucleare ( Rubbia ) il quale si mette a progettare ( e realizzare naturalmente per gli altri ) sistemi solari.
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mmmhhh
bello
peccato che il mio sia proxato su una APN e mi sa che non posso usare la feature.
Non ho potuto installare nemmeno Opera
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Caro Vortexmind,
“”Comunque, tornando al discorso di Davide, vorrei fare una domanda: tu parli (giustamente) di debolezza italiana sul lato energetico, ma perchè ritieni che le centrali atomiche possano migliorare questa situazione? Non mi pare che l’Italia abbia a disposizione ricchi giacimenti di materiale fissile, e quindi si tratterebbe di andare “a un altro supermercato” (a comprare, peraltro, una risorsa altrettanto scarsa e costosa).”"
Non sono un esperto, ma so che l’uranio non è come il petrolio ed è relativamente facile costituire una certa quantità di riserve.
In ogni caso le altre forme di energia (solare, eolico ecc.) si devono comunque fare, ma sono più costose di quelle tradizionali e al momento non sono ancora in grado di costituire un’alternativa valida.
Saluti Davide
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Nemmeno io sono un esperto, però so che la domanda di Uranio è in continua crescita, così come il suo prezzo. Senza contare, ovviamente, i costi dovuti allo smaltimento delle scorie e l’impatto ambientale delle stesse (non so se avevi letto il mio precedente articolo su Chernobyl).
Il costo di un impianto solare è ovviamente più alto inizialmente, l’energia che si va a sfruttare è totalmente gratuita e rinnovabile (escludendo i costi di gestione e manutenzione dell’impianto, sicuramente (immagino) meno onerosi di un impianto nucleare.
Quello che voglio dire è questo: io abito a meno di 16 Km dall’ ex-centrale di Caorso, frutto di una politica energetica dissennata ed emotiva che ha portato gravi danni al nostro paese e un rischio notevole per chi deve convivere quotidianamente con queste installazioni. Se dobbiamo ripercorrere questa strada, gradirei che i piani di sviluppo fossero ben chiari e definiti, e non soggetti a ripensamenti sull’onda dell’emozione popolare.
Ciao
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Caro Vortexmind,
non sono un esperto, ma purtroppo so che l’energia solare o eolica, allo stato, non sono in grado di sostituire le fonti tradizionali.
Saluti Davide
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Sostituire no, integrare si. Unita a una politica di forte risparmio energetico.
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Caro Vortexmind,
“Beh, una centrale atomica non la fai mica in 1 mese … ”
Sì, ma se non inizi a fare qualcosa non la fai neanche in un secolo.
Saluti Davide
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Ne sei sicuro? Vallo a chiedere ai milioni di poveri che sono rimasti letteralmente schiacciati tra le nuove politiche liberiste, la malavita organizzata e i sogni di onnipotenza mai sopiti.
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Quello che intendevo dire è che la dissoluzione di un gigante come l’URSS avrebbe potuto dare luogo a scenari molto, ma molto più catastrofici di quelli che si sono effettivamente verificati.
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Ottima analisi che centra completamente il bersaglio più importante. Techne. La Russia perso la guerra fredda a causa di motivi esclusivamente tecnologici e lo scudo spaziale è l’epifenomeno di questo chiaro vantaggio. La russia non è mai stata ricca ma è sempre stata potente: venendo sconfitta sul piano di potenza tecnologica militare, il muro di Berlino ha ceduto. Non è stato il capitalismo a sconfiggere il comunismo, è stato il fatto che 4 scienziati europei su 5 preferivano trasferirsi in america piuttosto che in russia (se i russi avessero tenuto i laboratori scientifici a Cuba avrebbero dominato il mondo
). Ci sarebbe molto altro da dire al riguardo ma tralascio e mi limito al seguente breve resocontino.
Crollato il muro di Berlino, si sa che la Russia ha avuto il tempo ed il modo di inserirsi sulla scia dei paesi emergenti recuperando solidità economica grazie al comparto energetico. Coi contratti di fornitura energetica si garantisce i voti a favore di buona parte dei paesi europei (infatti la Georgia non è entrata in Nato nonostante ) e grazie all’appoggio ideologico alla “guerra al terrore” ha messo la mordacchia all’invadenza politica degli Stati Uniti.
La Russia si è pazientemente riguadagnata il suo solito ruolo internazionale: quello di una nazione odiata e temuta da tutti. Odiata, va detto, nonostanche che abbia fatto un sacco di cose utili per tanti paesi (in primis il suo ruolo primario nel salvare il mondo da Hitler), non meno e forse più degli Stati Uniti… Ma fino a ieri gli states stavano simpatici (quasi) a tutti (comunisti compresi), Bush è oggi riuscito nell’impresa di rendere il proprio paese odioso come quello russo.
La cosa più allarmante in tutto questo è che la Nato sta subendo un colpo direi fatale: mostra i denti diplomatici, ma le sue parole non avranno conseguenze. Quali saranno i nuovi equilibri?
[PS. un rapido saluto a chi mi leggeva sotto il nick di Ut. Chiedo scusa per il mio silenzio e per tutte le eventuali domande inevase ed ostilità non corrisposte. Mi sono allontanato da qui a causa di un dissenso col Comandante Nebbia per questioni piuttosto bagatellari (s'ostinava a giudicare me invece dei miei contributi) e per il non trascurabile fatto che mi attendeva una discreta vacanza. Spero di aver occasione di dire ancora quattro o cinque idiozie prima d'esser messo cortesemente alla porta].
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