Lo strano caso delle staminali di contrabbando. 26


Quando vivi all’ombra di una malattia senza via di scampo, per cui non esiste alcuna cura e sai per certo che andrai incontro ad un inesorabile e progressivo decadimento, è pressochè impossibile non piombare nella disperazione più nera. Se lo scorrere dei giorni è soltanto l’assottigliarsi del confine che ti separa dal trapasso, il minimo barlume di speranza si trasforma in una luce abbagliante in grado di confonderti al punto tale da portarti a scelte controverse, a volte addirittura pericolose.
Questo è il dramma con cui ogni giorno migliaia di famiglie devono convivere, stringendosi attorno ad un caro affetto da patologie fortemente invalidanti quando non degenerative. Per anni si è parlato di fantasmagoriche cure per il cancro che nulla hanno a che vedere con la medicina riconosciuta, di ciarlatani di vario tipo pronti ad approfittare della disperazione della gente comune. Ognuno può esprimere un parere sulla questione, soprattutto alla luce della poca chiarezza fatta da media, scienziati e magistratura. Tutt’ora non ho ben chiaro quanto benefica o meno potesse essere la terapia Di Bella, in ogni caso non risolutiva. Negli ultimi tempi è saltato agli occhi dell’opinione pubblica un nuovo caso, la terapia con staminali mesenchimali promulgata da Stamina Foundation ONLUS, una fondazione che si dichiara senza scopo di lucro e che afferma di voler curare gratuitamente i propri pazienti con un particolare protocollo di isolamento, modifica e trapianto di cellule staminali. Per approfondire l’argomento e fornire gli strumenti adatti all’analisi critica di un qualsiasi lettore, anche totalmente ignorante sull’argomento, è tuttavia necessario fare almeno qualche premessa.

Punto primo: cosa sono le cellule staminali mesenchimali?
Non sono altro che cellule immature che hanno la capacità di rinnovarsi e dare origine a cellule specializzate specifiche di un dato tessuto. Per intenderci, sono in grado di replicarsi, e quindi di mantenere il proprio numero elevato, e al contempo di specializzarsi in una data direzione quando esposte a specifiche sostanze chiamate comunemente fattori di crescita. Esponendole a diversi fattori otteniamo diversi risultati e quindi cellule in grado di svolgere compiti differenti. Sono presenti nel midollo osseo, nel tessuto adiposo, ma anche in altri tessuti come il fegato, il pancreas ed il cordone ombelicale. Sono loro la ragione per cui si propone di congelare il cordone ombelicale al momento della nascita, per avere una fonte di cellule staminali da utilizzare per curare alcune patologie che possono presentarsi.
Ne consegue che la terapia con le cellule staminali non è una cosa nuova al mondo scientifico tanto da essere largamente impiegata in ambito medico nella branca meglio nota come Medicina Rigenerativa.
Punto secondo: cosa è la medicina rigenerativa?
Possiamo definirla come la branca della scienza che si propone, in alternativa al trapianto, di rigenerare cellule, tessuti o organi danneggiati, tanto da patologie quanto da traumi o invecchiamento. Sfruttando il potenziale delle staminali adulte, queste vengono coltivate in vitro, per aumentarne il numero, e cresciute in una specifica architettura volta a conferire loro la capacità di rinnovare la popolazione cellulare del tessuto danneggiato. In parole povere la più grande ambizione sarebbe quella di accantonare l’ipotesi del trapianto di tessuti da un donatore esterno in favore dell’autotrapianto di cellule staminali mesenchimali opportunamente riprogrammate. Approcci di questo tipo, ovviamente, richiedono enorme cautela e lunghi periodi di sperimentazione che, per quanto possano apparire scomodi, sono auspicabili per garantire la massima sicurezza per il paziente.  E’ un settore in larga parte ancora sperimentale ed impiegato clinicamente per lo più per quelle che sono definite “cure compassionevoli”.
Punto terzo: cosa è una cura compassionevole?
In alcuni casi, farmaci o terapie ancora sperimentali, e quindi prive dell’autorizzazione alla diffusione e commercializzazione,  possono essere applicate a titolo completamente su pazienti in gravi condizioni in quanto non sopravviverebbero ai tempi lunghi dei trial clinici e, comunque, non potrebbero prendervi parte a causa della propria condizione eccessivamente compromessa. L’uso compassionevole di farmaci o terapie in Italia è regolamentato opportunamente da un Decreto Ministeriale del 2003. Maggiori informazioni a riguardo possono essere reperite qui.
Adesso possiamo arrivare al punto vero e proprio, cosa fa realmente Stamina ONLUS e quanto il suo operato è eticamente e scientificamente corretto.
Citando quanto riportato sulla sul sito web della fondazione:

La Stamina Foundation Onlus è stata costituita nel 2009. Il presidente è il professor Davide Vannoni.La Fondazione si pone come obiettivo principale quello di riunire ricercatori di differenti paesi altamente specializzati nell’ambito delle cellule staminali adulte.Durante questi anni la Fondazione ha sostenuto importantissime ricerche nell’ambito della selezione, dell’espansione e dell’ indirizzamento di cellule staminali adulte del midollo osseo. In particolare, grazie al supporto della Fondazione, sono stati condotti stui estremamente significativi sull’indirizzamento nella linea neuronale di cellule staminali del midollo osseo. La metodica della Fondazione è già stata applicata in più Paesi producendo importanti risultati terapeutici di cui sono tuttora in corso diverse pubblicazioni.

Scartabellando sul sito, tuttavia, non è possibile rintracciare alcun curriculum di Davide Vannoni e dei suoi collaboratori né sono riportate pubblicazioni o riferimenti chiari alla metodica ideata, sperimentata e correntemente applicata dalla Stamina Foundation per isolare, espandere e indirizzare le cellule staminali. Si fa riferimento esclusivamente a quanto riportato dalla scienza ufficiale riguardo al potere rigenerativo delle staminali mesenchimali in svariate patologie e tessuti, ma nulla di più.  (Aggiungo che ho personalmente provato a contattare Davide Vannoni chiedendo di essere indirizzata ad alcuni testi da leggere per documentarmi sull’argomento, ma non ho ricevuto ancora risposta. Tuttavia non demordo). Tra i vari collaboratori è annoverato comunque il Dott. Marino Andolina, uno dei pionieri nel trapianto di midollo osseo.

Attualmente, da quanto sono riuscita a capire, la Fondazione fornisce cellule isolate secondo il suo particolare metodo, che non mi risulta essere stato ancora brevettato, sebbene esistano delle richieste di brevetto, a strutture ospedaliere afferenti al Sistema Sanitario Nazionale che si occupano di impiegarle per le cure compassionevoli di alcuni pazienti con l’autorizzazione delle autorità giudiziarie competenti.
Allo stesso tempo, la risposta della Magistratura ai ricorsi presentati da varie famiglie di pazienti desiderosi di essere sottoposti a questo tipo di terapia non è univoca. Le disposizioni sono infatti differenti da caso a caso ed anche tra fratelli affetti dalla stessa patologia. Si alternano testimonianze di progressi quasi miracolosi di giovani pazienti in condizioni pressoché disperate, con dossier che riportano di laboratori in pessime condizioni igieniche e veri e propri pagamenti da parte dei pazienti spacciati per donazioni. Le voci su Vannoni, inoltre, non sono così limpide. Da anni sotto inchiesta per presunti pagamenti spacciati per donazioni da parte di pazienti disperati desiderosi di sperimentare la cura, è accusato di associazione a delinquere. Non voglio credere che sia tutto vero, neppure, tuttavia che sia una sterile persecuzione giudiziaria. Tutto ciò non contribuisce a chiarire la situazione, anzi crea un quadro alquanto controverso e di difficile interpretazione.

Non mi addentro oltre per questioni piuttosto ovvie, non sono una giornalista, non mi occupo in alcun modo di inchieste, ma mi piace pensare e sognare di potermi occupare di scienza una volta ottenuto il mio pezzo di carta tanto strenuamente sudato. Parlando di scienza sono costretta a pormi centinaia di domande sul tema a cui mi piacerebbe riuscire a dare una risposta.
Prima fra tutte perché, se tanto nobile è l’intento di Stamina Foundation, ossia provare gratuitamente a curare pazienti con malattie incurabili, non sono resi chiari e trasparenti l’operato, le procedure, le competenze dei membri della fondazione? La scienza si basa sulla verificabilità. Ogni affermazione è valida se ripetendo la stessa procedura in un altro luogo del mondo e con altri operatori si ottiene il medesimo risultato. Personalmente non ho ancora trovato alcuna pubblicazione riguardo le procedure utilizzate dalla fondazione e non mi sento, perciò, di sentenziare nulla riguardo alla loro possibile validità. Posso però affermare con una certa risolutezza che è fondamentalmente scorretto applicare una procedura non verificata in alcun modo, in via del tutto sperimentale e ancora non partecipante ad alcun tipo di trial clinico. Tanto più qualcosa di così efficace sarebbe meritevole di un Nobel, si sbrigassero a prenderlo allora.

Entra in gioco a questo punto la tesi complottista, le industrie farmaceutiche non si lascerebbero sfuggire in alcun modo l’occasione di speculare su un metodo efficace commercializzandolo. La fondazione si propone invece di curare gratuitamente, motivo per cui non può certo lasciarsi intimidire da un diktat dell’AIFA. L’AIFA e le sue regole, tuttavia, non sono fatte per  nuocere ai pazienti e spennarli come polli, ma per garantire che un ciarlatano qualunque non possa approfittarsene. Le cure compassionevoli, la sperimentazione e la terapia con cellule staminali sono sacrosante, ma sacrosanto è anche il diritto di tutti noi e il dovere degli scienziati di rispettare la trasparenza. Allo stato attuale, ribadisco, non sono note sperimentazioni su animali del metodo Stamina, non sono riportati brevetti, non esistono trial clinici autorizzati né pubblicazioni che rendano il tutto verificabile. Mangereste a cuor leggero una fetta di carne di dubbia natura e provenienza, cucinata in modo ignoto da gente ignota in una cucina non propriamente pulita? No. Perché dovrebbe essere accettabile somministrare a cuor leggero una terapia che, per quanto potenzialmente efficace, non è verificabile in riproducibilità e sicurezza? Tanto più che i danni potenziali causati da un trapianto scorretto di cellule estranee all’organismo non si risolvono con una lavanda gastrica.

Mi auguro che, se davvero così nobili sono le intenzioni dei fondatori di Stamina, si affrettino a porre fine ad ogni sorta di diceria rendendo disponibile alla comunità scientifica tutta la documentazione necessaria ad esaminare la validità di un metodo così efficace, ponendo fine ad ogni sorta di diceria che è del tutto improduttiva per loro e per i pazienti. Una sperimentazione in senso classico, che attraversi i vari step previsti, è quantomai auspicabile nell’interesse di coloro che i nostri si propongono di aiutare. Fare leva sulla disperazione e sulla sensibilità dell’opinione pubblica per trincerarsi dietro il baluardo della persecuzione non è un comportamento eticamente e scientificamente corretto. La comunità scientifica non aspetta altro che poter ammettere di aver sbagliato ed annunciare alle migliaia di pazienti che esiste un palliativo alla loro infausta condizione, ma occhi e cervelli devono poter constatare la veridicità delle affermazioni fatte fino ad ora per il bene di chi, accecato dalla sofferenza, potrebbe compiere la scelta sbagliata. Se tuttavia, come non è da escludere, dietro tutto ciò c’è una buona dose di malafede, beh, che paghino.

E non c’è altro da aggiungere.


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26 commenti su “Lo strano caso delle staminali di contrabbando.

  • Fabio

    caro autore
    innanzitutto complimenti per il titolo dell’articolo che nulla ha a che vedere con il suo contenuto.
    Rispondo ad alcune delle domande:
    “Allo stato attuale, ribadisco, non sono note sperimentazioni su animali del metodo Stamina”: e qui il primo errore grossolano. La sperimentazione su animali è prerogativa di un percorso di trial farmacologico. L’infusione di staminali adulte NON è una cura farmacologica. Quale tipologia di prove e risultati può dare un test di infusione di staminali adulte prodotte da cellule umane, spesso in autotrapianto, su una cavia animale?

    ” non sono riportati brevetti” : falso. Basta googolare “patents vannoni mesenchymial stem cells” ed ecco svelata l’alchimia segreta.

    “, non esistono trial clinici autorizzati” : è più corretto dire che non esistono autorizzazioni per la sperimentazione legale di terapie cellulari

    “né pubblicazioni che rendano il tutto verificabile”: ed il fatto di non trovare documentazione in internet significa automaticamente che non esistono pubblicazioni?

    “. Mangereste a cuor leggero una fetta di carne di dubbia natura e provenienza, cucinata in modo ignoto da gente ignota in una cucina non propriamente pulita? No” : ed ecco il secondo errore. Nella nota di diffida dell’AIFA agli spedali civili di brescia (da notare : non alla Stamina Foundation) dove la Stamina ha in convenzione l’utilizzo di un laboratorio (lo stesso in cui si tratta il midollo osseo per i trapianti) le condizioni di incontaminazione “a livello non farmacologico” vengono parafrasate in “non igieniche”, se riesci a coglierne la differenza evito volentieri di dilungarmi.

    “. Perché dovrebbe essere accettabile somministrare a cuor leggero una terapia che, per quanto potenzialmente efficace, non è verificabile in riproducibilità e sicurezza?” : perchè in assenza di protocolli di sperimentazione sulle malattie neurodegenerative “accettati” dalla comunità scientifica, una malato terminale o chi esercita la patria potestà è disposto a tutto pur di non vedersi morire lentamente giorno per giorno, solo perchè alcuni burocrati anzichè verificare la validità di una terapia, salgono sul piedistallo a dettare ed elargire morale sulla validità del metodo.

    “Tanto più che i danni potenziali causati da un trapianto scorretto di cellule estranee all’organismo non si risolvono con una lavanda gastrica.” : hai documentazione e/o prove mediche che il metodo Stamina abbia causato anche il seppur minimo effetto collaterale?

    Sei solo il solito critico arrogante e pseudo-acculturato di cui ci deliziano quotidianamente i palinsesti TV

    • Mumon

      Caro Fabio,

      ti ringrazio per i complimenti. Se non altro significano che hai scelto ed avuto la pazienza di leggere fino in fondo l’articolo è questo è già più di quanto mi aspettassi. Nel merito…

      La sperimentazione su animali non è prerogativa dei traial farmacologici, ma anche di quelli terapici. Mi spiace tirti che qualsiasi terapia clinica passa per la sperimentazione su animali prima che da quella sull’uomo, eccezion fatta per alcuni cosmetici, ma questa è una recentissima normativa. La terapia cellulare è correntemente testata su animali perché, mi spiace deluderti, ma sono molti gli scienziati che da anni sperano di curare in questo modo malattie di stampo degenerativo come può, ad esempio, essere una distrofia muscolare di Duchenne.
      I topi, cavie più comunemente utilizzate, per quanto tu possa sostenere il contrario presentano una grande somiglianza dal punto di vista genetico con l’uomo e reagiscono spesso a farmaci e terapie in modo simile. Spesso anche la sintomatologia delle patologie murine è identica a quello di quelle analoghe nell’umano e questo è il motivo per cui è auspicabile una prova di autotrapianto murino-murino prima e di trapianto umano-murino poi. Per questa seconda ipotesi esistono i così detti topi nudi, ossia topi immuno depressi in cui è possibile iniettare cellule umane senza che vi sia rigetto e seguirne il comportamento. Anche questa è una procedura largamente adottata sperimentalmente e che dà ottimi risultati. Quindi non solo può dare risultati, ma li dà correntemente.

      Esistono autorizzazioni per la sperimentazione legale di terapia cellulare. Tornando alla distrofia muscolare di Duchenne, viene sperimentato il trapianto di cellule staminali riprogrammate e mioblasti nel muscolo di bambini affetti. La sperimentazione è in atto, non ancora su grandi numeri, ma dà ottimi esiti. Queste metodiche sono state però, per l’appunto, testate prima su animali distrofici e si è verificato l’effettiva assenza di danni anche a lungo termine.

      Nel mondo scientifico esistono banche dati che registrano le pubblicazioni sulle riviste scientifiche. Queste sono suddivise in base ad un indice, noto come impact factor, determinato dal numero di citazioni degli articoli che contengono. Riviste ad impact factor maggiore sono notoriamente più rigorose nel referaggio degli articoli presentati per la pubblicazione e garantiscono la perfetta trasparenza e riproducibilità dell’esperimento svolto da chi pubblica.
      Cercando sulle banche dati di cui in oggetto non ho trovato nulla, ne consegue che non c’è nulla sulle riviste comunemente ritenute attendibili dalla scienza. Se esistono pubblicazioni sarò lieta di leggerle, magari mi saranno segnalati da te o dal prof Vannoni quando risponderà alla mia mail. Per il resto, della scarsa verificabilità delle procedure usate da Stamina si è parlato anche alla Telethon Convention con professori e ricercatori che da anni cercano di dare una speranza ai propri pazienti. Qualcosa significherà.

      L’esempio della cucina era strettamente riservato alla cucina. Non intendevo insinuare che i laboratori in comodato d’uso a Stamina fossero in pessime condizioni igieniche. Io non li ho visti.

      Hai prove che con il passare del tempo non ci sia alcun effetto collaterale della terapia stamina o che non ce ne siano già state? Hai prove che gli effetti benefici non siano invece un effetto placebo indotto dal fatto che i genitori disperati VOGLIANO VEDERE un miglioramento dove non c’è? Bene, nessuno di noi due ha prove probabilmente. E’ una situazione di stallo che si risolve con la sperimentazione. Sappi soltanto che cellule iniettate non solo a volte non sopravvivono, ma possono addirittura raggiungere sedi differenti da quelle inizialmente previste e anche indurre la formazione di tumori. Non fare tutto più semplice di quanto non sia.

      La disperazione autorizza a provare di tutto, ma non a fare rischiare a tuo figlio di vivere la vita che gli resta in un modo ancora peggiore.

      Sarò una pseudo-acculturata che ha lasciato la città natia per studiare Biologia Molecolare, che ha visto uno zio, un cugino e presto anche il fratello di quest’ultimo morire a causa di una patologia ereditaria di stampo neurodegenerativo quale la Corea di Huntigton e che sa meglio di molti altri cosa sia la disperazione e il non avere alcuna speranza. Ti invito, la prossima volta, a riflettere prima di esprimere a cuor leggere un giudizio su chi stai leggendo perché può certamente commettere errori, ma non necessariamente è peggiore di te.

      • Mumon

        Il commento è pieno zeppo di errori. Chiedo venia, ma ho scritto in fretta e da una visualizzazione pessima.

      • Mo. Fi.

        No ma è meglio così, se fosse stato più corto probabilmente sarebbe incompleto..
        Ancora i complimenti per il lavoro e l’accuratezza dello scritto.

        saluti

  • Aurex

    Grazie per l’ottimo articolo, e i commenti sono ancora più interessanti! Mi riferisco alla tua risposta a Fabio, hai dimostrato di avere grande cultura in merito e dunque di avere tutto il diritto di parlare! Perché diciamoci la verità: chi non sa dovrebbe ascoltare, e non parlare. Con buona pace di Adriano Celentano.

      • _Aurex_

        Solo bisognerebbe provare a modificare il plugin di condivisione a sinistra (il mi piace di facebook è tagliato) XD è solo una cavolata, mi scuso se sporco così i commenti. Io potrei metterci mano, qualora ti servisse un sistemista ahah! gratuitamente ovviamente!

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