L’Ordine Universale 25


Molti sono convinti che qualcuno governi il mondo. I Savi di Sion, i Superiori Invisibili, i Rettiliani, la BCE o la Coca Cola. Io no. O meglio, non lo escludo, ma dovendo esprimere un’opinione direi di no. Il mondo è sempre stato troppo complesso per essere governato nella sua totalità, anche perché basta uno tsunami per cambiare improvvisamente le carte in tavola. La mia convinzione è che il mondo sia dominato da forze naturali: il vento, la pioggia, il mare, il fuoco, ma anche dalla morte, il desiderio di godere degli sprazzi di vita che ci sono concessi, il sesso, la fame e, su tutte, la paura.
Come sempre, ad una forza naturale ci si può opporre o cercare di utilizzarla. Ecco, se per dominatori del mondo intendiamo quegli uomini che le forze naturali sanno sfruttarle, allora più o meno ci siamo. E’ un po’ la differenza tra chi conosce randa, fiocco, scotte, terzaroli e tormentina e chi, nel pieno di una burrasca di mare, si lascia portare dalle onde o si affida allo Schettino di turno. Anche i migliori marinai, comunque, pur facendo squadra e lavorando di sartie e vang non possono essere certi che partendo dal porto A riescano ad arrivare al porto B, né della rotta, né del tempo necessario a percorrerla. Senza contare l’eventualità di un naufragio, sempre possibile quando si solcano acque perigliose.

Allora se si immagina il mondo come un’immensa nave passeggeri i conti, più o meno, tornano. C’è la terza classe, sotto la linea di galleggiamento, dove la gente soffoca e crepa, i ponti di prima e seconda classe, dove, in funzione del biglietto pagato, si mangia, si beve, si vede il panorama e, eventualmente, la sera si balla. C’è poi l’equipaggio: i marinai, gli ufficiali e il comandante in plancia che governano a vari livelli di responsabilità, il vapore, ma rimangono al servizio dei passeggeri.

Tutti, dall’ultimo passeggero di terza al comandante, passando per i vari ponti e le suite a picco sul mare, sono convinti di andare da qualche parte passando il tempo in funzione delle proprie possibilità: accoccolati al buio sulle ginocchia o guardando le onde dal balconcino della propria cabina sorseggiando champagne. Più o meno è vero. A meno del mare, del vento, del cielo che improvviso si oscura e può mutare destini, affondare enormi bastimenti e ricoprirne le carcasse con chilometri di acqua grigia e gelida.

ordine universale

di Giorgio Santucci

Oltre quelle che regolano il mare non esistono altre leggi. Quelle fittizie che si sono dati sul bastimento e che tutti, più o meno, rispettano per vigliaccheria, abitudine, pigrizia o convenienza, sono semplici regole che consentono al vapore di andare, nella notte, come una piccola lucciola persa nel buio profondo.
Il cielo è vuoto e quella del comandante è una semplice divisa, pronta ad essere strappata via per confondersi con il resto dei passeggeri se le cose dovessero andare male. Il tragitto non è infinito e quando si arriva non si può tornare indietro per un altro viaggio.

Aver comprato un biglietto non vuol dire aver preso un impegno per la vita. Finché si sta nella stiva e non si vede cosa si mangia nei ponti superiori, va anche bene. Ma quando si capisce che l’ordine e la calma convengono solo al comandante ed ai passeggeri di prima, si può anche decidere di uscire, magari spingendo qualche marinaio, per guardare, infine, il punto dove mare e cielo si sovrappongono creando una disperata linea di luce assoluta nel profumo freddo della salsedine marina.

Questo può far affondare il vapore? Forse, ma non necessariamente. Per anni non ho smesso di fumare perché qualcuno mi diceva che era impossibile. Poi, ci ho provato ed ho scoperto che impossibile non era.  Il buio e la paura che induce sono un’arma potente, per i bambini. Poi, a volte, si cresce.


25 commenti su “L’Ordine Universale

  • Miryam

    Si conserva nello scrivere ancora l’ingenuità del bambino ma sappiamo che uscire dalla stiva ci terrorizza. Puzza maledettamente di nafta e fatica ma e calda e protettiva. A volte c’è bisogno di un calcio per fare quei 10 scalini…

  • fma

    Questo può far affondare il vapore? Forse, ma non necessariamente.

    Condivido.
    E posto che non affondi, quali risultati ci possiamo attendere al termine dell’operazione?
    Sicuramente non esiste una risposta definitiva. Dipende da come si prepara l’evento. Dalla qualità del bastimento, dal numero dei viaggiatori, dal rapporto numerico tra le classi.
    Il bastimento può essere troppo piccolo, troppo vecchio, troppo instabile, per sopportare il trasloco dell’intero carico in coperta. I viaggiatori di terza troppo numerosi, per poter viaggiare tutti sopra la linea di galleggiamento. Non è una questione etica, ma strutturale del battello.
    Se il battello resta quel che è, e se la terza non pretende di passare tutta contemporaneamente dallo stesso pertuso, perché allora il battello affonda, il risultato può essere un semplice ricambio violento della prima e della seconda classe. Se poi l’operazione si accompagna a un’adeguata ristrutturazione, il ricambio può essere accompagnato da un aumento dei posti di prima e di seconda, in proporzione. È quel che successe con la rivoluzione borghese.
    Oppure può essere semplicemente la fine della prima e della seconda classe e degli ascensori sociali, che i più intraprendenti della terza riuscivano a prendere per salire in seconda e in prima; che i più inetti della prima, o della seconda, dovevano prendere per scendere in terza. Il risultato può essere un battello con due sole categorie: passeggeri di terza classe e marinai. È quel che successe con la rivoluzione proletaria.

  • Django

    Si osserva talvolta che la profonda conoscenza di una disciplina per estensione, permette di estrapolare considerazioni perfettamente valide in campo umano. Da qui, se persiste una certa energia giovanile fisica e mentale, può discendere una età matura in cui la saggezza non esclude la ribellione. Perchè dovrebbero essere antitetiche?

  • assia silvia baiamonte

    all’università vivevo a casa di alcune signorine figlie,sorelle e zie di comandanti dellla tirrenia .talvolta venive a trovarle il nipote che esercitava su di me un certo fascino.il palazzo era quello dellle assicurazioni generali venezia di basile, magnifico tutto mi rassicurava. Poi sono andata a vivere in toscana. Viaggiavo sicura perchè, dal di dentro, sapevo che le navi tirrenia avevano un proprio equipaggio, un serio controllo dei motori e avevo una fiducia immensa nei comandanti tirrenia. Anche schettino era uno di quei comandanti Tuttavia che male c’è a sentirsi rassicurati sul raccogliere più notizie possibili circa gli eventuali pericoli che si possono correre? può darsi che tali conoscenze aumentino di una frazione infinitesimale le nostre possibilità di sopravvivenza in caso di pericolo,ma quella piccola frazione rappresenta il nostro piccolo libero arbitrio, la consapevolezza che in una certa qual misura non dobbiamo sempre e soltanto subire la forza degli elementi o forse è frutto di paranoia, del bisogno di sentirsi speciali e dovremmo abbandonarci alla livella di totò ,che rende tutti eguali? In genere riteniamo quelli che conoscono le leggi del mare simili agli dei e forse è vero quanto al sorriso cinico con cui essi guardano alle cose della terra ferma . Se non fossero cinici non reggerebbero al diuturno confronto con le forze del mare e sarebbe un pasticcio, Per renderci sicuri devono essere mascalzoni come schettino Siamo noi che li vogliamo così. Come è con i chirurghi, con i becchini., Chi ,prima di essere operato, avrebbe voglia di sapere che la notte prima dell’intervento il chirurgo non ha dormito per la tensione che il problema in essere gli poneva. Eppure chi ha vissuto in sala operatoria sa che può accadere , anzi che accade senz’altro l’importante è non farsi cinvolgere in una storia d’amore con un chirurgo o con un marinaio Che vivano la loro condizione di semidei compiacendosi narcisistaicamente di sè. Basti loro illudersi di avere una qualche penelope che li aspetti da qualche parte compiacendosiella stessa, onanisticamente della sua presunta fedeltà,
    ma l’amore no , quello vero non fa per loro

  • mariateresa

    _….per guardare infine il punto dove mare e cielo s sovrappongono creando una disperata linea di luce assoluta,nel profumo freddo della salsedine marina._
    è poesia, stupenda.

  • Antonello Puggioni

    Quando andrò in cielo o mi troverò di fronte Cthulhu, canterò e griderò perché nessuno mi zittirà.
    So che la mia veste mi starà a pennello poiché l’ho provata alle bocche dell’inferno.

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