L’Opinione del Maresciallo 11


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Della vicenda dei colloqui Berlusconi-Saccà, non mi stupisce il fatto che queste cose avvengano. Parliamoci chiaro, siamo adulti e vaccinati e sappiamo che cose così accadono in tutto il mondo. Probabilmente, se una cosa del genere fosse successa in Gran Bretagna o negli Stati Uniti, avrebbe provocato la fine della carriera politica delle persone coinvolte, ma si sa, in Italia le donne pesano poco e le questioni dove c’entra la figa sono considerate secondarie.
Quello che, sinceramente, mi stupisce è la modalità con la quale si esplicano certi processi. Nella mia ingenua ed infantile immaginazione, avevo sempre pensato che le cose andassero così:

Interno, giorno. In una stanza enorme, illuminata da ampie finestre che danno su un parco verde e silenzioso, siede il Presidente. La scrivania è grande, ma spoglia ed elegante. Gli altoparlanti, accuratamente nascosti nelle pareti nude della stanza, diffondono, a basso volume, l’Autunno di Vivaldi.
La porta, posta al fondo della stanza, si apre. Un esile dignitario, dopo essersi inchinato, percorre lentamente il lungo tragitto che lo pone al cospetto del Presidente. Il dignitario si ferma e abbassa gli occhi.

Il Presidente, dopo una lunga pausa, depone la lente d’ingrandimento con la quale sta studiando l’ultimo manoscritto leonardesco comprato in un’asta segretissima alle isole Cayman. Senza guardare il dignitario, con voce flebile e controllata, pronuncia le seguenti parole:
“L’appoggio del senatore X è necessario ai miei disegni. Si faccia ciò che è necessario acciocché egli sia convinto a collaborare.”
Detto questo, il presidente riprende la lente e ricomincia a studiare il manoscritto leonardesco. E’ completamente preso dal grande privilegio di possedere e di poter studiare un documento di tanta importanza e quindi non si accorge del dignitario che arretra lentamente senza volgergli le spalle e chiude, silenziosamente, la porta. Dissolvenza

Invece, a quanto pare, certi affari, il Presidente li tratta di persona, anche quando c’è da scambiare favori femminili in cambio di vantaggi personali.
Che dire, dalle mie parti chi fa certe cose ha un nome preciso. Io sono campano ed il riferimento caseario contenuto nel termine utilizzato nella vulgata, da piccolo mi ha spesso causato terribili confusioni.

In ogni caso questo è mestiere al quale io, sempre ingenuo, immaginavo dediti personaggi tatuati che passavano la giornata sorvegliando le loro numerose fidanzate sui marciapiedi, fumando, bevendo e giocando rumorosamente a carte con i loro tristi colleghi.
Devo dire che, dopo aver letto ed ascoltato questa telefonata, provo pietà per il Presidente. Sono sincero, non scherzo. Evidentemente danaro e potere non sono riusciti ad elevare la natura di una persona che rimane quella di un modesto anatroccolo costretto a vivere nella livrea fastosa di un cigno.

Vorrei lasciare la conclusione a mio padre. Un uomo di 70 anni, maresciallo dei vigili del fuoco in pensione, cavaliere, lui sì, del lavoro. Un uomo al quale centinaia di persone, inconsapevoli, devono la vita e tante altre una dignitosa sepoltura. Un uomo che con le sue mani e quelle di tanti colleghi ha affrontato incendi, alluvioni e terremoti. Un uomo che insieme agli altri ed alle altre della sua generazione, ha portato questo paese fuori dalla rovina nella quale lo aveva trascinato una classe dirigente che differisce da quella attuale solo per il fatto che disdegna di indossare abiti tessuti in una stoffa vile come l’orbace.

Qualche anno fa, prima che il Presidente ottenesse il tributo elettorale che lo portò, per la seconda volta, alla guida di questo paese, mentre lo sentiva esporre da Vespa gli estremi del suo contratto con gli elettori, lapidariamente lo definì: n’omme e niente.

Da allora ad oggi, nonostante io abbia studiato, letto e viaggiato molto più di lui che si è fermato alla terza elementare e non è mai uscito dal nostro paese, non sono mai riuscito a trovare una definizione più pertinente e meno ridondante.

Per l’ennesima volta, e sicuramente non per l’ultima, grazie papà.


11 commenti su “L’Opinione del Maresciallo

  • Adetrax

    Ma dai, usano le donnine per compiacere gente che e` quasi in eta` di pensione ! Ottimo materiale per una "fiction", e` troppo surreale questa situazione.

    Anch'io ho trovato il P. (di FI) parecchio giu` di tono, quasi consapevole della situazione meschina; il tumore, la fine della legislatura, l'invischiamento in questi malaffari (indegni), pare quasi che sia costretto a farli (di malavoglia).

    Sorvoliamo sulla lingua "felpata" di S., che tristezza !

  • mario albrizio

    Splendido post. E tuo padre è un grande!

    Però il problema resta: come può n’omm’e niente governare il Paese, anziché trovarsi in un posto più consono alle sue capacità (di paperoga, anziché di cigno).

    Mi piacerebbe sapere se sull’argomento il tuo papà ha una risposta altrettanto telegrafica.

    Forse il cambiamento comincia anche dal linguaggio; dall’utilizzo di formule dirette al posto delle nostre interminabili pippette intellettuali…

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