L’Odissea del Biglietto. Ovvero il Ricatto della Musica Live
14 maggio, 2007 di serpiko
Archiviato in Media Mente Critica

Torino, 2 ottobre 2007: unica data italiana del tour dei Police. Non un nuovo album, che avrei criticato come faccio sempre per i nonnetti troppo arzilli e poco creativi; non un’uscita mediatica e stop, situazione fuori dallo standard della band (anche se Gordon ci marcerà come suo solito): una reunion ad hoc, probabilmente per sondare il polso di una folla che non li vede da davvero tanto, per sgranchire un po’ la schiena di tanti appassionati oldtimer e di qualche ragazzotto che i Police ha potuto amarli solo in cd. L’ultima reunion della loro storia? Il saluto finale ai loro fans? Non si sa, probabile che dipenda anche dal poco poetico ma sorprendentemente efficace botteghino. Di fatto, non ci scommetterei.
La mia avversione verso la folla e i luoghi troppo affollati è enorme, preferisco situazioni più bucoliche e ristrette: poca discoteca, meglio la taverna di un amico; raro struscio in città, meglio la sponda del fiume assieme al cane; niente stadio pieno, meglio un cantautore a teatro ecc ecc… La qualità al posto della quantità, senza pretendere che la mia scelta sia meglio di quelle altrui ma con piena convinzione nella stessa. Al contempo, amo quella musica più di ogni altra che abbia mai fatto vibrare i miei timpani: il battere perfettamente controritmico di Copeland e il graffio lancinante di una chitarra che più semplice non si può a nome Summers. A mio avviso, l’unica vera novità in ambito modern da Led Zeppelin II in avanti, i Police sono il taglio di Lucio Fontana sulla tela tesa a corda di violino: essenziale, ovvio forse, eppure unico e inimitato.
Orbene, ai primi di febbraio l’orso Serpiko viene a conoscenza di questo tour e decide che potrebbe essere giunto il momento di rimettere il naso in uno stadio urlante, a una dozzina d’anni dall’ultima volta. Esco dal mio letargo e vado a caccia di informazioni che non cercavo più da un decennio: m’imbatto nella globalizzazione della prevendita e prendo atto che non funziona più come ricordavo. Una volta qui a Novara s’andava al Tune, che riportava a gesso su una lavagna tutte le date disponibili. Entro ma la lavagna non c’è, al suo posto un logo per me sconosciuto: TicketOne. Capisco subito che s’è fatta una qualche globalizzazione: questo logo è troppo logo, quel trade mark è troppo trade mark, quelle commissioni sono troppe e basta! Il bigliettaro mi rimanda a internet, la prelazione comincia prima lì. Ok, mi connetto. Il costo del prato mi sembra già fuori da ogni decenza ma la vera sorpresa arriva dalla commissione richiesta: 15% del tagliando.
50 € per un posto nello stadio più triste d’Italia.
Che diventano 57,5 con le commissioni.
Per due, ovvero 115 €.
In Piemonte, 120 km solo andata.
Prendo fiato e ci penso un attimo ma è un attimo di troppo: in 4 ore il prato è esaurito.
Sarò rimasto indietro ma non così tanto da non capire che qualcosa non torni e qualcuno ci stia marciando. Il giorno dopo controllo su ebay e infatti partono le prime aste: biglietti prato a partire da 100 € cadauno. Corvo Rosso non avrà il mio scalpo, penso io: globalizzazione uguale concorrenza. Concorrenza uguale alternative. Alternative uguale a minor prezzo.In teoria. In pratica, col cazzo. Provo ad aiutarmi con i motori di ricerca, sono ancora convinto ci sia un’alternativa a TicketOne. Niente da fare, gli unici links che trovo mi rimandano alle aste ebay cui ho accennato o ad altri annunci in cui i parenti di Moggi rivendono i biglietti di cui hanno fatto incetta al primo giorno. Il male minore -peraltro l’unico possibile- è ancora TicketOne con i suoi 57,5 € per un posto in stile “Lipu”, ovvero in cui il suono mi arriverebbe con un delay di soli 6 secondi e in cui potrei vedere Sting a patto di possedere un buon binocolo.
Ha vinto lui, TicketOne: se voglio il DelleAlpi, avrà il mio scalpo quale merce di scambio. Un giorno vorrei sapere chi sono i suoi shareowners.
Morale: metà dell’entusiasmo sincero di partenza s’è sputtanata in quest’ennesimo triste inciucio che avversa anche sull’entertainment. Non ero preparato a tutto ciò. E non so se l’amore verso i tre cinquantenni che musicalmente stimo di più sarà sufficiente a farmelo piazzare gentilmente in quel posto. Ho una gran voglia di tornare in letargo, di accendere i’impianto 5+1 e di mettere un cd dei Police di allora, di quando non c’era TicketOne a gestirli, di quando Sting aveva la voce e i capelli, di quando Summers era ancora biondo e di quando Copeland… Beh, Copeland suonicchia ancora, dai.
I can’t stand losing yooo… I can’t stand losing yoouuoo…
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Articolo molto interessante. Grazie.
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Anticipato di poco
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…mi hai ricordato perchè, a 20 anni, l’unico concerto cui io sia mai stata, Primi maggi e concerti pubblici vari, è stato quello degli articolo 31 al palalottomatica 4-5 anni fa, pagando la bellezza di 19-20 euro compresa la prevendita…. e J.Ax si vedeva benissimo!!!
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..ovviam mi sono dimenticata la parola “esclusi” prima di “primi maggi e concerti pubblici vari… :S
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Serpe, rinuncia va’. Puoi vendere il biglietto su “ibei” e venire con noi a vedere i black sabbath!
60 euri per una giornata all’idroscalo a menarsi per la prima fila. Ti garba?
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Detto questo, ticketone merda. Oggi sintetizzo troppo, forse.
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La critica al circuito mi sembra inesatta. io ho trovato il biglietto presso un botteghino ticketone senza alcun problema. avere a disposizione un servizio cosi rapido nell’acquisizione di un biglietto per un concerto che dista da casa mia 2000 km è una opportunità. prima, per trovare un biglietto era una gran fatica. nell’ 88 trovai i biglietti per il flaminio dove suonava Sting con grande difficoltà, abitando a palermo. oggi dalla mia città ho comprato due biglietti in 30 secondi senza alcun problema…per vedere i mitici police a Torino. e poi se ti piacciono come dici, non c’è distanza o difficolta che tenga. non li rivredenmo piu
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Il biglietto è stato aperto alle rivendite solo dopo le prime due settimane di esclusiva online.
Il servizio c’è, non lo discuto: TicketOne è sicuramente molto comodo. Quel che critico sono le commissioni applicate, davvero eccessive, e il regime di assoluto monopolio in cui opera questa società.
Alla fine non andrò a Torino, ho deciso che 50 € per un concerto sono troppi comunque. Significa proporre un evento di massa al prezzo di un evento di qualità: per quella somma io pretendo un posto comodo, un’acustica ottima e una buona visuale. Che diamine.
Tutte cose che in un concerto da stadio non si possono avere, men che meno al Delle Alpi.
Pazienza, sarà per un’altra vita.
O per la prossima reunion, se gli introiti di questa saranno buoni.
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Penso che questo sia il “prezzo da pagare” dovuto alla pirateria.
Mi spiego meglio: più album scaricati illegalmente significano meno introiti dai cd, ma allo stesso tempo portano ad un maggior numero di ascoltatori e quindi di potenziali spettatori ai concerti “live”. Ergo, maggior domanda di biglietti, a parità di offerta, determina un aumento dei prezzi “live”, con il quale gli artisti si ripagano ampiamente, secondo me, delle perdite dovute alla pirateria.
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Ci saranno più o meno 50mila persone che per 50 euro fanno duemilioniemmezzo di euro… e poi dovremmo ancora comprare i cd?
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